30 novembre 2020

Pizza bianca croccante alla romana


Anche le situazioni peggiori

migliorano con un buon pezzo di pizza.

(Ryan Reynolds)


Avvolta nella carta oleata, quella classica marroncina dei fornai, la striscia calda di pizza bianca è lo street food per eccellenza a Roma, in assoluto il cibo di strada più antico visto che si gusta così da duemila anni! E già, perché forse non sapete che la famosissima pizza bianca romana nasce proprio nell’antica Roma quando i fornai, per poter testare la temperatura del forno prima di cuocere il pane, mettevano a diretto contatto con la superficie un po’ di impasto pronto per le pagnotte, schiacciandolo con le mani. Una volta cotto questa specie di pane schiacciato certo non si poteva buttar via e allora si condiva con olio e sale e si gustava lì per lì, caldissimo e fragrante. E fu così che già da allora divenne lo spuntino più diffuso in città, a volte anche farcita con ripieni semplici ed economici come i fichi, i cui alberi all’epoca abbondavano per le vie della capitale. Con gli anni diventò un classico super amato da tutti, grandi e piccini, la famosa pizza bianca romana, c’è chi la mangia bassa e croccante e chi la preferisce leggermente più morbida e farcita con la classica mortazza (mortadella per i non romani). Oggi vi propongo la mia versione preferita, da mangiare nature, croccante fuori e morbida dentro perfetta ad ogni ora del giorno e della notte … provare per credere! 


25 novembre 2020

Torta sofficissima latte e Nesquik


La musica è una legge morale

essa dà anima all’Universo

ali al pensiero

slancio all’immaginazione

fascino alla tristezza

impulso alla gioia 

e vita a tutte le cose

Essa è l’essenza dell’ordine 

ed eleva ciò che è buono, giusto e bello

di cui è la forma invisibile

ma tuttavia splendente, appassionata ed eterna

(Platone)


Non so quali siano le vostre abitudini durante queste forzate serate casalinghe, io viaggio tra Netflix, un buon libro, qualche selezionato programma di informazione e alcuni dei concerti in onda su Rai5. Una delle chiusure che più patisco, insieme a quelle dei musei e dei teatri, è quella delle sale da concerto. Anche se è molto triste vedere, attraverso lo schermo televisivo, quelle splendide e accoglienti sale totalmente prive di pubblico, è sempre meraviglioso perdersi tra le note musicali. Ad esempio, mercoledì scorso, ho assistito al concerto di Beatrice Rana, una pianista eccelsa. Questa giovane stella del pianismo internazionale, infatti, è stata protagonista di un concerto dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, registrato all'inizio di questo mese all'Auditorium Parco della Musica di Roma appositamente per la Rai. Posso solo immaginare lo stato d'animo degli artisti nell'esibirsi in queste condizioni particolari, il senso di vuoto dato dall’assenza del pubblico, il silenzio assordante dei mancati applausi, le emozioni contrastanti, il distanziamento sociale tra loro sul palco, ma al tempo stesso la grande commozione provocata dalla bellezza delle partiture affrontate. In questo particolare momento la musica classica sta soffrendo, poiché la sua unicità risiede proprio nelle esecuzioni live, l’emergenza però è riuscita ad assegnare un nuovo volto a questo genere musicale ancora troppo di nicchia, arrivando a coinvolgere attraverso il piccolo schermo un pubblico più ampio, anche se ovviamente resta la sostanziale differenza tra l’ascolto dal vivo, con la percezioni di ogni minima sfumatura, e quello in casa tramite TV. Purtroppo, in questo momento reinventarsi sembra d’obbligo per tutti, reinventarsi ed adattarsi … ma in questo strano tempo sospeso che stiamo vivendo la musica rimane la carezza dell’anima di cui non posso privarmi, come non posso rinunciare ad un dolce, magari semplice, che allieti il mio buongiorno e l’inizio di una nuova settimana.

18 novembre 2020

Sofficini … la ricetta per farli in casa


Siamo nati per combattere la sorte

Ma ogni volta abbiamo sempre vinto noi

Questi giorni cambieranno i nostri giorni

Ma stavolta impareremo un po' di più…

(R.Facchinetti)


In una grigia domenica di pioggia di semi lockdown, con i negozi chiusi e le strade del centro contingentate, cucinare qualcosa di gustoso per una cenetta sfiziosa in famiglia, che possa riportare un leggero sorriso sui volti dei più giovani di casa, è sempre un’ottima idea. La noia di queste lunghe giornate tutte uguali e l’isolamento dagli amici sono duri a tutte le età. La ricetta di oggi è sempre la stessa del lontano 2013, la prima volta che la postai, da allora ho fatto e rifatto i sofficini tantissime volte, per mia figlia, per i suoi amici, per i nipotini ed ogni tanto anche per una sfiziosa cenetta. Se non li avete ancora mai fatti li dovete provare assolutamente, i vostri bambini li adoreranno e anche i grandi! Sono semplici da preparare e, una volta impanati, potrete friggerli, ma anche cuocerli al forno per una versione più leggera, saranno comunque ottimi. Sono anche molto comodi, perché possono essere preparati prima e poi congelati. Una volta impanati vi basterà incartarli, uno per uno, con della pellicola trasparente. Saranno così pronti per essere cotti ogni qualvolta ne avrete desiderio. Se opterete per cuocerli nel forno potrete utilizzarli ancora surgelati, diversamente per friggerli sarà meglio scongelarli prima. 


11 novembre 2020

Ciambella al doppio yogurt


Una generale insocialità rimove l’uomo dall’uomo

Una solitudine, una mestizia, uno squallore,

per tutte le vie, per tutte le case, su tutte le facce…

(G.G.Belli)


La novità dello smart-working, la didattica a distanza improvvisata, gli aperitivi in video chiamata con gli amici, le maratone su Netflix, gli allenamenti in casa, i cori dai balconi … ormai sono storia. Ora la realtà è diversa … c’è più diffidenza, più pessimismo, più egoismo, più rabbia e più stanchezza. Ce lo avevano detto che sarebbe arrivata la seconda ondata, ma in cuor nostro speravamo che non fosse vero o almeno che non fosse così travolgente …. Non mi interessa in questo momento infliggere colpe, che peraltro ormai sono evidenti, dal mancato adeguamento del trasporto pubblico o delle strutture sanitarie, soprattutto in alcune aree del nostro paese, al generico lassismo estivo rispetto al mantenimento delle misure elementari di protezione, o al comportamento totalmente irresponsabile di certe fasce di età, senza dimenticare l’incosciente campagna negazionista e l’imprudente atteggiamento di chi ha addirittura parlato, dall’alto del suo scranno, di un virus meno pericoloso e clinicamente morto. Non mi interessa recriminare su ciò che è stato o che sarebbe dovuto essere, ora mi piacerebbe vedere in tutti un po’ più di senso di responsabilità, di senso civico e anche di senso dello Stato. Vorrei che tutti insieme reagissimo e combattessimo l’evidente comune nemico, che è il virus. Vorrei vedere un arco costituzionale unito contro l’emergenza e non realtà politiche contrapposte per interessi singoli o a fini di Palazzo, vorrei non vedere delle chiese trasformate in ospedali improvvisati, vorrei non sentire questo “tutti contro tutti” quotidiano, vorrei non vedere la violenza nelle strade e vorrei tanto vedere strade e lungomari molto meno affollati ... siamo tutti più stanchi e meno propensi a nuovi sacrifici, ma purtroppo non c’è altra scelta a quanto pare. Quindi stringiamo i denti, scaviamo dentro di noi, tiriamo fuori la forza e l’orgoglio e combattiamo, tutti insieme. Anche se ci sentiamo come un vecchio pugile stanco … alziamoci e speriamoci di nuovo. Per uscirne serve un grande impegno comune, sicuramente da parte delle istituzioni, ma anche da parte di ciascuno di noi. Perché siamo tutti dalla stessa parte della barricata.  Gli esseri umani si abituano a tutto è vero, ma non è accettabile abituarsi a questo nuovo modo di vivere che prevede da un lato una costante limitazione delle libertà personali e dall’altro la convivenza forzata con questo maledetto virus e quindi la coscienza di poterlo contrarre da un momento all’altro … con esiti incerti peraltro. Perché i sintomi, come tutti sappiamo, potrebbero essere lievi, ma anche molto devastanti o addirittura letali. O forse ancor peggio il virus potrebbe utilizzarci come ignari veicoli asintomatici per infettare le persone che amiamo… le più giovani o le più anziane … persone che, di fatto, potrebbero soffrire moltissimo solo per colpa nostra, magari a seguito della nostra superficialità o irresponsabilità, persone a cui nell’ipotesi più nefasta potremmo non poter dare neppure quell’ultima carezza … Io non ci sto, né per me né per chi amo, né per i miei amici né per i miei concittadini, non voglio sensi di colpa di questo tipo, non voglio la sofferenza di nessuno sulla mia coscienza e quindi cerco di dare nel mio piccolo il buon esempio. Quindi parlo quando vedo qualcosa che non va, quindi insisto con chi ancora vacilla nella comprensione del problema, quindi cerco di insegnare i giusti comportamenti ai più giovani e riluttanti e spiego con delicatezza ai più anziani le regole da seguire e non demordo nel mio intento e non mi lascio travolgere dallo tsunami, non mi lascio abbattere. Siamo di nuovo in trincea, in una guerra che possiamo combattere solo rispettando le regole e con il senso collettivo di sacrificio e la determinazione di potercela fare. Non serve la complessità di grandi discorsi, ma solo la forza e la semplicità dei piccoli gesti quotidiani da parte di ognuno di noi. L’angoscia e la paura di oggi devono trasformarsi in coraggio per difendere il nostro domani e quello dei nostri figli … un domani libero e sereno, pieno di abbracci, baci e sorrisi.

4 novembre 2020

Vellutata mista ... extra light!


Tempi felici sono quelli in cui è lecito

pensare ciò che si vuole

ed esprimere ciò che si pensa.

(Publio Cornelio Tacito)


Tantissimi diritti che esercitiamo nel nostro quotidiano li diamo troppo spesso per scontati, ad esempio poter accedere ad internet e fruire senza limitazioni dei suoi contenuti, non è un diritto che hanno tutti i popoli. Purtroppo nel mondo molti sono impossibilitati a fruire liberamente della rete, per ragioni politiche, geografiche, economiche o sociali, e questo è sicuramente un elemento di marginalizzazione per molte persone. La rete, così come siamo abituati a conoscerla, si basa su un principio democratico di uguaglianza e di libera espressione, eppure ci sono molti paesi “digitalmente repressivi”. Alcuni bloccano i siti di informazione politica o particolari social media, altri invece bloccano qualunque sito il governo riesca a definire “immorale”, poi ci sono addirittura paesi in cui si può essere condannati per aver condiviso o messo un like ad articoli critici verso il potere costituito.  Quindi, mentre in nazioni come l'Italia ognuno di noi è libero di aprire un forum o un blog o utilizzare un qualunque social per esprimere le proprie opinioni, anche riguardo la politica ed il governo, in altri paesi ciò è stato impedito. Ad esempio viene bloccato Twitter, proprio perché utilizzato principalmente per discussioni politiche. Oppure vengono bloccati social tipo Facebook, ma anche chat come WhatsApp e Skype, per impedire alle persone di diffondere messaggi o organizzare incontri o manifestazioni a sfondo politico. L’impossibilità a connettersi produce mancanza di informazioni e ovviamente questo agevola solo chi detiene il potere.  Il web ha giocato e gioca un ruolo cruciale nella società attuale, contribuisce ad attivare e modellare nuove forme di socialità, basate sulla molteplicità e sulla pluralità delle informazioni. Internet non è solo tecnologia, è l’epoca stessa in cui viviamo. Nessuno dovrebbe restare indietro e a nessuno dovrebbe essere limitato l’accesso alla rete,  questo mondo virtuale dovrebbe essere basato su regole di libertà e di uguaglianza per tutti, senza distinzioni politiche o religiose. La fonte della ricchezza di ogni paese dovrebbero essere le idee e la conoscenza, e nessuno dovrebbe controllare le idee ed i loro processi di elaborazione.


31 ottobre 2020

Halloween chiffon cake

Boys and girls of every age

wouldn't you like to see something strange

Come with us and you will see,

This our town of Halloween

This is Halloween, this is Halloween,

Pumpkins scream in the dead of night

This is Halloween, everybody make a scene,

Trick or treat till the neighbours come and die of fright

It's our town, everybody scream,

In this town of Halloween…

(This is Halloween - Nightmare Before Christmas)


Il 31 ottobre si festeggia Halloween, omaggio celtico allo spirito dei morti, una festa ormai da molti anni ereditata anche in Italia e amata soprattutto da bambini e adolescenti. Purtroppo in tempo di pandemia e distanziamento sociale, con curve in ascesa costante, questo Halloween 2020 sarà quantomeno anomalo. Certamente niente feste a scuola con i compagni o party in casa in compagnia di amici ed il rituale “dolcetto o scherzetto” nelle strade del quartiere o nel condominio per i più piccini, è certamente da sconsigliare. Ma festeggiare per chi lo desidera sarà ugualmente possibile, si potrà sempre far vivere l’atmosfera di Halloween tra le mura di casa, in famiglia, coinvolgendo anche il papà più restio, o il fratellone troppo grande, basterà travestirsi … anche solo un pò, addobbare la casa a tema, accendere candele, allestire ragnatele ed intagliare zucche, organizzando così una serata diversa che sicuramente i bambini non dimenticheranno. Un Halloween da vivere in piccolo, stando insieme in maniera semplice, ma divertente e ovviamente preparando un’ottima cenetta in tema, magari facendosi aiutare dai piccoli, cena che non potrà non concludersi con un dolce speciale. Semplice da fare e per nulla mostruoso, com’è da sempre Halloween nelle mie corde, ma assolutamente degno di una seratina in casa che strappi un sorriso ai nostri figli e perché no … anche a noi! 

21 ottobre 2020

Biscotti vegani aromatizzati al limone


Il tempo e la pazienza 

possono più della forza o della rabbia.

(Jean De La Fontaine)


Troppa insofferenza, troppa irrequietezza, troppa incomprensione, troppa rabbia, troppa intolleranza. La virtù della pazienza è in evidente declino, forse anche per la cattiva interpretazione del significato stesso del termine e della sua “funzione”. Pazienza è più attesa che remissività, più comprensione che rassegnazione, più sopportazione che condiscendenza, più tolleranza che mansuetudine. A volte invece la pazienza viene confusa con l’inerzia, con l’estrema docilità, con il compromesso, quasi fosse una resa passiva di fronte all’ineluttabilità dei fatti. Mentre l’impazienza, accompagnata magari dalla rabbia, viene vista come un segno di forza, di risolutezza, di intraprendenza e di determinazione. Sentirsi forti, laddove invece siamo diventati tutti più vulnerabili. Fermiamoci a riflettere, pensiamo alle conseguenze delle nostre parole prima di esprimerle, delle nostre azioni prima di compierle, ascoltiamo per comprendere e non solo per sentire. Riscopriamo il valore della pazienza, dell'attesa al fine del risultato migliore ... le scorciatoie non esistono.  

13 ottobre 2020

Tagliatelle con prataioli e porcini ... cremosissime


Sono i giorni più belli dell’anno

Vendemmiare, sfogliare, torchiare

non sono neanche lavori

caldo non fa più, freddo non ancora

c’è qualche nuvola chiara

e si va per funghi

(Cesare Pavese)


Con l'arrivo dell'autunno anche sulla nostra tavola i sapori ed i colori cambiano e nuovi ingredienti arricchiscono la dispensa, è tempo di zucca, ma è anche tempo di funghi. Nati nel sottobosco grazie all’oscurità e all’umidità, sono perfetti per paste e risotti, secondi e contorni. Frutti spontanei della terra che regalano un sapore speciale alle nostre pietanze. Queste tagliatelle cremose ai funghi ne sono un esempio, un primo piatto che amo particolarmente, estremamente semplice da preparare, ma con una cremosità ed un gusto davvero irresistibile. Le versioni per preparare le tagliatelle ai funghi sono, ovviamente, tantissime. C'è chi predilige i funghi freschi, chi i funghi secchi, perché regalano alla pietanza un profumo ed un sapore più intensi. C'è chi le ama solo con i porcini e chi invece preferisce i misti di bosco con porcini, cantarelli, ovoli, piopparelli ecc. E poi ci sono io, che amo condire le tagliatelle con un misto di prataioli e porcini, sia freschi che secchi. Un piccolo consiglio per il momento dell’acquisto. I funghi per essere saporiti devono essere di qualità e freschissimi. Quindi il cappello deve essere duro e sodo al tatto, il porcino dovrà essere di un bel marrone scuro, mentre il prataiolo di un colore bianco pieno. La calotta superiore deve risultare fissata saldamente sul gambo che dovrà anch’esso risultare ben sodo e mai molliccio. 

7 ottobre 2020

Ciambella alla zucca variegata al cacao


Sono più miti le mattine

E più scure diventano le noci

E le bacche hanno un viso più rotondo,

La Rosa non è più nella città.

L’Acero indossa una sciarpa più gaia,

E la campagna una gonna scarlatta.

Ed anch’io, per non essere antiquata,

Mi metterò un gioiello

(E. Dickinson)


Tra i mesi autunnali ottobre è indiscutibilmente il mio preferito e non solo perché è il mese in cui è nata mia figlia. L’ho sempre trovato un mese dall'atmosfera magica, con i suoi colori meravigliosi, così caldi e accesi: il verde intenso, i rossi, i marroni e gli arancioni. Racchiude in sé il tripudio dei sapori e degli odori dell’autunno, profumi di terra umida, di foschia, di vino novello e di mosto d’uva, di muschi e legni preziosi, di castagne e funghi porcini, di melograno e cachi, di mele e cannella. Ottobre, con la sua aria fresca, con i suoi cromatismi vivi e pulsanti, con la luce del sole che si fa tiepida e il cielo che si copre di nuvole minacciose ti fa pensare a certi quadri di Monet o di Gustave Courbet, vivere ottobre è come vivere una sinfonia che ti inebria e ti avvolge accompagnandoti per mano, piano piano, verso l’inverno. E ad ottobre, sui banchi del mercato, torna l’ortaggio più simbolico di questo mese: la zucca, ricca di betacarotene, fibre, vitamine e sali minerali. Genuina, succosa, versatile, in cucina consente di preparare menù completi, dall'antipasto al dolce, ed oggi ve la propongo proprio in versione dolce, una deliziosa ciambella super soffice perfetta per la colazione o per una sana merenda.

29 settembre 2020

Il polpettone della nonna ...fritto


Voglio un autunno rosso come l’amore,

giallo come il sole ancora caldo nel cielo,

arancione come i tramonti accesi al finire del giorno,

porpora come i granelli d’uva da sgranocchiare.

Voglio un autunno da scoprire,

vivere e assaggiare.

(S.Littleword)


Il polpettone è un secondo piatto rustico e goloso che piace sempre a tutti, grandi e piccini. Ogni famiglia ha la sua ricetta, quella che vi propongo oggi è la preferita di mia figlia, lasciata in eredità nel famoso quadernino della nonna napoletana di mio marito, che friggeva tutto! Un polpettone con una croccante crosticina esterna, morbido e gustoso all'interno, perfetto servito sia caldo che a temperatura ambiente. Ma come ogni pietanza, anche il semplice e tradizionale polpettone ha il suo segreto, in questo caso è la carne. Infatti, per ottenere un polpettone gustoso e morbido è sempre meglio scegliere un misto di carne che abbia una parte grassa, le più adatte sono maiale e vitello. La carne deve necessariamente essere sempre macinata al momento e abbastanza finemente, meglio con doppia macinatura. Inoltre, nonna Ida consiglia, per un interno ancor più morbido, di non ammorbidire il pane nel latte, ma nell'acqua tiepida. Insomma, una ricetta povera, semplice e gustosissima con solo qualche accortezza in cottura.