26 marzo 2015

Muffin salati al salmone affumicato con profumo di aneto

Ci sono giornate in cui mi sento Wonder Woman, miracolosamente il tempo si allunga, l’orologio rallenta la conta inesorabile dei minuti che passano ed io riesco a far rientrare nelle solite 24h il mio lavoro, il mio essere moglie, madre, le faccende di casa, la spesa, una chiacchiera con un’amica e anche un pò di relax davanti al PC….ma ci sono altre giornate invece in cui mi sento di annaspare  non riesco a fare e a dare tutto ciò che vorrei a chi vorrei, neanche a me stessa, a volte basta un piccolo sassolino a bloccare tutto il mio delicatissimo ingranaggio temporale. Oggi è stata la pioggia! Dovete sapere che  Roma ha la capacità unica di riuscire ad allagarsi e a mandare il traffico in tilt anche con poche gocce d’acqua immaginate con una pioggia incessante come quella di oggi ...  conseguenza quello che  normalmente  è il tempo stimato del mio tragitto casa lavoro, cioè 15/20 minuti è diventato più di un’ora!!!! Capiterà anche a voi di rientrare tardi  a casa, magari stanche  e con poca voglia di  cucinare ed allora per quei momenti vi propongo di provare questi gustosissimi e veloci muffin salati che, abbinati ad una bella insalata mista, potranno risolvere egregiamente una cenetta in famiglia. 



Ingredienti  per 10 muffin circa:
2 uova
100 ml di olio  evo leggero
50 gr di yogurt bianco
sale
150 gr di farina 00
½ bustina di lievito per torte salate
½ cucchiaino di bicarbonato 
100 gr di salmone affumicato
aneto q.b.

Procedimento:
In una ciotola unite le uova con l'olio, lo yogurt e un pizzico di sale e mescolate molto bene, poi unite la farina setacciata con il lievito e il  bicarbonato. Tagliate il salmone a pezzettini e aggiungetelo all'impasto insieme ad un pò di aneto e amalgamate bene. Io in questo caso non avendo l'aneto fresco ho utilizzato quello secco.  Imburrate ed infarinate gli stampini da muffin e riempiteli per 2/3 con il composto preparato. Cuocete per 35-40 minuti a 180° in modalità areato. Trascorso il tempo necessario, estraete i muffin dal loro stampo e fateli raffreddare su una gratella per dolci. Serviteli  freddi.
Buon appettito!







 Buona vita
 e alla prossima ricetta!




25 marzo 2015

Mini cake al cioccolato fondente farcito con crema di pistacchi al cioccolato bianco

Tra i blog che seguo c’è La vetrina del Nanni  una di quelle cucine virtuali  in cui puoi copiare una ricetta a colpo sicuro. Tempo fa lessi  quella di una crema spalmabile al pistacchio e cioccolato bianco. Ora dovete sapere che il Nanni non ama in particolar modo né i pistacchi né la cioccolata bianca la ricetta gli fu richiesta da un assiduo lettore, io invece amo profondamente i pistacchi un pò meno il cioccolato bianco, ma vi assicuro che l’accoppiata ha del sublime, affondare il cucchiaino in questa libidine sarà una vera esperienza sensoriale a patto che come giustamente dice il Nanni usiate solo prodotti di ottima qualità. Dopo la prima volta l’ho rifatta spesso, ma sempre in piccole quantita da gustare semplicemente su una fetta biscottata a colazione o un cucchiaino per gratificarmi a fine giornata, non l’avevo mai usata per farcire una torta …diciamo che mi sembrava di esagerare in calorie, ma l’altro giorno ho deciso di far trovare un regalo goloso e molto gratificante alla mia dolce studentessa che in quest’anno di maturità si sta spendendo veramente tanto ed ecco qui una tortina monoporzione di una golosità oltre ogni immaginazione, ovviamente se vi piace il pistacchio! L'unico neo, se così si può dire, è che per fare questo dolce dovrete pensarci un giorno prima perchè la crema al pistacchio ha bisogno prima di essere utilizzata e degustata di 24h di riposo. Indiscutibilmente un procedimento un pò lungo, ma l'assaggio ripaga .... eccome !!!!


Ingredienti per 2 tortine monoporzione:
150 gr di cioccolato fondente
30 gr di burro
130 gr di latte
40 gr di farina 00
3 gr di lievito per dolci
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
1 uovo bio
20 gr di zucchero semolato

Per la crema al pistacchio
180 gr cioccolato bianco
85 gr pasta di pistacchi di Bronte
55gr di burro chiarificato

per decorare
zucchero colorato verde
miele di acacia


Procedimento

La crema di pistacchi 
Tritate in piccoli blocchi il cioccolato bianco e fatelo sciogliere a bagnomaria mescolando in maniera che la massa arrivi lentamente a 45°, ed è importante arrivarci lentamente, così da evitare la formazione di grumi. Alla fine dovrà essere fluido omogeneo e senza grumi.  Per temperarlo dovrete mettete 1/3 della massa in un contenitore ed  il rimanente su un piano di marmo. Spatolate il cioccolato distribuendolo uniformemente sulla superfice e successivamente raccoglietelo. Dovrete ripetere questa operazione più volte, fin quando misurandolo non sia arrivato a 25°.  Ora unitelo alla massa calda lasciata da parte e mescolate.  A questo punto la temperatura dovrebbe salire a  29°. Attenzione se fosse più alta  dovrete rimettere parte della massa sul marmo, spatolare ancora, riunire al resto, mescolare bene e rimisurare. Se invece fosse al di sotto della temperatura desiderata  dovrete aggiungere altro cioccolato bianco caldo, mescolare e misurare di nuovo. A questo punto la massa è temperata e pronta.  Sciogliete il burro chiarificato e lasciatelo raffreddare dovrà raggiungere la temperatura di  25° circa. In una ciotola mettete la pasta di pistacchio, unite il burro a temperatura e mescolate molto bene, quando l'emulsione  sarà pronta  unite il cioccolato bianco temperato e mescolate ancora fino ad ottenere un composto omogeneo. Seguitate a mescolare finché la crema non comincerà a rapprendersi leggermente. A questo punto mettete il recipiente con la crema in freezer per 2/3 minuti, poi riprendetelo, mescolate di nuovo e di nuovo in freezer, questa operazione andrà ripetuta  per 2/ 3 volte  finché non raggiungerete la giusta consistenza (per capirsi tipo nutella)  A questo mettete la crema così ottenuta in un vasetto ben pulito a chiusura ermetica e lasciatela riposare per 24h prima di utilizzarla. 

la base della torta
Fondete a bagnomaria il cioccolato con il burro, quando il tutto sarà ben sciolto togliete dal fuoco ed unite il latte che avrete fatto precedentemente scaldare, mescolate bene e quando il liquido sarà ben assorbito unite il tuorlo e il cucchiaino di estratto di vaniglia. Mescolate ancora per far assorbire bene l'uovo e  poi unite la farina setacciata con il lievito sempre mescolando, in ultimo aggiungete l’albume montato a neve con lo zucchero. Imburrate ed infarinate uno stampo da 20cm di diametro,  versate il composto ed  infornate  in modalità statica per circa 30 minuti a 180°. Quando la torta sarà cotta, lasciatela raffreddare molto bene su una gratella per dolci. La torta risulterà molto bassa e così deve essere.

Assemblaggio 
Con l'aiuto di un coppapasta  tagliate quattro cerchi  dalla torta. Posizionatene due in due piattini singoli, spalmate su entrambi la crema di pistacchio al cioccolato bianco, ricoprite con gli altri due cerchi di torta, spennelateli leggermente di miele e decorate con dello zucchero colorato. Nel caso invece voleste delle decorazioni finali diverse non usate il miele ed optate per del semplice zucchero a velo,  o del cacao amaro, o per un trito di pistacchi.  
Buon appetito!








Buona vita

 e alla prossima ricetta!




21 marzo 2015

Di social e di minori ... tra un biscotto e l'altro

I social mi piacciono, ho un blog, una pagina Facebook e un account Pinterest … ma la vita è un’altra cosa. L’altra sera sentivo al telegiornale dell’ennesima indagine sul rapporto spesso sbagliato che si è instaurato tra i social ed i minorenni, soprattutto quella fascia di età pericolosamente debole che va tra i dieci e i sedici anni. Si metteva in evidenza come ormai quasi tutti i minori avessero uno smartphone o un tablet già a 10 anni:  “giocattoli” tecnologici con straordinarie potenzialità, ma spesso pericolosi in mani sbagliate ed inesperte. Non occorrono studi particolari per vedere che molti di noi, adulti e primo esempio vivente per i  più piccoli di casa, vivono ossessivamente sui social, si posta di tutto: dalla foto del  panino che si mangia davanti al PC in ufficio, ai luoghi frequentati, al programma della giornata e poi i selfie ... tonnellate di selfie. Secondo la Società Italiana di Pediatria che ha condotto uno studio su un campione di studenti  di terza media (13 anni),  oggi l’81% dei ragazzi usa i social e  quasi il 90% dal cellulare ( per cui con un controllo molto più difficile da attuare da parte dei genitori)  e dato in assoluto più preoccupante il 15% ammette di avere postato un selfie provocante. Nel rapporto si legge: “Tra gli altri comportamenti a rischio rivolti a sconosciuti (dove sconosciuto non equivale necessariamente a pedofilo) il 19% ha dato il proprio numero di telefono, il 16,8% ha inviato una foto, il 24,7% ha rivelato la scuola che frequenta, l’11,6% si è incontrata con “lo sconosciuto”, il 5,2% ha accettato proposte di sesso online. All’87,6% degli intervistati piace internet perché si può stare in contatto con gli amici,  per il 60,2% internet è addirittura irrinunciabile”. Sesso online dei ragazzini ????  Ma si può ?!!!  Concordo sul fatto che i social non vadano demonizzati, perché hanno anche aspetti di grande utilità e socializzazione, ma mi sembra evidente che il problema sia l’abuso che ne viene fatto. Il rapporto prosegue con le considerazioni del Presidente della Società Italiana di Pediatria “Il minore dovrebbe essere educato all’uso del cellulare e dei social con regole precise, bisognerebbe spiegare loro il “principio di precauzione”, nessuna informazione personale va immessa in rete, nominativo, scuola frequentata, indirizzo abitazione, ecc. educarli in generale ad un utilizzo non indiscriminato. Un utilizzo più sicuro e critico di tutti i nuovi media in generale significherebbe anche assegnare a tali strumenti un ruolo adeguato nell’economia della propria giornata e della propria vita, evitando così che diventi l’unico riferimento di socialità e di conoscenza”. Vita da social si, piace a tutti: a noi, ai nostri figli e ai nostri nipoti, ma anche prato, pallone, aquiloni, cinema, libri, passeggiate e chiacchiere, perché alla fine io credo che il dialogo, l’ascolto e l’insegnamento da parte nostra di un’etica comportamentale siano le basi per salvare i nostri ragazzi dall’ossessione del social, perché la vita vera è un’altra cosa!


Ingredienti:
3 albumi a temperatura ambiente
100 gr di zucchero a velo
150 gr di farina di cocco
Gocce di cioccolato q.b.


Procedimento:
Montate gli albumi a neve più ferma possibile insieme alla metà della dose prevista di zucchero. Quando la montata sarà pronta versatela in una ciotola, aggiungete ora la farina di cocco e con l’aiuto di una spatola in silicone amalgamate delicatamente con movimenti lenti ma ampi, dal basso verso l’alto cercando di far incamerare più aria possibile al composto. Sempre mescolando in questo modo aggiungete le  gocce di cioccolato ed in ultimo il restante zucchero a velo. Rivestite una leccarda con della carta forno e con l’aiuto di due cucchiaini formate dei  mucchietti  di impasto ben distanziati, tendono ad abbassarsi ed allargarsi in cottura. Infornate in modalità areato a 180° per 12 minuti. Trascorso il tempo necessario, spegnete il forno e lasciate i biscotti all’interno, aprendo lo sportello solo per un paio di centimetri  così che l’umidità possa uscire e loro asciugarsi bene. Lasciate in forno spento con lo sportello semiaperto per circa 20 minuti. Trascorso questo tempo estraeteli  dal forno e  metteteli a raffreddare completamente su una gratella per dolci per un paio di ore. Si conservano perfettamente per parecchi giorni in una scatola di latta.
Buon appetito!







Buona vita
 e alla prossima ricetta!







18 marzo 2015

Spaghetti al pesto di rughetta e mandorle


Natale,  Pasqua, estate .... i periodi classici di vacanza e poi ci sono i momenti in cui ti senti stanco, non di qualcosa in particolare, ma della semplice routine, senti il bisogno di ricaricare le batterie ed allora piccola fuga dalla città sia! Ed infatti eccomi qui appena rientrata da una piccola vacanza a Barcellona giorni benedetti dal sole e da un clima meraviglioso e  grazie anche ai consigli della dolcissima Valentina è andato tutto benissimo e abbiamo mangiato ottimamente nei ristoranti che lei ci ha segnalato.  Oltre ovviamente ad aver visitato la città,  il quartiere gotico l'ho adorato, ammirato le meravigliose opere di Gaudì e fatto tantissimo shopping, visto che la figlia era con noi! Ma al rientro frigo vuoto e pioggia per cui un primo veloce, ma gustosissimo e appagante, spaghetti al pesto di rucola o come la chiamiamo noi a Roma rughetta ed invece dei soliti pinoli le mie tanto amate mandorle, sempre presenti nella mia dispensa. 


Ingredienti per 4 persone:
100 gr di rughetta o rucola
80 gr di parmigiano reggiano grattugiato
50 gr di mandorle pelate
1 spicchio di aglio
Sale q.b.
Olio di oliva q.b. (circa 150 ml)
350 gr di spaghetti

Procedimento:
Per prima cosa lavate molto bene la rughetta, asciugatela e mettetela nel bicchiere del mixer, aggiungete le mandorle, il parmigiano reggiano, lo spicchio di aglio a pezzetti, il sale e un pò di olio  extravergine di oliva. Cominciate a frullare a bassa velocità e poco alla volta seguitate ad aggiungere olio a filo, fino ad ottenere una crema ben amalgamata e abbastanza fluida. Lessate la pasta in abbondante acqua bollente salata, trascorso il tempo necessario scolatela  e versatela in una ciotola con il pesto insieme ad un paio di cucchiai di acqua di cottura della pasta. Mescolate bene e servite guarnendo con qualche mandorla. Se non userete immediatamente il pesto di rughetta, potrete conservarlo in frigorifero per un paio di giorni ponendolo in un contenitore chiuso  e  coperto con un filo d'olio di oliva.
Buon appetito!



Ed ora qualche foto di Barcellona



L'imponenza dell'eterno cantiere della Sagrada Familia




Il meraviglioso e luminosissimo interno della Sagrada Familia






La bellissima Casa Batllò  espressione della genialità di un mito




L'ordine maniacale delle bancarelle nell'antico mercato della Boqueria




Vi ho fatto venire un pò di voglia di andare a visitare Barcellona ?
 Intanto che ci pensate vi lascio il mio augurio di sempre e vi aspetto per la prossima ricetta.... dolce

Buona vita !



14 marzo 2015

Petticoat Tails

Dicono che sia stato uno dei dolci preferiti di  Maria Stuarda,  grande regina di Scozia e che ne fosse  una grande consumatrice. Il Petticoat Tails  è  un grande biscotto rotondo che dopo la cottura viene diviso in spicchi, una vera e propria torta da tè. Sembra che il suo strano nome, letteralmente spicchi di sottoveste, sia stato ispirato proprio dalla forma delle pesanti sottogonne dell'epoca. Questa burrosissima tortina scozzese altri non è che l’antesignano dei più noti e moderni shortbread, i tipici e golosi biscotti burrosi, molto diffusi in tutto il Regno Unito, perfetti per il classico tè pomeridiano o per uno spuntino goloso. A Londra non vi è negozio di alimentari, supermercato, e negozio di souvenir dove non possiate trovare questi famosissimi biscotti nelle loro tre tipiche forme, confezionati in bellissime scatole di latta rossa con la bandiera scozzese disegnata. I tre principali formati degli shortbread sono: fingers, di forma rettangolare allungata e molto spessi, gli shortbread rounds, di forma rotonda simili a dei normali biscotti e  infine l'antico e tradizionale petticoat tails,  il  grande biscotto unico circolare  da dividere  in spicchi. 



Ingredienti
per una teglia da 20 cm diametro

50g di zucchero a velo
100 g di farina 00
50 g di maizena
100 g di burro
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
un pizzico di sale



Procedimento:
Mettete lo zucchero a velo, la farina, l'amido ed il sale nel robot con le lame e dare una veloce girata per amalgamare, poi unite il burro leggermente ammorbidito a pezzetti  piccoli e l’estratto di vaniglia. Azionate il robot  finchè l'impasto sarà diventato grossolanamente bricioloso. Prendete una teglia in ceramica o antiaderente e posizionateci l’impasto pressandolo e  livellandolo perfettamente. Incidete l'impasto in spicchi e poi con l’aiuto di uno stuzzicadenti praticate dei fori equidistanti. Coprite con pellicola trasparente e mettete in frigo per un'ora. Trascorso il tempo necessario togliete la pellicola ed infornate in modalità areato a 160° per 30 minuti.  Regolatevi come sempre con il vostro forno, ma ricordate che deve rimanere chiaro e solamente i bordi dovranno risultare leggermente dorati. Appena estrarrete dal forno i biscotti dovrete  incidere nuovamente nei tagli praticati in precedenza, e ripassare con lo stuzzicadenti i buchi precedentemente fatti. A questo punto lasciate raffreddare completamente, non tentate di estrarre la tortina di biscotti dalla teglia prima di un paio d’ore, l’impasto è fragilissimo e si rovinerebbe.  
Buon appetito!
 





Buona vita 
e alla prossima ricetta!




7 marzo 2015

Pizza bianca tipo romana con maturazione a 48 ore

Oggi pizza! La più semplice di tutte all’apparenza, quella bianca. La pizza che mi fa tornare bambina, quando me ne bastava una striscietta tra le manine paffutelle per essere felice e diventare paziente mentre aspettavo la mamma che finiva di fare la spesa, la pizza bianca che vendevano al bar del liceo farcita esclusivamente con nutella o mortadella. La pizza bianca che adorava mangiucchiare mia figlia mentre metteva i dentini…A Roma questo tipo di pizza rappresenta la merenda o lo spuntino preferito di grandi e piccini,  storicamente imbottita con la mortadella, la famosa pizza e mortazza,  diventa speciale quando è stagione con prosciutto crudo e fichi, ma vi assicuro che è ottima anche in versione dolce con la crema di nocciole. Insomma io adoro la pizza in generale, ma questa un po’ di più!  Nel titolo la definisco “tipo romana” per due motivi, primo perchè l'ho leggermente rivisitata inserendo il farro bianco nell'impasto, e poi perché sinceramente, come dice Bonci nei suoi corsi, quel risultato perfetto a casa non si  otterrà mai, per un problema di forno, anche se userete la refrattaria, i forni casalinghi non arrivano alle alte temperature dei professionali. Comunque vi assicuro che questa delizia si avvicina tantissimo, alla mitica pizza bianca venduta nei migliori panifici di Roma. La differenza con le altre pizze bianche la fa il tipo d’impasto, la tipologia e la qualità della farina utilizzata e la lunga maturazione in frigo che la rende anche digeribilissima. La foto non le rende giustizia, vorrei che poteste assaggiare questa meraviglia… la croccantezza della crosta che avvolge la mollica leggera e ben alveolata, l’impasto con il gusto rotondo e inconfondibile di grano,  più  che appagante per il palato, sia al  naturale che in abbinamento con le varie farciture. Io la amo da buona romana con la mortadella, ma ovviamente potete gustarla come  preferite. Provatela non la lascerete più!
 

Ingredienti:
300gr di farina  macinata a pietra tipo 1
200gr di farina di farro bianca
350 gr acqua fredda di rubinetto                                                               
2 gr lievito di birra disidratato                                                    
20 ml di olio evo + quello per l'emulsione
10 gr di sale fino
Sale dolce di cervia q.b.
Farina di semola per lo spolvero

Procedimento:
Setacciate insieme le farine così da farle arieggiare e poi inseritele nella ciotola della planetaria, con la foglia, insieme al lievito, mescolate con una forchetta e poi inserite 300 ml di acqua e azionate a velocità 1 appena l’impasto prenderà consistenza, cambiate il tipo di gancio, mettete quello ad uncino e passate a velocità 2. Appena tutto l’impasto sarà avvolto intorno al gancio, fermate la macchina allargate l’impasto spostandolo delicatamente intorno alle pareti della ciotola così da formare una sorta di buca al cui interno  inserirete il resto dell’acqua isieme al sale fino. Riabbassate il gancio e azionate nuovamente passando gradualmente a una velocità più sostenuta  per circa 10 minuti,  poi fermate di nuovo la macchina togliete delicatamente l’impasto dal gancio facendolo  cadere nella ciotola della planetaria e riformate la buca  al cui interno metterete l’olio e poi ancora riaccendete e fate andare nuovamente  a velocità sostenuta per 2/3 minuti. A questo punto trasferite l’impasto in una ciotola di vetro leggermente oliata e mettete l’impasto a riposare a temperatura ambiente semplicemente coperto con un telo da cucina per 1 ora. Trascorso questo tempo è il momento di inglobare aria  all’interno dell’impasto, per cui collocate al centro della spianatoia, spolverata con la semola, il vostro impasto.  Iniziate allargandolo leggermente prendendolo delicatamente da sotto  cercando di dargli una  forma  quasi rettangolare poi iniziate a dare le pieghe di rinforzo.  Date una piega a libro, poi girate di 90° schiaciate leggermente con i polpastrelli e proseguite con le pieghe: lato alto chiusura su se stesso,  lato basso chiusura  e infine rotazione a 90° ( è più dificile a dirsi che a farsi)  continuate così per un’altra volta e poi lasciate riposare nella ciotola sempre coperto dal telo da cucina per 15 minuti. Ripetete questa procedura  per 4 volte in tutto nell’arco di  un'ora . Le pieghe servono ad eliminare l’anidride carbonica  prodotta dalla prima lievitazione lasciando spazio alla nuova aria che si formerà nella lenta lievitazione successiva. Alla fine delle pieghe di rinforzo  avrete una bella palla di pasta uniforme preparate una ciotola grande almeno il doppio del volume della massa dell’impasto, oliatela  inserite l’impasto  sigillate con pellicola trasparente e mettete in frigo nella parte più bassa per 48 ore. Trascorso questo tempo, tirate fuori l’impasto dal frigo, regolatevi di fare questa operazione un paio di ore prima di quando avete deciso di infornare la vostra pizza,  in modo che la temperatura torni quasi quella ambientale. Dopo un’ora di acclimatizzazione dell'impasto , capovolgete la ciotola sulla spianatoia spolverata di semola e cercando di essere il più delicati possibile allargate l’impasto con le mani prendendolo da sotto, poi sempre delicatamente trasferite l’impasto nella teglia che avrete precedentemente ben  oliato e a questo punto stendetelo utilizzando solo i polpastrelli.  Coprite con un telo da cucina e lasciate così un’ altra ora. Trascorso questo tempo spennellate abbondantemente la superficie dell’impasto con un emulsione di olio ed acqua ( 2 parti di acqua per 1 di olio) e distribuite sulla pizza un po’ di sale dolce di cervia (se non lo avete va bene anche del normale sale grosso). Infornate  in modalità statica  a 250° per 15 min nella parte più bassa del forno (proprio a terra senza griglia)  poi  altri 5 minuti mettendo la teglia sulla griglia posizionata a metà del forno.
Buon appetito!






Buona vita
 e alla prossima ricetta!






3 marzo 2015

Plum cake con crema di marroni alla vaniglia

Il regime è  democratico,
 però  quella acculturazione, quella omologazione
 che il fascismo non è riuscito ad  ottenere,
 il potere di oggi,
 il potere della società dei consumi,
 invece riesce ad ottenerlo perfettamente.
 Distruggendo le varie realtà  particolari,
 togliendo realtà  ai vari modi di essere uomini  e donne.
(Pier Paolo Pasolini)


Credo nella differenza, nel particolare che rende unici. Non amo l’omologazione e a dirla tutta neanche la globalizzazione. Omologazione, parola che deriva dal greco ομόλογος (homologos), si usa per indicare tutte quelle persone che seppur diverse tra loro finiscono, attraverso vari processi, per diventare praticamente identiche. Quando mi guardo in giro, a lavoro o  passeggiando per il centro o navigando in rete,  faccio sempre più fatica a trovare  persone disposte ad essere se stesse con i loro difetti, i loro pregi, le loro passioni ed i loro pensieri… E’ come se ci fosse una specie di corsa per essere tutti uguali,   tutti pronti a vestirsi allo stesso modo, a sentire la stessa musica, ad amare le stesse cose, a tentare di condurre lo stesso stile di vita.  Persone  disposte a nascondere il loro io profondo al solo fine di piacere di più agli altri. Ma l’accettazione del gruppo,  non era solo una problematica psicologia relativa al periodo adolescenziale? Non lo so e sinceramente non me ne importa nulla. Io sono io,  amo la mia visione della vita, magari sarà sbagliata, ma è la mia. Non cambierei mai  un'idea o  una scelta solo per poter adeguarmi allo stile di vita dettato da altri. Ho sempre agito seguendo il mio cuore ed il mio cervello,  le mie scelte dalle più futili alle più serie e ponderate sono sempre scaturite solo da me. Sono una donna,  una persona, non un ologramma sullo sfondo della vita, credo fortemente nel libero arbitrio e non solo come concetto filosofico e teologico. Non mi interessa l’apparire, mi interessa l’essere, o come direbbe mia nonna …arrosto non fumo. 


Ingredienti
200 g di farina 00
50 gr di farina di castagne
150 g di zucchero  di canna
4 gr di lievito per dolci
un pizzico di bicarbonato
1 cucchiaino di estratto di vaniglia
125 ml di latte intero
45ml di olio evo leggero
1 uovo bio
2 cucchiai  abbondanti di crema di marroni alla vaniglia (di ottima marca) 



Procedimento:
In una ciotola  mescolate insieme l’uovo, leggermente sbattuto, con il latte e l’olio. A questo punto unite sempre mescolando, con una frusta a mano, le farine setacciate con il lievito ed il bicarbonato ed in ultimo lo zucchero e mescolate ancora. Aggiungete la crema di marroni e con l'ausilio di una spatola fate in modo che si amalgami bene al composto. Versate  il tutto nello stampo da plum cake  rivestito di carta forno ed infornate a 180° in modalità areata per 30 minuti circa. Fate raffreddare su una gratella per dolci e conservate sotto una campana di vetro. Rimane sofficissimo fino a quattro giorni...oltre non so!
Buon appetito!







Buona vita
 e alla prosima ricetta!




27 febbraio 2015

Cheeseburger home made

Anche un junk food può essere totalmente prodotto in casa e trasformato in un’ottima cena. Mia figlia come tutti i ragazzi e anche qualche adulto (vedi mio marito) adora il cosiddetto  junk food cioè il cibo spazzatura. Andare a pranzo fuori per lei ed i suoi amici la maggior parte delle volte si traduce in un cheeseburger con contorno di patatine fritte ( non mi fate pensare a quell’olio…) il tutto molto discutibile, e mi limito a questo termine senza entrare in  dettagli perché non mi va di innescare nessuna polemica. Io come tutte le mamme amo farla felice e sorprenderla, ed allora ogni tanto, sin da quando era piccola, le organizzo una cena in fast food style, ma assolutamente tutta fatta in casa, hamburger e panino. La carne comprata dal mio macellaio di fiducia, portata in casa e macinata da me, per poi formare gli hamburger con il classico attrezzo, una specie di piccola pressa, è indiscutibilmente un passaggio molto veloce. La produzione del panino è un pò più lenta, assolutamente non difficile, ma i tempi lenti della doppia lievitazione richiedono la possibilità di dedicarcisi un pò  per cui io personalmente prediligo farli durante il week end.  Ed allora se anche voi avete voglia di una cenetta sfiziosa, senza fare male al vostro fegato, con un classico della cucina americana …. mani in pasta, si inizia!



Ingredienti per  6 panini
100 gr di farina 00
200 gr di farina Manitoba
1 uovo
100 gr di latte
60 gr di acqua
20 gr di zucchero
3gr di lievito di birra disidratato
5 gr di sale
20 gr di burro

Per spennellare
latte q.b.
semi di sesamo q.b.

Ingredienti per 6 hamburger da 100 gr l’uno
300g di macinato di manzo
300g di macinato di maiale
Un pizzico di paprica
Un pizzico di noce moscata
sale qb
Per farcire
formaggio a fette


Preparazione dei panini 
Preparate il lievitino, mettendo in una piccola ciotola 50 gr di farina manitoba, il lievito  e tutto il liquido, date una mescolata con una forchetta e coprite con la pellicola. Lasciate  lievitare per circa 40 minuti. Trascorso il tempo necessario  mettete nella ciotola della planetaria con il gancio a foglia tutta la restante farina tranne 1 cucchiaio, il lievitino, l’uovo leggermente battuto con tutto il sale e fate prendere consistenza all’impasto, poi cambiate gancio e mettete l’uncino, e aggiungete il burro morbido insieme all’ultimo cucchiaio di farina e portate  l’impasto ad incordatura con una velocità sostenuta per circa 10 minuti. Normalmente per facilità si dice che l'impasto è incordato quando  si stacca dalle pareti della ciotola, formando un unico blocco attorno al gancio dell'impastatrice. L’impasto incordato è liscio e molto elastico e se lo tirate fa il cosiddetto velo, cioè riesce a diventare quasi trasparente senza spezzarsi.Lasciate l’impasto nella ciotola della planetaria coperto con della pellicola trasparente e  mettetelo al caldo per circa due ore o meglio  fino al suo raddoppio.  Una volta trascorso questo tempo passate alla pezzatura, cioè la suddivisione dell’impasto lievitato in parti uguali.  La grandezza decidetela voi. Io spesso vado a occhio, ma mediamente li faccio da 90/100 gr l’uno. Una volta predisposti i vari pezzi passate alla formatura dei panini. Sulla tavola schiacciate leggermente il pezzo di impasto cercando di fargli assumere una forma rettangolare. Quindi iniziate a creare un cilindretto arrotolando e cercando di "serrare" via via il pezzo che si arrotola. Girate di 90° il pezzo, con la giuntura verso l'alto e eseguite nuovamente la stessa operazione di arrotolamento. Questa manipolazione serve a conferire maggior forza all'impasto. Infine si chiude il cilindro andando ad unire le due estremità, dando una forma sferica e serrando pian piano la pallina da sotto. A questo punto dovete arrotondare il panino usando l'interno del palmo della mano messo a conchetta e roteando in maniera energica per poi lasciarlo dolcemente. Una volta formati tutti i panini disponeteli su una teglia ricoperta con carta da forno, tenendoli ben distanziati perchè durante la lievitazione cresceranno abbastanza, spennellateli con il latte e cospargeteli con i semi di sesamo.  Lasciateli lievitare fino al loro raddoppio coperti con pellicola trasparente messa morbidamente a contatto. Tenete la teglia al caldo per esempio nel classico forno spento con luce accesa. Attendete ora nuovamente il raddoppio (circa 1h). Accendete il forno a 200° e posizionate sul fondo una piccola teglia o un pentolino pieno d’acqua. Quando il forno sarà arrivato a temperatura, togliete il pentolino ed infornate i vostri panini per circa 15/20 minuti. Appena sfornati, ancora bollenti, coprite i panini ancora nella teglia con un paio di strofinacci puliti e toglieteli solo quando saranno freddi: questo vi permetterà di trattenere tutta l’umidità all’interno dei panini ed avere delle nuvole soffici.


Preparazione degli hamburgher



In una terrina mettete i due tipi di macinato, sale  e  le spezie. Mescolate con le mani e dividete l’impasto in 6 parti uguali poi con l’aiuto della piccola pressa  formate gli hamburger ( se non avete questo attrezzo potrete tranquillamente farli con le mani, arrotolando tra i palmi la carne come per fare una grossa polpetta e poi schiacciandola. Lasciate riposare la carne in frigo fino al momento della cottura. Scaldate bene una bistecchiera o una padella antiaderente e adagiateci l'hamburger, fatelo cuocere a fuoco deciso, girandolo ogni tanto ma senza mai schiacciarlo per non  far uscire i succhi della carne, altrimenti l'hamburger perderà morbidezza. A cottura quasi ultimata poggiate sopra la carne un paio di fette del vostro formaggio preferito e coprite con un coperchio,  un minuto e  sarete pronti a  formare il vostro panino...


Assemblaggio del panino

Tagliate a metà il panino in senso orizzontale e adagiateci il cheeseburger, se volete potrete aggiungere delle salse, una foglia di lattuga, delle fettine di pomodoro, qualche anello di cipolla…. insomma la personalizzazione sta a voi, io vi lascio la ricetta base.


N.B. I panini una volta sfornati e raffreddati possono esere tranquillamente surgelati e usati al bisogno lasciandoli scongelare per circa 30 minuti a temperaura ambiente.

Buon appetito! 






Buona vita
 e alla prossima ricetta!



24 febbraio 2015

White chocolate cake

Il carnevale è finito e con lui se ne sono andati tutti quei buoni, anzi ottimi dolci, ma tutti  eccessivamente ipercalorici. Ora è tempo di regolarizzare un pò la nostra dieta prima che arrivino le colombe e le uova di cioccolato. Oggi vi propongo un dolce da credenza, di quelli perfetti per la colazione, quelli che ti danno la carica giusta senza appesantirti troppo, una sofficissima ciambella al cioccolato bianco.  Il cioccolato bianco non contiene cacao, per cui sotto l'aspetto puramente tecnico non potrebbe neanche essere definito “cioccolato” diciamo piuttosto che è un alimento dolce ottenuto dalla lavorazione di ingredienti come  burro di cacao, saccarosio e latte, prevalentemente latte in polvere. Ha un colore molto pallido ed una consistenza simile a quella del cioccolato al latte, dal quale si distingue per l'assenza di polvere di cacao.  Mentre il cacao in polvere e il cioccolato fondente,  grazie all'elevata quantità di molecole polifenoliche, sono considerati alimenti utili per l'organismo, il cioccolato bianco non vanta alcun pregio antiossidante,  ma non contiene molecole nervine stimolanti, invece presenti nel cacao e nel cioccolato nero. Per questo, proprio come quello al latte, è più adatto all'alimentazione dei bambini e delle persone sensibili alla caffeina. Infine  contenendo latte in polvere, raggiunge notevoli concentrazioni di calcio, riboflavina (vitamina B2) e retinolo.




Ingredienti:
150gr di zucchero semolato
150gr di farina 00
50gr di fecola di patate
2 uova bio
1 yogurt al cioccolato bianco
70 ml di olio evo leggero
1 bustina di lievito per dolci
125 gr di cioccolato bianco di ottima qualità

Procedimento:
Montate, preferibilmente con le fruste elettriche,  le uova con lo zucchero fino a farle diventare gonfie e chiare, poi aggiungete l'olio e lo yogurt, mescolando a velocità minima. Seguitate aggiungendo piano le farine setacciate con il lievito, mescolate fino a che tutta la farina non sarà bene assorbita. A questo punto grattugiate la cioccolata e aggiungetela all'impasto e con l'aiuto di una spatola amalgamate bene il composto. Imburrate ed infarinate bene lo stampo che preferite e versate all'interno l'impasto ed infornate, in modalità statica a 180° per circa 40 minuti. Ovviamente vale sempre la prova stecchino. Sfornate e lasciate raffreddare direttamente nello stampo, quando lo stampo sarà ben tiepido allora rigirate il dolce su una gratella per farlo raffreddare bene. Servite  con una spolverata di zucchero a velo.
Buon appetito!





Buona vita 
e alla prossima ricetta!




19 febbraio 2015

Pasta e patate alla napoletana con la ... munnezzaglia!

Ho cominciato a cucinare quando mi sono sposata, non che prima non mi piacesse, ma come tutte le figlie non ne avevo bisogno e per puro diletto preparavo solo dolci. Per cui con una casa mia c'è stato il primo vero approccio quotidiano alla cucina. Ho iniziato, credo come molti, con le ricette di casa, sia quelle che facevano parte delle abitudini della mia famiglia di origine, sia con le ricette di mia suocera, ottima cuoca. Grazie a lei  ho imparato ad amare la cucina napoletana ed ho anche scoperto l’esistenza di cose o ingredienti, a me fino a quel momento sconosciuti. Per esempio la pasta ammischiata o munnezzaglia.  Un tempo in Campania le varie tipologie di pasta venivano  vendute in casse, quando le casse erano quasi vuote e restavano sul fondo gli scarti dei vari formati di pasta, spesso anche mezzi rotti per cui  impossibili da vendere singolarmente, questi rimasugli  venivano mischiati dai negozianti e venduti ad un prezzo più basso, con il nome di “munnezzaglia”, dando così anche alle famiglie meno abbienti la possibilità di fare la spesa di questo ingrediente fondamentale nella nostra dieta di italiani. Gli anni passano, ma certe abitudini restano e soprattutto nel napoletano  le sapienti padrone di casa, per utilizzare la pasta che avanzava dai vari pacchetti, la mescolavano e la utilizzavano per creare minestre gustosissime. E così la pasta mista, creata dalla necessità del riciclo, diventa un vero e proprio formato messo in produzione  e venduto dalle grandi marche. Oggi con questo particolare formato di pasta, che io trovo simpaticissimo, vi propongo un super classico della cucina napoletana,  la pasta e patate. E ve la propongo nella sua versione antica, la più povera ... patate, pasta mista e crosta di parmigiano. Si avete letto bene, la crosta quella che solitamente si butta, qui invece ha un suo perchè e si erge ad ingrediente principe, semplicemente grattata e poi tagliata in due o tre pezzi, in cottura rinviene nel brodo di pasta e patate e diventa morbida, un piacere da masticare. Cucinata a regola d’arte, la patata si scioglierà insieme alle croste di parmigiano creando una crema che avvolgerà come un velluto questa confusione ordinata di pasta, pochissimi ingredienti con cui otterrete  un gusto ricco e pieno di sapore ... sapori antichi di cose semplici, per me sempre i migliori. 


Ingredienti  per 3 persone
500 g di patate
1 crosta di parmigiano
1  cipolla bianca
2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
200g di pasta mista
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
brodo vegetale q.b.
 Parmigiano grattugiato q.b.



Procedimento:
Iniziate preparando del brodo vegetale, circa 1 lt. Poi lavate le patate, pelatele e tagliatele a cubetti piccoli. Fate soffriggere in una pentola la cipolla tagliata  finemente e quando sarà dorata aggiungete il concentrato di pomodoro e fate rosolare per qualche minuto mescolando di tanto in tanto. Aggiungete le patate e  versate brodo bollente quel tanto che occorre per coprirle bene, aggiungete la scorza di parmigiano precedentemente grattata con un coltello affilato e divisa in due o tre parti, coprite e lasciate che le patate arrivino a cottura. Quando saranno cotte aggiungete tre mestoli di brodo bollente e la pasta. Lasciate cuocere semicoperto mescolando di tanto in tanto. Durante la cottura della pasta, se necessario, potrete aggiungere altro liquido, ma mi raccomando di non esagerare, alla fine dovrà essere una minestra per nulla brodosa, ma cremosa e ben soda. A metà cottura della pasta aggiustate di sale. A fine cottura spegnete il gas, aggiungente il parmigiano grattugiato, mescolate e fatela riposare, per cinque minuti coperta prima di servirla.
Buon appetitto! 








 Buona vita
 e alla prossima ricetta!





Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...