21 dicembre 2014

Biscotti natalizi alle nocciole

"...è bene tornare bambini qualche volta
e non vi è miglior tempo che il Natale,
allorchè il suo Onnipotente fondatore
era egli stesso un bambino... "
C.Dickens

I giorni pre Natale sono sempre indaffarati  ma quest’anno il lavoro, fino all’ultimo minuto, mi ha aggravato un pò la situazione. Comunque finalmente sono in ferie  per cui ora posso finalmente entrare al 100% in clima natalizio e ovviamente  dedicarmi  ai preparativi della cena della vigilia. Mi dispiace di non essere riuscita a postare nei giorni scorsi nessuna idea per le prossime feste, ma ho avuto tempo  di cucinare solo per la sopravvivenza, come dice una mia amica. Comunque se siete ancora in cerca di idee qui  ho raccolto alcune ricette adatte al periodo. Oggi vi lascio gli ultimi biscottini preparati questa mattina semplici, ma deliziosi... ovviamente vestiti a festa! Scusate il post lampo, ma la cucina mi aspetta! Buoni preparativi a tutti!!!!!!!!!!!!!!! 





Ingredienti:
150 g di farina semintegrale macinata a pietra (oppure farina 00)
100 gr di farina di nocciole
100 g di zucchero a velo
30 g di nocciole tritate
170 g di burro freddo
2 tuorli d' uovo
un cucchiaio di acqua fredda
1 bustina di vaniglina
un pizzico di sale

Per la glassa all’acqua:
200 gr di zucchero a velo
4 cucchiai circa di acqua calda
Colorante alimentare verde q.b.

Procedimento:
Preparate la frolla come preferite a mano o nel  robot da cucina. Io ho utilizzato quest’ultimo, inserendo le lame e frullando prima le farine con il burro, poi  lo zucchero e la vaniglina, poi senza spegnere  ho aggiunto le uova e l’acqua  fino a formare la classica palla. Estraete il composto dalla ciotola del robot e passatelo sulla tavola, lavorate qualche minuto a mano  inglobando le nocciole tritate lavorate fino ad ottenere un bel composto liscio, quindi  avvolgete nella pellicola e mettere a riposare nel frigo per almeno un' ora. Trascorso il tempo di riposo, riprendete la frolla e  stendetela su un piano tra due fogli di carta forno.  Tagliate i biscotti della forma che più vi piace, io ho usato formine natalizie, quindi foderate una teglia con la carta forno e allineate i biscotti  uno accanto all'altro. Cuocete  in forno già caldo a 180° per circa 15 minuti, quindi sfornate e lasciateli raffreddare su una gratella per dolci.  Nel frattempo preparate la glassa all’acqua. Iniziate ponendo lo zucchero a velo ben setacciato in una ciotola. Portate dell’acqua a ebollizione in un pentolino e aggiungetela allo zucchero un cucchiaio alla volta mescolando e continuate a mescolare fino a sciogliere completamente lo zucchero ed eliminare così eventuali grumi. Se la glassa dovesse risultare troppo liquida aggiungete altro zucchero a velo, un cucchiaino alla volta, viceversa, se dovesse essere troppo compatta aggiungete poche gocce d’acqua. La glassa deve avere una consistenza vischiosa. Prendetene metà ponetela in un’altra ciotolina e  aggiungete una punta di colorante alimentare verde e  mescolate energicamente per ottenere un colore uniforme.  Una volta che i biscotti saranno freddi  decorateli a piacere con la glassa. Lasciateli asciugare bene poi se volete potrete confezionarli per dei piccoli pensieri di Natale.
Buon appetito!







Buon dicembre
e buona vita!



16 dicembre 2014

Brioche alla Nutella tipo Flauti

Natale è anche il mese in cui ci si scambiano piccoli regali tra le persone a cui si vuole bene, familiari, amici e  colleghi. Ma un regalo  non  deve necessariamente essere costoso a volte basta, o dovrebbe bastare, anche il pensiero.  Ed è proprio questo che oggi voglio fare. Vorrei donare questa ricetta “ rifatta per lei “ ad una donna dolcissima solare e allegra, una donna che ha sempre tempo tra tutti i suoi impegni per passare a trovare le amiche, per darci il buongiorno, per infonderci sempre il buon umore. Questa donna speciale che reputo un’amica, anche se solo di penna, come si sarebbe detto un tempo, si chiama Simona e questi golosissimi flauti sono per la sua nuova rubrica. E se per caso non conoscete il suo blog correte a visitarlo ci troverete tantissime ricette deliziose e una padrona di casa intelligente e modesta  una persona rara di questi tempi dove tutti cercano solo disperatamente di emergere e di apparire a discapito di ogni cosa. Buon dicembre Simo e buona vita amica mia !   




Ingredienti:
150 gr di Lievito Madre (o mezzo panetto di ldb)
200 gr di Farina Manitoba
300 gr di farina 00
120 gr di zucchero semolato
1 uovo bio
1 yogurt bianco
200 ml di latte
30 gr di olio evo
1 cucchiaino di miele di acacia
Nutella qb

Procedimento:
Sciogliete il lievito madre con un pò di latte, aggiungete il miele, lo yogurt, l'uovo e lo zucchero. Amalgamate bene  ed aggiungete un poco alla volta il latte, l'olio e la farina setacciata. Se non usate la planetaria, ma fate a mano ricordatevi che per ottenere un buon risultato dovete impastare parecchio, fino ad ottenere un panetto liscio e con una buona incordatura. A questo punto mettetelo a lievitare al caldo e lontano da correnti d'aria fino al suo raddoppio,  io uso sempre il vecchio metodo "sotto la coperta", occorreranno circa 3 o 4 ore. A questo punto trasferite l'impasto sulla tavola, stendetelo e ricavate dei rettagoli di circa 10x15 cm. Su uno dei due lati corti fate 5 tagli  profondi circa fino a  metà del lato lungo. Ponete un cucchiaio abbontante di nutella nella parte del rettangolo senza tagli. A questo punto arrotolateli su se stessi partendo dal lato corto senza tagli. Una volta formati adagiateli su una teglia coperta da carta forno, ricordatevi di distanziarli parecchio perchè ora ha inizio la seconda lievitazione.  Mettete la teglia dentro il forno spento e lasciateli lievitare altre 6/7 ore. Trascorso il tempo necessario,  spennellateli con un pò di latte ed infornateli  in modalità statica a 180° per circa  20 minuti. Sfornateli, lasciateli freddare su una gratella e serviteli con zucchero a velo.
Buon appetito!








Buon dicembre
 e buona vita!








10 dicembre 2014

Gingerbread ovvero gli omini di pan di zenzero

Ormai in casa mia da parecchi anni non è Natale senza i famosi Gingerbread. Mia figlia li adora e anche noi e poi diciamoci la verità mettono allegria sanno di infanzia felice, di attesa di Babbo Natale e per un’eterna bambina  romantica come me sono perfetti soprattutto per le colazioni dei giorni di festa.  L'Omino di Pan di Zenzero o Gingerbread Man  è il simpatico protagonista dei tradizionali biscotti natalizi nei paesi nordici e questo lo sanno tutti, ma sapete anche la sua storia o meglio conoscete la sua favola?
"C'era una volta un'anziana coppia che non aveva figli. Durante un particolare inverno freddo e silenzioso, marito e moglie si sentivano tristi e soli. Così l'anziana signora decise di creare un bambino dando forma ad un impasto. Prese la farina, lo zucchero e le uova. Scelse alcuni ingredienti di stagione che aveva disponibili, come lo zenzero e le spezie dall'anima piccante e mescolò con cura e con amore tutti gli ingredienti. Stese la pasta e la plasmò in un biscotto gigante, dandogli una testa, due braccia e due gambe, in modo che sembrasse proprio un bambino. Lo decorò con cura, aggiungendo bacche invernali per creargli gli occhi e la bocca e farlo sorridere, sistemò i bottoni della camicia e gli altri dettagli, vestendolo a festa come avrebbe fatto con un bimbo vero. Depose la sua creazione nel forno caldo, per portarlo alla vita e trasformarlo in un bellissimo dolce: ecco nato l'omino di pan di zenzero! Ma appena uscito dal forno, l'omino di pan di zenzero tutto sorridente saltò fuori dalla teglia e scappò via dalla finestra gridando: "Non puoi prendermi, non puoi prendermi, sono l'omino di pan di zenzero!"  Durante la sua fuga l'omino di pan di zenzero incontrò vari animali:  un maiale,  una mucca,  un cavallo e tutti tentarono di mangiarlo. Ma nessuno di loro fu abbastanza veloce o furbo  da riuscirci. Fino a che l’omino dal temperamento pepato non incontro la furbissima e bugiardissima volpe che con uno stratagemma prima si finse amica e poi se lo pappò! Tradizionalmente nei paesi nordici i genitori  raccontano  questa favola ai loro bambini  anche per impartire loro una lezione  di vita importante: il mondo esterno può essere molto pericoloso  per un bambino  che si allontani troppo presto dai genitori e dalla tranquillità della sua casa per affrontare il mondo da solo. Una favola che vuole essere un monito  affinché  i bimbi seguano  la guida dei genitori  gli unici in grado di difenderli dai pericoli principali.




Ingredienti per circa 30 biscotti:
300 gr. di farina 00
115 gr. di burro
80 gr. di zucchero di canna
120 gr. di miele
40 g zenzero fresco tritato fine oppure 4 g di zenzero in polvere
4 g cannella in polvere
1.5 g di (ognuno) noce moscata, pepe nero, chiodi di garofano tritati
3 g di bicarbonato
2 g di sale
1 uovo bio

per la glassa
200 gr. di zucchero a velo
4 cucchiai di acqua calda
coloranti alimentari

Procedimento:
Mettete nel contenitore del  robot da cucina inserendo le lame,   la farina, lo zucchero di canna, il bicarbonato e le spezie. Aggiungete il burro freddo a pezzetti  e il miele. azionate a media velocità, fino a ottenere un composto bricioloso. In ultimo unite anche l'uovo e impastate ancora qualche istante fino a ottenere una palla. Avvolgete l’impasto di pan di zenzero nella pellicola trasparente e ponetelo in frigorifero per circa 2 ore. Trascorso il tempo necessario, stendete l’impasto con un mattarello fino ad ottenere una sfoglia dello spessore di 4 mm. Con le apposite formine  ricavate i vostri omini.   Infornate in modalità areata a 180° per circa 15 minuti. Preparate  ora la glassa all'acqua per la decorazione. Mettete in una ciotola lo zucchero a velo e unite l'acqua amalgamando bene con una frusta piccolissima o in mancanza con un cucchiaino. Suddividete la glassa in più coppette e aggiungete in ognuna un po' di colorante.  Decorate i biscotti di pan di zenzero con la glassa come più vi piace e come la vostra bravura vi permette, come vedete i  miei sono semplicissimi. Il mio esercito natalizio è pronto….quanto durerà? Pochissimo, ho una divoratrice compulsiva in casa :) 
Buon appetito! 






Se cercate altre ricette natalizie
 cliccate qui 
e buon dicembre!






2 dicembre 2014

Biscotti solo albumi con mandorle e cioccolato

Quest'anno mi voglio fare
un albero di Natale
di tipo speciale,
ma bello veramente.
Non lo farò in tinello,
lo farò nella mente,
con centomila rami
e un miliardo di lampadine,
e tutti i doni
che non stanno nelle vetrine.
Un raggio di sole
per il passero che trema,
un ciuffo di viole
per il prato gelato,
un aumento di pensione
per il vecchio pensionato.
E poi giochi,
giocattoli, balocchi
quanti ne puoi contare
a spalancare gli occhi:
un milione, cento milioni
di bellissimi doni
per quei bambini
che non ebbero mai
un regalo di Natale,
 e per loro ogni giorno
all’altro è uguale,
e non è mai festa.
Perché se un bimbo
resta senza niente,
anche uno solo, piccolo,
che piangere non si sente,
Natale è tutto sbagliato.
(Gianni Rodari) 

Il mese più bello dell’anno è arrivato, adoro Dicembre! Adoro abbellire la mia casa, tirare fuori dal garage tutti gli scatoloni, preparare l’albero grande in salone e quello più piccolo in camera di mia figlia, mettere le luci in terrazzo e tirar fuori tutta la collezione dei miei Babbi Natale. Il clima che si respira per la città mi mette allegria, in questo periodo  adoro perfino infilarmi nel traffico o nei centri commerciali super affollati per andare a fare le compere natalizie. Lo so sono un po’ strana, ma nella realtà credo non sia  altro che il fanciullino di Pascoliana memoria che in questo mese di  festa emerge prorompente e mi fa vivere questo periodo con un aurea ottimista e a volte fin troppo buonista. Adoro le canzoni di Natale, in questo momento mentre scrivo, per esempio,  sto ascoltando un CD natalizio di Michael Bublé che mi hanno regalato lo scorso anno, bellissimo! E ....adoro biscottare!!! Ho appena finito di sfornare tre teglie di biscotti, una  cosa che, come molti di voi sanno,  adoro fare sempre, ma  in questo mese mi piace particolarmente.  Questi di oggi  per me evocano ricodi felici, sanno di vacanze di Natale, di neve e di montagna perchè la ricetta mi è stata data proprio durante una delle nostre settimane bianche durante il periodo festivo e visto che quest'anno, per vari motivi, non possiamo allontanarci da Roma ed invece San Martinio di Castrozza mi manca tantissimo ho deciso di iniziare il mio biscottare natalizio proprio con queste piccole golosità.  


Ingredienti:
80 gr di cioccolato fondente di ottima qualità
100 gr di mandorle pelate
180 gr di zucchero a velo
2 albumi
1 bustina di vanillina

Procedimento:
Per prima cosa fate tostare le mandorle, o in forno o in un padellino antiaderente, per pochi minuti e poi fate fondere a bagno maria il cioccolato. Quando le mandorle saranno ben fredde tritatele al mixer, mettetele in una ciotola e  aggiungete il cioccolato fuso.  In un’altra ciotola montate gli albumi  a neve unendo lo zucchero a velo poco per volta. A questo punto  unite  la montata di albumi e zucchero al cioccolato, mescolando delicatamente dal basso verso l’alto e in ultimo mettete la vanillina. Foderate una teglia con della carta forno  e con l’aiuto di un cucchiaino fate dei mucchietti  ponendoli ben distanziati sulla teglia,  tendono ad allargarsi parecchio in cottura. Cuocete in forno caldo a  160° per 20 minuti.
Buon appetito!






  Buon Dicembre 
e buona vita !



25 novembre 2014

Torta di nocciole senza farina, senza burro e senza olio

Mi aspetta un’altra settimana di super  lavoro, una di quelle in cui è come se uscissi il lunedì mattina da casa e tornassi il venerdì sera, visto che rientrerò solo per dormire. Fagocitata tra riunioni, pranzi e cene di lavoro, un'agenda fittissima di impegni purtroppo non decisa da me, diciamo che avrei preferito una leggera diluizione nell'arco di al meno 15 giorni, ma c'est la vie ! Un post velocissimo perchè vado verameente di frettissima, ma non volevo farvi sentire troppo abbandonati e così ecco qui virtualmente per tutti voi  una fetta di torta deliziosa e velocissima da fare. Una torta con solo tre ingredienti, dove fanno da padrone le meravigliose nocciole piemontesi. La varietà di nocciolo coltivata in Piemonte è la Tonda Gentile Trilobata. La cui produzione è concentrata nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria, in un area compresa tra le colline delle Langhe, del Roero e del Monferrato. La denominazione I.G.P. garantisce agli utilizzatori ed ai consumatori la qualità e l'autenticità del prodotto. Cercatele anche nella vosrta città e sentirete la differenza, un profumo ed un sapore ineguagliabile.




Ingredienti per uno stampo da 23 cm di diametro:
4 uova
130 gr di zucchero semolato
250 gr di nocciole tostate
zucchero a velo per guarnire

Procedimento:
Tritare grossolanamente le nocciole tostate.  Sbattere a mano  i tuorli con lo zucchero finchè non diventano spumosi,  aggiungete la metà delle nocciole tritate  e mescolate bene. Montare gli albumi a neve con un pizzico di sale e incorporatene delicatamente la metà al composto iniziale. Mescolate dal basso verso l’alto. Poi aggiungete il resto delle nocciole tritate, mescolate ancora e poi incorporate delicatamente il resto degli albumi montati a neve. Mescolate ancora sempre dal basso verso l’alto. Trasferire l'impasto in una tortiera foderata di carta forno. Cuocere in forno per 35/40 (più 40 minuti)  a 180 gradi statico. Lasciate raffreddare nello stampo e servite coperto di zucchero  a velo.
Buon appetito!







 Buona vita e 
alla prossima ricetta!












18 novembre 2014

Risotto alle vongole con pistilli di zafferano

Scusate, lo so sono molto assente in questo periodo sia dai vostri blog che dal mio, perdonatemi e comprendete. Come vi avevo già detto è un periodo tranquillo in famiglia,  ma pienissimo di lavoro e per me stessa, e di conseguenza per il blog,  rimane a stento il fine settimana. Oggi vi voglio parlare di una spezia che adoro, forse anche un pò per genetica avendo una mamma abbruzzese: lo zafferano. Una spezia antichissima che si ricava dagli stigmi del fiore di Crocus sativus, una pianta erbacea perenne. Il nome Crocus deriva dal greco Kroke, che significa "filamento", per gli stigmi filamentosi che porta al centro della corolla. Viene citato già nel papiro Ebers, nel Cantico dei Cantici e nell’Iliade, e nel corso dei secoli gli sono state attribuite proprietà curative ma ha anche avuto fama di afrodisiaco e questa sua peculiarità è ricordata dal mito greco di Crocus. Secondo il mito tali filamenti simboleggiano un legame d'amore tra la ninfa Smilax e il giovane Krokos, un amore destinato a finire con la morte del giovane. Si narra che gli dei, impietositi, trasformarono la ninfa in salsapariglia e il giovane in croco, per far sì che i due potessero vivere uno accanto all'altro. Per questo mito gli antichi Greci usavano porre sulle tombe degli amanti morti per amore un fiore di Crocus. La raccolta di questi preziosi fiori si effettua in autunno, di mattina al sorgere del sole, prima che il calice si apra e gli stigmi che portano la polvere d'oro si possano rovinare.  Lo zafferano oltre a rendere gustosi e saporiti diversi piatti, è una miniera di sostanze preziose per l’organismo,  essendo uno dei più potenti antiossidanti naturali ci aiuta a contrastare i famosi e malefici radicali liberi, responsabili dell’accelerazione dell’invecchiamento cellulare. Inoltre questa spezia favorisce le funzioni digestive, stimola l’apparato digerente, aumentando la secrezione di bile e di succhi gastrici. Per questo è molto usato anche nella preparazione dei liquori digestivi. L’uso dello zafferano in cucina,  spazia dall’antipasto al dolce, ma le combinazioni migliori si hanno con il riso, i crostacei, i frutti di mare, le carni in umido e le salse delicate. In questi casi il gusto dello zafferano arricchisce, colora ed esalta i sapori.Per me oggi risotto!





Ingredienti per 4 persone:
380 gr di riso carnaroli
400 gr di vongole fresche tipo lupini
1 lt di brodo vegetale
200 ml di vino bianco
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
burro
1 pizzico di pistilli di zafferano
prezzemolo
1 spicchio d'aglio
Sale

Procedimento:
Sciacquate le vongole, mettetele in una ciotola con acqua e sale e lasciatele spurgare per un paio d'ore,  dopodiché risciacquatele e trasferitele in una pentola in acciaio con un cucchiaio di acqua, coprite e mettete sul fuoco vivo per circa 5 minuti per consentire l’apertura dei gusci. Scolate le vongole, sgusciatene più della metà e lasciatene il resto con le valve per decorare i piatti. Filtrate la loro acqua di cottura (che sarà calda), mettetela in una tazza e metteteci dentro i pistilli di zafferano a “rinvenire” per almeno 20 minuti. Fate appena dorare l'aglio in una pentola con l'olio e una noce di burro. Eliminate l'aglio e aggiungete il riso, fatelo tostare ben bene poi  alzate il fuoco e bagnate con il vino bianco, lasciate che evapori,  poi abbassate il fuoco e iniziate ad aggiungere 2 mestoli di brodo bollente. Mescolate sempre e, quando il liquido sarà quasi assorbito, aggiungetene altro brodo. A metà cottura invece del brodo aggiungete il liquido delle vongole in cui avrete fatto rinvenire gli stimmi di zafferano e sempre mescolando portate a cottura, nel caso aggiungendo altro brodo. Spegnete il fuoco e aggiungete le vongole sgusciate, mescolate e trasferite il risotto in un piatto da portata, guarnite con le vongole lasciate da parte e con del prezzemelo tritato.
Buon appetito!







Buona giornata!
 





8 novembre 2014

Pane integrale senza impasto e ... le bombe d'acqua!

Una volta c’era il temporale ora ci sono le bombe d’acqua., una volta c’era il vento ora ci sono le trombe d’aria  …  la natura si è stufata! Ci ha dato mille avvertimenti, ma noi niente ce ne siamo fregati. Questo mondo splendido regalatoci dai nostri avi pensavamo arrogantemente e ignorantemente durasse per sempre senza reagire mai. Testardi abbiamo seguitato a deforestare, ad inquinare, ad emettere gas serra … questo per parlare della globalità del problema. Poi ovviamente non dobbiamo dimenticarci delle situazioni locali:  la corruzione dei politici, i soldi tolti al risanamento del territorio e agli interventi strutturali per spostarli su altre ipotetiche “emergenze” o  la semplice mancanza di pulizia delle strade, che semplice non è, visto che un tombino non pulito sotto la pioggia crea una strada allagata con conseguente traffico in tilt, e  il manto stradale? Ne vogliamo parlare... non so nelle vostre realtà, ma a Roma le strade sono piene di buche e  in questi giorni di pioggia  smottamenti e buche possono diventare una trappola pericolosissima per automobili e motorini, nascoste come sono dall’acqua e dalle foglie cadute. Per non parlare delle voragini che si aprono dopo il temporale dove prima c’erano le  buche. Dimenticavo la ciliegina sulla torta gli alberi pericolosi e pericolanti … scusate lo sfogo ma  la situazione di Roma è inaccettabile, è sempre stata difficile, ma il grado di abbandono di questi ultimi anni fa male al cuore. Comunque fuori piove, la caldaia si è rotta l'altro giorno, per cui sono senza acqua calda e senza termosifoni (ma finalmente domani l’aggiustano) le scuole sono chiuse e io che faccio? …  faccio il pane... ciabatte integrali, ma con il metodo speedy! E se non amate la farina integrale e volete la versione con farina di grano duro la potete trovare qui.



Ingredienti:
dosi per 6 ciabattine
250gr di farina integrale rimacinata a pietra
250 gr di semola di grano duro bio
400 ml. di acqua tiepida
½ cubetto di lievito di birra
1 cucchiaino di miele di acacia
1 + ½  cucchiaino di sale


Procedimento:
Setacciate insieme le due farine e mettetele in una ciotola formando la classica fontana. Mettete a sciogliere il lievito ed il miele in parte dell’acqua tiepida mescolate e quando sarà ben sciolto aggiungetelo alla farina.  Mescolate velocemente  semplicemente con una forchetta, poi aggiungete il resto dell’acqua e  in ultimo il sale, sempre mescolando solo con la forchetta. Risulterà un composto appiccicoso e non liscio (deve essere così).  Poi  spolverizzate tutta la superficie con abbondante farina di semola e mettete a lievitare per un'ora e mezza. Trascorso il tempo necessario, riprendete l'impasto e con l’aiuto di una lecca pentola  riversatelo direttamente sulla leccarda che avrete precedentemente coperto di carta forno e abbondantemente infarinata con la semola di grano duro. Durante questo passaggio bisogna fare  in modo che la parte infarinata rimanga  rivolta verso l'alto.  A questo punto dividete l'impasto in sei ciabattine (pagnottine)  fate in modo che rimangano leggermente  distanziati tra loro. Infornate  a 240° per circa 30' in modalità statica.  Trascorso questo tempo spegnete il forno e lasciate il pane dentro, il suo meglio lo dà dopo un paio d’ore , perché sarà ancora caldo ma la mollica avrà in questo modo perso l’umidità.
Buon appetito!








Buon week end!




5 novembre 2014

Tagliatelle con pesto di pistacchi, mandorle e pomodorini secchi

Mio fratello l’altro giorno, al rientro da un viaggio d’affari in Sicilia,  mi ha portato in regalo un sacchetto di oro verde…i mitici ed ineguagliabili pistacchi di Bronte.  Questa varietà di pistacchio è in assoluto la mia preferita con il suo colore verde smeraldo brillante e il suo profumo. Leggo sul piccolo depliant allegato che gli alberi non si concimano, non si irrigano, si trattano pochissimo e si potano un paio di volte, per eliminare i rami secchi e togliere le gemme negli anni “di scarica”. Il pistacchio, infatti, un anno produce e un anno riposa e, durante quest’ultimo, i contadini eliminano le poche gemme spuntate sui rami in modo che la pianta possa immagazzinare tutte le energie per esplodere nella stagione successiva. I pistacchi come il resto della frutta secca hanno tantissime proprietà benefiche. Per esempio se ne mangiamo l’equivalente di una tazzina al giorno terremo lontane le malattie cardiache, diminuiremo il colesterolo LDL (quello più rischioso) e attueremo anche una valida prevenzione contro il cancro. Alcuni ricercatori della Pennsylvania State University hanno scoperto che questi frutti sono particolarmente ricchi di antiossidanti e proteggono le cellule dai radicali liberi. In particolare, hanno riscontrato che nei pistacchi è presente un notevole livello di luteina (un potente antiossidante alimentare), beta-carotene e gamma-tocoferolo. Il beta-carotene si trasforma in vitamina A e svolge un’azione preventiva nei confronti delle neoplasie, mentre il gamma-tocoferolo, una comune forma di vitamina E, tiene lontane le malattie del cuore. La luteina poi è importante per la vista e per la pelle. Questi antiossidanti evitano che le pareti dei vasi sanguigni si ricoprano di colesterolo, causando infiammazioni. Il pistacchio è uno dei  migliori spuntini offertici dalla natura. Una manciata di questi semi oleosi come merenda, a metà mattino o il pomeriggio, risulta molto nutriente e ricca di fibre e antiossidanti: in effetti, tra tutti i tipi di frutta a guscio il pistacchio è quello che assicura più benefici nutrizionali per caloria. In cucina possono essere utilizzati in vari modi: per guarnire piatti di carne o di pesce, per preparare salse e insalate,  per insaporire torte, biscotti e budini, ed anche come in questo caso per preparare un ottimo pesto per condire la pasta.



Ingredienti per 4 persone:
350 gr di fettuccine all’uovo
50 gr di pomodorini secchi + quelli per guarnire
100 gr di pistacchi (pesati sgusciati)
Parmigiano Reggiano  grattugiato q.b.
2/3 foglie di  Basilico
10 mandorle pelate
Aglio
Sale q.b.
Olio evo q.b.

Procedimento:
Per prima cosa mettete i pomodorini a rinvenire in una ciotolina con acqua tiepida. Poi cuocete per circa 5 minuti in acqua bollente i pistacchi sgusciati, il tempo necessario per ammorbidire la buccia, poi scolateli ed eliminate la buccia. A questo punto mettete nel mixer, i pistacchi freddi, le foglie di basilico lavate e asciugate,  lo spicchio di aglio, le mandorle e i pomodorini secchi strizzati e tagliuzzati, aggiungete un pò di olio e iniziate a frullare, seguitando ad aggiungere olio fino ad ottenere una crema omogenea, aggiustate di sale. Mettete a lessare la pasta e nel frattempo mettete il pesto nella ciotola da portata dove condirete la pasta, allungate con un paio di cucchiai di acqua di cottura e aggiungete una manciata di parmigiano e mescolate. Quando le tagliatelle saranno pronte,  scolatele e versatele nella ciotola mescolate bene e se serve aggiungete un filo di  olio. Impiattate e guarnite con pomodorini secchi e qualche mandorla.
Buon appetito!





Buona giornata!



31 ottobre 2014

Le fave dolci o fave dei morti

Probabilmente io non riesco a sentire la festa di halloween perché semplicemente in Italia non veniva festeggiata quando io ero piccola. Non so di preciso da quanti anni anche nel nostro paese abbiamo assimilato questa festa tipicamente anglosassone, ma nella vita di  mia figlia c’è sempre stata, per cui da brava mamma ho comprato maschere, ragnatele e zucche,  ho truccato visi mostruosi ed ho preparato biscotti  e dolcetti terribili….ma solo per amore senza assolutamente crederci o condividere, eppure sono una gran festaiola, ma questa   notte fatta di mostri, fantasmi e  streghe è totalmente fuori dalle mie corde, non mi ha mai né affascinato né incuriosito. Per cui sinceramente la crescita di mia figlia in questo senso è stata una vera liberazione, non sono più coinvolta in queste preparazioni, lei seguita a festeggiare tutti gli anni, ma ormai va nei locali con i suoi amici ed io sono felicissima di non dover cucinare ragnetti e dita mozzate, per cui niente preparazioni culinarie per Halloween nel mio blog,  ma invece un biscotto legato alle nostre italiche tradizioni culinarie e più specificatamente alla variante romana, anzi trasteverina, delle fave dei morti.
Parlo di variante perché è usanza preparare questi piccoli biscottini in occasione del 1 e 2 novembre, festività di Ognissanti e commemorazione dei defunti, in tante regioni italiane con  forme  però leggermente diverse e con  piccole aggiunte tipo cacao o alchermes,  ma l’ingrediente principale è e rimane la mandorla. Il loro nome, probabilmente, deriva dal fatto che nel mondo classico si utilizzavano le fave vegetali nei riti funebri, soprattutto quelle nere. Il nero, simbolo del mistero per antonomasia, è molto raro tra i vegetali. Secondo una antichissima tradizione le fave costituivano un mezzo di comunicazione diretto tra l'Ade, il mondo dei morti, collocato fisicamente nelle profondità terrestri,  ed il mondo dei vivi. Ciò è probabilmente spiegabile con il colore del fiore delle fave, che è bianco maculato di nero. Le macchie, inoltre, sembra che siano disposte a forma di "tau" greca, la prima lettera di "tanatos", che significa morte.  Durante le cerimonie funebri nell’antica Roma venivano sparse fave sul feretro e  il "pater familias" percorreva di notte la casa, facendo offerte di fave nere agli spiriti degli antenati, gettandosele dietro le spalle. La tradizione della commemorazione dei defunti è ben radicata nella cultura romana e le fave vere e proprie sono state nel tempo sostituite dalle fave dolci o fave dei morti, conosciute anche come i biscotti di Ognissanti.  Quella che vi lascio è la ricetta di un vecchio pasticcere trasteverino che ha allietato con i suoi dolci tantissime domeniche della mia infanzia, e che passava, bontà sua, alcune ricette alla mia mamma.


Ingredienti:
150 gr di mandorle sgusciate e pelate
150 gr di zucchero semolato
300 gr di farina 00
2 uova bio
50 gr di burro a temperatura ambiente
1 cucchiaino di cannella in polvere
Zucchero a velo

Procedimento:
Scaldate una padella antiaderente a fuoco medio e tostatevi  le mandorle per 4/5 minuti, mescolandole spesso. Lasciatele raffreddare e frullatele con qualche cucchiaio di  zucchero fino a ridurle in polvere. Mescolate il composto di mandorle con lo zucchero rimasto, la farina setacciata e la cannella. Impastate con il burro a pezzetti e le uova fino ad ottenere una pasta omogenea, consistente ma morbida. Sulla tavola infarinata formate dei cordoncini di 1.5 cm  di diametro e ritagliateli a pezzetti di 2 cm circa. Incidete il centro di ciascun biscottino con un taglio poco profondo e allineateli, a mano a mano  che li preparate, sulla placca ricoperta di carta forno. Scaldate il forno a 170° e cuocete i biscotti per circa 20 minuti. Fateli raffreddare sulla gratella e spolverizzateli con lo zucchero a velo.
Buon appetito!








Buon week end!






26 ottobre 2014

Madeleine alla cannella

Le mezze stagioni non esistono più! Non è solo il classico tormentone, ma un vero dato di fatto almeno nella mia città,  il problema è la velocità  in cui  il tempo riesce a cambiare. A Roma siamo abituati da sempre a cambi stagionali in 8/10 giorni, ma a mia memoria non era mai successo di passare dalla torrida estate al gelo dell’inverno in nove  ore! Mercoledì scorso mi sono alzata, ho indossato sandali, pantaloni di lino,  una t-shirt a mezza manica e sono andata in ufficio ..temperatura alle 9.00 circa 25°/30° …… sono uscita alle 18.30 e fuori ad aspettarmi ho trovato  un vento gelido di tramontana e una temperatura  scesa improvvisamente di oltre 10°… la mia auto ne segnalava per la precisione 16°.  Vi sembra normale?!  Sono passata dal  condizionatore accesso al coperta sul letto in un nano secondo!  E da voi come va?  Comunque non vorrei essere fraintesa, non mi sto lamentando dell’arrivo del freddo, anzi lo desideravo tanto, mi lamento del cambio repentino che crea problemi e soprattutto rischia di far ammalare le persone, oltre a cogliermi totalmente impreparata  nell’aspetto “cambio di stagione”.  Fatto ovviamente obbligatoriamente ieri  e di corsa, sabato scorso al mare in costume e sabato questo volendo a sciare …ma si può ??!!   Quando il freddo arriva una delle cose più belle  è accoccolarsi sul divano con una tazza di tè caldo e un biscottino  e allora per riscaldare il vostro week end vi lascio  delle  profumatissime madeleines  con  chips di mele aromatizzate alla cannella, la ricetta delle chips la trovate qui. Provatele sono deliziose!


Ingredienti per circa 24 madeleines:
125 gr di farina 00
125 gr di burro
100 gr di zucchero semolato
3 uova
2 cucchiai abbondanti di miele  di acacia
½ cucchiaino di lievito
1 cucchiaino di cannella
20/30 gr di chips di mela
Sale

Procedimento:
Fate  fondere il burro e mettetelo  a raffreddare. Nel frattempo, in una ciotola,  unite le uova con lo zucchero e il miele e lavorate  gli ingredienti per alcuni minuti con una frusta a mano, fino ad ottenere una crema soffice e spumosa. Setacciate la farina con il lievito, la cannella, un pizzico di sale e aggiungetela  nella ciotola poco alla volta facendola cadere a pioggia dal setaccio, seguitando sempre a lavorare il composto con la frusta. Amalgamate infine il burro, unendolo poco alla volta. Sigillate la ciotola con della pellicola trasparente e mettete in frigo per un minimo di sei ora, ma anche fino a 12 ore. Ricordate che è lo shock termico che fa venire la famosa gobbetta alle madeleines.  Passato il tempo necessario togliete la ciotola dal frigo e aggiungete le chips di mela tritate grossolanamente e mescolate con un cucchiaio, ungete  di burro lo stampo da madeleines e infarinatelo, scrollate l’eccesso di farina e riempite con l’impasto  ogni cavità fino a  2/3 di altezza. Infornate in modalità areato  a 180° per 12/13 minuti. Buon appetito!






Buona domenica!









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