25 novembre 2014

Torta di nocciole senza farina, senza burro e senza olio

Mi aspetta un’altra settimana di super  lavoro, una di quelle in cui è come se uscissi il lunedì mattina da casa e tornassi il venerdì sera, visto che rientrerò solo per dormire. Fagocitata tra riunioni, pranzi e cene di lavoro, un'agenda fittissima di impegni purtroppo non decisa da me, diciamo che avrei preferito una leggera diluizione nell'arco di al meno 15 giorni, ma c'est la vie ! Un post velocissimo perchè vado verameente di frettissima, ma non volevo farvi sentire troppo abbandonati e così ecco qui virtualmente per tutti voi  una fetta di torta deliziosa e velocissima da fare. Una torta con solo tre ingredienti, dove fanno da padrone le meravigliose nocciole piemontesi. La varietà di nocciolo coltivata in Piemonte è la Tonda Gentile Trilobata. La cui produzione è concentrata nelle province di Cuneo, Asti e Alessandria, in un area compresa tra le colline delle Langhe, del Roero e del Monferrato. La denominazione I.G.P. garantisce agli utilizzatori ed ai consumatori la qualità e l'autenticità del prodotto. Cercatele anche nella vosrta città e sentirete la differenza, un profumo ed un sapore ineguagliabile.




Ingredienti per uno stampo da 23 cm di diametro:
4 uova
130 gr di zucchero semolato
250 gr di nocciole tostate
zucchero a velo per guarnire

Procedimento:
Tritare grossolanamente le nocciole tostate.  Sbattere a mano  i tuorli con lo zucchero finchè non diventano spumosi,  aggiungete la metà delle nocciole tritate  e mescolate bene. Montare gli albumi a neve con un pizzico di sale e incorporatene delicatamente la metà al composto iniziale. Mescolate dal basso verso l’alto. Poi aggiungete il resto delle nocciole tritate, mescolate ancora e poi incorporate delicatamente il resto degli albumi montati a neve. Mescolate ancora sempre dal basso verso l’alto. Trasferire l'impasto in una tortiera foderata di carta forno. Cuocere in forno per 35/40 (più 40 minuti)  a 180 gradi statico. Lasciate raffreddare nello stampo e servite coperto di zucchero  a velo.
Buon appetito!







 Buona vita e 
alla prossima ricetta!












18 novembre 2014

Risotto alle vongole con pistilli di zafferano

Scusate, lo so sono molto assente in questo periodo sia dai vostri blog che dal mio, perdonatemi e comprendete. Come vi avevo già detto è un periodo tranquillo in famiglia,  ma pienissimo di lavoro e per me stessa, e di conseguenza per il blog,  rimane a stento il fine settimana. Oggi vi voglio parlare di una spezia che adoro, forse anche un pò per genetica avendo una mamma abbruzzese: lo zafferano. Una spezia antichissima che si ricava dagli stigmi del fiore di Crocus sativus, una pianta erbacea perenne. Il nome Crocus deriva dal greco Kroke, che significa "filamento", per gli stigmi filamentosi che porta al centro della corolla. Viene citato già nel papiro Ebers, nel Cantico dei Cantici e nell’Iliade, e nel corso dei secoli gli sono state attribuite proprietà curative ma ha anche avuto fama di afrodisiaco e questa sua peculiarità è ricordata dal mito greco di Crocus. Secondo il mito tali filamenti simboleggiano un legame d'amore tra la ninfa Smilax e il giovane Krokos, un amore destinato a finire con la morte del giovane. Si narra che gli dei, impietositi, trasformarono la ninfa in salsapariglia e il giovane in croco, per far sì che i due potessero vivere uno accanto all'altro. Per questo mito gli antichi Greci usavano porre sulle tombe degli amanti morti per amore un fiore di Crocus. La raccolta di questi preziosi fiori si effettua in autunno, di mattina al sorgere del sole, prima che il calice si apra e gli stigmi che portano la polvere d'oro si possano rovinare.  Lo zafferano oltre a rendere gustosi e saporiti diversi piatti, è una miniera di sostanze preziose per l’organismo,  essendo uno dei più potenti antiossidanti naturali ci aiuta a contrastare i famosi e malefici radicali liberi, responsabili dell’accelerazione dell’invecchiamento cellulare. Inoltre questa spezia favorisce le funzioni digestive, stimola l’apparato digerente, aumentando la secrezione di bile e di succhi gastrici. Per questo è molto usato anche nella preparazione dei liquori digestivi. L’uso dello zafferano in cucina,  spazia dall’antipasto al dolce, ma le combinazioni migliori si hanno con il riso, i crostacei, i frutti di mare, le carni in umido e le salse delicate. In questi casi il gusto dello zafferano arricchisce, colora ed esalta i sapori.Per me oggi risotto!





Ingredienti per 4 persone:
380 gr di riso carnaroli
400 gr di vongole fresche tipo lupini
1 lt di brodo vegetale
200 ml di vino bianco
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
burro
1 pizzico di pistilli di zafferano
prezzemolo
1 spicchio d'aglio
Sale

Procedimento:
Sciacquate le vongole, mettetele in una ciotola con acqua e sale e lasciatele spurgare per un paio d'ore,  dopodiché risciacquatele e trasferitele in una pentola in acciaio con un cucchiaio di acqua, coprite e mettete sul fuoco vivo per circa 5 minuti per consentire l’apertura dei gusci. Scolate le vongole, sgusciatene più della metà e lasciatene il resto con le valve per decorare i piatti. Filtrate la loro acqua di cottura (che sarà calda), mettetela in una tazza e metteteci dentro i pistilli di zafferano a “rinvenire” per almeno 20 minuti. Fate appena dorare l'aglio in una pentola con l'olio e una noce di burro. Eliminate l'aglio e aggiungete il riso, fatelo tostare ben bene poi  alzate il fuoco e bagnate con il vino bianco, lasciate che evapori,  poi abbassate il fuoco e iniziate ad aggiungere 2 mestoli di brodo bollente. Mescolate sempre e, quando il liquido sarà quasi assorbito, aggiungetene altro brodo. A metà cottura invece del brodo aggiungete il liquido delle vongole in cui avrete fatto rinvenire gli stimmi di zafferano e sempre mescolando portate a cottura, nel caso aggiungendo altro brodo. Spegnete il fuoco e aggiungete le vongole sgusciate, mescolate e trasferite il risotto in un piatto da portata, guarnite con le vongole lasciate da parte e con del prezzemelo tritato.
Buon appetito!







Buona giornata!
 





08 novembre 2014

Pane integrale senza impasto e ... le bombe d'acqua!

Una volta c’era il temporale ora ci sono le bombe d’acqua., una volta c’era il vento ora ci sono le trombe d’aria  …  la natura si è stufata! Ci ha dato mille avvertimenti, ma noi niente ce ne siamo fregati. Questo mondo splendido regalatoci dai nostri avi pensavamo arrogantemente e ignorantemente durasse per sempre senza reagire mai. Testardi abbiamo seguitato a deforestare, ad inquinare, ad emettere gas serra … questo per parlare della globalità del problema. Poi ovviamente non dobbiamo dimenticarci delle situazioni locali:  la corruzione dei politici, i soldi tolti al risanamento del territorio e agli interventi strutturali per spostarli su altre ipotetiche “emergenze” o  la semplice mancanza di pulizia delle strade, che semplice non è, visto che un tombino non pulito sotto la pioggia crea una strada allagata con conseguente traffico in tilt, e  il manto stradale? Ne vogliamo parlare... non so nelle vostre realtà, ma a Roma le strade sono piene di buche e  in questi giorni di pioggia  smottamenti e buche possono diventare una trappola pericolosissima per automobili e motorini, nascoste come sono dall’acqua e dalle foglie cadute. Per non parlare delle voragini che si aprono dopo il temporale dove prima c’erano le  buche. Dimenticavo la ciliegina sulla torta gli alberi pericolosi e pericolanti … scusate lo sfogo ma  la situazione di Roma è inaccettabile, è sempre stata difficile, ma il grado di abbandono di questi ultimi anni fa male al cuore. Comunque fuori piove, la caldaia si è rotta l'altro giorno, per cui sono senza acqua calda e senza termosifoni (ma finalmente domani l’aggiustano) le scuole sono chiuse e io che faccio? …  faccio il pane... ciabatte integrali, ma con il metodo speedy! E se non amate la farina integrale e volete la versione con farina di grano duro la potete trovare qui.



Ingredienti:
dosi per 6 ciabattine
250gr di farina integrale rimacinata a pietra
250 gr di semola di grano duro bio
400 ml. di acqua tiepida
½ cubetto di lievito di birra
1 cucchiaino di miele di acacia
1 + ½  cucchiaino di sale


Procedimento:
Setacciate insieme le due farine e mettetele in una ciotola formando la classica fontana. Mettete a sciogliere il lievito ed il miele in parte dell’acqua tiepida mescolate e quando sarà ben sciolto aggiungetelo alla farina.  Mescolate velocemente  semplicemente con una forchetta, poi aggiungete il resto dell’acqua e  in ultimo il sale, sempre mescolando solo con la forchetta. Risulterà un composto appiccicoso e non liscio (deve essere così).  Poi  spolverizzate tutta la superficie con abbondante farina di semola e mettete a lievitare per un'ora e mezza. Trascorso il tempo necessario, riprendete l'impasto e con l’aiuto di una lecca pentola  riversatelo direttamente sulla leccarda che avrete precedentemente coperto di carta forno e abbondantemente infarinata con la semola di grano duro. Durante questo passaggio bisogna fare  in modo che la parte infarinata rimanga  rivolta verso l'alto.  A questo punto dividete l'impasto in sei ciabattine (pagnottine)  fate in modo che rimangano leggermente  distanziati tra loro. Infornate  a 240° per circa 30' in modalità statica.  Trascorso questo tempo spegnete il forno e lasciate il pane dentro, il suo meglio lo dà dopo un paio d’ore , perché sarà ancora caldo ma la mollica avrà in questo modo perso l’umidità.
Buon appetito!








Buon week end!




05 novembre 2014

Tagliatelle con pesto di pistacchi, mandorle e pomodorini secchi

Mio fratello l’altro giorno, al rientro da un viaggio d’affari in Sicilia,  mi ha portato in regalo un sacchetto di oro verde…i mitici ed ineguagliabili pistacchi di Bronte.  Questa varietà di pistacchio è in assoluto la mia preferita con il suo colore verde smeraldo brillante e il suo profumo. Leggo sul piccolo depliant allegato che gli alberi non si concimano, non si irrigano, si trattano pochissimo e si potano un paio di volte, per eliminare i rami secchi e togliere le gemme negli anni “di scarica”. Il pistacchio, infatti, un anno produce e un anno riposa e, durante quest’ultimo, i contadini eliminano le poche gemme spuntate sui rami in modo che la pianta possa immagazzinare tutte le energie per esplodere nella stagione successiva. I pistacchi come il resto della frutta secca hanno tantissime proprietà benefiche. Per esempio se ne mangiamo l’equivalente di una tazzina al giorno terremo lontane le malattie cardiache, diminuiremo il colesterolo LDL (quello più rischioso) e attueremo anche una valida prevenzione contro il cancro. Alcuni ricercatori della Pennsylvania State University hanno scoperto che questi frutti sono particolarmente ricchi di antiossidanti e proteggono le cellule dai radicali liberi. In particolare, hanno riscontrato che nei pistacchi è presente un notevole livello di luteina (un potente antiossidante alimentare), beta-carotene e gamma-tocoferolo. Il beta-carotene si trasforma in vitamina A e svolge un’azione preventiva nei confronti delle neoplasie, mentre il gamma-tocoferolo, una comune forma di vitamina E, tiene lontane le malattie del cuore. La luteina poi è importante per la vista e per la pelle. Questi antiossidanti evitano che le pareti dei vasi sanguigni si ricoprano di colesterolo, causando infiammazioni. Il pistacchio è uno dei  migliori spuntini offertici dalla natura. Una manciata di questi semi oleosi come merenda, a metà mattino o il pomeriggio, risulta molto nutriente e ricca di fibre e antiossidanti: in effetti, tra tutti i tipi di frutta a guscio il pistacchio è quello che assicura più benefici nutrizionali per caloria. In cucina possono essere utilizzati in vari modi: per guarnire piatti di carne o di pesce, per preparare salse e insalate,  per insaporire torte, biscotti e budini, ed anche come in questo caso per preparare un ottimo pesto per condire la pasta.



Ingredienti per 4 persone:
350 gr di fettuccine all’uovo
50 gr di pomodorini secchi + quelli per guarnire
100 gr di pistacchi (pesati sgusciati)
Parmigiano Reggiano  grattugiato q.b.
2/3 foglie di  Basilico
10 mandorle pelate
Aglio
Sale q.b.
Olio evo q.b.

Procedimento:
Per prima cosa mettete i pomodorini a rinvenire in una ciotolina con acqua tiepida. Poi cuocete per circa 5 minuti in acqua bollente i pistacchi sgusciati, il tempo necessario per ammorbidire la buccia, poi scolateli ed eliminate la buccia. A questo punto mettete nel mixer, i pistacchi freddi, le foglie di basilico lavate e asciugate,  lo spicchio di aglio, le mandorle e i pomodorini secchi strizzati e tagliuzzati, aggiungete un pò di olio e iniziate a frullare, seguitando ad aggiungere olio fino ad ottenere una crema omogenea, aggiustate di sale. Mettete a lessare la pasta e nel frattempo mettete il pesto nella ciotola da portata dove condirete la pasta, allungate con un paio di cucchiai di acqua di cottura e aggiungete una manciata di parmigiano e mescolate. Quando le tagliatelle saranno pronte,  scolatele e versatele nella ciotola mescolate bene e se serve aggiungete un filo di  olio. Impiattate e guarnite con pomodorini secchi e qualche mandorla.
Buon appetito!





Buona giornata!



31 ottobre 2014

Le fave dolci o fave dei morti

Probabilmente io non riesco a sentire la festa di halloween perché semplicemente in Italia non veniva festeggiata quando io ero piccola. Non so di preciso da quanti anni anche nel nostro paese abbiamo assimilato questa festa tipicamente anglosassone, ma nella vita di  mia figlia c’è sempre stata, per cui da brava mamma ho comprato maschere, ragnatele e zucche,  ho truccato visi mostruosi ed ho preparato biscotti  e dolcetti terribili….ma solo per amore senza assolutamente crederci o condividere, eppure sono una gran festaiola, ma questa   notte fatta di mostri, fantasmi e  streghe è totalmente fuori dalle mie corde, non mi ha mai né affascinato né incuriosito. Per cui sinceramente la crescita di mia figlia in questo senso è stata una vera liberazione, non sono più coinvolta in queste preparazioni, lei seguita a festeggiare tutti gli anni, ma ormai va nei locali con i suoi amici ed io sono felicissima di non dover cucinare ragnetti e dita mozzate, per cui niente preparazioni culinarie per Halloween nel mio blog,  ma invece un biscotto legato alle nostre italiche tradizioni culinarie e più specificatamente alla variante romana, anzi trasteverina, delle fave dei morti.
Parlo di variante perché è usanza preparare questi piccoli biscottini in occasione del 1 e 2 novembre, festività di Ognissanti e commemorazione dei defunti, in tante regioni italiane con  forme  però leggermente diverse e con  piccole aggiunte tipo cacao o alchermes,  ma l’ingrediente principale è e rimane la mandorla. Il loro nome, probabilmente, deriva dal fatto che nel mondo classico si utilizzavano le fave vegetali nei riti funebri, soprattutto quelle nere. Il nero, simbolo del mistero per antonomasia, è molto raro tra i vegetali. Secondo una antichissima tradizione le fave costituivano un mezzo di comunicazione diretto tra l'Ade, il mondo dei morti, collocato fisicamente nelle profondità terrestri,  ed il mondo dei vivi. Ciò è probabilmente spiegabile con il colore del fiore delle fave, che è bianco maculato di nero. Le macchie, inoltre, sembra che siano disposte a forma di "tau" greca, la prima lettera di "tanatos", che significa morte.  Durante le cerimonie funebri nell’antica Roma venivano sparse fave sul feretro e  il "pater familias" percorreva di notte la casa, facendo offerte di fave nere agli spiriti degli antenati, gettandosele dietro le spalle. La tradizione della commemorazione dei defunti è ben radicata nella cultura romana e le fave vere e proprie sono state nel tempo sostituite dalle fave dolci o fave dei morti, conosciute anche come i biscotti di Ognissanti.  Quella che vi lascio è la ricetta di un vecchio pasticcere trasteverino che ha allietato con i suoi dolci tantissime domeniche della mia infanzia, e che passava, bontà sua, alcune ricette alla mia mamma.


Ingredienti:
150 gr di mandorle sgusciate e pelate
150 gr di zucchero semolato
300 gr di farina 00
2 uova bio
50 gr di burro a temperatura ambiente
1 cucchiaino di cannella in polvere
Zucchero a velo

Procedimento:
Scaldate una padella antiaderente a fuoco medio e tostatevi  le mandorle per 4/5 minuti, mescolandole spesso. Lasciatele raffreddare e frullatele con qualche cucchiaio di  zucchero fino a ridurle in polvere. Mescolate il composto di mandorle con lo zucchero rimasto, la farina setacciata e la cannella. Impastate con il burro a pezzetti e le uova fino ad ottenere una pasta omogenea, consistente ma morbida. Sulla tavola infarinata formate dei cordoncini di 1.5 cm  di diametro e ritagliateli a pezzetti di 2 cm circa. Incidete il centro di ciascun biscottino con un taglio poco profondo e allineateli, a mano a mano  che li preparate, sulla placca ricoperta di carta forno. Scaldate il forno a 170° e cuocete i biscotti per circa 20 minuti. Fateli raffreddare sulla gratella e spolverizzateli con lo zucchero a velo.
Buon appetito!








Buon week end!






26 ottobre 2014

Madeleine alla cannella

Le mezze stagioni non esistono più! Non è solo il classico tormentone, ma un vero dato di fatto almeno nella mia città,  il problema è la velocità  in cui  il tempo riesce a cambiare. A Roma siamo abituati da sempre a cambi stagionali in 8/10 giorni, ma a mia memoria non era mai successo di passare dalla torrida estate al gelo dell’inverno in nove  ore! Mercoledì scorso mi sono alzata, ho indossato sandali, pantaloni di lino,  una t-shirt a mezza manica e sono andata in ufficio ..temperatura alle 9.00 circa 25°/30° …… sono uscita alle 18.30 e fuori ad aspettarmi ho trovato  un vento gelido di tramontana e una temperatura  scesa improvvisamente di oltre 10°… la mia auto ne segnalava per la precisione 16°.  Vi sembra normale?!  Sono passata dal  condizionatore accesso al coperta sul letto in un nano secondo!  E da voi come va?  Comunque non vorrei essere fraintesa, non mi sto lamentando dell’arrivo del freddo, anzi lo desideravo tanto, mi lamento del cambio repentino che crea problemi e soprattutto rischia di far ammalare le persone, oltre a cogliermi totalmente impreparata  nell’aspetto “cambio di stagione”.  Fatto ovviamente obbligatoriamente ieri  e di corsa, sabato scorso al mare in costume e sabato questo volendo a sciare …ma si può ??!!   Quando il freddo arriva una delle cose più belle  è accoccolarsi sul divano con una tazza di tè caldo e un biscottino  e allora per riscaldare il vostro week end vi lascio  delle  profumatissime madeleines  con  chips di mele aromatizzate alla cannella, la ricetta delle chips la trovate qui. Provatele sono deliziose!


Ingredienti per circa 24 madeleines:
125 gr di farina 00
125 gr di burro
100 gr di zucchero semolato
3 uova
2 cucchiai abbondanti di miele  di acacia
½ cucchiaino di lievito
1 cucchiaino di cannella
20/30 gr di chips di mela
Sale

Procedimento:
Fate  fondere il burro e mettetelo  a raffreddare. Nel frattempo, in una ciotola,  unite le uova con lo zucchero e il miele e lavorate  gli ingredienti per alcuni minuti con una frusta a mano, fino ad ottenere una crema soffice e spumosa. Setacciate la farina con il lievito, la cannella, un pizzico di sale e aggiungetela  nella ciotola poco alla volta facendola cadere a pioggia dal setaccio, seguitando sempre a lavorare il composto con la frusta. Amalgamate infine il burro, unendolo poco alla volta. Sigillate la ciotola con della pellicola trasparente e mettete in frigo per un minimo di sei ora, ma anche fino a 12 ore. Ricordate che è lo shock termico che fa venire la famosa gobbetta alle madeleines.  Passato il tempo necessario togliete la ciotola dal frigo e aggiungete le chips di mela tritate grossolanamente e mescolate con un cucchiaio, ungete  di burro lo stampo da madeleines e infarinatelo, scrollate l’eccesso di farina e riempite con l’impasto  ogni cavità fino a  2/3 di altezza. Infornate in modalità areato  a 180° per 12/13 minuti. Buon appetito!






Buona domenica!









21 ottobre 2014

Pesce spatola o pesce sciabola?

Non sto parlando di armi , anche se come sapete, praticando mia figlia scherma,  le sciabole a casa mia non mancano, parlo invece di un pesce che viene chiamato in ambedue i modi. Il pesce Sciabola, localmente noto come “spatola”, vive in profondità variabili tra i 100 ed i 400 metri, ed abita le acque di Campania, Calabria e Sicilia. Deve i suoi nomi dialettali alla forma del suo corpo che fa appunto pensare ad una sciabola essendo  sottile e lungo e con la pelle color argento brunito. La Spatola può arrivare a due metri di lunghezza, è priva di squame ed ha una cresta sulla parte posteriore della testa e la pinna dorsale e quella anale sono poco pronunciate. Appartiene al grande gruppo dei pesci azzurri e, come tale, ha un ottimo sapore e ottime proprietà nutritive. È un pesce magro, particolarmente digeribile e con un buon contenuto di acidi grassi omega 3,  un vero e proprio toccasana per il nostro benessere. Le sue carni sono bianche, consistenti e molto saporite per cui  perfette per ricette light amiche della bilancia e della salute. A casa mia dopo una settimana di feste, cene e dolci ipercalorici un bel piattino di questo pesce gustoso e dietetico direi che è perfetto!



Ingredienti per 2 persone:
400 gr di pesce spatola fatto a filetti
400 gr di pomodorini pachino
2 cipolline novelle
olive di Gaeta (circa 20)
sale
olio evo

Procedimento:
Affettate le cipolle e mettetele in una padella antiaderente con un filo di olio evo, facendole rosolare leggermente, aggiungete  i pachino divisi a metà e le olive denocciolate. Salate, date una  mescolata e lasciate un paio di minuti scoperto, poi aggiungete una generosa spruzzata di vino bianco e appena avrà sfumato coprite e lasciate che i pomodorini appassiscano e formino il tipico sughetto. A questo punto mettete i filetti di pesce spatola con la parte della pelle a contatto con la padella, fate cuocere sempre coperto per circa 10 minuti, girando il pesce una sola volta.
Buon appetito!






Mia figlia ringrazia ancora
  tutti coloro che, qui e su FB,
 con commenti e messaggi privati
hanno voluto partecipare alla sua gioia! 
 Siete stati dolcissimi 
vi abbraccio e .....alla prossima ricetta!







16 ottobre 2014

La torta dei 18 !

Lunedì festa grande per la mia piccola grande neo diciottenne! Mia figlia è nata alle 13.25, per cui abbiamo deciso di iniziare i festeggiamenti stando a pranzo a casa tutti insieme (evento eccezionale, capita solo nei week end) e proprio per il pranzo la sua mammina le ha preparato oltre alle sue pietanze preferite, questa torta forse un po’ infantile, ma tanto golosa e tanto allegra. Una torta che fa festa solo a guardarla e poi sopra c’erano 18 candeline a stelo multicolori!  La sera, la festa è proseguita a cena fuori con nonna, madrina, zii e cugini e altra torta e altre candeline …ma non è finita qui perché sabato sera si festeggerà ancora, ma senza grandi, questa volta lei e i suoi amici andranno a fare le ore piccole in un locale … mitici 18!!! Tornando alla torta della foto altro non è che una chiffon cake al cioccolato, farcita con ganache al cioccolato e rivestita e decorata con kitkat e smarties a volontà ……..10000 calorie a forchettata, ma che goduria!!!



Ingredienti:

230 gr di farina 00
60gr di cacao amaro
6 tuorli
340 gr di albumi
290 gr di zucchero semolato fine
120 gr di olio evo leggero
195 ml di acqua tiepida
1 bustina di lievito vanigliato
8 gr di cremor tartaro
1 pizzico di sale

Per la ganache al cioccolato:
250 ml di panna liquida fresca
200 g di cioccolato fondente
50 g di burro

Per decorare:
kit kat ( 3 confezioni famiglia)
Smarties ( 4 tubetti)

Procedimento:
Iniziate preparando la ganache al cioccolato. Versate la panna in un pentolino e scaldatela a bagno maria insieme al burro.Mescolate e attendete che arrivi quasi a bollore. Versate quindi nel composto il cioccolato tagliato a coltello a pezzi piccoli e mescolando scioglietelo completamente. Spegnete il fuoco e appena sarà tiepido, ponete il composto in frigorifero. Ricordate che quando il composto sarà freddo e di conseguenza anche più denso, prima di utilizzarlo per la torta dovrete  montarlo  con uno sbattitore elettrico fino a quando non risulterà cremoso e soffice.Intanto che la ganache si raffredda, preparate la base della torta. Mettete in una ciotola: farina, zucchero, lievito e sale setacciati. Senza amalgamare aggiungete: olio, tuorli e acqua  e lasciate riposare. Nel frattempo montate a neve fermissima gli albumi con il cremor tartaro. A questo punto riprendete la ciotola ed amalgamate tutti gli ingredienti fino ad ottenere un composto liscio ed omogeneo e poi unite un poco per volta gli albumi montati, mescolando con delicatezza dal basso verso l'alto. Versate il composto nello stampo di alluminio non imburrato. In questo caso io non ho utilizzato lo stampo classico da chiffon cake  perché  per scelta estetica non volevo il buco, comunque per questa torta  potrete  utilizzare qualsiasi altro stampo, verrà sempre bene,  l'importante è che sia sempre di alluminio leggero e con i bordi alti. Infornate la torta a 160° per 50 minuti e poi aumentate a 175° per altri 10-15 minuti. Vale sempre la prova stecchino. Estraete lo stampo dal forno e lasciate raffreddare la torta capovolta per circa un'ora. Lo stampo originale è già dotato di piedini che però non sono sufficientemente alti e si corre il rischio che si crei troppa umidità sotto la torta, lasciandola bagnata. Sollevate quindi lo stampo appoggiando i tre piedini su tre bicchieri della stessa altezza. Se utilizzate, come in questo caso,  uno stampo senza foro centrale o uno classico a ciambella, questo procedimento diventa più complicato. Ma cercate comunque di aiutarvi con la fantasia e di appoggiare lo stampo rovesciato su dei sostegni che permettano di tenere il tutto in equilibrio senza far rovinare il dolce, ma facendo si che possa raffreddare completamente capovolto.  Una volta che la torta sarà completamente fredda ( io l’ho preparata il giorno prima) potete procedere con la farcitura e le decorazioni. Tagliate la torta a metà e farcitela con la ganasche al cioccolato, poi ricomponetela e con l’aiuto di una spatola spalmate un velo di ganache su la superficie e sui lati della torta, così che possa fare un pò da colla per le decorazioni. Sistemate tutti intorno i kitkat tipo palizzata  e mettete sulla superficie gli smarties a volontà. Ultimate stringendo il tutto con un nastro colorato e formante un bel fiocco. Mettete la torta in frigo per un’oretta, ma ricordatevi di rimetterla a temperatura ambiente 15 minuti prima di servirla. Ovviamente il passaggio frigo ecc. dipende molto dalla temperatura esterna, qui a Roma è stato necessario il raffreddamento perché siamo ancora in pieno agosto!
Buon appetito!







 Buona giornata
e alla prossima ricetta!



13 ottobre 2014

Oggi sono 18 ... buon compleanno amore!

18 anni

sono passati veloce come un battito d'ali di farfalla! 18 anni di amore, di emozioni, di trepidazioni, di soddisfazioni...eri uno dolce batuffolo nella culletta della clinica ed ora sei una donna pronta a spiccare il volo verso il tuo futuro, un futuro tutto da costruire, che io ti auguro meraviglioso, pieno d'amore e di tante soddisfazioni. Non riesco a scrivere ... le lacrime mi rigano il viso, troppe emozioni affollano il mio cuore...troppe persone che mancano a festeggiare questo compleanno speciale, ma sono i tuoi angeli custodi e non ti abbandoneranno mai, come mai ti abbandonerò io, qualunque via prenderai, qualunque scelta farai, ricorda che le mie braccia saranno sempre aperte perchè non si è mai troppo grandi per aver bisogno di una coccola, o di un consiglio o di una spalla su cui piangere...tu chiama amore, ed io correrò. Come allora, che dovevo solo attraversare un corridoio, volerò da te ovunque tu sarai !





Buon compleanno 
amore mio!







06 ottobre 2014

Cookies al doppio cioccolato

Mio marito e mia figlia comprendono perfettamente  la stretta relazione tra tanto lavoro in ufficio e poco tempo per cucinare e non borbattano mai. Accettano tranquillamente uno straccetto  veloce per cena o una fettuccina al pesto, ma quello che proprio non è accettabile da parte loro è trovare la scatola dei biscotti vuota. E così sabato pomeriggio oltre ad un pò di shopping con un’amica e il solito parrucchiere sono riuscita anche ad infornare un paio di teglie di questi favolosi e croccantosi  Cookies! I Chocolate Chip Cookies o semplicemente cookies, sono dei croccanti biscotti arricchiti da gocce di cioccolato, tipici della cucina americana. Secondo la storia, intorno agli anni '30  Ruth Wakefield inventò questi biscotti quasi per caso: lavorava in un albergo  ed era solita preparare per i suoi clienti dei deliziosi biscotti al burro e cioccolato.Un giorno si accorse di aver esaurito un ingrediente fondamentale per quella preparazione, il Baker’s chocolate (un tipo di cioccolato molto amaro e scioglievole, utilizzabile esclusivamente in cottura) e decise di sostituirlo con una barretta di cioccolato, ridotta in piccoli pezzi. Quando sfornò i biscotti notò che i pezzetti di cioccolato non si erano sciolti come accadeva di solito con il suo cioccolato morbido, ma erano rimasti croccanti e ben visibili. Ruth decise di servire ugualmente i biscotti ai suoi clienti, che apprezzarono il cambiamento. I nuovi biscotti ebbero subito un grande successo, e la ricetta divenne presto famosa in tutta l'America. Ancora oggi, i cookies di Ruth sono una delle preparazioni americane più conosciute al mondo. Come spesso accade per le ricette più note, anche di questi biscotti esistono svariate versioni, tutti però sono  friabili e con quel sapore di burro e zucchero, gradevolmente contrastato dalla presenza del cioccolato fondente nell’impasto. Insomma  biscotti  perfetti  da accompagnare ad una tazza di latte a colazione, per una merenda veloce,  ma anche perché no, per uno sfizio goloso dopo cena.




Ingredienti per circa 40 biscotti:
180 gr farina 00
175 gr di gocce di cioccolata (metà  bianche e metà nere)
1/2 cucchiaio di bicarbonato
100 gr burro
80 gr zucchero di canna
100 gr zucchero bianco
1 uovo

Procedimento:
Montate con la frusta elettrica il burro, precedentemente ammorbidito  a temperatura a ambiente, insieme ai due tipi di zucchero, poi  sempre seguitando a montare unite l’uovo. Quando si sarà ben assorbito, passate alla frusta a mano e aggiungete poco per volta la farina setacciata con il bicarbonato, quando sarà ben amalgamata unite le gocce di cioccolata. Foderate una teglia con la carta forno e con l’aiuto di un cucchiaino fate dei piccoli mucchieti (la grandezza di una noce) e metteteli ben distanziati  l'uno dall'altro perché in cottura si allargano. Cuocete a forno caldo a 180° in modalità areata per 15 minuti.
Buon appetito!






Buona settimana!


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...