12 dicembre 2017

Tortine agli amaretti


.. Jingle bells, jingle bells, 
Jingle all the way! 
O what fun it is to ride 
In a one-horse open sleigh…

La voce di Michael Bublé  risuona in casa, l’albero di Natale risplende in salone con i suoi addobbi dorati e le sue lucine, la ghirlanda dell’avvento è appesa fuori della porta e la mia collezione di Babbi Natale proveniente dai vari angoli della terra  è posizionata in bella mostra, ovunque candele rosse e stelle di Natale, la casa è addobbata a festa, pronta ad accogliere parenti ed amici … che il più bel periodo dell’anno abbia inizio! Quest’anno poi ci sono due nipotini in più ad allietare questi giorni e come tutti sapete un Natale con dei bimbi piccoli è ancor più bello e gioioso. Se poi sono due gemellini di un anno ancora meglio! Cosa mi manca? Nulla, tranne le idee per i pranzi e le cene di questo periodo e allora eccomi qui a passeggiare tra i vostri blog alla ricerca di spunti interessanti, mentre sorseggio un caldo infuso aromatizzato alla cannella e mi gusto una di queste deliziose tortine. E voi avete già deciso il vostro menù? 


5 dicembre 2017

Madeleine con farina di farro e miele di acacia


Nel momento in cui un bambino nasce
anche una madre sta nascendo.
Lei non è mai esistita prima.
La donna esisteva, ma la madre, mai.
Una madre è qualcosa di assolutamente nuovo.
(Osho Rajneesh)


Ci sono mamme dolci e sempre presenti e ci sono mamme assenti e distratte. Ci sono mamme grandi come massi e ci sono mamme leggere come piume. Ci sono mamme che sanno di casa e di coccole, e ci sono mamme che sanno di prigione. Ci sono mamme che soffocano e mamme che gratificano. Ci sono mamme che riempiono di baci e ci sono mamme che picchiano. Ci sono mamme uragano e mamme calma piatta. Ci sono mamme che stringono il collare e mamme che ti donano ali per volare. Ci sono mamme che fanno ammalare e mamme che guariscono da ogni male.  Ci sono mamme che non avrebbero dovuto fare le mamme e mamme che sono nate per fare le mamme. Ci sono mamme che scelgono di vivere per i loro figli e mamme che abbandonano i loro figli. Ci sono mamme che ricattano e ci sono mamme che semplicemente amano. Ci sono mamme che plasmano e mamme che insegnano. Ci sono mamme che ammirano  e mamme che denigrano. E poi ci sono io che da 20 anni ci provo, e quando ti guardo e ti ascolto in mezzo agli altri, quando vedo la meravigliosa donna che sei … mi dò da sola una pacca sulla spalla e dico brava, sembra proprio che tu ce la stia facendo …ma mamma è per sempre ed ogni giorno sarà per me una nuova sfida anche quando mamma sarai tu. Intanto io orgogliosa ti ammiro e seguito ad essere qui … per ascoltare i tuoi fiumi di parole, asciugare le tue lacrime, sorridere delle tue gioie, condividere la buona giornata e la brutta giornata, perché l'amore non deve mai essere una coperta che soffoca, deve solo riscaldare l’anima, lasciandola libera di decollare. 


28 novembre 2017

Sformato di patate con mortadella e provola affumicata


Un affare è comprare qualcosa che non ti serve 
ad un prezzo al quale non puoi resistere. 
(Franklin P. Jones)


Non sono anti americana, non fraintendetemi, ma non comprendo la necessità di importare tante usanze da oltreoceano. Dopo Halloween ora abbiamo anche il black Friday. Fino a qualche anno  fa era solo una tradizione da guardare in tv sorridendo … quelle file interminabili di persone che attendevano l’apertura dei negozi spesso passandoci addirittura la notte pur di essere i primi ad entrare!  E così dopo qualche timido accenno negli scorsi anni soprattutto da parte dei centri commerciali e delle grandi catene di distribuzione, da quest'anno almeno a Roma, il black friday sembra essere stato sdoganato definitivamente. Per settimane la pubblicità ci ha martellato. Tutti, ma proprio tutti, hanno organizzato delle iniziative e degli sconti  e non solo per il venerdì, ma per tutto il week end. Mi sono ritrovata ad usufruire del 40% di sconto persino in farmacia…. signora oggi è il black Friday! Un week end nero sicuramente, ma per il caos ed il traffico, sembrava di essere nei giorni a ridosso del Natale, dover andare in giro per lavoro è stato un vero incubo. Mia madre mia ha chiesto il motivo del nome, insomma perché nero? Da noi non è certo un colore che abbiniamo alla allegria o alla gioia che lo shopping dovrebbe procurare. E così mi sono documentata, ed ho scoperto che l’origine del termine non è certa: alcuni sostengono che l’espressione sia stata coniata a Philadelphia in relazione al traffico pesantemente congestionato che veniva registrato in quell'occasione,  altri sostengono che invece l’espressione  si riferisca alle annotazioni sui libri contabili dei commercianti, laddove  rosso simboleggia le perdite e  nero, invece indica guadagni. Propenderei per la seconda. Per quanto riguarda la data, invece, il Black Friday è legato alla tradizione del Thanksgiving, ovvero il giorno del ringraziamento, festa importantissima negli Stati Uniti che viene celebrata ogni anno il quarto giovedì di novembre. Quindi il giorno successivo è il famoso giorno nero di saldi. E voi ne avete approfittato o come me rifugiate il caos e la folla? Oggi vi lascio una semplice ricetta di famiglia di quelle che ti fanno pensare alla nonna e al tepore di casa nelle fredde sere invernali, un gustoso sformato che piacerà a tutti, bimbi compresi!



21 novembre 2017

Plum cake ai mirtilli neri


La vita è quello che succede
mentre sei impegnato a fare altri progetti
(John Lennon)


A volte le giornate scorrono impetuose come fiumi in piena,  a volte invece lentissime come torrenti di montagna durante le calde giornate estive. A volte la vita si fa tramontana e ci trascina come fuscelli senza darci la possibilità di reagire, altre volte invece diventa brezza leggera, quasi tiepida carezza.  A volte il tempo sembra dilatarsi all'infinito e l’attesa ci attanaglia, a volte il suo trascorrere è rapido pari ad un battito di ciglia. E’ l’essenza della vita stessa, un divenire continuo e mai uguale. Come diceva Eraclito "Non è possibile discendere due volte nello stesso fiume" perché l'acqua con cui ci bagniamo non sarà mai la stessa, così sono i giorni che viviamo. La vita scorre, come l'energia che pervade i corpi e attraversa ogni molecola dell'universo, ed in questo scorrere è implicita la mutevolezza che contraddistingue l'esistenza. Nascere, implica percorrere una strada lungo la quale incontreremo persone, proveremo emozioni e vivremo situazioni diverse per ognuno di noi. E’ il viaggio della vita … nella vita e in noi stessi, e vivendo scopriremo le nostre possibilità e anche i nostri limiti. Cambieranno gli orizzonti, modificheranno i panorami, le prospettive e le opportunità, ma l’importante sarà non fermarsi, non tirarsi mai indietro, ma soprattutto non smettere mai di credere in noi stessi e nelle nostre possibilità di vittoria. 



13 novembre 2017

Brioche dolci al farro e miele d'acacia


La maggior parte della pubblicità
non fa tanto appello alla ragione
quanto all’emozione.
(Erich Fromm)


Siamo assillati dalla pubblicità: dai mega cartelloni in strada, a quelli più piccoli sui mezzi pubblici, dagli spot continui in radio, a quelle eccessivamente invasive e fastidiose dei siti web, ma soprattutto le invadenti e onnipresenti pubblicità televisive. Pubblicità come premessa o interruzione di un film o all'interno di un programma, con messaggi  di volta in volta suadenti o aggressivi, sintetici o prolissi, espliciti o subliminali… spesso anche ingannevoli. Messaggi pubblicitari mirati perfettamente, nelle immagini e nelle parole a secondo del soggetto da pubblicizzare, ad un particolare tipo di pubblico. Le pubblicità dei cibi pronti, precotti o semi lavorati sono dedicate agli adulti-genitori che fisicamente fanno la spesa, mentre le pubblicità dei biscotti, delle merendine, dei vari snack, mirano più ad un pubblico infantile-adolescente, che può martoriare il povero genitore che alla fine martoriato,  soccomberà alla richiesta. Le aziende offrono spesso i propri prodotti spacciandoli per genuini, nutrienti e adatti ad un'alimentazione sana ed equilibrata. Spiegatemi il concetto di sano e genuino in una cotoletta preimpanata, in un sugo pronto al basilico, in una merendina piena di coloranti, conservanti, antiossidanti, emulsionanti  ecc. Mangiare sano dovrebbe essere un'altra cosa, dovrebbe farci stare bene, acquistando prodotti il cui impatto sull'ambiente e sulla vita delle persone sia il più possibile sostenibile, perché come ho letto ultimamente un'alimentazione rispettosa della natura è anche un'alimentazione che ti tiene in forma,  Per me mangiare sano significa attenzione alla cottura e alla conservazione dei cibi, in modo da sfruttare al meglio tutti i principi nutritivi, seguire il calendario delle stagioni per l’acquisto di frutta e verdura, mirare il più possibile al biologico e al KM0, usare solo uova di galline libere e farine biologiche di mulini italiani, olio evo comprato direttamente dal produttore e carni bianche di aziende agricole biologiche con vendita al dettaglio. Sono sempre più lontana dalla grande distribuzione, anche se faticosamente visto che abito in una grande città, ma preferisco finché mi è possibile, vedere come vive o come viene coltivato ciò che mangio. E oggi vi lascio una merenda semplice e genuina, delle dolci brioche, preparate con tutti ingredienti biologici, perfette da consumare al naturale o ancor più golose se imbottite con della confettura o con una tavoletta di cioccolata. Molto meglio di una merendina confezionata, e questa si che si può definire sana e genuina!


7 novembre 2017

Apple muffin ... supersoffici!


Sei più coraggioso di quello che credi
più forte di quello che sembri
e più intelligente di quanto pensi.
Ma la cosa più importante
è che, anche se siamo lontani,
io sarò sempre con te.
(A. A. Milne)


Svegliarsi presto la domenica mattina mentre la famiglia ancora dorme, mentre il cielo plumbeo ricopre la città sorniona. Infilarsi una morbida e calda vestaglia e mettere su un the. Poi accendere il forno, prendere uova, farina, zucchero, latte  e  preparare  con calma una dolce colazione per tutti  e lasciar correre i pensieri senza un filo … perché tanto il filo se lo creano da soli … ed è talmente lungo che si aggroviglia e si arrotola e si fa matassa informe… ed è caos, è ansia … ma un lungo respiro riequilibra,  perché …. casa è protezione, è coccola, è rifugio … il suono dei pensieri è assordante, rimbomba …. ma la matassa incasinata piano piano si fa piccolo gomitolo ordinato e tutto sembra più semplice, altamente improbabile, meno spaventoso, più affrontabile … e mentre i muffin crescono nel forno, il pensiero va al melograno portafortuna, al verde speranza ….  Nel frattempo la famiglia si è svegliata ed è arrivata in cucina, attirata dal profumo della cannella … ed è magia di abbracci, di baci, di sorrisi …  perché la magia non sempre è condita dalla felicità o dalla serenità a volte è solo magia di speranza, ma sicuramente sempre ... famiglia è magia d'amore.  


1 novembre 2017

Vellutata di carote e finocchi


Conviene procedere adagio
là dove si teme di trovare grandi precipizi
e perciò la Sagacia vada innanzi a tastar terreno
e la Prudenza ad occuparlo.
(Baltasar Gracián y Morales)


Ci sono momenti in cui nulla sembra andare come dovrebbe … ci sono momenti in cui non ti senti più il burattinaio, il padrone del tuo destino, l’artefice, non ti senti più sulla cresta dell’onda … ma trasportato dalla corrente … ci sono momenti in cui tutto crepa, tutto trema, tutto vacilla …  nulla è più certezza, nessuna sicurezza … momenti in cui vorresti essere altrove … momenti che non vorresti affrontare …ma devi. Momenti in cui le uniche cose che contano sono le più semplici… la famiglia, gli amici, il loro affetto … sapere di non essere soli.  Anche se sarai realmente solo in quel preciso momento, anche se tu solo dovrai prendere la spada ed affrontare il drago, anche se sarà tuo il sangue che scorrerà … anche se è tua l’anima dilaniata, anche se l’attesa ti ucciderà  … sai che dopo ci sarà qualcuno, più d’uno a medicarti le ferite … ad abbracciarti ... a tenerti la mano …  



30 ottobre 2017

Perché senza zucca ... non è Halloween!


Fuoco brucia, bolli paiolo..
Occhio di tritone, dito di rana,
Pelo di nottola, lingua di cane,
Forca di vipera e punta d’orbetto,
Zampa di ramarro, ala di gufetto,
Per una fattura che faccia male,
Bolli e ribolli brodo infernale.
(William Shakespeare)

Tenebrosa, misteriosa, elettrizzante, spettrale, seduttiva, magica, coinvolgente … la notte più paurosa dell’anno sta arrivando!   Da quando è nata, molto tempo fa, Halloween ha aiutato gli uomini a stimolare la loro creatività, a familiarizzare con le loro paure, a guardare la realtà da un altro punto di vista. Per i Celti Halloween era un modo per salutare l’arrivo dell’inverno. Per la Chiesa delle origini era la vigilia di Ognissanti. In America è stata la prima festa multietnica e popolare. Poi dagli anni cinquanta è diventata la festa dei bambini e del simpatico Trick or treat?. Negli ultimi anni la notte del 31 ottobre viene celebrata come una festa fantasy: una sorta di irriverente carnevale macabro. Oggi Halloween è sicuramente  uno dei fenomeni  commerciali più straordinari dell’economia globalizzata. Non più solo i paesi anglosassoni, ma quasi tutto l’occidente  ormai festeggia questa festa di scheletri e zucche: da Milano a Tokio, da Helsinki a Parigi, da Berlino a Mosca si può trovare il classico materiale a tema, spesso anche troppo mostruoso a parer mio. Ma non c’è solo la paura a farla da padrona nella notte più stregata dell’anno, perché non facciamo spazio anche al divertimento semplice  e spiritoso, soprattutto per i bambini, feste senza mostruosità, con dolcetti golosi che non facciano paura a nessuno, neanche alla bimbetta più impressionabile. E allora visto che  la  notte delle streghe si avvicina,  se non avete ancora le idee chiare e vi manca l’ispirazione, vi lascio uno zuccosissimo plum cake per nulla mostruoso,  ma tanto goloso! … Perché senza zucca non è Halloween! 



18 ottobre 2017

Corona salata ... e il nuovo palazzo romano del lusso!

Nessun uomo 
ti farà sentire protetta e al sicuro 
come un cappotto di cachemire 
e un paio di occhiali neri.
(Coco Chanel) 

L’altro giorno sono stata all'inaugurazione del nuovo mega palazzo della Rinascente. Dopo 11 anni di lavori, finalmente a Roma in pieno centro storico ha aperto un vero department store, con una superficie totale di 14.000 metri quadrati, suddivisa in 8 piani e con oltre 800 brand presenti. L’impatto entrando è mozzafiato,  lo store  gode della luce naturale di una corte interna ed ingloba un palazzetto dei primi del Novecento tutelato della Sovrintendenza per le Belle Arti. Nel piano interrato, si può ammirare un vero sito archeologico con una porzione  dell’Acquedotto Vergine costruito tra il 25 ed il 19 a.C. da Agrippa, sul quale scorrono immagini al led che ne raccontano la storia, salendo invece all’ultimo piano dedicato al food, ci si perde nel magnifico panorama che si può ammirare dalle due grandi terrazze incastonate tra i tetti della Capitale, pranzando o gustando un aperitivo al tramonto. Insomma una visita da non perdere, anche solo per ammirarne l’architettura, ogni piano è stato disegnato infatti da un architetto diverso, per dare un senso di personalizzazione, ma salvaguardando gli elementi architettonici legati alla città. Anche se unico ed originale è sempre fondamentalmente un luogo di shopping, un  vero paradiso dedicato al meglio di moda, bellezza, design e gourmet. Presto ci tornerò ma con più calma e meno caos, ho voglia di godermelo nel dettaglio, soprattutto il food market! Per oggi vi lascio una ricetta copiata dalla mia maestra dei lievitati preferita, in cui ho modificato solo l’imbottitura. 



10 ottobre 2017

Cornettini alla crema di nocciole


Combatto la tua idea che è contraria alla mia
ma sono pronto a battermi al prezzo della mia vita
perché tu possa esprimere la tua idea, sempre e liberamente. 
(Voltaire)


In confronto a 20 anni fa, la consapevolezza sul cibo, che abbiamo tutti acquisito è ammirevole, ma la demonizzazione crescente è psicologicamente a parer mio un pò preoccupante. Cresce, giustamente, la nostra attenzione per gli alimenti e le bevande che mettiamo sulle nostre tavole ed in particolare, per gli ingredienti presenti nei cibi che consumiamo quotidianamente. Siamo preoccupati dell'impatto a lungo termine che certi ingredienti  potrebbero avere sulla nostra salute e su quella dei nostri figli e siamo sempre più disposti a pagare un prezzo maggiore per i prodotti alimentari che quantomeno asseriscano di non contenere gli ingredienti indesiderati. In questi ultimi anni è evidente il radicale  cambio di mentalità della maggioranza delle persone,  che vedono il cibo come fonte di benessere e si approcciano alla propria alimentazione in modo più selettivo, tutti cerchiamo di essere sempre più  informati  su ciò che mangiamo, su come questo o quel cibo sia stato prodotto, sulla sua provenienza  e su quali siano le sue caratteristiche nutrizionali. Il desiderio che ci guida è quello di non essere semplici consumatori passivi, ma protagonisti sempre più attivi delle nostre scelte alimentari e da qui il crescente numero di persone che per motivi diversi scelgono di cambiare il loro rapporto con il cibo: vegetariani, vegani, sostenitori del chilometro zero, consumatori esclusivamente di prodotti bio ecc. Però ... c’è un però. In un’ epoca in cui i canali di comunicazione a nostra disposizione sono in costante proliferazione, è drammatico rendersi conto di quanto siamo bombardati da notizie virali, informazioni prive di filtro e consigli gratuiti su cosa dovremmo o non dovremmo mangiare. Sarà capitato a tutti di leggere in rete, in un social piuttosto che in un sito, o nelle pubblicità bombardanti, che un certo alimento non lo si dovrebbe mangiare perché: fa ingrassare, fa male, alza il colesterolo, gonfia la pancia , è cancerogeno o genericamente .... è puro veleno per l'organismo. Fino a che le fonti di informazione continueranno a non essere filtrate, queste cose continueranno a succedere, sconosciuti si sentiranno autorizzati a questionare sul nostro modo di alimentarci e l’unica nostra arma sarà quella di perseguire la ricerca di informazioni da fonti attendibili. Purtroppo in contrapposizione alla consapevolezza alimentare si è sviluppata  la demonizzazione del cibo. Non del cibo in senso generale, ma dei singoli alimenti, che con una sorta di cadenza apparentemente programmata, vengono presi di mira e incolpati di effetti sulla salute che dovrebbero spaventarci, e spesso ci riescono,  così da farci desistere dal consumo di quel particolare alimento. Puntualmente, alla demonizzazione di un cibo segue l’esaltazione di un altro, suo simile o sostituto creato e messo in commercio appositamente per il consumatore attento alla salute. Il problema è che alcuni colossi dell’industria alimentare hanno creato un impero in questo modo, facendo dei prodotti sostitutivi un business. E magari dopo anni di demonizzazione di un prodotto, quello viene rivalutato per poi passare a demonizzare proprio il suo “sostituto salutare” e il business ricomincia. Certo, ormai è assodato che l'ortofrutta rappresenta una bella fetta della dieta ideale, allo stesso modo, abbiamo imparato che le carni rosse vanno consumate con parsimonia, esattamente come gli alcolici, che gli zuccheri raffinati, così come le farine, vanno sostituiti con quelli integrali, che non esiste condimento più sano di qualche cucchiaio di un buon olio extravergine. Ma …  l’aria resta inquinata e così le falde acquifere e il terreno … e allora ? Io semplicemente seguito ad essere una consumatrice attenta e responsabile, prediligo i prodotti Bio e il consumo a KM  0, le farine macinate a pietra, i dolci e i lievitati fatti in casa, l’olio extravergine comprato direttamente dal produttore, ma il tutto vissuto con leggerezza, senza ansia, senza demonizzare nessun prodotto alimentare in particolare, insomma senza eccessi. Seguitando ad essere consapevole della mia vita in generale, dando  al cibo la sua giusta collocazione, senza estremismi, anche perché, per cultura e carattere io non riesco proprio ad appoggiare e a comprendere nessun tipo di oltranzismo né culturale, né religioso, né tanto meno legato al cibo. Voglio seguitare ad aprire un barattolo di crema di cacao e nocciole senza sensi di colpa, perché come il mio nutrizionista mi ripete sempre “nulla fa male una volta ogni tanto” soprattutto se fa bene all'anima e crea un sorriso. E così  oggi vi lascio più che una ricetta, un’idea super veloce per portare in tavola una piccola golosità che sarà sicuramente apprezzata da grandi e piccini. Questi piccoli cornetti di pasta sfoglia  si preparano in 5 minuti e in 10 saranno già finiti, non rispecchiano forse la consapevolezza alimentare, ma fidatevi faranno nascere un sorriso spontaneo sul volto di chiunque!