12 marzo 2019

Frollini al cacao di Ernst Knam


Un dolce prima lo guardi, 
poi lo annusi 
e infine lo mangi
Ernst Knam


Se in Paradiso non c'è il cioccolato, non ci voglio andare! Questa era la frase che si poteva leggere sull'invito per la festa dei vent'anni della pasticceria di Ernst Knam. L’amore che Knam ha per il cioccolato è indiscutibilmente sconfinato e totalizzante. Adoro quest’uomo gentile e per nulla saccente, tedesco di origine e milanese di adozione, il suo amore per il cioccolato, la sua filosofia basata sulla continua e intenzionale uscita dal consueto, sulla ricerca e la sperimentazione. Ernst Knam crea, modifica, adatta ... perché come ama ripetere: “Bisogna annusare, mordere, leccare. Ogni giorno. Quando smetterò di farlo non sarò più né un pasticcere né uno chef. Non sarò più Ernst". Ho avuto l’onore di assaggiare il suo mitico tris di mousse e di ammirare alcune sue preparazioni, veri gioielli di alta pasticceria, e di tornare a casa portando con me il famoso Knam Pollo, una piccola scultura pasquale che, vi giuro, mi ha straziato rompere, ma mi ha deliziato mangiare! Non oserei mai tentare di riprodurre una torta del maestro, senza falsa modestia non sono assolutamente all'altezza, ma la sua frolla quella si, da quando è entrata nella mia cucina ci è rimasta sovrana incontrastata. Friabile, leggera e delicata, la base perfetta sia per le crostate che per i biscotti. Si prepara in pochissimi minuti, senza troppa fatica o maestria particolare, unica accortezza il riposo in frigo per almeno quattro ore,  in modo che possa acquisire una consistenza e friabilità che vi farà innamorare. 



5 marzo 2019

Mignozzoli abruzzesi all'anice


Mi metterò una maschera da
Pulcinella
e dirò che ho inventato la
mozzarella.
Mi metterò una maschera da
Pantalone,
dirò che ogni mio starnuto vale
un milione.
Mi metterò una maschera da
pagliaccio,
per far credere a tutti che il sole è
di ghiaccio.
Mi metterò una maschera da
imperatore,
avrò un impero per un paio d’ore
e per voler mio 
dovranno levarsi la maschera,
quelli che la portano 
ogni giorno dell’anno
E sarà il carnevale più divertente,
veder la faccia vera 
di tanta gente.

(Gianni Rodari)


In questi ultimi giorni di Carnevale, non è ancora il momento di pensare alla dieta, è invece il momento di goderci le golose delizie legate a questa festa, quindi seppelliamo i sensi di colpa e iniziamo a friggere! Tra tutti i dolci carnevaleschi le castagnole, queste piccole sfere dall’interno soffice e profumato, sono a parer mio in assoluto le più facili e veloci da realizzare e da far sparire! Ogni famiglia ha la sua ricetta, tramandata di madre in figlia, ogni regione ha le sue varianti e ogni nome in dialetto è sempre magico ed evocativo di allegria e golosità, come solo il carnevale sa regalare. Questo sfizio, per lo più fritto e zuccherato, ha origini antiche, sembra infatti risalire al ‘700, infatti in un manoscritto dell’epoca, trovato da Italo Arieti negli Archivi di Stato della città di Viterbo, sono presenti in ben quattro ricette diverse di castagnole. A proposito di ricette tramandate dalle nonne, come sapete nelle mie vene scorre sangue abruzzese ed infatti quella che vi propongo oggi è proprio una delle ricette de quadernino di nonna Evelina, i Mignozzoli abruzzesi, delle sofficissime e profumatissime castagnole impastate con ricotta e anice. L’anice è uno dei miei profumi evocativi di casa e famiglia, delle mie estati da bimba nella grande villa dei nonni immersa nel verde. Non so di preciso se l’anice sia legato alle tradizioni culinarie abruzzesi, ma i semi di anice e il liquore all'anice erano molto utilizzati da mia nonna nei dolci.


26 febbraio 2019

Frittelle di mela profumate alla cannella


Viva i coriandoli di Carnevale,
bombe di carta che non fan male!
Van per le strade in gaia compagnia
i guerrieri dell’allegria:
si sparano in faccia risate
scacciapensieri,
si fanno prigionieri
con le stelle filanti colorate.
Non servono infermieri
perché i feriti guariscono
con una caramella.
Guida l’assalto, a passo di tarantella,
il generale in capo Pulcinella.
Cessata la battaglia, tutti a nanna.
Sul guanciale
spicca come una medaglia

un coriandolo di Carnevale.

(Gianni Rodari)


E’ arrivata la settimana più fritta dell’anno! Ed in questo periodo la voglia di dolci fritti, almeno a casa mia, diventa irrefrenabile!!! Lo so la frittura fa male, fa ingrassare, è pesante, impegna il fegato...  ma non si mangia ogni giorno, quindi mi sembra eccessivo rinunciarvi in assoluto, diciamo che andrebbe mangiata con consapevolezza. Frittelle, castagnole, graffe, frappe o chiacchiere che dir si voglia, la fanno da padrone in questo periodo nelle vetrine delle pasticcerie, dal panettiere, tra i banchi del supermercato e nelle bancarelle delle piazze in festa. Ecco diciamo che la consapevolezza dovrebbe iniziare proprio da qui, dallo scegliere dove comprare, consci che mai come in questo tipo di cottura … a casa è meglio !  La frittura è una tecnica di cottura che esiste da migliaia di anni, non deve essere demonizzata, ma è importante mirare alla qualità, non solo di ciò che si frigge, ma anche dell’olio che viene usato per friggere. La cosa fondamentale è che l’olio sia sempre fresco, pulito, non rabboccato e preferibilmente di arachidi, quello che dicono avere il punto di fumo più alto, perché quando l’olio inizia a “fumare”, è in quel momento che la frittura diventa nociva per il fegato ed irritante per lo stomaco. Per friggere correttamente andrebbe usato un termometro dedicato, così da poter monitorare la temperatura sui 160/180°, friggendo in olio abbondante pochi pezzi per volta. Ma nel caso non aveste il termometro, si può andare “ad occhio “ come facevano le nonne. Per capire quando l’olio è alla temperatura giusta potrete immergere un pezzetto di impasto, se affonda immediatamente l’olio non è ancora sufficientemente caldo, se invece rimane a galla la temperatura è eccessiva, se il cucchiaino di pastella affonda per poi riemergere subito, galleggiare e gonfiarsi allora la temperatura dell’olio è ottimale. Ed ora passiamo alla ricetta di oggi, delle squisite e irresistibili frittelle di mele, semplici e genuine, una ricetta di origine contadina, ritrovata su un vecchio foglietto ingiallito, con le dosi  a cucchiai, talmente facili da fare che potreste farvi aiutare anche dai piccoli di casa. Se invece cercate frappe, castagnole, ciambelle, bomboloni, frittelle varie … andate a dare un'occhiata nella mia sezione dolci fritti e buon divertimento! 


19 febbraio 2019

Plum cake zucca e cacao ... strasoffice!


Con in mano la prima tazza di caffè, 
cogli la fortuna di esistere, 
di risvegliarti con la natura
 qui, in questo angolo del pianeta, 
di rianimarti e di toccare terra, 
prima di affrontare lo sforzo di vivere… 
Respira avidamente il giorno nuovo,
 inedito,
 e capisci che questo, 
niente più di questo 
rappresenta ancora la felicità.

(Colette Nys-Mazure)

Adoro il mattino, è il momento della giornata che in assoluto prediligo, il momento in cui tutto inizia e tutto può ancora accadere e adoro la colazione, perché combina insieme due delle mie cose preferite, ovvero star fermi a godersi una tazza fumante e mangiare dolci. Fosse per me vivrei di colazione, adoro i dolci da credenza, i biscotti, le fette biscottate, i croissant, le brioche, ma anche lo yogurt, i cereali le spremute… se volete farmi felice invitatemi a colazione! Ma non una da bancone del bar, non sono un tipo “di corsa”, sono completamente l’opposto, sono un tipo da tavola apparecchiata, da tazza di thè, da fetta di dolce … le mie giornate iniziano tutte così, lentamente. Per me sono quasi un bisogno primario, i miei tempi lenti e la mia colazione tranquilla seduta alla mia tavola apparecchiata, con lo sguardo perso nel verde che mi circonda e nelle belle giornate, in terrazzo al sole tiepido. Un momento che riesco a condividere con la famiglia solo nel week end, mentre durante la settimana … loro sono molto più “mordi e fuggi”. Per me invece la colazione in relax è la carica necessaria per poter affrontare il mondo frenetico che mi attende in ufficio, il traffico cittadino, le corse continue per cercare di far stare dentro tutto, in sole 24 ore! 



14 febbraio 2019

Cuori di biscotto cacao e Rum


Se saprai starmi vicino,
e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi
senza che le nostre ombre si sovrappongano,
se riusciremo ad essere “noi” in mezzo al mondo
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.
Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
e non il ricordo di come eravamo,
se sapremo darci l’un l’altro
senza sapere chi sarà il primo e chi l’ultimo
se il tuo corpo canterà con il mio perchè insieme è gioia…
Allora sarà amore
e non sarà stato vano aspettarsi tanto.

(Pablo Neruda)


Qualunque sia la coppia, l'umore, le aspettative, l'augurio è che ognuno possa trovare il modo di esprimere i propri sentimenti. Perché l’amore è amore a 360°, l’amore è fatto di quotidiana semplicità, di comprensione e rispetto, di amicizia e complicità. C’è chi festeggia e chi non festeggia, c’è chi ama rimanere in casa per un’intima cenetta romantica e chi preferisce brindare al ristorante in centro. C’è chi parte per un week end e chi prenota un massaggio di coppia. C’è chi torna a casa con un mazzo di rose e chi sussurra dolci parole all’orecchio. C’è chi porta la colazione a letto e chi regala gioielli. C’è chi dedica canzoni e chi passeggia mano nella mano. Ad ognuno il suo linguaggio d'amore. Ad ognuno la libertà di amare chi vuole.  


5 febbraio 2019

Risotto zafferano, taleggio e noci


Viviamo in un’epoca molto ingenua
per esempio, la gente compra prodotti
la cui eccellenza è vantata
dalle stesse persone che li vendono

(Jorge Luis Borges)


Un gusto delicato al palato e all'olfatto, un equilibrio unico di profumi, fanno dello zafferano la spezia più preziosa, ricercata, apprezzata e cara sin dai tempi antichi. Uno dei principali motivi del prezzo elevato dell'oro rosso è la complessità del metodo di raccolta e di lavorazione, interamente manuali. Per produrre 1Kg di zafferano è necessario raccogliere sui campi circa 150.000 fiori e occorrono più o meno 500 ore di lavoro. Da circa 20 fiori si ricavano 60 pistilli che una volta essiccati e lavorati servono per preparare una bustina di zafferano. Lo zafferano è conosciuto fin da tempi remoti, era molto amato dagli antichi egizi, che lo usavano per tingere tessuti, per produrre unguenti e profumi, e come aromatizzanti per i cibi. Fu addirittura citato da Omero nell’Iliade e godeva di grande popolarità presso i greci, secondo i quali i fiori di zafferano, insieme con il loto e il giacinto, servivano da giaciglio a Zeus, re dell’Olimpo. Mentre Dioscoride, medico, botanico e farmacista dell’antica Grecia, citava per questa spezia le proprietà salutari e già da allora metteva in guardia dalle eventuali adulterazioni. Ed oggi, più che mai, dobbiamo prestare attenzione alla sua qualità e alla sua veridicità. Ricordiamoci che lo zafferano non è mai in offerta e non può essere economico: un prezzo troppo basso nasconde sempre spiacevoli sorprese. Se optate per lo zafferano in bustine fate attenzione che la polvere sia uniforme, senza puntini bianchi, di colore rosso vivo, se non è così vuol dire che è stata utilizzata una qualità scadente o che è stata mischiata ad altri componenti, come minimo senza nessun valore gastronomico. Anche i pistilli posso essere falsificati, al posto dello zafferano in stigmi si possono furbescamente commercializzare altre piante erbacee simili come il cartamo (chiamato non a caso zafferanone), la curcuma (detta zafferano delle Indie) ottima anch'essa, ma molto meno cara o addirittura il colchico, una pianta velenosa, aggiungendo al danno economico quello alla salute. Quindi evitiamo di comprare zafferano sfuso durante un viaggio in oriente, non compriamolo in rete, se non direttamente dai produttori, oppure più semplicemente acquistiamolo in un negozio di fiducia e comunque sempre di marca e di provenienza conosciuta. Perché solo il vero zafferano, spezia di eccellenza, renderà con quell'invitante sfumatura dorata e quel profumo morbido ed intenso, ogni piatto speciale!


29 gennaio 2019

Brioche ripiene di cioccolato fondente


Essere donna è così affascinante
È un’avventura che richiede tale coraggio
una sfida che non annoia mai

(Oriana Fallaci)


Ho un’amica che ha sofferto per amore, è uscita a pezzi da un brutto divorzio, ma ora è più forte e più bella che mai, orgogliosa della sua nuova vita. Ho un’amica che ha stretto i denti, ha lottato con tutte le sue forze e ha sconfitto il più brutto dei mali, ed ora sorride alla vita con la leggerezza di una bambina. Ho un’amica che improvvisamente ha perso il suo lavoro, ma non si è abbattuta, anzi si è ricostruita ed ora è più fiera che mai di sé stessa e della sua ricreata professionalità. Noi donne siamo così, dentro ognuna di noi si nasconde un piccolo ninja, pronto a saltar fuori al momento del bisogno. Siamo fragili come un cristallo e dure come un diamante, romantiche come bambine, ma coraggiose come guerrieri. Sempre pronte a lottare contro le avversità, a combattere per i nostri sogni e per chi amiamo, avanzando nella vita a passo fermo e testa alta.  Il guerriero ninja che è dentro di noi, non si lascia abbattere dai colpi e non si piega di fronte alle difficoltà, innatamente altruiste, siamo anche capaci di sano egoismo. Cadiamo, ma ci rialziamo .... la nostra forza speciale è nella nostra capacità innata di saperci reinventare continuamente. Siamo tutte un pò fate e un pò streghe e come tali spargiamo magia anche nelle nostre cucine, oggi magicamente dal mio forno sono uscite queste golosissime brioche ripiene di cioccolato fondente …. Golosità allo stato puro, provatele e non ne potrete più fare a meno! 




22 gennaio 2019

Maltagliati all’uovo in crema di cannellini


Non guardarmi soltanto quando sogno
quando sorrido
quando apro finestre nel cielo 
e guardo cosa c’è oltre
guardami mentre inciampo e cado
quando combatto e sbaglio
Guardami quando ho paura
quando il buio sta per arrivare
allora sì, 
potrai dire chi sono

(Fabrizio Caramagna)


Come sapete sono terribilmente poco social, sarà che non sono certo una nativa digitale, sarà che il lavoro mi fagocita la maggior parte della giornata e che il tempo libero preferisco viverlo più che “condividerlo”, ma ogni tanto, magari in una brutta giornata piovosa come questa, capita che mi ritrovi a farmi un giretto sui social ed oggi un post di un’amica su FB mi ha colpito particolarmente e mi ha portato a riflettere. Lei parlava del cambiamento in negativo dell’interazione nei foodblog con l’avvento dei troppi social, più istantanei, ma anche più freddi … pensiero con cui concordo in pieno,  ma ora qui con voi vorrei “allargare” il concetto, vorrei parlare dell'interazione con i social e con la rete in senso lato, A volte ho come la sensazione che la situazione ci stia sfuggendo di mano. I social e la rete sono sicuramente utili per reperire informazioni o mettersi velocemente in contatto con persone lontane, e a volte fanno “compagnia”, ma troppo spesso, invece, sono abusati come vetrina dell’apparenza, e questo è ancora più evidente laddove si eliminino persino le parole, per obbligo di velocità e spazio. Di fatto viviamo in una società che si nutre di immagini, si blocca l’attimo, qualunque attimo anche quello più privato, per riproporlo immediatamente alla community… ma privo di ogni riflessione emotiva. Una foto è sicuramente piacevole da vedere, ma non conoscendo nulla di chi c’è dietro quello scatto e quale ne sia la storia, non c’è anima, non c’è sogno, non c’è emozione. Dicono che la tecnologia abbia reso la vita più facile, e su questo siamo tutti d’accordo, ma ci ha reso più felici? Lasciatemi avere dei dubbi. Vedo troppe persone camminare per strada con gli occhi fissi sul cellulare, nulla li distoglie dal loro piccolo schermo, la vita gli scorre intorno, ma non se ne accorgono. Troppi bambini hanno come baby sitter un tablet, troppe persone valgono poco, pochissimo … ma appaiono tanto! In questo spazio sociale in cui esiste una  App per tutto, da ricordarti di bere a pregare, navighiamo senza troppa consapevolezza e senza sufficiente comprensione della realtà della rete, dimenticandoci spesso e soprattutto non informandone sufficientemente i nostri ragazzi, che oltre al “nostro” mondo, dietro una tastiera si nasconde un sottobosco di delinquenza, di finte identità, di realtà parallele, di vizi e perversioni che purtroppo nella rete trovano appagamento. In quest’epoca dove la vita di tutti sembra un eterno palcoscenico, dove, protetti da uno schermo, tutti possono assumere le sembianze che desiderano, dovremmo cercare di dispensare le nostre foto e le informazioni sulla nostra vita e soprattutto su quella dei nostri bambini con più parsimonia ….perchè il lupo cattivo non è più solo dietro l’angolo...


15 gennaio 2019

Torta versata con ricotta e cioccolato


Quando penso a quello che ho vissuto io,
Alle cose che mi han dato, alle cose che mi han tolto,
Posso dire già che torna il conto mio,
Posso dire che perciò alla vita devo molto
Qualche graffio sopra il cuore me lo sono fatto anch'io,
Camminando nei roveti dei tormenti miei
Meglio avere dei rimorsi o dei rimpianti è un dubbio mio,
ma ti dico che alla fine tutto quanto rifarei
Se la vita è solo un volo che passa e va,
So che l’ho vissuta almeno, so che l'ho vissuta in pieno
Poi non so se in fondo capita pure a te
Che ti manchi ancor qualcosa anche se non sai cos'è
Forse un sogno che è rimasto la dov'è
E comunque sia
altro cielo c'è…

(O.Vanoni)


Ci sono momenti in cui vengono in mente solo i ricordi più belli. Ci sono giorni in cui un cielo sereno basta a farci sentire bene. Ci sono persone che vivranno per sempre nei nostri cuori e nelle nostre menti. Ci sono sguardi che non si dimenticano. Ci sono frasi mai dette e lettere mai scritte. Ci sono ricordi indelebili che spesso riaffiorano. Ci sono rimorsi dimenticati e rimpianti da dimenticare. Ci sono litigi che possono essere lasciati nell’oblio. Ci sono persone da riavvicinare. Ci sono storie di famiglia da tramandare. Ci sono rapporti da riallacciare. Ci sono amicizie da recuperare. Ci sono abbracci da dare. Ci sono parole da dire. Ci sono viaggi da fare e cose da scoprire. Ci sono pagine bianche da riempire di vita. Ci sono momenti in cui la vita ti regala attimi, che dovrebbero durare per sempre. 


8 gennaio 2019

Biscotti con grano saraceno, muscovado e marmellata


Nessun giorno è uguale all’altro,
ogni mattina porta con sé un particolare miracolo,
il proprio momento magico, 
nel quale i vecchi universi vengono distrutti 
e si creano nuove stelle.
(Paul Chelo)


Le feste sono finite, le scuole riaprono, i ritmi di tutti, grandi e piccini riprendono a pieno regime, ma per ora sono ancora qui ad indugiare in un pomeriggio sonnecchioso e pigro, in una casa ancora festosa, e mi sento scorrere nelle vene lo spirito propositivo che porta ogni nuovo anno e penso … che sarebbe bello se questo 2019 portasse con sé qualche piccolo miracolo. Un pochino più di coscienza civica e ambientale, un pò più di rispetto per il lavoro degli altri e per il prossimo in generale, più sensibilità, più onestà, più legalità, più lealtà. Sarebbe bello incontrare più sorrisi per la strada, più voglia di vivere il reale, più desiderio di parole e di abbracci, di occhiate lente e di passeggiate. Sarebbe bello se questo nuovo anno potesse essere per tutti una meravigliosa pagina bianca e che ognuno riacquistasse il piacere e l’orgoglio di scriverselo il proprio futuro e non di farselo scrivere seguendo semplicemente l’onda del momento.