20 maggio 2019

Plumcake ricotta e cioccolato


La vita non è quella che si è vissuta
ma quella che si ricorda
e come la si ricorda 
per raccontarla.

(Gabriel García Márquez)


La scorsa settimana sono andata insieme a mia madre a trovare una coppia di anziani parenti. Lei una dolce vecchietta simpatica e chiacchierona, lui un ex burbero che l’età ha addolcito, entrambi con tanta voglia di raccontare le loro “antiche gesta”. Mentre raccontavano, mi sono soffermata a pensare come alcuni ricordi con l’età vengano inconsciamente edulcorati e modificati. Mi è tornato in mente un libro di psicologia che lessi un pò di tempo fa, in cui veniva spiegato come la nostra mente è una specie di imbuto dove scorre un liquido formato da stimoli acustici, olfattivi e tattili. Gli stimoli arrivano in un primo scomparto, cioè nella memoria a breve termine, su cento cose che entrano solo un quarto vengono "filtrate" per rimanere nella memoria a lungo termine. Questo perché immagazziniamo solo ciò che ci interessa. In più la memoria a breve termine viene influenzata dall'emotività, quindi spesso nella memoria a lungo termine, vengono "catalogati" ricordi ed esperienze non come copia esatta della realtà, ma come sue rielaborazioni ed interpretazioni. Praticamente ricordiamo ciò che vogliamo, come più ci piace. Riflettendo, mi sono resa conto che l’avanzare dell’età sicuramente amplifica questa “manipolazione del ricordo”, ma di fatto è una pratica usata inconsciamente da tutti noi ad ogni età.   In fin dei conti, la vita di ognuno di noi è come un lungo viaggio e come per ogni viaggio preferiamo tenerci stretti solo i ricordi più belli. Come diceva un saggio uomo: Il ricordo è il momento privilegiato attraverso il quale una vita viene evocata e torna ad abitare il cuore di chi ne fa memoria



12 maggio 2019

Crostata morbida alla frutta ... per la festa della mamma!


La felicità di una madre 
è come un faro che illumina il futuro, 
ma si riflette anche sul passato
 e lo avvolge nella dolcezza dei ricordi.
(Honorè de Balzac)


La festa della mamma è una ricorrenza presente in tutto il mondo e quasi ovunque si festeggia la seconda domenica di maggio. Le sue origini sembrano essere legate alle antiche popolazioni politeiste che, nel periodo primaverile, celebravano le divinità femminili legate alla terra e alla sua ritrovata fertilità. Nell'antica Grecia gli Elleni dedicavano alla loro genitrice un giorno dell'anno: la festa coincideva con le celebrazioni in onore della dea Rea, la madre di tutti gli Dei. Gli antichi romani, invece, intitolavano una settimana intera la divinità Cibele, simbolo della Natura e di tutte le madri. In epoca moderna la festa della mamma è stata interpretata e festeggiata in modi diversi fino a renderla un po' troppo commerciale a mio parere. Sta al cuore di ognuno di noi rendere questo giorno speciale per la nostra mamma. Molto dipenderà dall’età della mamma in questione, potreste scegliere di regalarle una giornata insieme a voi in una beauty farm, oppure una serata insieme ad un concerto o a teatro, oppure una passeggiata fuori porta, insomma regalate del tempo alla vostra mamma non che i fiori o un regalino non saranno apprezzati, ma il tempo, le chiacchiere, un sorriso e l’assenza del telefonino lo saranno molto di più! Non posticipate il tempo da dedicare alla donna che vi ha reso quello che siete … la vita è un battito d’ali … la certezza del prossimo anno non esiste. Io ho una mamma anziana, quindi i nostri saranno festeggiamenti tranquilli un pranzo in terrazza, un dolce semplice ma goloso, forse questa deliziosa crostata alla frutta che mia madre adora, e poi sperando in una domenica soleggiata, una passeggiata in centro …. Buona festa della mamma! 


7 maggio 2019

Risotto alla crema di zucchine, mantecato con bufala fresca affumicata


Sono le piccole crepe nella vernice delle convenzioni,
e non le rivoluzioni spettacolari
che, con lentezza, ripetizione e costanza,
finiscono per far crollare il più solido degli edifici sociali
(Josè Saramago)


Come la vogliamo definire questa primavera ... bizzarra? Un giorno caldo e assolato, un altro freddo e piovoso. Non so da voi, ma a Roma in questi ultimi giorni non sembra certo maggio … sono tornati freddo, vento e pioggia … vi sembra normale?! Quindi tristemente restano ancora relegati nell'armadio i miei nuovi capi primaverili ... ancora con il cartellino, mentre seguito ad indossare cardigan e sciarpe ed anche in cucina sento ancora il bisogno di cibi caldi e corroboranti. Ieri, per esempio, complici delle meravigliose zucchine e una deliziosa mozzarella affumicata di bufala, ho portato in tavola un risotto facile, veloce e molto gustoso. La mantecatura con la bufala fresca affumicata gli ha infatti conferito un sapore unico ... da provare! La mozzarella di bufala affumicata è una variante della classica mozzarella di latte di bufala. Viene prodotta seguendo il processo classico, ma al termine il formaggio a pasta filata viene affumicato con fumo prodotto dalla combustione di paglia o alloro. Conferendo all'esterno della mozzarella un colore ambrato ed un sapore intenso e deciso. La pasta, come di norma, risulterà bianca ed elastica, e al taglio, se di ottima qualità, sprigionerà una deliziosa abbondanza di latte di bufala, tipica di questi prodotti caseari. 


27 aprile 2019

8 anni di blog ... con la torta delle stelle !


Se fossi una stagione sarei: primavera
Se fossi un mese sarei: settembre
Se fossi un giorno della settimana sarei: sabato
Se fossi uno sport sarei: danza
Se fossi una materia scolastica sarei: storia dell'arte
Se fossi un indumento sarei: maglione
Se fossi un profumo sarei: lavanda
Se fossi un frutto sarei: fragola
Se fossi un gelato sarei: pistacchio 
Se fossi una festa sarei: Natale
Se fossi un peccato sarei: gola
Se fossi un elemento sarei: fuoco
Se fossi una parola sarei: libertà
Se fossi un animale sarei: gatto
Se fossi un luogo sarei: mare
Se fossi uno strumento sarei: violino
Se fossi un albero sarei: quercia
Se fossi un colore sarei: blu
Se fossi un cibo sarei: cioccolato
Se fossi un numero sarei: 8

Otto anni, da quel giorno che ho premuto “invio” … e ho creato questo spazio, che negli anni è cresciuto, si è modificato ed io con lui. Tutto è iniziato come un gioco, ma la passione per la cucina risale a quando ero bambina … agli odori e ai sapori delle ricette della nonna. Da allora la cucina rimane il mio luogo preferito e questo blog il mio angolo virtuale del cuore. La mia raccolta di ricette, personalmente cucinate, assaggiate, approvate, fotografate ed amate. E per quanto la mia vita sia piena e gratificante, per quanto questo non è e non sarà mai il mio mestiere, per quanto i blog non siano più di moda, io ho e avrò sempre voglia di condividere, di raccontarvi e di leggervi. Ed oggi, per festeggiare questi meravigliosi otto anni,  ho deciso di preparare una torta cioccolatosissima ….  perché Se fossi un peccato sarei gola e Se fossi un cibo sarei cioccolato. Perché sono una cioccodipendente impenitente, perché non riesco a non provare le novità cioccolatose e tentatrici, perché adoro lasciarmi corrompere da certe tentazioni, perché nel cassetto della mia scrivania c’è sempre una tavoletta di cioccolato fondente, nella mia credenza un barattolo di crema golosa e sul mio comodino … qualche carta di cioccolatino …. Quindi eccomi qui ad offrirvi, purtroppo solo virtualmente, una fetta di questa libidine, per festeggiare, ma anche per ringraziarvi. Perché siete voi a stimolarmi, con la vostra presenza costante negli anni, con le vostre visite ed i vostri commenti, qui e sui social, con i vostri messaggi privati e le vostre mail con cui mi chiedete consigli o suggerimenti, perché è insieme a voi che, settimana dopo settimana, questo angolo “vive” da otto anni !   


23 aprile 2019

Biscotti alle mandorle


Tutta la varietà, tutta la delizia,
 tutta la bellezza della vita
 è composta d’ombra e di luce.
(Lev Tolstoj)

Adoro le mandorle, una sola manciata può fare tanto bene alla nostra salute! Oltre ad essere un alimento altamente nutritivo, sono anche un cibo molto equilibrato. Secondo studi recenti, consumare circa dieci mandorle al giorno, aiuterebbe ad abbassare i livelli di colesterolo cattivo nel sangue. Inoltre, rappresentando una ricca fonte di calcio, magnesio e fosforo sono preziose per garantire il benessere delle nostre ossa, fortificandole e prevenendo anche l’osteoporosi. Il segreto delle proprietà benefiche delle mandorle sembrerebbe essere racchiuso nella loro buccia, quindi, è preferibile comprare, da consumare come snack, le mandorle con la pellicina, mentre da tenere in dispensa per cucinare o preparare dolci quelle bianche spellate. Ricordate comunque di conservare le vostre mandorle in un contenitore a chiusura ermetica in frigorifero e possibilmente di acquistare mandorle di produzione italiana, perché le mandorle non sono tutte uguali. Esistono quelle buone e quelle meno buone, quelle sane prive di sostanze tossiche e quelle trattate chimicamente dalla fase agronomica alla conservazione. Quindi è bene fare attenzione al momento dell’acquisto, cercando di privilegiare il prodotto italiano, in questo modo non solo aiuteremo a sostenere l’economia nazionale ed i produttori locali, ma saremo certi di acquistare anche un prodotto di eccezionale qualità. Per esempio la mandorla di Avola, una delle più famose e buone mandorle italiane, coltivata nel Siracusano, ha una quantità di polifenoli (antiossidanti naturali) tre volte superiore alla mandorla californiana. Inoltre, non dimentichiamo, che il lungo trasporto che devono affrontare i prodotti stranieri li rendono di fatto più suscettibili a contaminazioni di natura chimica e microbiologica.  



20 aprile 2019

Buona Pasqua !




Auguro a tutti voi 
e alle vostre famiglie
una Pasqua  piena di serenità, gioia,
buon cibo e tanto cioccolato! 





15 aprile 2019

Colomba di Pasqua salata ... super rapida e facilissima!


Dall'uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: “Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio”.
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
“Viva la pace,
abbasso la guerra"

(Gianni Rodari)


Secondo una leggenda, il re longobardo Alboino, dopo aver conquistato Pavia, chiese ai nobili di portargli in dono il giorno di Pasqua oro, pietre preziose e 12 ragazze di sedici anni. Per l'occasione il cuoco di corte creò un dolce soffice, leggero e profumato, a cui diede la forma di una colomba, per ricordare i decori del duomo di Pavia.  Al primo morso Alboino esclamò “Che bontà! Da oggi in poi bisogna portare rispetto a tutte le colombe". Quando, poco dopo, iniziarono a sfilare davanti al Re le giovani, che avrebbero dovuto essere il “suo” premio, alla domanda del sovrano, “Come ti chiami?”, la prima ragazza furbamente rispose “'Colomba mio sire". Le altre intelligentemente capirono il messaggio e quindi anche loro alla medesima domanda dettero la stessa risposta. Alla fine, Alboino, per non rimangiarsi la parola data, di portare rispetto alle colombe, fece liberare tutte le fanciulle. Da allora la colomba è simbolo di pace e concordia. Ma, ovviamente, il simbolismo della colomba è legato anche alla Genesi. Dopo la fine del diluvio universale, con le acque che iniziavano a ritirarsi, Noè fece uscire la colomba dall'arca e lei tornò portando nel becco un ramoscello di ulivo. Una promessa di salvezza e riconciliazione con il creato. In un modo o nell'altro la colomba è il simbolo della pace. Come la colomba dolce è il simbolo della Pasqua. Ma se per una volta invece di concludere il pranzo pasquale con una fetta di colomba dolce, lo iniziassimo con una soffice fetta di colomba salata? Vi propongo una ricetta semplicissima, veloce e scenografica, alla portata di tutti, anche dei principianti, un’idea sfiziosa, perfetta non solo tra gli antipasti pasquali, ma anche per fare una splendida figura per il pic nic di pasquetta …tempo permettendo! Vi basterà utilizzare uno stampo usa e getta per conferire la tipica forma alla colomba salata. Questo tipo di stampi si trovano facilmente in commercio e costano pochissimo. Un impasto semplice, con lievito istantaneo che potrete arricchire seguendo la vostra fantasia, magari anche utilizzando i salumi e i formaggi che avete in frigo: prosciutto cotto, salame, ma anche pancetta, tra i formaggi andranno benissimo scamorza, provolone, fontina, in base alla disponibilità e ai gusti personali.  Se invece avete più tempo a disposizione e voglia di dedicarvi alle lunghe lievitazioni, potreste preparare un classico pasquale napoletano: il tortano, la ricetta la potete trovare qui. Oppure una meravigliosa corona pasquale con cui abbellire anche la tavola,  la ricetta qui, oppure la classica pizza al formaggio umbra, ricetta qui. Se siete ancora in cerca di idee pasquali , dolci o salate,  passate nella mia pagina degli Speciali potreste trovare qualcosa che vi sfizia! 


2 aprile 2019

Panino arabo con burger di lenticchie


È strano 
come i cambiamenti di stagione 
ci mettano addosso la voglia
 di essere in un posto diverso
 da dove siamo. 
Sarà che l’aria si fa diversa
 suggerendoci altri climi 
sarà che ci rendiamo conto
 che il tempo passa 
e noi restiamo fermi. 
(G.Calligarich) 


Le lenticchie sono tra i legumi più antichi, consumati e coltivati dall'uomo. La coltivazione di questa pianta, infatti, ha una storia che risale addirittura al 7000 avanti Cristo. Dall'Asia Sud-occidentale, dove inizialmente aveva trovato terreno fecondo, la pianta delle lenticchie si diffuse rapidamente anche nel bacino del Mediterraneo, dove i semi vennero ben presto apprezzati da tutte le popolazioni. Come tutti i legumi, le lenticchie abbondano di proteine e sono povere di grassi. Inoltre sono ricche di fibre, potassio, fosforo, calcio, vitamina B6, tiamina e acido folico. Esistono numerosissime varietà di lenticchie, ma le più pregiate sono proprio quelle coltivate in alcune regioni del nostro Paese. Le lenticchie IGP di Castelluccio di Norcia con la loro buccia tenera e sottile, o sempre con certificazione di Indicazione Geografica Protetta quelle verdi giganti di Altamura. Per trovare invece le lenticchie più piccole d’Italia dobbiamo andare nell'isola di Ustica, che insieme alle lenticchie ferrose di Villalba e alle lenticchie nere delle colline ennesi rientrano tra i presidi slow food siciliani.  Sempre nell'ambito dei presidi slow food troviamo le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio coltivate sull'altopiano del Gran Sasso, quelle di Rascino della provincia di Rieti, le lenticchie di Ventotene e le policrome lenticchie di Mormanno coltivate nel Parco Nazionale del Pollino. Tra le diverse qualità di lenticchie coltivate in Italia, ci sono anche le lenticchie di Onano, un piccolo paese in provincia di Viterbo, e a quanto pare queste sono le uniche che sembra possano vantare un passato documentato. Infatti, se ne parla negli Statuti municipali del 1561, dove vengono prescritte sanzioni relativamente a furti o danneggiamenti verso queste piante. Come ho detto sono un alimento completo e salutare e in Italia ce n’è una grande produzione, però … al momento dell’acquisto dovete fare  attenzione, perché purtroppo un’indagine ha accertato che il 98% delle lenticchie vendute nella grande distribuzione proviene invece dall'estero … anche se con apparenti “marchi italiani”. Ve ne accorgerete solo leggendo scrupolosamente l'etichetta, noterete infatti che, a volte, i nomi sono simili agli originali ma non identici, oppure in etichetta l'indicazione cita  "Confezionato e distribuito dall'azienda", dicitura che sottintende come il paese di origine e la provenienza potrebbero essere differenti dal luogo in cui ha la sede l’azienda in questione. Quindi se nel piatto vi trovate delle lenticchie canadesi, cinesi o turche … nessuna truffa perché è tutto scritto chiaramente nell'etichetta, tanto più che l'origine della merce per legge è indicata, magari in piccolo, magari sul retro, ma ci deve essere … quindi ricordiamoci di prestare sempre molta attenzione all'atto dell’acquisto, non solo per questo legume, ma purtroppo un po' per tutto, leggiamo sempre scrupolosamente le etichette e le varie diciture. E ricordiamoci che prezzi troppo bassi e le offerte allettanti difficilmente possono coincidere con i costi dei prodotti autoctoni. Ma torniamo in cucina ... questo alimento oltre che molto gustoso è anche molto versatile, oltre ad essere un ottimo contorno, si inserisce facilmente come ingrediente in numerose ricette, ad esempio nelle zuppe, nelle vellutate, si sposa meravigliosamente con pasta e riso. Oppure, come in questo caso, si può utilizzare per preparare dei deliziosi burger vegetali.


26 marzo 2019

Pennoni con gamberi, zucchine e zafferano


È primavera. 
La natura esplode al suo risveglio,
 la carezza dolce della brezza 
scompiglia i pensieri 
e s’insinua nell’anima, 
e appare sul viso un breve sorriso. 
Se guardi il tuo riflesso 
t’accorgerai che dagli occhi guizza un fremito
 di vita nuova, 
lasciati pervadere
 e sorridi alla Vita.
(S. Shan)

Finalmente la primavera è arrivata portando con sé la possibilità di rigenerarsi trascorrendo il fine settimana all'aria aperta. Roma ci ha regalato un week end meraviglioso, una primavera soleggiata mite ed inaspettata, una città in cui reimmergersi e per di più con tanti eventi a cui partecipare. Ad esempio è tornata Via libera, un’occasione per i più sportivi per percorrere in bicicletta alcune delle strade più caratteristiche del nostro centro storico pedonalizzate per l’occasione, una pista ciclo-pedonale lunga circa 15 km da via Cola di Rienzo, a via dei Fori Imperiali, a via Veneto.  In questo week end, proprio per celebrare l’arrivo della primavera, ha aperto anche il Flowers Park, un parco temporaneo ispirato al famoso Keukenhof olandese, con oltre un milione di tulipani da poter raccogliere direttamente dal campo e godersi poi a casa. Ma questo è stato anche il fine settimana, che attendo maggiormente ogni anno, cioè quello delle Giornate FAI. Ogni anno, dal 1993, il primo weekend di Primavera i volontari del FAI organizzano su tutto il territorio nazionale degli eventi dedicati alla riscoperta del nostro patrimonio storico, artistico e culturale, per darci la possibilità di visitare dei luoghi normalmente non aperti al pubblico. Una vera festa per l’anima. Avrei voluto visitare tutte le splendide strutture eccezionalmente aperte nella mia regione, ma per evidenti ragioni di tempo ho dovuto fare delle scelte … comunque è stato bellissimo! E voi cosa avete fatto in questo primo week end di primavera?   


12 marzo 2019

Frollini al cacao di Ernst Knam


Un dolce prima lo guardi, 
poi lo annusi 
e infine lo mangi
Ernst Knam


Se in Paradiso non c'è il cioccolato, non ci voglio andare! Questa era la frase che si poteva leggere sull'invito per la festa dei vent'anni della pasticceria di Ernst Knam. L’amore che Knam ha per il cioccolato è indiscutibilmente sconfinato e totalizzante. Adoro quest’uomo gentile e per nulla saccente, tedesco di origine e milanese di adozione, il suo amore per il cioccolato, la sua filosofia basata sulla continua e intenzionale uscita dal consueto, sulla ricerca e la sperimentazione. Ernst Knam crea, modifica, adatta ... perché come ama ripetere: “Bisogna annusare, mordere, leccare. Ogni giorno. Quando smetterò di farlo non sarò più né un pasticcere né uno chef. Non sarò più Ernst". Ho avuto l’onore di assaggiare il suo mitico tris di mousse e di ammirare alcune sue preparazioni, veri gioielli di alta pasticceria, e di tornare a casa portando con me il famoso Knam Pollo, una piccola scultura pasquale che, vi giuro, mi ha straziato rompere, ma mi ha deliziato mangiare! Non oserei mai tentare di riprodurre una torta del maestro, senza falsa modestia non sono assolutamente all'altezza, ma la sua frolla quella si, da quando è entrata nella mia cucina ci è rimasta sovrana incontrastata. Friabile, leggera e delicata, la base perfetta sia per le crostate che per i biscotti. Si prepara in pochissimi minuti, senza troppa fatica o maestria particolare, unica accortezza il riposo in frigo per almeno quattro ore,  in modo che possa acquisire una consistenza e friabilità che vi farà innamorare.