27 febbraio 2015

Cheeseburger home made

Anche un junk food può essere totalmente prodotto in casa e trasformato in un’ottima cena. Mia figlia come tutti i ragazzi e anche qualche adulto (vedi mio marito) adora il cosiddetto  junk food cioè il cibo spazzatura. Andare a pranzo fuori per lei ed i suoi amici la maggior parte delle volte si traduce in un cheeseburger con contorno di patatine fritte ( non mi fate pensare a quell’olio…) il tutto molto discutibile, e mi limito a questo termine senza entrare in  dettagli perché non mi va di innescare nessuna polemica. Io come tutte le mamme amo farla felice e sorprenderla, ed allora ogni tanto, sin da quando era piccola, le organizzo una cena in fast food style, ma assolutamente tutta fatta in casa, hamburger e panino. La carne comprata dal mio macellaio di fiducia, portata in casa e macinata da me, per poi formare gli hamburger con il classico attrezzo, una specie di piccola pressa, è indiscutibilmente un passaggio molto veloce. La produzione del panino è un pò più lenta, assolutamente non difficile, ma i tempi lenti della doppia lievitazione richiedono la possibilità di dedicarcisi un pò  per cui io personalmente prediligo farli durante il week end.  Ed allora se anche voi avete voglia di una cenetta sfiziosa, senza fare male al vostro fegato, con un classico della cucina americana …. mani in pasta, si inizia!



Ingredienti per  6 panini
100 gr di farina 00
200 gr di farina Manitoba
1 uovo
100 gr di latte
60 gr di acqua
20 gr di zucchero
3gr di lievito di birra disidratato
5 gr di sale
20 gr di burro

Per spennellare
latte q.b.
semi di sesamo q.b.

Ingredienti per 6 hamburger da 100 gr l’uno
300g di macinato di manzo
300g di macinato di maiale
Un pizzico di paprica
Un pizzico di noce moscata
sale qb
Per farcire
formaggio a fette


Preparazione dei panini 
Preparate il lievitino, mettendo in una piccola ciotola 50 gr di farina manitoba, il lievito  e tutto il liquido, date una mescolata con una forchetta e coprite con la pellicola. Lasciate  lievitare per circa 40 minuti. Trascorso il tempo necessario  mettete nella ciotola della planetaria con il gancio a foglia tutta la restante farina tranne 1 cucchiaio, il lievitino, l’uovo leggermente battuto con tutto il sale e fate prendere consistenza all’impasto, poi cambiate gancio e mettete l’uncino, e aggiungete il burro morbido insieme all’ultimo cucchiaio di farina e portate  l’impasto ad incordatura con una velocità sostenuta per circa 10 minuti. Normalmente per facilità si dice che l'impasto è incordato quando  si stacca dalle pareti della ciotola, formando un unico blocco attorno al gancio dell'impastatrice. L’impasto incordato è liscio e molto elastico e se lo tirate fa il cosiddetto velo, cioè riesce a diventare quasi trasparente senza spezzarsi.Lasciate l’impasto nella ciotola della planetaria coperto con della pellicola trasparente e  mettetelo al caldo per circa due ore o meglio  fino al suo raddoppio.  Una volta trascorso questo tempo passate alla pezzatura, cioè la suddivisione dell’impasto lievitato in parti uguali.  La grandezza decidetela voi. Io spesso vado a occhio, ma mediamente li faccio da 90/100 gr l’uno. Una volta predisposti i vari pezzi passate alla formatura dei panini. Sulla tavola schiacciate leggermente il pezzo di impasto cercando di fargli assumere una forma rettangolare. Quindi iniziate a creare un cilindretto arrotolando e cercando di "serrare" via via il pezzo che si arrotola. Girate di 90° il pezzo, con la giuntura verso l'alto e eseguite nuovamente la stessa operazione di arrotolamento. Questa manipolazione serve a conferire maggior forza all'impasto. Infine si chiude il cilindro andando ad unire le due estremità, dando una forma sferica e serrando pian piano la pallina da sotto. A questo punto dovete arrotondare il panino usando l'interno del palmo della mano messo a conchetta e roteando in maniera energica per poi lasciarlo dolcemente. Una volta formati tutti i panini disponeteli su una teglia ricoperta con carta da forno, tenendoli ben distanziati perchè durante la lievitazione cresceranno abbastanza, spennellateli con il latte e cospargeteli con i semi di sesamo.  Lasciateli lievitare fino al loro raddoppio coperti con pellicola trasparente messa morbidamente a contatto. Tenete la teglia al caldo per esempio nel classico forno spento con luce accesa. Attendete ora nuovamente il raddoppio (circa 1h). Accendete il forno a 200° e posizionate sul fondo una piccola teglia o un pentolino pieno d’acqua. Quando il forno sarà arrivato a temperatura, togliete il pentolino ed infornate i vostri panini per circa 15/20 minuti. Appena sfornati, ancora bollenti, coprite i panini ancora nella teglia con un paio di strofinacci puliti e toglieteli solo quando saranno freddi: questo vi permetterà di trattenere tutta l’umidità all’interno dei panini ed avere delle nuvole soffici.


Preparazione degli hamburgher



In una terrina mettete i due tipi di macinato, sale  e  le spezie. Mescolate con le mani e dividete l’impasto in 6 parti uguali poi con l’aiuto della piccola pressa  formate gli hamburger ( se non avete questo attrezzo potrete tranquillamente farli con le mani, arrotolando tra i palmi la carne come per fare una grossa polpetta e poi schiacciandola. Lasciate riposare la carne in frigo fino al momento della cottura. Scaldate bene una bistecchiera o una padella antiaderente e adagiateci l'hamburger, fatelo cuocere a fuoco deciso, girandolo ogni tanto ma senza mai schiacciarlo per non  far uscire i succhi della carne, altrimenti l'hamburger perderà morbidezza. A cottura quasi ultimata poggiate sopra la carne un paio di fette del vostro formaggio preferito e coprite con un coperchio,  un minuto e  sarete pronti a  formare il vostro panino...


Assemblaggio del panino

Tagliate a metà il panino in senso orizzontale e adagiateci il cheeseburger, se volete potrete aggiungere delle salse, una foglia di lattuga, delle fettine di pomodoro, qualche anello di cipolla…. insomma la personalizzazione sta a voi, io vi lascio la ricetta base.


N.B. I panini una volta sfornati e raffreddati possono esere tranquillamente surgelati e usati al bisogno lasciandoli scongelare per circa 30 minuti a temperaura ambiente.

Buon appetito! 






Buona vita
 e alla prossima ricetta!



24 febbraio 2015

White chocolate cake

Il carnevale è finito e con lui se ne sono andati tutti quei buoni, anzi ottimi dolci, ma tutti  eccessivamente ipercalorici. Ora è tempo di regolarizzare un pò la nostra dieta prima che arrivino le colombe e le uova di cioccolato. Oggi vi propongo un dolce da credenza, di quelli perfetti per la colazione, quelli che ti danno la carica giusta senza appesantirti troppo, una sofficissima ciambella al cioccolato bianco.  Il cioccolato bianco non contiene cacao, per cui sotto l'aspetto puramente tecnico non potrebbe neanche essere definito “cioccolato” diciamo piuttosto che è un alimento dolce ottenuto dalla lavorazione di ingredienti come  burro di cacao, saccarosio e latte, prevalentemente latte in polvere. Ha un colore molto pallido ed una consistenza simile a quella del cioccolato al latte, dal quale si distingue per l'assenza di polvere di cacao.  Mentre il cacao in polvere e il cioccolato fondente,  grazie all'elevata quantità di molecole polifenoliche, sono considerati alimenti utili per l'organismo, il cioccolato bianco non vanta alcun pregio antiossidante,  ma non contiene molecole nervine stimolanti, invece presenti nel cacao e nel cioccolato nero. Per questo, proprio come quello al latte, è più adatto all'alimentazione dei bambini e delle persone sensibili alla caffeina. Infine  contenendo latte in polvere, raggiunge notevoli concentrazioni di calcio, riboflavina (vitamina B2) e retinolo.




Ingredienti:
150gr di zucchero semolato
150gr di farina 00
50gr di fecola di patate
2 uova bio
1 yogurt al cioccolato bianco
70 ml di olio evo leggero
1 bustina di lievito per dolci
125 gr di cioccolato bianco di ottima qualità

Procedimento:
Montate, preferibilmente con le fruste elettriche,  le uova con lo zucchero fino a farle diventare gonfie e chiare, poi aggiungete l'olio e lo yogurt, mescolando a velocità minima. Seguitate aggiungendo piano le farine setacciate con il lievito, mescolate fino a che tutta la farina non sarà bene assorbita. A questo punto grattugiate la cioccolata e aggiungetela all'impasto e con l'aiuto di una spatola amalgamate bene il composto. Imburrate ed infarinate bene lo stampo che preferite e versate all'interno l'impasto ed infornate, in modalità statica a 180° per circa 40 minuti. Ovviamente vale sempre la prova stecchino. Sfornate e lasciate raffreddare direttamente nello stampo, quando lo stampo sarà ben tiepido allora rigirate il dolce su una gratella per farlo raffreddare bene. Servite  con una spolverata di zucchero a velo.
Buon appetito!





Buona vita 
e alla prossima ricetta!




19 febbraio 2015

Pasta e patate alla napoletana con la ... munnezzaglia!

Ho cominciato a cucinare quando mi sono sposata, non che prima non mi piacesse, ma come tutte le figlie non ne avevo bisogno e per puro diletto preparavo solo dolci. Per cui con una casa mia c'è stato il primo vero approccio quotidiano alla cucina. Ho iniziato, credo come molti, con le ricette di casa, sia quelle che facevano parte delle abitudini della mia famiglia di origine, sia con le ricette di mia suocera, ottima cuoca. Grazie a lei  ho imparato ad amare la cucina napoletana ed ho anche scoperto l’esistenza di cose o ingredienti, a me fino a quel momento sconosciuti. Per esempio la pasta ammischiata o munnezzaglia.  Un tempo in Campania le varie tipologie di pasta venivano  vendute in casse, quando le casse erano quasi vuote e restavano sul fondo gli scarti dei vari formati di pasta, spesso anche mezzi rotti per cui  impossibili da vendere singolarmente, questi rimasugli  venivano mischiati dai negozianti e venduti ad un prezzo più basso, con il nome di “munnezzaglia”, dando così anche alle famiglie meno abbienti la possibilità di fare la spesa di questo ingrediente fondamentale nella nostra dieta di italiani. Gli anni passano, ma certe abitudini restano e soprattutto nel napoletano  le sapienti padrone di casa, per utilizzare la pasta che avanzava dai vari pacchetti, la mescolavano e la utilizzavano per creare minestre gustosissime. E così la pasta mista, creata dalla necessità del riciclo, diventa un vero e proprio formato messo in produzione  e venduto dalle grandi marche. Oggi con questo particolare formato di pasta, che io trovo simpaticissimo, vi propongo un super classico della cucina napoletana,  la pasta e patate. E ve la propongo nella sua versione antica, la più povera ... patate, pasta mista e crosta di parmigiano. Si avete letto bene, la crosta quella che solitamente si butta, qui invece ha un suo perchè e si erge ad ingrediente principe, semplicemente grattata e poi tagliata in due o tre pezzi, in cottura rinviene nel brodo di pasta e patate e diventa morbida, un piacere da masticare. Cucinata a regola d’arte, la patata si scioglierà insieme alle croste di parmigiano creando una crema che avvolgerà come un velluto questa confusione ordinata di pasta, pochissimi ingredienti con cui otterrete  un gusto ricco e pieno di sapore ... sapori antichi di cose semplici, per me sempre i migliori. 


Ingredienti  per 3 persone
500 g di patate
1 crosta di parmigiano
1  cipolla bianca
2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
200g di pasta mista
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
brodo vegetale q.b.
 Parmigiano grattugiato q.b.



Procedimento:
Iniziate preparando del brodo vegetale, circa 1 lt. Poi lavate le patate, pelatele e tagliatele a cubetti piccoli. Fate soffriggere in una pentola la cipolla tagliata  finemente e quando sarà dorata aggiungete il concentrato di pomodoro e fate rosolare per qualche minuto mescolando di tanto in tanto. Aggiungete le patate e  versate brodo bollente quel tanto che occorre per coprirle bene, aggiungete la scorza di parmigiano precedentemente grattata con un coltello affilato e divisa in due o tre parti, coprite e lasciate che le patate arrivino a cottura. Quando saranno cotte aggiungete tre mestoli di brodo bollente e la pasta. Lasciate cuocere semicoperto mescolando di tanto in tanto. Durante la cottura della pasta, se necessario, potrete aggiungere altro liquido, ma mi raccomando di non esagerare, alla fine dovrà essere una minestra per nulla brodosa, ma cremosa e ben soda. A metà cottura della pasta aggiustate di sale. A fine cottura spegnete il gas, aggiungente il parmigiano grattugiato, mescolate e fatela riposare, per cinque minuti coperta prima di servirla.
Buon appetitto! 








 Buona vita
 e alla prossima ricetta!





15 febbraio 2015

Le frappe furbe ... senza uova e senza burro!

Che amo i dolci si capisce anche semplicemente girovagando sul mio blog, che adoro la cioccolata lo sapete tutti, ma non so se avete ancora capito quanto io sia fortissimamente attratta dai dolci fritti! Per me sono semplicemente irresistibili, l’unica fortuna è che sono rimasta un po’ bambina e ancora oggi li lego fortissimamente  specialmente al carnevale, poi nel resto dell’anno al massimo appaiono 3 o 4 volte nella mia dieta (fortunatamente! ) tipo ... le mitiche bombe di mezzanotte ripiene alla crema o al cioccolato comprate in una favolosa pasticceria al mare e mangiate in giardino con gli amici, o gli struffoli di Natale di mia cugina...mitici! Ma torniamo ai fritti di carnevale, come sempre il mio primo fritto carnevalesco, con cui apro le danze, arriva già nei primissimi giorni di febbraio e poi è un susseguirsi fino al martedì grasso, ma quest’anno ho addirittura fritto le prime castagnole per una merenda golosa, già a metà gennaio …. ho giocato d’anticipo e così ho avuto più tempo per godere e far godre amici e familiari di queste peccaminose bontà! Ho fritto tantissimo, ma sinceramente non volevo esagerare con i post ipercalorici per cui non ho pubblicato tutto quello che ho fatto, però Carnevale sta finendo e un'altro dolcino fritto ci sta bene nel blog e poi questo è speciale, facilissimo e velocissimo, per togliersi lo sfizio di frappe nel giro di un'oretta! Io non sono una che segue le mode o le ricette del momento, ma questa volta la curiosità ha preso il sopravvento, non ho resistito  a provare queste strane frappe…al formaggio! Si formaggio avete capito bene, del tipo spalmabile di nota marca, iente uova, niente burro o strutto, niente zucchero, o liquori, solo due ingredienti farina e formaggio! In giro per la rete girano tantisimo, tante amiche le hanno provate, ad esempio ClaudiaFederica , ma credo che la prima  a scovare questa ricetta furba sia stata la mitica araba visto la data del post. Che vi devo dire fantastiche, sembrano quelle classiche ... nessuno si accorgerà che dentro c’è il formaggio e l’unica accortezza è quella di stenderle finisime, ma in fin dei conti le frappe sono sempre meglio quando sono sottilissime!



Ingredienti
80 gr di formaggio spalmabile tipo Philadelfia
60gr di farina 00
Zucchero a velo  per guarnire

Procedimento
Mettere il Philadelphia in una ciotola e aggiungete tanta farina quanto basta ad avere un panetto non troppo molle, ma dalla consistenza sostenuta tipo la pasta fresca. Avvolgete il panetto nella pellicola e fate riposare per mezz'ora in frigorifero. Trascorso il tempo necessario passatelo sulla tavola e staccando piccoli pezzi stendete le vostre frappe con il mattarello o con la macchinetta come preferite, l’importante è che siano sottilissime. Tagliate le frappe con una rondella delle dimensioni che preferite e incidetene la parte centrale. Friggete in olio ben caldo e  una volta cotte abbiate l’accortezza di adagiare le frappe, non sovrapponendole, su carta assorbente e appena saranno fredde, cospargetele di abbondante zucchero a velo. Ottime mangiate in giornata, il giorno dopo non so dire, con questa quantità a casa mia non ci sono arrivate.
Buon appetito!





Se cercate altre idee golose per carnevale
 cliccate qui  troverete la mia raccolta!
 
 Buona vita
 e buona domenica!


12 febbraio 2015

Frollini al cacao con cialda di cioccolato bianco ... pensando a San Valentino

Il giorno di San Valentino si avvicina, voi che tipi siete lo amate, lo odiate o semplicemente vi rende totalmente indifferenti? Io non lo amo particolarmente, o meglio non mi piace come viene abitualmente festeggiato in Italia. Diciamo che sono più British Style. Gli usi e i costumi inglesi legati al giorno degli innamorati hanno radici molto antiche e sono molto diversi dai nostri, io personalmente li apprezzo maggiormente, anche perché tra le altre cose trovo il loro modo di festeggiare questa giornata molto più rispettoso per i single  di qualunque età, che a volte sono costretti a vivere questa ricorrenza con qualche difficoltà emotiva. In Inghilterra e negli Stati Uniti San Valentino è una festa molto sentita, è consuetudine inviare le cosiddette Valentine ( dei biglietti stampati con disegni e frasi romantiche)  non solo tra innamorati, ma anche tra amici e parenti come gesto di affetto, magari anche unendo un piccolo dono, spesso cioccolatini e fiori, ma anche piccoli peluche ovviamente dipende dall’età del destinatario, perché il  Valentine’s Day  è per tutti dai 4 agli 100 anni! Io non credo nel festeggiare la donna l'8 marzo  o l'amore della mia vita il 14 febbraio, come credo che una donna debba essere rispettata sempre e mi accappona la pele pensare che lo stesso uomo che la settimana prima l'ha picchiata magari quel giorno le regala la mimosa ( offendendo in questo modo persino un simbolo) aborro l'idea del marito fedigrafo che arriva con il mazzo di rose per il giorno degli innamorati. L’amore di coppia si festeggia con la presenza, la comprensione, l’affetto  e la complicità 365 giorni all’anno.  Per questo trovo invece deliziosa l’idea di avere un giorno in cui si possa liberamente festeggiare l’affetto, la tenerezza, l’amore nel senso più ampio del termine, perchè il cuore è grande … si ama il proprio compagno, i figli , i genitori, i fratelli , le sorelle, i cugini, gli zii, i nonni, gli amici, un collega, un cane, un gatto…. l’amore muove il mondo e allora lasciamoci andare al romanticismo e alla positività e festeggiamo l’amore e se volete preparare dei pensierini home made  da regalare ai vostri cari e cercate ispirazione, che ne dite di preparare dei biscottini romantici con questo stampino delizioso?

Il Kit per la realizzazione dei biscotti è prodotto dalla Silikomart

Ingredienti:
250 g di farina
100 gr di zucchero a velo
30 gr di cacao amaro
170 di burro
2 tuorli d’uovo
1 cucchiaio di latte freddo
per la copertura
200 gr di cioccolato al latte di ottima qualità


Procedimento:
Preparate la frolla come preferite a mano o nel  robot da cucina. Io ho utilizzato quest’ultimo, inserendo le lame e frullando prima la farina con il burro e poi aggiungendo il cacao e lo zucchero, ho dato un’altra frullata e poi ho seguitato aggiungendo le uova e l’acqua, seguitando ad amalgamare  fino a formare la palla. Poi togliete l'impasto dalla ciotola e lavorate qualche minuto a mano fino a formare un bel composto liscio, quindi  avvolgetelo nella pellicola trasparente e mettere a riposare nel frigo per almeno un' ora. Nel frattempo sciogliete 2/3 del cioccolato a bagnomaria, quando è pronto spegnete il fuoco ed unite il cioccolato rimasto spezzettandolo, mescolate con una paletta in silicone fino a che non sarà tutto nuovamente sciolto. Colate il cioccolato nelle cavità dei tappetini in silicone del Kit Cookie Choc ABC, muoveteli leggermente così da eliminare le eventuali bolle d’aria  e metteteli a raffreddare per 10 minuti su un piano e poi passateli nel frigo così da accelerare  la solidificazione per circa 30 minuti. Tirate fuori la pasta frolla dal frigo e stendetela con il matterello fra due fogli di carta da forno fino a raggiungere lo spessore di circa 1/2 cm. Tagliate la pasta con lo stampino nel Kit Cookie choc ABC ed infornate su una teglia foderata con carta da forno, in modalità areata a  180° per 15 minuti circa.  Sfornate e lasciate raffreddare su una gratella per dolci. Quando i biscotti saranno freddi e le forme di cioccolato rapprese, mettete un goccio di cioccolata fusa al centro di ogni biscotto, incollando in questo modo le tavolette decorate di cioccolato ai biscotti. Si conservano bene in una scatola di latta, anche per una settimana.
Buon appetito!





Buona festa dell'amore
 a tutti!





9 febbraio 2015

Biscotti latte e miele di melata, senza uova....pensando a te.


Il papà non è solo l'amico delle capriole sul letto grande
Non è solamente l'albero al quale mi arrampico
come un piccolo orso
non è soltanto chi tende con me l'aquilone nel cielo.
Il papà è il sorriso discreto che fa finta di niente
è l'ombra buona della grande quercia
è la mano sicura che mi conduce nel prato
e oltre la siepe.
(L. Musacchio)

20 anni e fa ancora male…ancora le lacrime scendono  quando il mio pensiero si ferma  a comprendere che non sei in uno dei tuoi mille viaggi…non tornerai più…ancora quando ho un problema vorrei poterti parlare e sentire il tuo consiglio…ancora vorrei nascondermi nel tuo grande abbraccio protettivo…ancora vorrei vedere quel sorriso discreto che faceva  finta di nulla e di me tutto sapeva, ma voleva semplicemente crescessi, superassi la mia pazza adolescenza e diventassi la donna forte che sono ora… saresti orgoglioso di me papà, sono diventata proprio come te… grazie di aver puntato su di me, di avermi dato fiducia sempre, di aver creduto in me e di non aver mai mollato…mi manchi  ed è ancora poco, le parole mai riusciranno a descrivere il cratere che è rimasto nel mio cuore, l’ingiustizia che ti ha strappato a me  troppo presto… ma poi vedo Sara e so che in lei c’è una parte di te, lei che ...non doveva arrivare, lei che era un sogno impossibile per me, lei che era nei miei sogni sin da bambina, la natura aveva deciso di negarmela….e tu papà mi hai visto da lassù disperata, a pezzi ormai, senza te senza lei…vuota …con quella tremenda sensazione di inutilità….e allora mi hai fatto un regalo… ti ci vedo sai con il tuo piglio deciso ad andare da chi di dovere ….le avete tolto me troppo presto siete in debito con lei datele un altro amore  uno grande…. ….lo stesso giorno che tu te ne sei andato  esattamente un anno dopo…   io ho scoperto di non essere più sola…. "Impossibile, inspiegabile a livello medico signora... dovremmo fare accertamenti …studi…" ....miracolo del mio papà, miracolo dell’amore ….20 anni ed io ancora piango, anche ora... perché …mi manchi....non è stato giusto, non è giusto … papà ti voglio bene ….per sempre.  Per te che mi hai insegnato a scorgere la luce,  anche nella più buia delle tempeste, un fiore, un piccolo sole...per ricordare la tua ultima carezza, la mia ultima carezza....




Ingredienti:
100 gr. di farina 00
100 gr di farina fioretto
50gr  di fecola di patate 
50 ml di olio evo leggero
70gr  di zucchero di canna muscovado
80ml di latte
2 cucchiaini abbondanti di miele di melata
un pizzico di sale
1/2 bustina di lievito per dolci



Procedimento:
In una ciotola mettete la fecola e le farine setacciate con il ievito, poi aggiungete lo zucchero e il sale. Amalgamate con un cucchiaio e poi aggiungete il miele e l'olio e iniziate ad impastare con una forchetta. A questo punto iniziate ad unire il latte poco per volta continuando ad impastare. Trasferite il composto su un piano leggermente infarinato e lavoratelo finchè non avrete un impasto compatto ed omogeneo. Con le mani date la forma che preferite ai biscotti e adagiateli su una placca foderata di carta forno, infornateli  in modalità areata a 180° per circa 14/15 minuti. Fateli  raffreddare su una gratella per dolci, perfetti da inzuppare nel latte, ma ottimi anche accanto al tè del pomeriggio.
Buon appetito!

N.B. L'effetto gocce di cioccolata lo danno il binomio melata/ zucchero muscovado, delizioso.







Ciao papà!







8 febbraio 2015

Focaccia al sesamo ...altissima e morbidissima!

Ma voi lo sapevate che i semi di sesamo rappresentano una fonte preziosa di elementi nutritivi? Possono essere considerati tra i semi più importanti per la nostra salute insieme ai semi di zucca, ai semi di lino e ai semi di girasole. Parlando di semi di sesamo, dobbiamo prima di tutto specificare che  ne esistono due tipologie: semi di sesamo nero e semi di sesamo bianco. I semi di sesamo bianco sono meno rari e più facilmente reperibili. Le loro proprietà nutritive sono comunque molto simili. I semi di sesamo possono essere considerati come una delle principali fonti vegetali di calcio, 100 grammi di semi di sesamo contengono infatti dagli 800 ai 1000 milligrammi di calcio. Nella stessa quantità di semi di sesamo sono presenti circa 470 mg di fosforo, 815 mg di magnesio e 20,1 mg di ferro, oltre al 18,7% di proteine. Altre fonti vegetali di calcio sono rappresentate dalla quinoa, dai fichi secchi e dalle mandorle, oltre che da verdure come spinaci e broccoli. Essi rappresentano inoltre una fonte di manganese, zinco e selenio. Sono inoltre ricchi di acidi oleici, che contribuiscono a ridurre i livelli di colesterolo LDL nel sangue e ad incrementare la presenza di colesterolo "buono" HDL.  Non dobbiamo dimenticare che 100 grami di semi di sesamo contengono il 25% della dose giornaliera raccomandata di acido folico. Tra le vitamine del gruppo B, contengono niacina, nella quantità di circa 4,5 mg ogni 100 grammi, il 28% del fabbisogno quotidiano. Ai semi di sesamo sono state attribuite proprietà antiossidanti e anticancro, nello specifico inibirebbero lo sviluppo del cancro al colon. Hanno anche effetti anti-ipertensivi. Il consumo regolare di semi di sesamo può contribuire a prevenire la formazione di placche sulle pareti delle arterie. I semi di sesamo possono rappresentare un interessante ingrediente aggiuntivo per il muesli della colazione, per il condimento di ricche insalate, in aggiunta alle carni soprattuto bianche, ovviamente accoppiati a pane, grissini e crackers. Io, per esempio, oggi vi propongo questa focacciona strasoffice ai semi di sesamo rubata dal blog della mitica  Mariabianca.
 

Ingredienti:
500 gr di farina 00
½ litro di latte tiepido
3.5 gr di lievito di birra disidratato
70 gr di olio evo
10 gr di zucchero
15 gr di sale
semi di sesamo q.b.

Procedimento:
Riscaldate il latte, mettetelo in una ciotolina e aggiungete il lievito, lo zucchero, l’olio e mescolate. Nella ciotola della planetaria mettete la farina e con l’apparecchio alla minima velocità aggiungete pian piano il composto di latte tiepido. Lavorate l’impasto per 5 minuti a velocità media, poi fermate un attimo la planetaria,  aggiungete il sale, e impastate di nuovo per altri 5 minuti  a velocità sostenuta.  L’impasto finale risulterà molto morbido e appiccicoso, tranquille deve essere così.  Togliete l’impasto dalla ciotola della planetaria e stendetelo subito sulla teglia che avrete precedentemente rivestito di carta forno. Per stendere l'impasto, usate una spatola o direttamente  le mani  unte di olio. Coprite con pellicola trasparente e lasciate lievitare per circa tre ore ( dipende dalla temperatura dell avostra casa, comunque fino al raddoppio)  Trascorso questo tempo ed avendo ottenuto un impasto visibilmente lievitato, coprite la superficie della focaccia con abbondante sesamo ed infornare statico a 200° per circa 45 minuti. Servite tiepida con affettati, formaggi  o verdure grigliate.
Buon appetito!





Ricordate 
se cercate idee golose per carnevale 
qui troverete la mia raccolta



Buona domenica e
Buona vita!





5 febbraio 2015

Risotto con crema di zucca, piselli e ...i food-movie

Vorrei tanto che ci fosse un libro di cucina
 anche per la vita,
 con tutte le ricette che ti dicono come affrontarla nel modo giusto!
 Lo so, adesso lei mi dirà:
Si impara sbagliando!
No, quello che stavo  per dirle, e lei lo sa meglio di tutti, 
è che sono le ricette che uno si inventa 
quelle che funzionano meglio di tutte!
(dal film "Sapori e dissapori")

Oggi un post diverso dal solito, oggi ho voglia di parlare di cinema e cibo o cinema e cucina se preferite, a voi piacciono i  food-movie? Io vivo fondamentalmente di triller/azione/gialli/spionaggio, ma ogni tanto uno di questi film, magari in una serata in solitudine, me lo gusto volentieri. Ed ecco a voi la mia top ten, in ordine casuale e con micro trama, magari ne nomino qualcuno che non conoscete e vi faccio venire la voglia di dargli un'occhiata, sempre che vi piaccia il genere:
Sapori e Dissapori
Kate (Catherine Zeta-Jones) è una perfida chef di successo, la cui vita è stravolta dalla morte della sorella. Adottata la nipote, assume l’aiuto cuoco Nick per aver più tempo da dedicare alla piccola.
La Cuoca Del Presidente
La trasposizione romanzata al cinema della vita di Danièle Mazet-Delpeuch, la cuoca di François Mitterand, tra buon cibo e scandali di palazzo.
Julie & Julia
Julia Child (Meryl Streep) prima icona della food-TV negli anni ’60, rivive trent’anni più tardi nell’esperimento della blogger Julie Powell, che ne riproporrà fedelmente le ricette.
Chocolat
Vianne è una donna per nulla spaventata dalla bigotta vita di provincia della Francia del 1959. Così, figlioletta al seguito, decide di aprire una pasticceria seguendo le sue doti di sopraffina cioccolataia. E' poco amata dai cittadini per il suo stile di vita anomalo, ma il tutto si complica quando la sua strada si incrocia con un giovane zingaro …Johnny Depp
Vatel
Nel 1671 il Re Sole Luigi XIV annuncia che andrà a visitare il principe di Condé, accompagnato dall'immensa corte. Incaricato dei festeggiamenti è il talentuoso e sofisticato cuoco François Vatel (Gérard Depardieu)  cui per tre giorni toccherà organizzare pranzi spettacolari tra fuochi d’artificio e giochi d’acqua. Ma l’intrigo, l’amore e il destino congiurano dietro l’angolo. Un film per curiosare fra tavolate davvero scenografiche e ricette d'altri tempi.
Waitress - Ricette d'amore
Jenna lavora come cameriera al Joe's Diner, dove confeziona magnifici dolci a cui affibbia bizzarri nomi. Ma la vita di Jenna non è così dolce come le torte che cucina, infatti vive un'esistenza grigia e monotona...
Per Incanto o Per Delizia
Isabella soffre di motion sickness: non può salire su mezzi che lei stessa non guida. Così ha passato l’infanzia in reclusione, diventando un’abilissima cuoca. Ma quando scopre il tradimento del marito, si trasferisce a San Francisco e diventa la regina dei fornelli in TV.
Amore, cucina e curry 
La famiglia Kadam di Mumbai decide di intraprendere un viaggio in Europa alla ricerca di una vita migliore. Arrivati in un piccolo paese nel sud della Francia, decidono di aprire un ristorante utilizzando le loro tradizioni culinarie. Il giovane Hassan si dimostra uno chef provetto, ma il ristorante si ritrova a fare concorrenza a quello di uno chef di fama internazionale ... inizia così una "guerra" culinaria e culturale tra due diverse realtà.
Cuore di cioccolato
La giovane Valerie eredita dalla madre, con la quale non è mai riuscita a instaurare un rapporto profondo e duraturo, una grande casa nella città medievale di Bruges. Appresa la notizia dell'eredità, l'intenzione istintiva della ragazza è di vendere la dimora, così da allontanare i ricordi più dolorosi che, inevitabilmente, riemergono al pensiero del tempo passato. Ma scoprirà un dolce segreto nascosto nei meandri della casa...

E voi quali sono i vostri preferiti, sono tra questi o ne avete altri? Per oggi in contrapposizione ai fritti dei giorni scorsi vi lascio una ricetta leggera,  salutare e gustosa.






Ingredienti per  4 persone:
300gr riso carnaroli
400 gr di zucca pulita
200 gr di piselli sgranati (per me surgelati )
50 gr di parmigiano grattugiato
Brodo vegetale q.b.
Vino bianco
Olio evo
Scalogno
Sale

Procedimento:
Mettete in una pentola la zucca pulita lavata e ridotta a dadini insieme con 400ml di brodo vegetale e lasciate cuocere  coperto  fino a quando sarà  quasi sfatta e poi frullate con il mixer ad immersione.  Rimettete sul fuoco la crema di zucca e non appena avrà preso il bollore aggiungete i piselli ancora surgelati, coprite e lasciate cuocere qualche minuto. Nel frattempo mettete, in una pentola per cuocere il riso,  lo scalogno tritato a rosolare con un filo di olio. Aggiungete il riso,  fatelo  tostare e  sfumate con del vino bianco,  appena sarà sfumato aggiungete prima un mestolo di brodo caldo e poi piano piano la crema di zucca con i piselli e portate il riso a cottura aggiungendo ove occorra altro brodo. A cottura ultimata spegnete il fuoco,  mantecate  con del parmigiano grattugiato  e servite.
Buon appetito!



e con questa ricetta partecipo al contest di Sabrina
Regalami un risotto




Buona vita 
e alla prossima ricetta!






3 febbraio 2015

Mini bomboloni .... si comincia con i fritti di carnevale!

E’ arrivato febbraio e con lui il Carnevale! Sembrava ieri che parlavo di ricettine light per rimettersi in forma dopo le abbuffate natalizie ed ora eccomi qui a proporvi i primi dolci fritti per il periodo carnevalesco. Sebbene la frittura sia un tipo di cottura che bisognerebbe evitare assolutamente (sia per la linea che per la salute) è anche vero che  una volta l’anno uno strappo si può fare, e non c’è cottura alternativa che regga il confronto,  è inutile dire è buono lo stesso un bombolone al forno o una chiacchiera al forno….io direi che con una buona ricetta sono ottimi dolci  entrambi, ma non avranno mai lo stesso sapore di quelli fritti, a parer mio semplicemente non sono paragonabili.  Io sono dell’idea “se mi devo far del male …me lo faccio bene” per cui a carnevale si frigge!!! Però rimane un ultimo problema da affrontare…il cattivo odore di cui si riempie la casa ed allora come eliminare l’odore di fritto, o almeno come provare a mitigarlo? Diciamo che i rimedi per togliere l’odore di frittura dalla nostra casa sono pochissimi, soprattutto in inverno quando friggere con le finestre aperte ci procurerebbe una polmonite,  ciò che possiamo invece fare è adottare dei piccoli accorgimenti proprio mentre friggiamo, in modo da prevenire l’espansione dell’odore. Io di solito uso la fettina di mela con la buccia ma un’amica mi ha detto che un’ottima alternativa è la buccia di limone, praticamente si immerge una buccia di limone nell’olio caldo che si utilizza per friggere, in questo modo l’aroma del limone batterà quello della frittura attenuandolo notevolmente. Insomma lo stesso principio della mia mela. Ho letto in rete un’alternativa che consiste nel far bollire, prima di friggere, una pentola di acqua insieme a spezie, odori e una fettina di limone, mai provato ma non mi ispira molto. Oppure dicono di utilizzare l’aceto bianco,  per eliminare l’odore in fase successiva, cioè a frittura ultimata bisogna far bollire un pò di aceto in un pentolino così da eliminare l’odore di fritto in cucina. E voi che metodo usate?
 
Basta chiacchiere veniamo alla golosissima ricetta di oggi mini bomboloni sofficissimi, ottimi mangiati nature, goduriosi se farciti con della crema pasticcera o come ho fatto io per i ragazzi con la nutella. Solo un avvertimento importantissimo, fate attenzione l’unico problema di questi mini bomboloni è che ….creano una forte dipendenza!




Ingredienti 
(per circa 60 pezzi)
125 gr di farina 00
125 gr di farina manitoba
250 gr di patate lesse ( peso da cotte e al netto degli scarti)
3.5 gr di lievito di birra disidratato
1 uovo intero + 1 tuorlo
40 gr di zucchero semolato
50 ml di latte
25 gr di burro
un pizzico di sale
Olio per friggere

Per la copertura
Zucchero semolato

Per farcire
Crema pasticcera, Nutella ecc.


Procedimento:
Lessate le patate e quando saranno cotte, lasciatele intiepidire (quel tanto che si possano toccare con le mani)  sbucciatele e passatele allo schiacciapatate. Mescolate le farine e poi aggiungete le patate passate,  amalgamate con le mani,  verrà un composto sbricioloso tipo pasta frolla. Poi date al composto la classica forma a fontana e al centro mettete lo zucchero, le uova, il burro precedentemente sciolto e fatto raffreddare e il latte tiepido a cui precedentemente avrete aggiunto il lievito, insieme ad un pizzico di zucchero. Impastate fino a rendere il composto omogeneo e della consistenza tipo quella per gli gnocchi, se dovesse servire aggiungete altra farina. Staccate dei pezzetti di pasta grandi come noci e arrotolateli con i palmi delle mani, poggiateli su teglie ricoperte di carta forno e lasciateli lievitare in un luogo caldo coperti  con un panno da cucina per 4 ore circa ( in giornate particolarmente fredde io li copro con un pile). Trascorso il tempo necessario alla lievitazione, posizionate una piccola pentola sul fuoco con dell’olio per friggere e mettete in una ciotola un pò di zucchero semolato dove, dopo la frittura immergerete,  i vostri mini bomboloni. Usate sempre poco zucchero per volta perché la frittura lo inumidisce ed è meglio cambiarlo spesso. Quando l’olio sarà arrivato alla giusta temperatura (controllate con il solito metodo del bastoncino di legno, appena si formano le bollicine intorno è pronto) potete procedere alla frittura. Per facilitarvi questa operazione e per non rischiare di sgonfiare i bomboloni, vi consiglio di non prelevarli con le mani, ma  di immergerli direttamente con la carta forno, tagliando in quadrati la carta su cui li  avete appoggiati per farli lievitare.  La carta forno verrà via facilmente con un pinza dopo un secondo dall’immersione. Friggetene, pochi per volta finchè saranno ben dorati. Scolate, passate un secondo su carta assorbente da cucina e poi immediatamente nello zucchero semolato. Potete gustarli così al naturale sono favolosi o imbottiti, con della crema pasticcera la ricetta la trovate qui o come ho fatto io con della nutella.  Questi mini bomboloni  rimangono perfetti  per tutto il giorno e sono  buoni anche il giorno dopo, l’unica accortezza è nella conservazione, preferibilmente senza farcitura e semplicemente coperti con un tovagliolo di carta e non in un ambiente troppo caldo.
Buon appetito!






Se cercate altre idee golose  per Carnevale
 qui  troverete la mia raccolta

 Buona vita!



30 gennaio 2015

Arrosto di vitella in salsa di arancia ... e i giorni della merla

I miei lettori più assidui sanno che io amo le leggende ed ogni tanto mi piace raccontarvene una, ma come sempre per chi non interessa può saltare direttamente alla ricetta, non mi offendo e non voglio annoiare nessuno. La tradizione vuole che il 29, 30 e 31 di Gennaio, gli ultimi tre giorni di questo primo mese dell’anno, vengano ricordati come i “giorni della Merla”, ad indicare uno tra i periodi più freddi dell’inverno. Questo modo di dire trae origine da una leggenda che sembra quasi una favola e che ha come protagonista una merla. La storia evoca tempi assai lontani, quando Gennaio non aveva ancora 31 giorni ma solo 28. Si narra che Gennaio fosse particolarmente scherzoso e un pò invidioso, in particolar modo con una Merla, molto ammirata per il suo grande becco giallo e per le penne bianchissime.  Per questo Gennaio si divertiva a tormentarla; ogni volta infatti che ella usciva in cerca di cibo,  lui le scatenava contro  bufere di neve e vento. Stufa di tutto questo un giorno la Merla andò da Gennaio e gli chiese: ”Amico mio potresti durare un pò di meno?”. Ma Gennaio, orgoglioso come era rispose: “ E no, carissima proprio non posso. Il calendario è quello che è, e a me sono toccati 28 giorni.”A questa risposta la Merla decise di farsi furba e l’anno seguente fece una bella scorta di cibo che infilò nel suo nido così che rimase per tutti i 28 giorni al riparo senza bisogno di uscire. Trascorsi i 28 giorni, la Merla uscì e cominciò a prendere in giro Gennaio: “Eh caro mio, quest’anno sono stata proprio bene, sempre al calduccio, e tu non hai potuto farmi congelare il becco nemmeno un giorno.” Detto ciò Gennaio se la prese così tanto che andò dal fratello Febbraio, che vantava ben 31 giorni, e gli chiese in prestito 3 giorni. Il fratello dubbioso domandò "Cosa vuoi farne?" e Gennaio rispose: “Ho da vendicarmi di una Merla impertinente. Stai a vedere”.  E così Gennaio tornò sulla terra e scatenò una tremenda bufera di neve che durò per tutti i 3 giorni. La povera Merla, che era andata in giro a far provviste, per il forte vento non riuscì nemmeno a tornare al suo nido. Trovato il comignolo di un camino, vi si rifugiò in cerca di un pò di tepore. Trascorsi quei freddissimi tre giorni uscì dal comignolo sana e salva, ma le sue candide penne erano diventate tutte nere a causa del fumo e della fuliggine. Provò a lavarsi in una pozza di neve sciolta, si strisciò le piume nelle prime foglioline verdi  … ma non ci fu niente da fare: il nero non se ne andò e il suo piumaggio bianco fu perso per sempre. Da allora Gennaio ha sempre 31 giorni e i merli hanno sempre le piume nere. E noi chiamiamo ancora oggi questi ultimi tre giorni del mese di Gennaio i giorni della merla. La ricetta che vi propongo oggi è un delizioso secondo piatto, gustoso e raffinato, perfetto per un pranzo di festa o della domenica nel periodo invernale.





Ingredienti 
(per 6 persone)
1kg di girello di vitella
40 gr di burro
30 ml di olio evo
2 gambi di sedano (60 gr circa)
100 ml di vino bianco
2 carote ( 200 gr circa)
1 cipolla bianca
2 arance
50 ml di Brandy ( in alternativa cognac)
1 litro di brodo di carne
Sale q.b.

Procedimento:
Iniziate a tritare con la mezzaluna o con un coltello ben affilato, la cipolla, le carote, i gambi di sedano e teneteli da parte. Se avete fatto mettere in rete il vostro arrosto dal macellaio, allora legate il taglio di carne in modo che  mantenga la forma durante la cottura. Prendete una pentola abbastanza capiente e versate l'olio e il burro e non appena saranno caldi aggiungete la carne salata e le verdure tritate e cuocete a fuoco vivace, girando l'arrosto su tutti i lati in modo che sia ben rosolato da tutte le parti. Sfumate con il vino bianco, e non appena sarà evaporato unite un mestolo di brodo caldo, fate cuocere l’arrosto coperto a fuoco basso per circa un’ora e mezza.   Durante questo tempo aggiungete il restante brodo, un mestolo alla volta, non appena vedete che l'arrosto si sta asciugando. Alla fine della cottura togliete l'arrosto dalla pentola e avvolgetelo nella carta stagnola, per tenerlo al caldo e fare in modo che il calore si distribuisca bene anche all'interno. Mettete le verdure e il fondo di cottura  momentaneamente da parte. Grattugiate la scorza di un'arancia  e spremetene il succo, poi spremete anche il succo della seconda arancia. Trasferite le verdure in un bicchiere e frullatele con l'aiuto di un frullatore ad immersione. Rimettete il fondo di cottura frullato nella pentola dove avete cucinato l'arrosto e aggiungete la scorza dell'arancia, il succo delle due arance e infine il brandy. Fate sobbollire per qualche minuto affinchè la salsa all'arancia si restringa e si amalgami per bene. Tagliate l'arrosto a fette, salsatelo e guarnite il piatto con qualche spicchio di arancia. Potete conservare l'arrosto e la salsa in frigorifero per un paio di giorni, in un contenitore ben chiuso.
Buon appetito! 





  Buona vita
e alla prossima ricetta!



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