22 gennaio 2019

Maltagliati all’uovo in crema di cannellini


Non guardarmi soltanto quando sogno
quando sorrido
quando apro finestre nel cielo 
e guardo cosa c’è oltre
guardami mentre inciampo e cado
quando combatto e sbaglio
Guardami quando ho paura
quando il buio sta per arrivare
allora sì, 
potrai dire chi sono

(Fabrizio Caramagna)


Come sapete sono terribilmente poco social, sarà che non sono certo una nativa digitale, sarà che il lavoro mi fagocita la maggior parte della giornata e che il tempo libero preferisco viverlo più che “condividerlo”, ma ogni tanto, magari in una brutta giornata piovosa come questa, capita che mi ritrovi a farmi un giretto sui social ed oggi un post di un’amica su FB mi ha colpito particolarmente e mi ha portato a riflettere. Lei parlava del cambiamento in negativo dell’interazione nei foodblog con l’avvento dei troppi social, più istantanei, ma anche più freddi … pensiero con cui concordo in pieno,  ma ora qui con voi vorrei “allargare” il concetto, vorrei parlare dell'interazione con i social e con la rete in senso lato, A volte ho come la sensazione che la situazione ci stia sfuggendo di mano. I social e la rete sono sicuramente utili per reperire informazioni o mettersi velocemente in contatto con persone lontane, e a volte fanno “compagnia”, ma troppo spesso, invece, sono abusati come vetrina dell’apparenza, e questo è ancora più evidente laddove si eliminino persino le parole, per obbligo di velocità e spazio. Di fatto viviamo in una società che si nutre di immagini, si blocca l’attimo, qualunque attimo anche quello più privato, per riproporlo immediatamente alla community… ma privo di ogni riflessione emotiva. Una foto è sicuramente piacevole da vedere, ma non conoscendo nulla di chi c’è dietro quello scatto e quale ne sia la storia, non c’è anima, non c’è sogno, non c’è emozione. Dicono che la tecnologia abbia reso la vita più facile, e su questo siamo tutti d’accordo, ma ci ha reso più felici? Lasciatemi avere dei dubbi. Vedo troppe persone camminare per strada con gli occhi fissi sul cellulare, nulla li distoglie dal loro piccolo schermo, la vita gli scorre intorno, ma non se ne accorgono. Troppi bambini hanno come baby sitter un tablet, troppe persone valgono poco, pochissimo … ma appaiono tanto! In questo spazio sociale in cui esiste una  App per tutto, da ricordarti di bere a pregare, navighiamo senza troppa consapevolezza e senza sufficiente comprensione della realtà della rete, dimenticandoci spesso e soprattutto non informandone sufficientemente i nostri ragazzi, che oltre al “nostro” mondo, dietro una tastiera si nasconde un sottobosco di delinquenza, di finte identità, di realtà parallele, di vizi e perversioni che purtroppo nella rete trovano appagamento. In quest’epoca dove la vita di tutti sembra un eterno palcoscenico, dove, protetti da uno schermo, tutti possono assumere le sembianze che desiderano, dovremmo cercare di dispensare le nostre foto e le informazioni sulla nostra vita e soprattutto su quella dei nostri bambini con più parsimonia ….perchè il lupo cattivo non è più solo dietro l’angolo...




Ingredienti 
per 3 persone

350 gr di fagioli cannellini freschi (pesati sgranati)
150 gr di pasta all’uovo tipo maltagliati
1 cipolla
sedano
carota
olio extravergine di oliva
1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
pepe bianco



Procedimento
Mettete a soffriggere la cipolla tritata in un velo d’olio a cui avrete unito anche il concentrato di pomodoro. Aggiungete 1 litro e mezzo di acqua fredda, 1 carota pulita e ridotta a rondelle e un gambo di sedano anch'esso ridotto a tocchetti, salate e non appena inizierà a prendere bollore aggiungete i fagioli. Cuocete coperto per il tempo necessario, sempre a fuoco basso, mescolando di tanto in tanto. Di solito cuociono in circa 30 minuti. A questo punto prelevate qualche mestolo di brodo che si è formato durante la cottura e trasferitelo in un altro pentolino, tenendolo al caldo, così che possiate, eventualmente, utilizzarlo al bisogno durante la cottura della pasta. Con il mixer ad immersione, frullate i fagioli ormai cotti, insieme alla carota e al sedano, direttamente nella pentola. Rimettete sul gas e non appena riprenderà calore aggiungete la pasta, portatela a cottura mescolando continuamente. Spegnete il fuoco, profumate a piacere con una macinata di pepe bianco e servite immediatamente.  
Buon appetito!




Buona vita
e alla prossima ricetta!







23 commenti:

  1. Un post molto interessante! Condivido le tue riflessioni.
    Questo coccio fa venire l'acquolina ^_^
    Bravissima!
    un bacio

    RispondiElimina
  2. Alice, ahimè i social hanno invaso le nostre vite! Dovremmo davvero staccare un po' la spina e tornare a vivere in modo meno virtuale e più reale. Chissà se abbiamo imboccato una via senza uscita...Una cosa che amo del mondo virtuale è aver scoperto tante belle persone, piene di talento come te. La tua zuppa cremosa mi piace tantissimo! E' quanto di più comfort food si possa desiderare. Con questo freddo poi...
    Baci e buona settimana,
    Mary

    RispondiElimina
  3. Cara Alice, devo dirti che se si vuole un piatto veramente speciale dobbiamo passare da te!!!
    Ciao e buon inizio della settimana con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

    RispondiElimina
  4. Concordo su tutta la linea. Io che vado spesso in treno oramai non vedo più nessuno chiacchierare col vicino o leggere un libro. Tutti a testa in giù sullo smartphone. Questi social invece di avvicinarci ci stanno allontanando dalla vita vissuta

    RispondiElimina
  5. Ciao Alice, prima di tutto la ricetta: la tua pasta è meravigliosa comfort food perfetto in giornate così fredde. E adesso il post: condivido in pieno quello che hai scritto, l'essere troppo connessi ai cosiddetti 'social', può risultare pericoloso, straniante e fonte di complessi, penso, per ragazzi e adolescenti che si formano un'immagine della vita completamente diversa da quella che è la realtà di ogni giorno. Ti abbraccio cara Alice.

    RispondiElimina
  6. Questa zuppa mi piace davvero tanto. Sono certa che farei il
    Bis. Buona settimana!

    RispondiElimina
  7. Quante cose condivisibili hai scritto ... Sono d'accordo con te. Ormai parlare con chi ci sta accanto è diventato complicato, se si sta sempre attaccati al cellulare. E si sorride solo nell'attimo in cui devi fare un selfie da postare immediatamente, per poi tornare di nuovo seri. Fortunatamente mio marito è l'essere meno tecnologico che si possa immaginare. Pensa che non legge nemmeno i messaggi del nostro gruppo-famiglia. Noi siamo una famiglia-tribù e per forza di cosa, abbiamo creato un gruppo su wp. Almeno scrivi una notizia e la leggono tutti in una volta. Credo che la tecnologia debba servirci per rendere la vita più semplice, non per creare più solitudine. Ottimo questo piatto con cui ci delizi.

    RispondiElimina
  8. Ciao ALice, this looks delicious, baci!

    RispondiElimina
  9. Eh, si, ho letto anche io il post di Imma questa mattina, condividendo con amarezza ogni singola parola. Più che il lupo cattivo dietro l'angolo...a me fa paura l'aspetto che tu descrivi sopra....quello di condividere senza riflettere sulle emozioni. Io come ben sai ho aperto un blog che più di cucina parla di quelle. Eh si, hai intuito bene cosa c'è ultimamente dietro la mia tristezza, chiamiamola così. Vorrei essere a Roma con te per gustarmi questo piatto fumante e raccontarti......invece sono qui.....ma almeno mi sembra di esserti più vicina passando nel tuo blog.

    RispondiElimina
  10. non sai quante volte mi è capitato di fare queste stesse, amare riflessioni. e avrei tanto la voglia di chiudere tutto e sparire!
    la tua minestra scalda il corpo e rinfranca lo spirito in queste fredde e umide giornate. un abbraccio tesoro, buona settimana

    RispondiElimina
  11. che buono e delizioso Alice! baci!

    RispondiElimina
  12. La tua riflessione rispecchia perfettamente il mio pensiero. Sono mamma di una ragazza adolescente (per fortuna con la testa ben piantata sulle spalle) e ciò che vedo e sento mette tristezza e paura al tempo stesso! Ragazzi incapaci di relazionarsi ma fortissimi sui social... dove andremo a finire?
    Il mio piccolo e semplice blog ha nove anni e di cambiamenti ne ha visti tanti, io ci provo e continuo e spero come Imma che pian piano si torni indietro, per quel che è giusto e possibile!
    La tua minestra è ciò che vorrei trovare a tavola oggi per pranzo!!
    Un abbraccio!

    RispondiElimina
  13. Un piatto che è di un invitante incredibile.

    RispondiElimina
  14. Eccomi qui tesoro! Hai fatto benissimo ad allargare il discorso perché i social oltre ad affossare i blog rappresentano anche una tana pericolosa per i giovani e dovremmo essere noi adulti a vigilare, porre dei limiti...con i miei ancora ci riesco e spero che la loro vita non si svolgerà dietro un monitor!
    Il piatto è favoloso e gustoso nella sua leggerezza e sono felice di essere qui e spero di riuscire a esserci sempre di più come in passato e soprattutto che mi torni la voglia che avevo in passato😀! Un bacio grande 😘😘😘

    RispondiElimina
  15. sono d'accordo sul tuo pensiero, la tecnologia è un bene ma bisogna trovare il giusto equilibrio.
    La tua zuppa è davvero perfetta in queste giornate <3

    RispondiElimina
  16. Io faccio parte di quella generazione che ha visto nascere i social e ci si è avvicinata con timore per poi rimanerne ammaliata! Purtroppo in più di un'occasione ne sono rimasta scottata e cerco di usarlo in modo intelligente cercando di non abusarne. Le tue riflessioni sono lecite e veritiere.
    Ottima il tuo comfort food, quello è realmente qualcosa che fa bene a tutti i sensi ^_*
    Buon inizio settimana <3

    RispondiElimina
  17. I social possono essere visti come uno dei mali della modernità, per alcuni aspetti, ma non dimentichiamoci che dietro ci sono le persone... e se assistiamo a questa esplosione narcisistica a tutti i livelli e in quasi tutti i campi, dipende dal "dentro", dall'essere umano, dalla condizione interiore e interna... per questo, chi sa viverli e gestirli in modo diverso spicca per "sanità" e si nota subito la differenza... io ormai ho i radar, coltivo solo le anime affini e aliene! ;-) Questa minestra è perfetta per il concetto, scalda come un abbraccio ed è schietta, come chi dice le cose come stanno! Come noi :-)

    RispondiElimina
  18. con il freddo di questi giorni è un piatto che si gusta volentieri ! Un abbraccio

    RispondiElimina
  19. Letto anche io il post su Fb, e rispondo anche a te che concordo con queste riflessioni. Si stanno perdendo i rapporti umani, e si sta perdendo quella complicità, quella confidenzialità.... e si sta perdendo anche l'aspetto romantico e oserei dire quasi "intimo" del blog stesso come è sempre stato concepito....
    Ci sarebbe tanto da scrivere sull'argomento....
    Meglio concentrare l'attenzione su questo piatto che trovo strepitoso!!
    Un abbraccio grande

    RispondiElimina
  20. Ho letto anche io il post di Imma e sono passata da lei proprio a testimonianza di solidarietà e di volontà di non perdere il fattore umano. Ma anche io posso dire lo stesso ho avuto un calo dei commenti, bisogna fare rete e supportarci "vicendevolmente" se si vuol sopravvivere a un mondo social asettico e impersonale. Detto questo ti dico che il tuo piatto mi ha fatto venire appetito

    RispondiElimina
  21. Immagino tu stia parlando di un post di Imma.. che non ho letto.. ma ho capito di questo post prima nel suo blog.. Io ahimè ho poco tempo per tutto.. sia per blog e social.. ma condivido il tuo pensiero.. Buonissimi invece i tuoi maltagliati.. mi intriga quella cremina.. :-* smack

    RispondiElimina
  22. Condivido appieno le ue riflessioni e condiviso con la mi pancina questo piatto. L'ho mangiato però con le "lagane" un tipo di pasta della Lucania ero proprio li. Da rifare come scrivi tu. Buona fine settimna. Bacio

    RispondiElimina