22 luglio 2020

Crema pasticcera all'acqua


Io li conosco I domani che non arrivano mai
Conosco la stanza stretta 
E la luce che manca da cercare dentro 
Io li conosco i giorni che passano uguali 
Fatti di sonno e dolore 
e sonno per dimenticare il dolore 
Conosco la paura di quei domani lontani 
Che sembra il binocolo non basti 
Ma questi giorni sono quelli per ricordare 
Le cose belle fatte 
Le fortune vissute 
I sorrisi scambiati che valgono baci e abbracci 
Questi sono i giorni per ricordare …
Perché il domani quello col sole vero arriva 
(Ezio Bosso)

La maggioranza delle bambine crescono circondate di affetto e considerazione, ammirando la propria madre. Altre invece crescono elemosinando un amore che non arriverà mai, cercando di essere perfette per la donna che le ha partorite, nel desiderio continuo di renderla orgogliosa, sperando che da ciò possa scaturire un minimo di affetto e di considerazione…ma laddove nasce un figlio non necessariamente nasce una madre, a volte nasce semplicemente una genitrice priva di empatia e totalmente anaffettiva. Crescere senza sostegno emotivo e affettivo, senza gratificazioni, senza incoraggiamento, senza una madre che ti faccia sentire protetta, che ti insegni o ti tranquillizzi, crescere con una madre capace solo di criticare, demotivare, scoraggiare, opprimere, ricattare, manipolare…crescere senza baci, abbracci, coccole, senza una carezza … Per quanto la casa sia grande e lussuosa, per quanto le scuole siano prestigiose e le vacanze in luoghi meravigliosi, per quanto di materiale non manchi nulla, nessuna dolcissima baby sitter, nessuna affettuosissima tata, nessuno può sostituire nel cuore e nell’anima l’amore di una madre. Le madri anaffettive sono così, delegano tutto a figure sostitutive, non partecipano alla vita dei figli e non stanno mai con loro. Non conoscono né i loro desideri né i loro bisogni, semplicemente fuggono dall’incombenza di essere madre. Non seguono l’andamento scolastico, non parlano con gli insegnanti, non organizzano feste di compleanno, non leggono favole, non giocano, non cucinano torte, non conoscono i loro amici o i loro amori, non sanno a che ora escono né dove vanno, non li accompagnano in piscina o a catechismo e neanche a scuola. Non gioiscono delle loro gioie e non asciugano le loro lacrime. Si occupano prevalentemente di sé stesse, della loro vita, della loro carriera e percepiscono i figli solo in funzione dei propri personali bisogni.  Ma il più vile dei loro comportamenti, sono i continui ricatti morali nei confronti dei figli … atteggiamenti che non smettono mai, neanche quando i figli sono ormai adulti. La madre anaffettiva ricorderà e rinfaccerà tutti gli “ipotetici sacrifici” fatti per loro e sottolineerà quanto loro debbano esserle debitori. Con il loro comportamento da vittima tenteranno sempre di indurre il senso di colpa nei figli, facendoli sentire responsabili finanche dei loro malesseri e persino della loro vecchiaia. La madre anaffettiva, è un masso nell’anima dei figli, li costringe a vivere nei suoi continui lamenti, sentendosi il centro del mondo invade di continuo il loro spazio pretendendo di essere compresa, protetta e compatita. La madre anaffettiva chiede ai propri figli da bambini di non crearle problemi e da adulti di proteggerla e di aiutarla. Inoltre, sono incredibilmente invidiose e gelose dei loro stessi figli, del loro successo nel lavoro, dei loro affetti, delle loro amicizie, perché un figlio autonomo e realizzato si allontana dalla loro orbita e tende quindi a non essere più ricattabile.  Crescere con una madre anaffettiva, non è semplice, anzi è molto molto duro, ma è anche molto difficile da spiegare e da comprendere fino in fondo per chi non l’ha vissuto.  Da bambino nessuno ti spiega che non è cattiveria ma è una patologia, che non devi sentirti in colpa, devi soltanto non prestar fede alle sue parole, ma soprattutto che devi cercare amore e comprensione lontano da lei. Chi è cresciuto con una mamma anaffettiva, lo sa. Ovviamente, ognuno ha poi la sua specifica storia personale, il suo percorso di crescita emotivo. Il mio equilibrio psichico, il mio tutto è stato mio padre. Certo aiutato dalle baby sitter e dalle tate, ma lui non si è mai tirato indietro di fronte a nulla. Lui mi ha insegnato l’amore incondizionato, il senso della famiglia e del dovere, l’importanza della verità anche nelle relazioni interpersonali e nei sentimenti. Con lui ogni momento era gioioso, ogni pensiero positivo. Ancora oggi, ogni ricordo è una dolce coperta che mi coccola il cuore. Era lui che mi faceva il bagnetto e mi asciugava i capelli, lui mi imboccava, lui giocava seduto in terra vestendo bambole e organizzando matrimoni, lui mi raccontava la favola della buonanotte e sempre lui mi cantava la ninna nanna. Lui parlava con i professori, mi accompagnava dal medico e alle feste, e sempre e solo lui era alla mia proclamazione di laurea. Lui mi ha insegnato ad essere tenace e coraggiosa. Mi ha insegnato tutto ciò che sono e che so, mi ha insegnato a prendermi cura di me, a nutrirmi di rapporti affettivi basati sul reciproco sostegno, mi ha insegnato a dare spazio ai miei interessi e ha spronato le mie passioni. Mi ha aiutato, passo dopo passo, a costruirmi un’identità stabile ed indipendente. Mi ha insegnato a non cedere al risentimento e alla recriminazione. Mi ha insegnato ad amare e a fidarmi. Ma non è riuscito ad insegnarmi a non cedere ai ricatti emotivi di mia madre, non è riuscito a liberarmi dei sensi di colpa. Per quello ci sono voluti veramente tantissimi anni e a volte ancora oggi vacillo. L’anaffettività ed il rapporto disfunzionale che ne consegue è una patologia…ora l’adulta lo sa, ma non fa meno male alla bimba di ieri.   



Ingredienti

100 ml di acqua
70 gr di zucchero semolato
2 tuorli bio
30 gr di fecola o amido di mais
30 ml di succo di limone 


Procedimento
In un bricco unite l’acqua di rubinetto con il succo di limone. In un pentolino montate con una frusta a mano i tuorli con lo zucchero fino ad ottenere un composto chiaro e spumoso, aggiungete successivamente la fecola e mescolate bene. Fate scaldare l’acqua con il limone, (ben calda, ma senza arrivare a bollore) e versatela lentamente, poco per volta, nel pentolino con la montata di uova, mescolando continuamente con la frusta a mano. Rimettete il pentolino sul fuoco basso e sempre mescolando con la frusta, portate la crema alla giusta consistenza. Travasate la crema in una ciotola, coprite con della  pellicola trasparente a contatto e lasciatela raffreddare. Conservate in frigo ben coperta.
Buon appetito!



Buona vita
e alla prossima ricetta!





31 commenti:

  1. Cara Alice queste foto mi aiutano a sognare e pure sentire il gusto virtuale.
    Ciao e buona giornata con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

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  2. que crema mas interesante, me gustaría probarla.

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  3. Mamma mia Alice che post!!! Nel mio caso è mio padre ad esserlo stato.. Non c'è mai stato.. nè quando viveva in casa con noi (fino alla mia età di 18 anni).. nemmeno dopo.. Non c'è stato nei momenti di gioia e nemmeno in quelli dolorosi.. Sempre solo mia mamma a fare le veci di entrambi in maniera eccezionale! Io oggi.. pago ancora lo scotto della mancanza del suo affetto.. che mi ha reso una persona insicura.. Vabbè.. Che bella questa crema!!!!! un abbraccio e buona settimana :-*

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    1. purtroppo i problemi dell'infanzia si ripercuotono sempre in qualche modo sul futuro adulto. Spero tu abbia ancora la tua mamma, io purtroppo ho perso il mio papà che avevo trentanni, fortunatamente ero già sposata, ma è stato devastante è come se fossi rimasta orfana.

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  4. Ho letto questo tuo post tutto d'un fiato. All'inizio sono stata attratta dalla ricetta...ma nel leggere le tue parole, questa deliziosissima crema è passata in secondo piano.
    Molto spesso quando vedo come i genitori trattano i loro figli (gridandogli contro anziché parlargli, etc...) mi viene da pensare che il loro approccio dipenda da come sono stati trattati a loro volta dai loro genitori.
    Leggendo le tue parole e confrontandole con quella che è l'idea che mi sono fatta della Alice mamma (che ho potuto "conoscere" grazie ai tuoi post) mi rendo conto che il mio ragionamento può anche essere vero ma non in senso assoluto.
    Sono contenta che tu abbia potuto contare sulla presenza del tuo dolce ed amorevole papà (deve aver sofferto non poco anche lui per gli atteggiamenti di tua mamma), esattamente complementare alla figura di tua madre. Ti ha aiutata ad essere la splendida mamma che credo che tu sia!
    Mi spiace della sofferenza che hai vissuto a causa dell'atteggiamento di quella che dovrebbe essere una figura di riferimento così cruciale nell'esistenza di una persona.
    Credo di sapere di cosa stai parlando.
    Per quanto ci si sforzi di aiutare, fare, soddisfare e capire, ci verranno ricordate le volte in cui non abbiamo aiutato, soddisfatto o capito. Ci verranno ricordate le mancanze ed attribuite colpe più grandi di noi...anche quando di colpe non si può proprio parlare.
    Ti abbraccio.

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    1. Credo di essere una madre fin troppo affettiva, sono una da contatto fisico esagerato, tanti baci, tanti abbracci, tante coccole, tutto quello che non ho mai avuto e che avrei desiderato avere. Una specie di legge del contrappasso che ha fortunatamente reso mia figlia una ragazza equilibrata e con un meraviglioso rapporto amicale con sua madre.

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  5. Cara Alice, non conoscevo questa versione super light di crema pasticciera la proverò senza dubbio. in merito a Madre anaffettiva e dura ne so qualcosa... un abbraccio

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    1. spero che anche tu abbia avuto la fortuna di avere una figura affettiva potente di riferimento

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  6. El color se ve muy bien :-)))

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  7. Non l'ho mai fatta alla crema all'acqua, devo provare, la tua è perfetta 😋😘buona settimana

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  8. Ho letto col fiato corto quanto hai scritto domandandomi di chi stessi parlando ... non pensavo mai di te. Io sono cresciuta con una madre che non faceva altro che sminuirmi, adulando e cercando di convincermi a prendere esempio da mia sorella maggiore, sua sola pupilla, di cinque figli. Io e i miei fratelli siamo cresciuti nel mito della sorella maggiore che, in realtà, non è mai cresciuta, soffocata dalla mamma. Ho sempre avuto un rapporto conflittuale con mia madre e tuttora lei nega questa sua preferenza e cerca di giustificare le sue parole che comunque sono stampate nella mia e nella momoria dei miei fratelli. Non dico che ti capisco ma ti comprendo, questo si. Ottima la tua versione della crema, da provare.

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    1. purtroppo i problemi dell'infanzia si ripercuotono sempre nel futuro adulto, mi auguro che però tu abbia un buon rapporto con i tuoi fratelli, deve essere molto bello crescere in una grande famiglia.

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  9. Interessante ha anche poco zucchero un cucchiaio posso. Buona settimana.

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  10. Alice quanto è difficile essere madre e quanto lo è anche essere figlia! Ognuno di noi ha un compito difficile nella vita, a volte è sopportare una malattia, a volte uno o più tradimenti, molto spesso è l'indigenza, la solitudine,la rabbia.. Una mamma che non sa amare credo che sia una mamma sofferente, per fortuna tuo padre ti ha amato per due. Ma parliamo di questa crema? Fantastica, geniale! Io mi sto segnando tutte le tue ricette spero di riuscire a farle tutte senza mettere su nemmeno un grammo! Un abbraccio grande

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    1. si infatti ognuno ha la sua storia, forse è per questo che si dice sempre non giudicare nessuno se prima non hai camminato un pò nelle sue scarpe.

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  11. Perfetta per gli intolleranti... e anche light!

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  12. Cara Alice you lived really difficult times but you are and awesome and lovely person !!!
    Ti abbraccio xo
    Adoro questa recetta!

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  13. Io non posso dire di essere cresciuta con una madre anaffettiva, tutt'altro. Ma di certo con lei ho sempre avuto un rapporto conflittuale che ancora oggi, a dispetto dell'età, mi condiziona. Ha sempre cercato di incoraggiarmi eppure la mia autostima è praticamente inesistente, ricerco sempre la sua approvazione per tutto e se non c'è non riesco a considerarlo come un modo diverso di vedere le cose ma continuo a subordinare le mie scelte alle sue, vivendo di fatto una vita che non è la mia, e mi sento una totale delusione come figlia. Ha un carattere forte e sa come farti sentire in colpa. Non dico lo faccia volontariamente ma è comunque la realtà è questo mi ha sicuramente segnata da piccola con le conseguenze che mi porto dietro oggi. In un certo senso comprendo bene come ti sei sentita anche se probabilmente i presupposti non sono proprio gli stessi.
    Mai fatta la crema all'acqua ma la proverò. Mi sembra un buon compromesso per qualcosa di più leggero ma sempre goloso. Un bacione 😘

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    1. Spero di essere riuscita a creare con mia figlia un rapporto decentemente equilibrato, ma purtroppo più vivo e più ascolto storie e più mi rendo conto che il rapporto madre-figlia è sempre come minimo affettuosamente complicato.

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  14. Giuro che ho pianto leggendo la tua esperienza e da mamma non posso immaginare di non fare coccole e dare attenzioni al mio bimbo. Me lo sto godendo ogni singolo istante, assaporandone gioie e dolori. Non dico che sia facile e spesso ho delle crisi isteriche perchè non ho MAI un momento per me, nemmeno in bagno la mattina mi lascia da sola 😅
    Ammetto di essere stata fortunata anche da piccola e l'affetto non mi è mai mancato.
    Mi dispiace tantissimo per quello che hai vissuto e ti ammiro per il coraggio nell'esternare queste tue emozioni.
    Ti abbraccio

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    1. mi ci è voluto parecchio, la mia storia la sanno pochi fidati amici, non avevo mai il coraggio di renderla pubblica, ma l'altro giorno me ne ha combinata un'altra delle sue ...ero talmente tanto infuriata con me stessa per starci ancora male che ho scritto di getto...un post di sfogo riscontrato da tanto affetto

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  15. Non è facile vivere con una madre cosi, ma hai avuto l'affetto del papa un esempio in positivo che conta non poco.
    Quando si è grandi si giustifica e si capisce anche se è difficile accettare, farsene una ragione, nella vita le cose non vengono mai come dovrebbero venire e bisogna accettare le cose che ti capitano e che non si possono modificare. Unica differenza che da adulti impariamo o per lo meno cerchiamo di non farci fare più male anche se non sempre ci si riesce.

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  16. grazie a tutti, le vostre carezze virtuali mi hanno scaldato il cuore <3

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