9 agosto 2020

Buone vacanze!


Le sere blu d’estate, andrò per i sentieri
graffiato dagli steli, sfiorando l’erba nuova:
ne sentirò freschezza, assorto nel mistero.
Farò, che sulla testa scoperta il vento piova.
Io non avrò pensieri, tacendo nel profondo:
ma l’infinito amore l’anima mia avrà colmato,
e me ne andrò lontano, lontano e vagabondo,
guardando la Natura, come un innamorato.

(Arthur Rimbaud)


Auguro a tutti voi un rilassante mese di agosto. Al mare, in montagna o in città; in famiglia, con gli amici o in solitaria, cercate di godervi al meglio queste giornate, riposatevi e rigeneratevi. Estate è sinonimo di viaggio e usualmente si è convinti che per viaggiare bisogna percorrere tanti chilometri di distanza, si pensa al viaggio come ad un percorso spazio-temporale, ma viaggiare è qualcosa di più profondo, significa saper ammirare le bellezze che si hanno intorno, scoprire i misteri di un luogo che può sembrare familiare, conosciuto, solo perché vi si è nati, ci si vive o ci si lavora. Non tutti, quest'estate, vogliono o possono spostarsi, ma non per questo non si può "viaggiare" rimanendo nella propria città o nella propria regione. Imparare a guardare con gli occhi del turista quello che non si riesce a scorgere perché distratti dalla routine quotidiana, o per banale mancanza di tempo. Visitare un castello, un museo o un sito archeologico. O semplicemente scegliere la spiaggia, il lago o la montagna più vicini a casa. Riappropriatevi del piacere delle piccole cose, nutritevi delle bellezze naturali e artistiche della nostra meravigliosa terra, ricaricate le vostre batterie, coccolatevi e nel caso il vostro sia un agosto di lavoro, allora cercate di viverlo a ritmo meno incalzante e la sera uscite e godetevi il cielo stellato di agosto! L'Italia è magnifica godiamocela, ma sempre con cautela e senso di responsabilità.  Buon relax a tutti!





Arrivederci a Settembre!







5 agosto 2020

Insalata di riso Red & White


Amo i tuoi mari splendidi 
e le tue Alpi sublimi
amo i tuoi monumenti solenni
 e le tue memorie immortali
amo la tua gloria e la tua bellezza

(Edmondo De Amicis)


Ci sediamo per leggere un libro, per scrivere, per lavorare, per dipingere o comporre, ci sediamo per vedere un film, o per prendere un caffè con un’amica, ci sediamo per mangiare. Sedersi è sinonimo di sosta, pausa, riposo, ma riflettendo ci sediamo anche per viaggiare. Siamo seduti nella nostra auto durante un viaggio on the road, siamo seduti in treno mentre ammiriamo il paesaggio dal finestrino raggiungendo la nostra meta, siamo seduti sopra le nuvole nella cabina di un aereo per raggiungere un altro continente e siamo seduti sul sellino di una bicicletta mentre attraversiamo un parco. Che sia una pausa rigenerante o corroborante, l’importante però è non rimanere mai troppo seduti e troppo fermi. Siamo fatti per muoverci, per correre, per vivere il mondo, per assaporare un tramonto, per riempirci gli occhi di bellezza, per far volare alta la nostra immaginazione, per inebriarci di nuovi profumi e assaporare nuovi gusti. E mai come quest’estate abbiamo voglia di muoverci e di vivere! Con cautela, rispettando le regole, senza negazionismi, con consapevolezza e serietà, ma cercando di goderci al meglio questo tempo di vacanza, e godendocelo nella nostra terra. L’Italia è un paese meraviglioso, con bellezze naturali e artistiche che tutto il mondo ci invidia. Dalle nostre splendide montagne alle città d’arte, passando per i piccoli borghi che ti rapiscono il cuore. Per non parlare del nostro splendido mare, delle nostre coste, delle nostre isole e degli arcipelaghi. Per godere di spiagge bianche e mare cristallino non abbiamo certo bisogno di volare ai Tropici! Ma non siamo solo mare, sabbia fine e fondali meravigliosi, l’Italia è uno strabiliante museo a cielo aperto. Siti archeologici, statue, fontane, collezioni d’arte, ponti e torri raccontano l’abilità di maestri scomparsi, un passato affascinante con una stratificazione di stili e culture artistiche senza pari in cui si esprime al meglio la capacità dell’arte di farsi paesaggio. Dall’antichità al Rinascimento, dal Medioevo al Barocco, ma il nostro paese non è solo un mero computo di monumenti, musei, opere d'arte e centri storici. È qualcosa di più. È la sensazione che si prova quando si gira l'angolo e ci si trova davanti a qualcosa di inaspettato, che ci lascia a bocca aperta. Che siano le rovine di un castello, uno scavo archeologico, la stradina di un delizioso piccolo borgo o uno scorcio da togliere il fiato. Perché, dalla nostra città più grande al nostro più piccolo paese, possiamo essere certi che dietro ogni portone, sotto ogni pietra, al di là di ogni muro, in Italia c'è qualcosa che merita la pena di essere visitato. Solo di chiese ne abbiamo 100.000 nel nostro territorio e quasi tutte di un qualche particolare interesse storico-artistico. Se invece desiderate trascorrere giornate all’aria aperta godendo di paesaggi incredibili, non dimenticate che l’Italia vanta 24 parchi nazionali, che coprono quasi 1,5 milioni di ettari a terra e 71mila a mare, oltre a 32 Aree marine protette e a due parchi marini sommersi. Forse sarà per uno di questi motivi che il mondo ama venire in vacanza in Italia? 


29 luglio 2020

Brioche con gelato al cioccolato … senza gelatiera


Tutte le volte che ne prendo
sono templi, chiese, obelischi, rupi
è come una pittoresca geografia 
che prima ammiro
per poi convertire quei monumenti 
di lampone e vaniglia 
nella mia gola.

(M.Proust)


Estate uguale gelato. Seduti al tavolino del bar in compagnia dei propri amici, durante una passeggiata in centro, nel fresco del vostro terrazzo, oppure in spiaggia come pausa golosa e rinfrescante sotto l’ombrellone. Artigianale o confezionato il gelato è il cibo dell’estate che prediligo. Ma lo avete mai provato home-made? Non ho la gelatiera, odio pastorizzare le uova, quindi questa ricetta furbissima, veloce e stragolosa mi ha totalmente rapito. Basta una ciotola ed una frusta elettrica per montare la panna e dieci minuti del vostro tempo. Ottimo e goloso semplicemente gustato in una coppetta, diventa delizia allo stato puro se utilizzato per farcire una sofficissima brioche. Io in questa calda e anomala estate vivrei di brioche con il gelato … colazione, pranzo, merenda, dopocena … una vera droga golosa! Prima di passare alla ricetta, un paio di info. Le brioche vi consiglio di congelarle, in estate il caldo umido non vi consente un’ottima conservazione, rischierebbero di indurirsi. Quindi una volta sfornate, lasciatele raffreddare su una gratella, poi mettetele sul piano del congelatore tutte stese e coperte con un foglio di carta forno per 15 minuti, dopodiché insacchettatele nelle buste per alimenti, quando le vorrete utilizzare potrete o passare qualche minuto in forno o lasciarle rinvenire a temperatura ambiente, in questo modo le gusterete sempre come appena sfornate. Per quanto riguarda il gelato, invece, questo tipo non ghiaccia, rimane sempre perfettamente cremoso, quindi non dovrete tirarlo fuori dal freezer prima di utilizzarlo per riempire le vostre brioche. 


22 luglio 2020

Crema pasticcera all'acqua


Io li conosco I domani che non arrivano mai
Conosco la stanza stretta 
E la luce che manca da cercare dentro 
Io li conosco i giorni che passano uguali 
Fatti di sonno e dolore 
e sonno per dimenticare il dolore 
Conosco la paura di quei domani lontani 
Che sembra il binocolo non basti 
Ma questi giorni sono quelli per ricordare 
Le cose belle fatte 
Le fortune vissute 
I sorrisi scambiati che valgono baci e abbracci 
Questi sono i giorni per ricordare …
Perché il domani quello col sole vero arriva 
(Ezio Bosso)

La maggioranza delle bambine crescono circondate di affetto e considerazione, ammirando la propria madre. Altre invece crescono elemosinando un amore che non arriverà mai, cercando di essere perfette per la donna che le ha partorite, nel desiderio continuo di renderla orgogliosa, sperando che da ciò possa scaturire un minimo di affetto e di considerazione…ma laddove nasce un figlio non necessariamente nasce una madre, a volte nasce semplicemente una genitrice priva di empatia e totalmente anaffettiva. Crescere senza sostegno emotivo e affettivo, senza gratificazioni, senza incoraggiamento, senza una madre che ti faccia sentire protetta, che ti insegni o ti tranquillizzi, crescere con una madre capace solo di criticare, demotivare, scoraggiare, opprimere, ricattare, manipolare…crescere senza baci, abbracci, coccole, senza una carezza … Per quanto la casa sia grande e lussuosa, per quanto le scuole siano prestigiose e le vacanze in luoghi meravigliosi, per quanto di materiale non manchi nulla, nessuna dolcissima baby sitter, nessuna affettuosissima tata, nessuno può sostituire nel cuore e nell’anima l’amore di una madre. Le madri anaffettive sono così, delegano tutto a figure sostitutive, non partecipano alla vita dei figli e non stanno mai con loro. Non conoscono né i loro desideri né i loro bisogni, semplicemente fuggono dall’incombenza di essere madre. Non seguono l’andamento scolastico, non parlano con gli insegnanti, non organizzano feste di compleanno, non leggono favole, non giocano, non cucinano torte, non conoscono i loro amici o i loro amori, non sanno a che ora escono né dove vanno, non li accompagnano in piscina o a catechismo e neanche a scuola. Non gioiscono delle loro gioie e non asciugano le loro lacrime. Si occupano prevalentemente di sé stesse, della loro vita, della loro carriera e percepiscono i figli solo in funzione dei propri personali bisogni.  Ma il più vile dei loro comportamenti, sono i continui ricatti morali nei confronti dei figli … atteggiamenti che non smettono mai, neanche quando i figli sono ormai adulti. La madre anaffettiva ricorderà e rinfaccerà tutti gli “ipotetici sacrifici” fatti per loro e sottolineerà quanto loro debbano esserle debitori. Con il loro comportamento da vittima tenteranno sempre di indurre il senso di colpa nei figli, facendoli sentire responsabili finanche dei loro malesseri e persino della loro vecchiaia. La madre anaffettiva, è un masso nell’anima dei figli, li costringe a vivere nei suoi continui lamenti, sentendosi il centro del mondo invade di continuo il loro spazio pretendendo di essere compresa, protetta e compatita. La madre anaffettiva chiede ai propri figli da bambini di non crearle problemi e da adulti di proteggerla e di aiutarla. Inoltre, sono incredibilmente invidiose e gelose dei loro stessi figli, del loro successo nel lavoro, dei loro affetti, delle loro amicizie, perché un figlio autonomo e realizzato si allontana dalla loro orbita e tende quindi a non essere più ricattabile.  Crescere con una madre anaffettiva, non è semplice, anzi è molto molto duro, ma è anche molto difficile da spiegare e da comprendere fino in fondo per chi non l’ha vissuto.  Da bambino nessuno ti spiega che non è cattiveria ma è una patologia, che non devi sentirti in colpa, devi soltanto non prestar fede alle sue parole, ma soprattutto che devi cercare amore e comprensione lontano da lei. Chi è cresciuto con una mamma anaffettiva, lo sa. Ovviamente, ognuno ha poi la sua specifica storia personale, il suo percorso di crescita emotivo. Il mio equilibrio psichico, il mio tutto è stato mio padre. Certo aiutato dalle baby sitter e dalle tate, ma lui non si è mai tirato indietro di fronte a nulla. Lui mi ha insegnato l’amore incondizionato, il senso della famiglia e del dovere, l’importanza della verità anche nelle relazioni interpersonali e nei sentimenti. Con lui ogni momento era gioioso, ogni pensiero positivo. Ancora oggi, ogni ricordo è una dolce coperta che mi coccola il cuore. Era lui che mi faceva il bagnetto e mi asciugava i capelli, lui mi imboccava, lui giocava seduto in terra vestendo bambole e organizzando matrimoni, lui mi raccontava la favola della buonanotte e sempre lui mi cantava la ninna nanna. Lui parlava con i professori, mi accompagnava dal medico e alle feste, e sempre e solo lui era alla mia proclamazione di laurea. Lui mi ha insegnato ad essere tenace e coraggiosa. Mi ha insegnato tutto ciò che sono e che so, mi ha insegnato a prendermi cura di me, a nutrirmi di rapporti affettivi basati sul reciproco sostegno, mi ha insegnato a dare spazio ai miei interessi e ha spronato le mie passioni. Mi ha aiutato, passo dopo passo, a costruirmi un’identità stabile ed indipendente. Mi ha insegnato a non cedere al risentimento e alla recriminazione. Mi ha insegnato ad amare e a fidarmi. Ma non è riuscito ad insegnarmi a non cedere ai ricatti emotivi di mia madre, non è riuscito a liberarmi dei sensi di colpa. Per quello ci sono voluti veramente tantissimi anni e a volte ancora oggi vacillo. L’anaffettività ed il rapporto disfunzionale che ne consegue è una patologia…ora l’adulta lo sa, ma non fa meno male alla bimba di ieri.   


15 luglio 2020

Plum cake salato salame e caciocavallo ... super soffice!


La vita è splendida come un diamante, 
ma fragile come il vetro.

(G.K. Chesterton)


Io che, da sempre, il famoso bicchiere lo vedo mezzo pieno, questa estate proprio non ci riesco. Ogni volta che il mio ottimismo innato mi spinge a riappropriarmi della mia vita, le notizie dei Tg mi riportano bruscamente in una realtà in cui il Covid ancora circola bellamente. Forse, come dicono alcuni, sarà meno aggressivo, ma sicuramente siamo ancora lontani dalla tranquillità. Non riesco a riaffacciarmi al mondo serenamente, la mascherina è sempre lì, pronta a ricordarmi la particolarità del momento, quasi come un guerriero a guardia della mia sicurezza eppure non mi fa sentire protetta, anzi mi mette ansia. Il Covid ha forzatamente cambiato la mia vita, il mio modo di lavorare, di fare shopping e ora anche la mia estate. Quando tutto è esploso, avevo già organizzato e prenotato il mio viaggio (tasto tra l’altro particolarmente dolente visto che non riesco ancora a riavere il rimborso né dalla compagnia area né dall’hotel) ammetto le mie paure, ma non riesco a pensare di viaggiare se non utilizzando la mia auto e non riesco neanche lontanamente ad immaginare di varcare le nostre frontiere. La notizia di una probabile proroga dell’emergenza sanitaria, per quanto non mi sorprenda, mi sconforta. Ancora  mascherina, almeno nei luoghi chiusi, ancora distanziamento sociale, ancora termoscanner in ogni dove….ancora solo l’apparenza di una pseudo libertà. In autunno arriverà il secondo round o il peggio ormai è alle spalle? Non lo so. Come in realtà ed onestà intellettuale non lo sa nessuno, possiamo solo sperare… ma sperando, cerchiamo di rilassarci tra i nostri mari, le nostre montagne e le nostre meravigliose città d’arte, con cautela e senso di responsabilità. Aiutiamoci a tornare liberi di vivere, liberi di riabbracciarci, di toccarci, di baciarci, di stringerci le mani, di viaggiare in ogni dove, liberi … veramente. Intanto vi propongo questo cake salato, veloce e semplicissimo da fare, perfetto da portare con voi in un pic nic, rimane sofficissimo anche il giorno dopo! 


9 luglio 2020

Gelato alla Nutella senza gelatiera ... facilissimo e super goloso!


Se tornassi al mondo
vorrei soltanto scaldarmi d’inverno
e mangiar gelati d’estate

(Charles-Louis de Montesquieu)


Che sono golosissima di Nutella lo sapete, ma non sapete quanto per me sia una vera droga, in estate, il gelato alla Nutella homemade! Il migliore in assoluto tra i gelati fatti in casa, cremoso, super goloso e poi è sempre pronto da gustare senza tempi di attesa. Questo gelato, infatti, non diventa mai un blocco di ghiaccio impenetrabile, quindi non serve tirarlo fuori prima dal freezer, quando se ne ha voglia basta afferrare un cucchiaino e il desiderio e prontamente soddisfatto! Si prepara in 10 minuti con soli tre ingredienti: Nutella, panna e latte condensato e udite udite…senza gelatiera! Vi assicuro che è molto più goloso del medesimo gusto comprato in gelateria, insomma minimo sforzo massima resa ed un risultato sorprendente! Un gelato dal gusto intenso e dalla consistenza cremosa che soddisferà tutti. Perfetto per la merenda dei vostri bambini, ma anche per il dessert degli adulti. Si conserva nel reparto del ghiaccio per un paio di mesi … ma a casa mia un chilo dura meno di una settimana! 


30 giugno 2020

Peperoni fritti con capperi e olive, ricetta napoletana di famiglia


Staremo accanto alla finestra
dritti nell’aria della sera
ritorneremo a respirare
ritroveremo la maniera.
(Ivano Fossati)


La strana ed improvvisa situazione, che ci ha travolto e stravolto, mi ha ricordato che la vita è altro, che nulla è più importante dell’attimo, di come lo viviamo e con chi lo condividiamo. Questa lunghissima assenza dall'ambiente lavorativo “fisico”, come lo avevo sempre vissuto, mi ha posto di fronte ad una differente prospettiva. Spazi e tempi diversi hanno equilibrato in positivo le mie giornate e mi hanno portato a prendere la decisione di rivedere alcune mie abitudini, che ultimamente stavano fagocitando il mio tempo, a scapito di tutto il resto. Il mio obiettivo ora è ricominciare con calma, ma soprattutto affrontare la giornata lavorativa con spirito diverso. Non posso e non voglio snaturarmi, ma vorrei riuscire ad affrontare il tutto in maniera più distaccata e forse anche con un pizzico di sano egoismo. A volte serve sbatterci, contro l’evidenza, per acquisire consapevolezza, ed è allora che i pensieri iniziano a cambiare e con loro le azioni. Osservare le cose da un’angolazione diversa, può aiutarci a comprendere che a volte una semplice accettazione al cambiamento, basta a far assumere alla realtà significati e aspetti differenti. La responsabilità della realtà che viviamo è la nostra, e nostro è il potere di cambiarla. E non necessariamente perché ci sia qualcosa che non va, semplicemente scegliere consapevolmente di modificarla al meglio per noi stessi. Nessun cambiamento invece nella mia cucina, adoro le ricette di famiglia e oggi ve ne lascio una presa del vecchissimo quadernino di mia suocera, con le pagine ormai ingiallitissime. Peperoni fritti con olive e capperi, un contorno della cucina napoletana molto gustoso. I peperoni preparati così risultano saporitissimi e sugosissimi, quindi scarpetta d’obbligo! Ottimi anche il giorno dopo a temperatura ambiente, forse ancora di più! Provateli in una calda sera d’estate accanto ad una mozzarella di bufala o su delle bruschette … vi innamorerete! 


23 giugno 2020

Torta Nua con crema pasticcera


Ho teso corde 
da campanile a campanile, 
ghirlande 
da finestra a finestra
catene d’oro
da stella a stella
e danzo

(Arthur Rimbaud)


Eccomi qui, di nuovo obbligata a guardare la città dalla finestra …. bloccata in casa senza potermi muovere. Questa volta non c’entra nessun virus contagiosissimo, ma solo un problema personale che mi ha costretto, nei giorni scorsi, ad un piccolo intervento chirurgico e che ora mi blocca in casa per una lunga convalescenza. Mentre scrivo questo post, sono comodamente nel mio letto con una meravigliosa musica di sottofondo e con entrambe le finestre aperte, quindi con una visione ampia del verde che mi circonda e di un bellissimo cielo azzurro, che però mi fa salire la rabbia di non poter uscire. Che strano periodo quest’anno, anche il meteo mi rema contro, prima durante il lockdown un tempo meraviglioso, poi quando finalmente le porte si sono riaperte … temporali a gogò, ora che sono di nuovo impossibilitata ad uscire il tempo è meraviglioso, cielo terso e temperatura perfetta! Mah, lasciamo perdere, forse è meglio parlare di ricette … qualche giorno fa ho preparato questo dolce delizioso, soffice e profumato. Una ricetta semplicissima, che si prepara velocemente e garantisce un risultato sorprendente. La torta Nua con crema pasticciera che non affonda, è ormai un classico del web, io personalmente la preparo spesso, ma mi sono accorta solo ora di non averla mai pubblicata. La sua cremosità, unita all'estrema semplicità della preparazione vi conquisteranno. Solamente un consiglio, per una riuscita perfetta ricordatevi di preparare la crema pasticcera il giorno prima, così da utilizzarla soda e ben fredda.


11 giugno 2020

Chiffon cake al cacao con crema di pistacchio di Bronte


È in Sicilia che si trova la chiave di tutto.
La purezza dei contorni,
la morbidezza di ogni cosa,
la cedevole scambievolezza delle tinte,
l’unità armonica del cielo col mare 
e del mare con la terra
chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita

(Goethe)


La storia ci narra che l’oro verde, il pistacchio, fu portato in Sicilia dai dominatori arabi dopo la fine dell’impero Bizantino. Da allora la sua coltivazione ha trovato in questo territorio, e precisamente a Bronte alle pendici dell’Etna, un habitat d’eccellenza. Dove le eruzioni hanno ricoperto il terreno di dura roccia lavica, i contadini brontesi, hanno impiantato alberi di pistacchio, che proprio sulla roccia lavica crescono rigogliosi, producendo la migliore qualità di pistacchio del mondo. Alberelli dai rami fragili che a causa della resina si diramano come radici al contrario e, miracolosamente, fuoriescono dalle rocce laviche, nere e ruvide. Appezzamenti tortuosi di terra lavica, sui quali bisogna inerpicarsi durante la raccolta, districandosi tra gli alberi femmine, che, come odalische, corteggiano i pochissimi alberi maschi dai tronchi più robusti e virili per farsi impollinare. Durante la raccolta che avviene, tra agosto e settembre, i frutti vengono delicatamente fatti cadere sui teli sotto gli alberi. Ma solo una volta ogni due anni, perché solo così la pianta ha il tempo di assorbire dal terreno tutte quelle sostanze nutritive che rilasciano poi al frutto il suo inconfondibile aroma e profumo. La qualità di pistacchio di Bronte, a parer mio, non è una varietà tra le tante, ma la migliore in assoluto, la sua unicità è data oltre che da un colore verde smeraldo particolarmente brillante, dal profumo intenso e resinoso e dalle caratteristiche organolettiche, derivate da un microclima irripetibile, che ne fanno un frutto d’alto pregio, eccellente per forma e sapore. Io amo i pistacchi, li utilizzo molto in cucina, amo usare anche la farina e sono golosissima della crema dolce spalmabile. Di solito la crema la compro, ma questa volta un’amica mi ha passato una ricetta semplicissima da fare, che ha trovato in rete, e non potevo certo esimermi dal provarla. E visto che la crema spalmabile al pistacchio è una roba da golosi, io che sono golosissima l'ho anche inserita nell'impasto di una chiffon al cacao.... 


2 giugno 2020

Ciambella con fragole frullate


Non smetterò mai di sognare
avrò forza per vincere
coraggio per non mollare
pazienza per persistere.

(Andrew Parker)


Eccoci agli albori di una nuova realtà, complessa, globalizzata, intrecciata, ed in continuo mutamento, che obbliga tutti a diventare tecno-consapevoli, anche i più anziani, per riuscire ad adattarsi ad un prossimo futuro non facile da immaginare, ma sicuramente diverso, nel quale saremo costretti a sopravvivere a varie crisi: economiche, ambientali, sociali e anche politiche. Crisi che per essere evitate, o quantomeno il più possibile arginate, avrebbero bisogno di un maggior pensiero critico e di lungimiranza, ma anche di affermare nuovi valori, come la solidarietà e la collaborazione tra le genti e le nazioni, abolendo il protagonismo individuale nel sociale e in politica. Ma in questo strano prossimo futuro, del quale il covid-19 è il vessillifero, ci saranno purtroppo anche crisi personali di vario tipo. L’atmosfera di abbandono delle nostre città semideserte ci ha fatto male al cuore, per mesi abbiamo convissuto con la paura, sperando e sognando il ritorno del rumore, del traffico, della vita. Ma ora che l’orizzonte sta cambiando, ora è il momento del cauto ottimismo. Il momento della cautela personale che conseguentemente diventa cautela sociale. Il momento di non dimenticare, per non regredire. Il momento di essere generosi con noi stessi, il momento di prendere atto delle nostre sensazioni e delle nostre emozioni, comprese quelle negative. Ora è il momento di concederci tempo. Il tempo di superare tutto questo, riconquistando le nostre libertà, muovendoci con senso di responsabilità negli spazi che tornano ad aprirsi davanti a noi, ma anche assecondando il nostro desiderio di cautela, se questo ci fa sentire più sereni. Come in tutte le cose della vita, laddove c’entrano emozioni e sentimenti, ognuno ha i suoi tempi. Non siamo tutti uguali, caratterialmente ed emotivamente, ognuno di noi ha affrontato questa pandemia ed il conseguente lockdown, con le proprie armi psicologiche e con le stesse, ora, si dovrà affacciare responsabilmente a questa pseudo normalità, che speriamo per tutti si risolva in pochi mesi. Intanto, io cucino e, complice un sabato piovoso e fragole in eccesso da smaltire, ho preparato una ciambella da colazione deliziosamente soffice, ma “senza pezzi di frutta”, così che anche i più piccoli e schizzinosi possano gustarla senza fare storie. Il colore dell’interno, forse è un tantino inquietante, ma ditemi, dalla foto della fetta si intuisce la sofficità?