31 maggio 2020

Ciambella con fragole frullate


Non smetterò mai di sognare
avrò forza per vincere
coraggio per non mollare
pazienza per persistere.

(Andrew Parker)


Eccoci agli albori di una nuova realtà, complessa, globalizzata, intrecciata, ed in continuo mutamento, che obbliga tutti a diventare tecno-consapevoli, anche i più anziani, per riuscire ad adattarsi ad un prossimo futuro non facile da immaginare, ma sicuramente diverso, nel quale saremo costretti a sopravvivere a varie crisi: economiche, ambientali, sociali e anche politiche. Crisi che per essere evitate, o quantomeno il più possibile arginate, avrebbero bisogno di un maggior pensiero critico e di lungimiranza, ma anche di affermare nuovi valori, come la solidarietà e la collaborazione tra le genti e le nazioni, abolendo il protagonismo individuale nel sociale e in politica. Ma in questo strano prossimo futuro, del quale il covid-19 è il vessillifero, ci saranno purtroppo anche crisi personali di vario tipo. L’atmosfera di abbandono delle nostre città semideserte ci ha fatto male al cuore, per mesi abbiamo convissuto con la paura, sperando e sognando il ritorno del rumore, del traffico, della vita. Ma ora che l’orizzonte sta cambiando, ora è il momento del cauto ottimismo. Il momento della cautela personale che conseguentemente diventa cautela sociale. Il momento di non dimenticare, per non regredire. Il momento di essere generosi con noi stessi, il momento di prendere atto delle nostre sensazioni e delle nostre emozioni, comprese quelle negative. Ora è il momento di concederci tempo. Il tempo di superare tutto questo, riconquistando le nostre libertà, muovendoci con senso di responsabilità negli spazi che tornano ad aprirsi davanti a noi, ma anche assecondando il nostro desiderio di cautela, se questo ci fa sentire più sereni. Come in tutte le cose della vita, laddove c’entrano emozioni e sentimenti, ognuno ha i suoi tempi. Non siamo tutti uguali, caratterialmente ed emotivamente, ognuno di noi ha affrontato questa pandemia ed il conseguente lockdown, con le proprie armi psicologiche e con le stesse, ora, si dovrà affacciare responsabilmente a questa pseudo normalità, che speriamo per tutti si risolva in pochi mesi. Intanto, io cucino e, complice un sabato piovoso e fragole in eccesso da smaltire, ho preparato una ciambella da colazione deliziosamente soffice, ma “senza pezzi di frutta”, così che anche i più piccoli e schizzinosi possano gustarla senza fare storie. Il colore dell’interno, forse è un tantino inquietante, ma ditemi, dalla foto della fetta si intuisce la sofficità? 


27 maggio 2020

Plum cake salato al doppio yogurt ... sofficissimo!


E la notte si riempirà di musica,
e le preoccupazioni, che infestano i giorni,
leveranno le tende
e scivoleranno via in silenzio

(H.W. Longfellow)


Non sempre le cose vanno come vorremmo, ma a volte una situazione che apparentemente sembra negativa, potrebbe trasformarsi in un nuovo inizio, magari anche verso un orizzonte migliore. Io credo nella forza dei pensieri positivi. Mai restare intrappolati nell'illusione dell’assenza di risoluzione. Bisogna sempre cercare di trovare in noi lo spirito giusto per superare gli ostacoli che la vita ci pone davanti, affrontando con coraggio ogni vicissitudine. Nella vita di tutti, alla fine, credo che l’ingrediente segreto sia proprio il coraggio. Il coraggio di affrontare il dolore e la paura, il coraggio di esprimere la nostra opinione sempre e comunque, il coraggio di affrontare le separazioni, il coraggio di ricominciare, il coraggio di affrontare i cambiamenti. Anche se a volte sono i cambiamenti stessi a mettere paura perché rappresentano un’evoluzione incognita, una metamorfosi che di fatto mette in movimento una serie di reazioni inaspettate. Niente è per sempre, tutto cambia e si evolve, il cambiamento è ineludibile, inarrestabile. Il nostro corpo, le relazioni affettive, il lavoro ... spesso il fato o una strana congiuntura astrale ci costringono a lasciare la nostra comfort zone e le nostre certezze, verso l’incertezza, ed ecco di nuovo il coraggio, necessario per rimettersi in gioco, ricollocarsi, reinventarsi a volte, o anche solo farsi apprezzare di nuovo. La vita sa essere ironica, beffarda, a volte persino grottesca, ma la certezza è che, per quanto ci ostacoli, sarà sempre meravigliosa da vivere. Perché il cambiamento avviene, ci scuote, e si ripercuote in noi, ma ci rende anche straordinariamente carichi, positivi, energici, fiduciosi … finché ognuno di noi farà il meglio di quello che può con le risorse che ha, per il luogo nel quale vive, per le persone che lo circondano, con le energie e le conoscenze che ha.


19 maggio 2020

Crostata con confettura di frutti di bosco ... con la frolla più facile del mondo e senza burro !


Il futuro è molto aperto
e dipende da noi, da noi tutti
Dipende da ciò che voi e io
e molti altri uomini fanno e faranno
oggi, domani e dopodomani. 
E quello che noi facciamo e faremo 
dipende a sua volta dal nostro pensiero
e dai nostri desideri, dalle nostre speranze
e dai nostri timori. 
Dipende da come vediamo il mondo
e da come valutiamo 
le possibilità del futuro che sono aperte.

(Karl Popper)


Mi manca la mia vita … mi manca tutto, tutto quello che era normalità, dalle passeggiate in serenità tra il vociare allegro dei bimbi, alle cene al ristorante con mio marito, dalle serate a teatro alle visite ai musei, dallo shopping con mia figlia all'aperitivo con le amiche, per non parlare dei viaggi … riflettendoci, non mi interessa più di tanto questa riottenuta “libertà” di muovermi ed incontrare, quando quello che realmente mi manca è la serenità con cui vivevo prima le mie giornate. Serenità che, per ora, verrà inevitabilmente sostituita dall'ansia e dalla diffidenza …. E poi mi mancano gli abbracci, le strette di mano, salutarsi con un bacio, le chiacchiere il sabato mattina al mercato,  i sorrisi dei passanti, le tavolate stretti stretti a ridere e a scherzare con gli amici … Sono italiana e noi, per natura, indole e cultura, siamo portati ad abbracciare, toccare, stringere gli altri, siamo  abituati a vivere lo spazio in maniera ravvicinata ... questo virus ci obbliga a snaturarci e sarà dura abituarsi. Quanto sarà strano sfuggire ad un abbraccio o ad una semplice stretta di mano, e come spiegheremo ai nostri bimbi che non dovranno abbracciarsi con i loro coetanei all'asilo o scambiarsi giochi o darsi baci. Non mi spaventa l’oggi, ora siamo tutti proiettati ad uscire e a reagire, e abbiamo la guardia alta, ma dopo questi mesi di isolamento sociale forzato, che ha indubbiamente impattato in maniera molto forte sia emotivamente che psicologicamente sul nostro tessuto familiare, sociale e lavorativo, essendo di fatto già tanto provati, come reagiremo a lungo termine? Cosa succederà tra due mesi e se dovessero diventare quattro o sei? Quanti di noi abbasseranno la guardia? … Il futuro incerto rende i miei pensieri cupi e quando questo accade, mi rifugio in cucina ed in mezzo a tante incertezze ho scelto di infornare una certezza, il più classico dei classici tra i dolci, una crostata farcita con semplice confettura. Ma con una pasta frolla all'olio facilissima da fare, velocissima, che non ha bisogno di riposo in frigorifero, di una friabilità unica. Una frolla versatilissima con cui potrete realizzare tantissime ricette golose!


14 maggio 2020

Torta alta alle fragole ...sofficissima e senza burro!


La più grande difficoltà nasce
non tanto dal persuadere la gente
ad accettare le nuove idee
ma dal persuaderli ad abbandonare le vecchie

(John Maynard Keynes)


Forti emozioni contrastanti, abitudini annullate e trasformate, futuro incerto sotto vari aspetti… questo virus ha intaccato e distrutto le nostre consuetudini e le nostre certezze, ci ha privato improvvisamente della maggior parte di ciò che davamo per scontato, ci ha palesato la vacuità dei beni materiali, ci ha fatto riscoprire l’essenziale, ci ha costretto sotto molti punti di vista ad un salto indietro nel tempo. Molti dicono che ne usciremo migliori, come umanità non credo…come individualità…forse qualcuno, ma sicuramente ne usciremo tutti con le “ossa rotte”, chi più chi meno. Ne usciremo “diversi” perché dimenticare sarà difficile, certe immagini le porteremo per sempre dentro di noi. Mi auguro, però, che almeno quelli di noi che per mestiere parlano in un megafono alla nazione, ne escano, non dico più saggi, ma almeno più concreti e razionali. Ora più che mai, la realtà quotidiana va intrisa di fatti e di valori, intessuta di piccole azioni che possano testimoniare l’orientamento di un pensiero, azioni e parole che diano potere ad una idea. Purché questa, però, si agganci concretamente alla realtà. Alla fine sono le idee che cambiano il mondo, il nostro futuro prossimo in questo caso, ma solo quelle che con il mondo sanno trovare un collegamento concreto e costruttivo, solo quelle che possono incidere fattivamente sulla realtà. Se un’idea non è concretamente realizzabile, non è un’idea … è solo propaganda. Dobbiamo tornare a vedere la realtà nella sua unicità, dobbiamo riscoprire la meraviglia della nostra terra, dobbiamo aiutare ed aiutarci, magari iniziando a mangiare non solo italiano, ma il più possibile cibo della nostra regione. Oggi, per esempio, con delle splendide fragole di Terracina le cosiddette “favette”, ho preparato questo dolce sofficissimo e profumato… una vera delizia! 


6 maggio 2020

Pizza bianca "scrocchiarella" con farina senatore Cappelli


La vita è fatta di piccole felicità insignificanti
simili a minuscoli fiori
Ogni giorno succedono piccole cose
tante da non riuscire a tenerle a mente
né a contarle
e tra di esse si nascondono
granelli di una felicità appena percepibile
che l’anima respira
e grazie alla quale vive

(B.Yoshimoto)


Mi sembra di vivere in un tempo indefinito, in una strana realtà parallela con giornate tutte uguali, dove è facile confondere il martedì con la domenica. Mi sento più spettatore che attore in questa anomala realtà, chiusa come sono nel microcosmo della mia casa, il luogo dove tutto accade: la consueta vita familiare, le riunioni di lavoro, le lezioni universitarie di mia figlia, il tempo libero, gli incontri virtuali con le amiche ... Una nuova realtà che, vista dalla finestra, mi preoccupa, a volte mi commuove, spesso mi spaventa.  Avevo accettato mentalmente, ormai da tempo, di convivere con il rischio terrorismo, d’altronde difficile non pensarci se vivi a Roma e passeggiando in centro lo fai tra i militari armati fino ai denti, ma mai mi sarei immaginata di dover vivere una pagina di storia apocalittica … una pandemia globale, in cui quelle rare volte che esco da casa, e solo per fare la spesa, mi sento un tributo che parte per gli Hunger Games! Comunque, siamo giunti alla cosiddetta fase due. Comprendo la necessità, dal punto di vista sociale, di permetterci di cominciare a pianificare una vita, che purtroppo per parecchi mesi non sarà certo come quella di prima. Ma, sinceramente, mi preoccupa molto questa seconda fase, mi preoccupa la prontezza del territorio e l’autoregolamentazione degli italiani. Quanti di noi saranno in grado, per tutto il lungo percorso di questa maratona, di rispettare le regole senza aver voglia di cedere? Mi dispiace, non è certo nel mio stile, ma in questa particolare situazione non riesco ad essere ottimista. Vedo un po' troppa gente in giro, comincio a vedere lassismo e menefreghismo e per assurdo soprattutto ai poli opposti della vita: nei giovani e negli anziani. Motivazioni evidentemente diverse li spingono, ma il risultato catastrofico li potrebbe unire … travolgendo nel mentre tutti noi. Invece, in questa seconda fase, servirebbe - da parte di tutti noi – tanta prudenza, senso di responsabilità e buonsenso, sia per proteggere la nostra salute che quella degli altri. Purtroppo, dobbiamo farcene una ragione, nulla è più come prima, tutto è straordinario, perché nulla è stato mai affrontato. La riavremo la nostra vita, ne sono certa, ma se la rivogliamo proprio come prima, allora dobbiamo essere prudenti ed avere pazienza, un passo alla vota senza fretta. Dobbiamo accettare che le priorità sono cambiate per tutti, questo è il momento delle piccole cose, delle piccole gioie, ma anche dei grandi valori, della solidarietà. L’idea più bella, il valore più alto, il proposito più nobile, devono trovare la forza di esprimersi nella vita quotidiana con piccoli gesti concreti. Piccole azioni che testimoniano il nostro essere popolo, il nostro essere uniti nel tentativo di esorcizzare la paura e di sconfiggere al più presto il nemico comune. 


29 aprile 2020

Nove anni di blog ... torta sofficissima al cioccolato caldo e cocco


Il dono della serenità
è nascosto nel cuore
di ciascuno di noi

(P. Coelho)


Nove anni, sono tanti per un blog. Quante amiche di tastiera ho perso nel percorso e quanti bei blog ho visto chiudere, molti dei quali con dispiacere sincero. Ma io resisto e sapete perché? Perché mi piace! Perché scrivo, cucino e fotografo quando voglio e solo quello che voglio. Perché è il mio spazio libero, perché l’ho sempre considerato il mio rifugio, un posto dove esprimere i miei pensieri e la mia passione per la cucina. Quando ho aperto questo blog, penso di averlo ripetuto mille volte, non avrei mai creduto a quanto sarebbe diventato importante per me, non avrei mai immaginato il tipo di rapporto che si sarebbe creato tra me ed il mio libro virtuale di ricette in perenne evoluzione. Provare nuove ricette ed annotare su un quaderno le migliori l’ho fatto da sempre, ma scrivere il post, condividendo a volte pensieri anche molto privati, organizzare il set fotografico, scegliere i props, scattare cento foto per poi sceglierne una o due, la post produzione, pubblicare la ricetta … questo da nove anni è puro piacere, mi appassiona e mi rilassa. Oggi, ho deciso di preparare questa sofficissima torta, unendo due ingredienti che adoro nei dolci: il cioccolato e il cocco. Una torta semplice, com'è nel mio stile, per festeggiare tutti insieme la mia cucina virtuale, il mio piccolo angolo del cuore dove ho il piacere di lasciare la porta sempre socchiusa, così che voi possiate in ogni momento sentirvi liberi di entrare per godere di una dolce sosta golosa o di uno stuzzicante sfizio salato. E, ancora una volta, vi ringrazio, per esserci e soprattutto per avere il piacere di tornare. Perché insieme è più bello, perché siete voi a stimolarmi, con la vostra presenza costante negli anni, con le vostre visite ed i vostri commenti, qui e sui social, con i vostri messaggi privati e le vostre mail in cui mi chiedete consigli o suggerimenti, perché è insieme a voi che, settimana dopo settimana, questo angolo “vive” da nove meravigliosi anni! E visto che, dalle statistiche, la maggior parte dei miei lettori sono italiani, inglesi, americani e russi, ma ce ne sono anche moltissimi norvegesi, spagnoli, greci e tedeschi, molti svizzeri, ucraini e australiani, ma anche portoghesi, cinesi e francesi, e addirittura qualche malese …  a tutti voi con tutto il cuore: thanks, спасибо, takk, gracias, ευχαριστίες, dank, спасибі, obrigado,谢谢, merci, terima kasih …. Grazie ! 


22 aprile 2020

Sua maestà ... la lasagna


Le ricette di cucina 
sono un bene universale 
estremamente democratico
un tesoro che appartiene a tutti 
e che come le sette note
 può essere combinato in migliaia 
e migliaia di modi 
e diventare personale
a volte unico.

(Paola Maugeri)


Mi sono accorta, che non ho mai pubblicato la mia lasagna. Il piatto della mia infanzia, il preferito di mia figlia e dei miei nipoti, ma anche da marito e fratello, il piatto delle riunioni di famiglia … insomma dovevo assolutamente rimediare! La lasagna, è tra le specialità più apprezzate della cucina italiana nel mondo, ma forse non tutti sanno che questo piatto ha origini antichissime. Le prime testimonianze scritte risalgono ad Apicio, gastronomo romano e cuoco dell’imperatore Traiano, che nel “De re coquinaria libri” descrive un piatto chiamato lagana preparato con sfoglie di pasta alternate ad una farcia di carne. Molto più tardi, verso il 1200 la lasagna riappare nei lavori di due scrittori e poeti dell’epoca: Jacopone da Todi che in una sua quartina scrive: “Chi guarda a maggioranza spesse volte si inganna. Granel di pepe vince per virtù la lasagna” e Cecco Angiolieri che recita: “chi de l’altrui farina fa lasagne, il sù castello non ha né muro né fosso”. Nel 1634, Giovan Battista Crisci, pubblica a Napoli la "Lucerna de corteggiani", un’ampia raccolta di menù, in cui per la prima volta appare una ricetta in cui le lasagne vengono farcite con un latticino a pasta filata e passate al forno “lasagne di monache stufate, mozzarella e cacio”. Successivamente, sempre di scuola napoletana, nel 1881 Francesco Palma nel ricettario della “Vera cucina napolitana” pubblica la prima ricetta delle lasagne al pomodoro.  A distanza di pochi anni appaiono le ricette delle lasagne alla genovese e alla bolognese, e poi un seguire di tante varianti regionali, insomma un piatto di casa, ma con una storia antica! Fin dalla loro nascita le lasagne si sono caratterizzate come portata da servire nelle occasioni speciali, simbolo dell’opulenza della nostra cucina, a differenza di altre portate a base di pasta che per diversi secoli sono state condite con più semplicità. Ancora oggi questo piatto da solo fa festa, fa casa, fa unione e questa è la ricetta della mia famiglia.



15 aprile 2020

Nuvole di cocco ... senza burro nè olio, solo tre ingredienti!


Se vuoi vedere le valli
sali in vetta ad una montagna
se vuoi vedere la vetta di una montagna
sali su una nuvola
se invece aspiri a comprendere la nuvola
chiudi gli occhi e pensa

(Kahlil Gibran)


Per quanto il cielo sia sereno, è come se costantemente ci fossero nubi ad oscurare il nostro sole. Nubi di dubbi, nubi di paura, nubi di una curva ancora troppo altalenante, nubi di egoismo, nubi di ignoranza, nubi di stupidità… lasciatemi credere che molta sia stupidità.  In questo anomalo week end festivo, le forze dell’ordine hanno notificato oltre 26.000 sanzioni su 795.000 controlli svolti. Solo domenica di Pasqua 14.000 italiani sono stati multati. Avevo difficoltà a credere alle foto sui social, file chilometriche di auto sulle strade, ma stando a questi numeri ...tutto coincide. Numeri e foto che narrano di una realtà in cui ancora troppi italiani escono di casa molto più del consentito. Pranzi dai parenti, fughe verso le spiagge o le seconde case, ipotetiche emergenze “sentimentali” …. In un paese che piange migliaia di morti, in cui questo maledetto virus ha monopolizzato e stravolto le nostre vite e le nostre abitudini, l’atteggiamento di taluni è a dir poco indecente. Cos'è, carenza di coscienza civica? Assenza di senso di responsabilità? Egoismo allo stato puro? Prepotenza e sistematica violazione delle norme? Sfida adolescenziale all'autorità? Servirebbe un cambiamento profondo nella mentalità delle persone. Nessuna legge, nessun DPCM, nessuna ordinanza regionale o comunale, potrà mai imporre nelle coscienze il rispetto del bene comune … eppure il valore primario della vita umana e della salute pubblica dovrebbero essere semplici da comprendere….


12 aprile 2020

Buona Pasqua


Ce la ricorderemo per sempre
 questa strana Pasqua solitaria e sofferente
questa Pasqua con le strade deserte
 e con le chiese chiuse
 questa Pasqua poco festosa
 senza amici, senza genitori, senza nonni.
 Ma malgrado tutto
ora più che mai
 che sia Pasqua di speranza e di rinascita 
per tutti noi. 





Auguro a tutti voi 
una Pasqua  piena di serenità, 
buon cibo e tanto cioccolato! 






9 aprile 2020

La Ciaramicola umbra


Anche se il timore
avrà più argomenti,
scegli la speranza
e metti fine alla tua angoscia

(Seneca)


Sarà una Pasqua strana, con i riti della settimana Santa seguiti solo attraverso i mass media, senza pranzi con amici e parenti … senza scampagnate. Ma lo spirito di questa festa dobbiamo tenercelo stretto, farlo vivere tra le mura domestiche ora più che mai, magari ripescando in antiche tradizioni regionali vecchie ricette. Io, ad esempio, ho voluto provare la Ciaramicola umbra, un dolce che assaggiai un paio di anni fa da una mia zia di Foligno. Mi feci dare subito la ricetta, perché ne rimasi affascinata, ma fino ad ora non avevo mai avuto il tempo di provarlo. I colori del dolce, il rosso dell’interno e il bianco dell’esterno, fanno riferimento allo stemma di Perugia, mentre sembra che il suo nome derivi da "ciarapica", un termine dialettale umbro che indica la cinciallegra, un uccellino dai tanti colori che annuncia con il suo canto l'arrivo della primavera. In passato, questo dolce, era tradizionalmente preparato dalle fidanzate per i loro promessi sposi in occasione delle festività pasquali. La bellissima Ciaramicola, altro non è che una soffice ciambella, con un impasto aromatizzato all’alchermes, ricoperta di una bianchissima meringa cosparsa di confettini colorati, ma è all’assaggio che questo dolce vi stupirà ... il contrasto tra la meringa croccante e la sofficità profumata dell’interno … un’esplosione di sapori, consistenze e colori!