21 ottobre 2020

Biscotti vegani aromatizzati al limone


Il tempo e la pazienza 

possono più della forza o della rabbia.

(Jean De La Fontaine)


Troppa insofferenza, troppa irrequietezza, troppa incomprensione, troppa rabbia, troppa intolleranza. La virtù della pazienza è in evidente declino, forse anche per la cattiva interpretazione del significato stesso del termine e della sua “funzione”. Pazienza è più attesa che remissività, più comprensione che rassegnazione, più sopportazione che condiscendenza, più tolleranza che mansuetudine. A volte invece la pazienza viene confusa con l’inerzia, con l’estrema docilità, con il compromesso, quasi fosse una resa passiva di fronte all’ineluttabilità dei fatti. Mentre l’impazienza, accompagnata magari dalla rabbia, viene vista come un segno di forza, di risolutezza, di intraprendenza e di determinazione. Sentirsi forti, laddove invece siamo diventati tutti più vulnerabili. Fermiamoci a riflettere, pensiamo alle conseguenze delle nostre parole prima di esprimerle, delle nostre azioni prima di compierle, ascoltiamo per comprendere e non solo per sentire. Riscopriamo il valore della pazienza, dell'attesa al fine del risultato migliore ... le scorciatoie non esistono.  

13 ottobre 2020

Tagliatelle con prataioli e porcini ... cremosissime


Sono i giorni più belli dell’anno

Vendemmiare, sfogliare, torchiare

non sono neanche lavori

caldo non fa più, freddo non ancora

c’è qualche nuvola chiara

e si va per funghi

(Cesare Pavese)


Con l'arrivo dell'autunno anche sulla nostra tavola i sapori ed i colori cambiano e nuovi ingredienti arricchiscono la dispensa, è tempo di zucca, ma è anche tempo di funghi. Nati nel sottobosco grazie all’oscurità e all’umidità, sono perfetti per paste e risotti, secondi e contorni. Frutti spontanei della terra che regalano un sapore speciale alle nostre pietanze. Queste tagliatelle cremose ai funghi ne sono un esempio, un primo piatto che amo particolarmente, estremamente semplice da preparare, ma con una cremosità ed un gusto davvero irresistibile. Le versioni per preparare le tagliatelle ai funghi sono, ovviamente, tantissime. C'è chi predilige i funghi freschi, chi i funghi secchi, perché regalano alla pietanza un profumo ed un sapore più intensi. C'è chi le ama solo con i porcini e chi invece preferisce i misti di bosco con porcini, cantarelli, ovoli, piopparelli ecc. E poi ci sono io, che amo condire le tagliatelle con un misto di prataioli e porcini, sia freschi che secchi. Un piccolo consiglio per il momento dell’acquisto. I funghi per essere saporiti devono essere di qualità e freschissimi. Quindi il cappello deve essere duro e sodo al tatto, il porcino dovrà essere di un bel marrone scuro, mentre il prataiolo di un colore bianco pieno. La calotta superiore deve risultare fissata saldamente sul gambo che dovrà anch’esso risultare ben sodo e mai molliccio. 

7 ottobre 2020

Ciambella alla zucca variegata al cacao


Sono più miti le mattine

E più scure diventano le noci

E le bacche hanno un viso più rotondo,

La Rosa non è più nella città.

L’Acero indossa una sciarpa più gaia,

E la campagna una gonna scarlatta.

Ed anch’io, per non essere antiquata,

Mi metterò un gioiello

(E. Dickinson)


Tra i mesi autunnali ottobre è indiscutibilmente il mio preferito e non solo perché è il mese in cui è nata mia figlia. L’ho sempre trovato un mese dall'atmosfera magica, con i suoi colori meravigliosi, così caldi e accesi: il verde intenso, i rossi, i marroni e gli arancioni. Racchiude in sé il tripudio dei sapori e degli odori dell’autunno, profumi di terra umida, di foschia, di vino novello e di mosto d’uva, di muschi e legni preziosi, di castagne e funghi porcini, di melograno e cachi, di mele e cannella. Ottobre, con la sua aria fresca, con i suoi cromatismi vivi e pulsanti, con la luce del sole che si fa tiepida e il cielo che si copre di nuvole minacciose ti fa pensare a certi quadri di Monet o di Gustave Courbet, vivere ottobre è come vivere una sinfonia che ti inebria e ti avvolge accompagnandoti per mano, piano piano, verso l’inverno. E ad ottobre, sui banchi del mercato, torna l’ortaggio più simbolico di questo mese: la zucca, ricca di betacarotene, fibre, vitamine e sali minerali. Genuina, succosa, versatile, in cucina consente di preparare menù completi, dall'antipasto al dolce, ed oggi ve la propongo proprio in versione dolce, una deliziosa ciambella super soffice perfetta per la colazione o per una sana merenda.

29 settembre 2020

Il polpettone della nonna ...fritto


Voglio un autunno rosso come l’amore,

giallo come il sole ancora caldo nel cielo,

arancione come i tramonti accesi al finire del giorno,

porpora come i granelli d’uva da sgranocchiare.

Voglio un autunno da scoprire,

vivere e assaggiare.

(S.Littleword)


Il polpettone è un secondo piatto rustico e goloso che piace sempre a tutti, grandi e piccini. Ogni famiglia ha la sua ricetta, quella che vi propongo oggi è la preferita di mia figlia, lasciata in eredità nel famoso quadernino della nonna napoletana di mio marito, che friggeva tutto! Un polpettone con una croccante crosticina esterna, morbido e gustoso all'interno, perfetto servito sia caldo che a temperatura ambiente. Ma come ogni pietanza, anche il semplice e tradizionale polpettone ha il suo segreto, in questo caso è la carne. Infatti, per ottenere un polpettone gustoso e morbido è sempre meglio scegliere un misto di carne che abbia una parte grassa, le più adatte sono maiale e vitello. La carne deve necessariamente essere sempre macinata al momento e abbastanza finemente, meglio con doppia macinatura. Inoltre, nonna Ida consiglia, per un interno ancor più morbido, di non ammorbidire il pane nel latte, ma nell'acqua tiepida. Insomma, una ricetta povera, semplice e gustosissima con solo qualche accortezza in cottura.

22 settembre 2020

Plum cake carote e zafferano


La libertà di espressione 

va esercita con responsabilità

(J.Chirac)


La democratica libertà d’espressione regna sovrana nel magico mondo della rete, dove ognuno può esprimere le proprie opinioni indiscriminatamente, senza riflettere del possibile impatto che alcune idee potrebbero avere. Purtroppo, capita sempre più spesso, che alcune persone leggano certi post e twitter dimenticando che quello che stanno leggendo non sono fatti, ma semplici personalissime convinzioni di uno specifico individuo. Non importa se ad esprimerle sia un politico, un influencer o un semplice cittadino, restano le loro idee, le loro opinioni su quel particolare accadimento.  Non verità scientifiche, non studi di settore autorevoli, non notizie affidabili e verificate da esperti giornalisti, ma solo parole espresse in libertà. Purtroppo, queste “notizie” - lanciate nell'etere a volte a fini politici, a volte per puro protagonismo, a volte per interessi economici, a volte per semplice ignoranza, scarsa cultura o totale disinformazione – crescono, si gonfiano, trovano adepti … ed a volte diventano pericolose. Un meccanismo malsano, che fa sì che tra una teoria complottista e una bufala, crescano e girino commenti intrisi d’odio verso chiunque la pensi “diversamente” o sia “diverso”. Personaggi sapienti di tutto ed esperti di niente, oppressi dalla loro stessa disinformazione, usano i social per tentare di prendersi una qualche rivincita sociale, laddove nella vita reale spesso sono degli “sfigati”, emarginati e falliti. Nel mondo della rete utilizzano le poche, inquinate, informazioni che credono di possedere come se fossero un distillato di verità, forti di esserne gli unici scopritori e con aria di arrogante superiorità cercano di manipolare le idee degli altri, dei più deboli o dei più ingenui. E così strane teorie infondate diventano virali: dai presunti trattamenti medici miracolosi, al terrapiattismo, ai negazionisti, alle varie teorie complottistiche. E’ sempre più difficile comprendere dove sia la verità e dove l’immaginario, dove il complottismo e dove la semplice menzogna. Solo la nostra sensibilità, la nostra intelligenza, la nostra razionalità e la nostra conoscenza dei fatti può aiutarci a districarci nel labirinto di parole in libera confusione che ci circonda.


15 settembre 2020

Quadrotti latte e miele


L’unica gioia al mondo è cominciare

È bello vivere, perché vivere è cominciare

Sempre ad ogni istante

(Cesare Pavese)


Bentornati a voi sulle pagine di questo blog, pieno di buon cibo, di chiacchiere, ma anche di sfoghi, a volte personali, a volte di costume, politici e di vita e un augurio a tutti noi per questa nuova e importante ripresa. Dalla prossima settimana tutto ricomincia davvero. Le scuole riaprono, gli uffici ritornano in presenza, i trasporti pubblici si riaffolleranno insomma ….io speriamo che me la cavo! Ed il mio pensiero più affettuoso va proprio agli alunni e agli insegnanti di ogni scuola di ordine e grado. Perché, mai come questo settembre, la riapertura delle scuole ha una valenza molto particolare. Nella nostra comprensibile ricerca di una ritrovata “normalità” non possiamo dimenticare che in realtà tutto è cambiato e nulla sarà più come prima, almeno per un bel po' di tempo. E anche la scuola non sarà come i nostri ragazzi l’hanno vissuta fino allo scorso anno, e questo credo sia il compito più delicato che attende gli insegnanti. Reinventarsi e reinventare una nuova scuola. Perché a parte i famosi banchi, le mascherine, i percorsi segnalati, il medico scolastico, gli scuola bus, le aule, i lavoratori “fragili” e i test sierologici, ci sono gli alunni e le alunne di ogni età, che finalmente tornano a scuola carichi di ansie e di nuove esperienze, a volte anche dure, ma anche pieni di attese, di speranze e di gioia di vivere. Tra la confusione logistica, le ansie dei genitori e la voglia di ricominciare dei ragazzi e delle ragazze, nei casi dei più grandi a volte anche con un pò troppa spavalderia,  agli  insegnanti spetta l’arduo compito di riuscire a coniugare sicurezza e didattica,  recuperare il valore della presenza nella relazione educativa e trovare la giusta  progettualità educativa nella straordinarietà. Perché nulla di questo presente è normale. Occuparsi solo della parte “sanitaria” di questo rientro sarebbe come fingere che nulla di imprevedibilmente sconvolgente abbia brutalmente interrotto e scombussolato la “normalità” scolastica dei nostri figli o dei nostri nipoti. Fingere che nulla sia successo sul piano umano, sociale e pedagogico, è il principale rischio per chi si occupa di questo speciale rientro a scuola. Un rientro che tutti vogliamo e auspichiamo il più positivo possibile. In quest’epoca che stiamo vivendo, straordinaria nel bene e nel male, in cui tutti navighiamo a vista, privi di certezze, dobbiamo imparare a pensare insieme alle rotte da seguire, come evitare i rischi, come cercare il vento giusto. Come costruire insieme un progetto per il futuro. E quando si parla di ricominciare, la prima spinta giusta è la colazione del mattino che deve necessariamente essere sana, golosa e strasoffice, e allora che ne dite di provate i miei quadrotti latte e miele?

9 agosto 2020

Buone vacanze!


Le sere blu d’estate, andrò per i sentieri
graffiato dagli steli, sfiorando l’erba nuova:
ne sentirò freschezza, assorto nel mistero.
Farò, che sulla testa scoperta il vento piova.
Io non avrò pensieri, tacendo nel profondo:
ma l’infinito amore l’anima mia avrà colmato,
e me ne andrò lontano, lontano e vagabondo,
guardando la Natura, come un innamorato.

(Arthur Rimbaud)


Auguro a tutti voi un rilassante mese di agosto. Al mare, in montagna o in città; in famiglia, con gli amici o in solitaria, cercate di godervi al meglio queste giornate, riposatevi e rigeneratevi. Estate è sinonimo di viaggio e usualmente si è convinti che per viaggiare bisogna percorrere tanti chilometri di distanza, si pensa al viaggio come ad un percorso spazio-temporale, ma viaggiare è qualcosa di più profondo, significa saper ammirare le bellezze che si hanno intorno, scoprire i misteri di un luogo che può sembrare familiare, conosciuto, solo perché vi si è nati, ci si vive o ci si lavora. Non tutti, quest'estate, vogliono o possono spostarsi, ma non per questo non si può "viaggiare" rimanendo nella propria città o nella propria regione. Imparare a guardare con gli occhi del turista quello che non si riesce a scorgere perché distratti dalla routine quotidiana, o per banale mancanza di tempo. Visitare un castello, un museo o un sito archeologico. O semplicemente scegliere la spiaggia, il lago o la montagna più vicini a casa. Riappropriatevi del piacere delle piccole cose, nutritevi delle bellezze naturali e artistiche della nostra meravigliosa terra, ricaricate le vostre batterie, coccolatevi e nel caso il vostro sia un agosto di lavoro, allora cercate di viverlo a ritmo meno incalzante e la sera uscite e godetevi il cielo stellato di agosto! L'Italia è magnifica godiamocela, ma sempre con cautela e senso di responsabilità.  Buon relax a tutti!





Arrivederci a Settembre!







5 agosto 2020

Insalata di riso Red & White


Amo i tuoi mari splendidi 
e le tue Alpi sublimi
amo i tuoi monumenti solenni
 e le tue memorie immortali
amo la tua gloria e la tua bellezza

(Edmondo De Amicis)


Ci sediamo per leggere un libro, per scrivere, per lavorare, per dipingere o comporre, ci sediamo per vedere un film, o per prendere un caffè con un’amica, ci sediamo per mangiare. Sedersi è sinonimo di sosta, pausa, riposo, ma riflettendo ci sediamo anche per viaggiare. Siamo seduti nella nostra auto durante un viaggio on the road, siamo seduti in treno mentre ammiriamo il paesaggio dal finestrino raggiungendo la nostra meta, siamo seduti sopra le nuvole nella cabina di un aereo per raggiungere un altro continente e siamo seduti sul sellino di una bicicletta mentre attraversiamo un parco. Che sia una pausa rigenerante o corroborante, l’importante però è non rimanere mai troppo seduti e troppo fermi. Siamo fatti per muoverci, per correre, per vivere il mondo, per assaporare un tramonto, per riempirci gli occhi di bellezza, per far volare alta la nostra immaginazione, per inebriarci di nuovi profumi e assaporare nuovi gusti. E mai come quest’estate abbiamo voglia di muoverci e di vivere! Con cautela, rispettando le regole, senza negazionismi, con consapevolezza e serietà, ma cercando di goderci al meglio questo tempo di vacanza, e godendocelo nella nostra terra. L’Italia è un paese meraviglioso, con bellezze naturali e artistiche che tutto il mondo ci invidia. Dalle nostre splendide montagne alle città d’arte, passando per i piccoli borghi che ti rapiscono il cuore. Per non parlare del nostro splendido mare, delle nostre coste, delle nostre isole e degli arcipelaghi. Per godere di spiagge bianche e mare cristallino non abbiamo certo bisogno di volare ai Tropici! Ma non siamo solo mare, sabbia fine e fondali meravigliosi, l’Italia è uno strabiliante museo a cielo aperto. Siti archeologici, statue, fontane, collezioni d’arte, ponti e torri raccontano l’abilità di maestri scomparsi, un passato affascinante con una stratificazione di stili e culture artistiche senza pari in cui si esprime al meglio la capacità dell’arte di farsi paesaggio. Dall’antichità al Rinascimento, dal Medioevo al Barocco, ma il nostro paese non è solo un mero computo di monumenti, musei, opere d'arte e centri storici. È qualcosa di più. È la sensazione che si prova quando si gira l'angolo e ci si trova davanti a qualcosa di inaspettato, che ci lascia a bocca aperta. Che siano le rovine di un castello, uno scavo archeologico, la stradina di un delizioso piccolo borgo o uno scorcio da togliere il fiato. Perché, dalla nostra città più grande al nostro più piccolo paese, possiamo essere certi che dietro ogni portone, sotto ogni pietra, al di là di ogni muro, in Italia c'è qualcosa che merita la pena di essere visitato. Solo di chiese ne abbiamo 100.000 nel nostro territorio e quasi tutte di un qualche particolare interesse storico-artistico. Se invece desiderate trascorrere giornate all’aria aperta godendo di paesaggi incredibili, non dimenticate che l’Italia vanta 24 parchi nazionali, che coprono quasi 1,5 milioni di ettari a terra e 71mila a mare, oltre a 32 Aree marine protette e a due parchi marini sommersi. Forse sarà per uno di questi motivi che il mondo ama venire in vacanza in Italia? 


29 luglio 2020

Brioche con gelato al cioccolato … senza gelatiera


Tutte le volte che ne prendo
sono templi, chiese, obelischi, rupi
è come una pittoresca geografia 
che prima ammiro
per poi convertire quei monumenti 
di lampone e vaniglia 
nella mia gola.

(M.Proust)


Estate uguale gelato. Seduti al tavolino del bar in compagnia dei propri amici, durante una passeggiata in centro, nel fresco del vostro terrazzo, oppure in spiaggia come pausa golosa e rinfrescante sotto l’ombrellone. Artigianale o confezionato il gelato è il cibo dell’estate che prediligo. Ma lo avete mai provato home-made? Non ho la gelatiera, odio pastorizzare le uova, quindi questa ricetta furbissima, veloce e stragolosa mi ha totalmente rapito. Basta una ciotola ed una frusta elettrica per montare la panna e dieci minuti del vostro tempo. Ottimo e goloso semplicemente gustato in una coppetta, diventa delizia allo stato puro se utilizzato per farcire una sofficissima brioche. Io in questa calda e anomala estate vivrei di brioche con il gelato … colazione, pranzo, merenda, dopocena … una vera droga golosa! Prima di passare alla ricetta, un paio di info. Le brioche vi consiglio di congelarle, in estate il caldo umido non vi consente un’ottima conservazione, rischierebbero di indurirsi. Quindi una volta sfornate, lasciatele raffreddare su una gratella, poi mettetele sul piano del congelatore tutte stese e coperte con un foglio di carta forno per 15 minuti, dopodiché insacchettatele nelle buste per alimenti, quando le vorrete utilizzare potrete o passare qualche minuto in forno o lasciarle rinvenire a temperatura ambiente, in questo modo le gusterete sempre come appena sfornate. Per quanto riguarda il gelato, invece, questo tipo non ghiaccia, rimane sempre perfettamente cremoso, quindi non dovrete tirarlo fuori dal freezer prima di utilizzarlo per riempire le vostre brioche. 


22 luglio 2020

Crema pasticcera all'acqua


Io li conosco I domani che non arrivano mai
Conosco la stanza stretta 
E la luce che manca da cercare dentro 
Io li conosco i giorni che passano uguali 
Fatti di sonno e dolore 
e sonno per dimenticare il dolore 
Conosco la paura di quei domani lontani 
Che sembra il binocolo non basti 
Ma questi giorni sono quelli per ricordare 
Le cose belle fatte 
Le fortune vissute 
I sorrisi scambiati che valgono baci e abbracci 
Questi sono i giorni per ricordare …
Perché il domani quello col sole vero arriva 
(Ezio Bosso)

La maggioranza delle bambine crescono circondate di affetto e considerazione, ammirando la propria madre. Altre invece crescono elemosinando un amore che non arriverà mai, cercando di essere perfette per la donna che le ha partorite, nel desiderio continuo di renderla orgogliosa, sperando che da ciò possa scaturire un minimo di affetto e di considerazione…ma laddove nasce un figlio non necessariamente nasce una madre, a volte nasce semplicemente una genitrice priva di empatia e totalmente anaffettiva. Crescere senza sostegno emotivo e affettivo, senza gratificazioni, senza incoraggiamento, senza una madre che ti faccia sentire protetta, che ti insegni o ti tranquillizzi, crescere con una madre capace solo di criticare, demotivare, scoraggiare, opprimere, ricattare, manipolare…crescere senza baci, abbracci, coccole, senza una carezza … Per quanto la casa sia grande e lussuosa, per quanto le scuole siano prestigiose e le vacanze in luoghi meravigliosi, per quanto di materiale non manchi nulla, nessuna dolcissima baby sitter, nessuna affettuosissima tata, nessuno può sostituire nel cuore e nell’anima l’amore di una madre. Le madri anaffettive sono così, delegano tutto a figure sostitutive, non partecipano alla vita dei figli e non stanno mai con loro. Non conoscono né i loro desideri né i loro bisogni, semplicemente fuggono dall’incombenza di essere madre. Non seguono l’andamento scolastico, non parlano con gli insegnanti, non organizzano feste di compleanno, non leggono favole, non giocano, non cucinano torte, non conoscono i loro amici o i loro amori, non sanno a che ora escono né dove vanno, non li accompagnano in piscina o a catechismo e neanche a scuola. Non gioiscono delle loro gioie e non asciugano le loro lacrime. Si occupano prevalentemente di sé stesse, della loro vita, della loro carriera e percepiscono i figli solo in funzione dei propri personali bisogni.  Ma il più vile dei loro comportamenti, sono i continui ricatti morali nei confronti dei figli … atteggiamenti che non smettono mai, neanche quando i figli sono ormai adulti. La madre anaffettiva ricorderà e rinfaccerà tutti gli “ipotetici sacrifici” fatti per loro e sottolineerà quanto loro debbano esserle debitori. Con il loro comportamento da vittima tenteranno sempre di indurre il senso di colpa nei figli, facendoli sentire responsabili finanche dei loro malesseri e persino della loro vecchiaia. La madre anaffettiva, è un masso nell’anima dei figli, li costringe a vivere nei suoi continui lamenti, sentendosi il centro del mondo invade di continuo il loro spazio pretendendo di essere compresa, protetta e compatita. La madre anaffettiva chiede ai propri figli da bambini di non crearle problemi e da adulti di proteggerla e di aiutarla. Inoltre, sono incredibilmente invidiose e gelose dei loro stessi figli, del loro successo nel lavoro, dei loro affetti, delle loro amicizie, perché un figlio autonomo e realizzato si allontana dalla loro orbita e tende quindi a non essere più ricattabile.  Crescere con una madre anaffettiva, non è semplice, anzi è molto molto duro, ma è anche molto difficile da spiegare e da comprendere fino in fondo per chi non l’ha vissuto.  Da bambino nessuno ti spiega che non è cattiveria ma è una patologia, che non devi sentirti in colpa, devi soltanto non prestar fede alle sue parole, ma soprattutto che devi cercare amore e comprensione lontano da lei. Chi è cresciuto con una mamma anaffettiva, lo sa. Ovviamente, ognuno ha poi la sua specifica storia personale, il suo percorso di crescita emotivo. Il mio equilibrio psichico, il mio tutto è stato mio padre. Certo aiutato dalle baby sitter e dalle tate, ma lui non si è mai tirato indietro di fronte a nulla. Lui mi ha insegnato l’amore incondizionato, il senso della famiglia e del dovere, l’importanza della verità anche nelle relazioni interpersonali e nei sentimenti. Con lui ogni momento era gioioso, ogni pensiero positivo. Ancora oggi, ogni ricordo è una dolce coperta che mi coccola il cuore. Era lui che mi faceva il bagnetto e mi asciugava i capelli, lui mi imboccava, lui giocava seduto in terra vestendo bambole e organizzando matrimoni, lui mi raccontava la favola della buonanotte e sempre lui mi cantava la ninna nanna. Lui parlava con i professori, mi accompagnava dal medico e alle feste, e sempre e solo lui era alla mia proclamazione di laurea. Lui mi ha insegnato ad essere tenace e coraggiosa. Mi ha insegnato tutto ciò che sono e che so, mi ha insegnato a prendermi cura di me, a nutrirmi di rapporti affettivi basati sul reciproco sostegno, mi ha insegnato a dare spazio ai miei interessi e ha spronato le mie passioni. Mi ha aiutato, passo dopo passo, a costruirmi un’identità stabile ed indipendente. Mi ha insegnato a non cedere al risentimento e alla recriminazione. Mi ha insegnato ad amare e a fidarmi. Ma non è riuscito ad insegnarmi a non cedere ai ricatti emotivi di mia madre, non è riuscito a liberarmi dei sensi di colpa. Per quello ci sono voluti veramente tantissimi anni e a volte ancora oggi vacillo. L’anaffettività ed il rapporto disfunzionale che ne consegue è una patologia…ora l’adulta lo sa, ma non fa meno male alla bimba di ieri.