10 maggio 2022

Mini sbriciolate ... gusti misti


La vita non è aspettare che passi la tempesta

ma imparare a ballare sotto la pioggia.

(Mahatma Gandhi)


Ci sono momenti di vita che travolgono senza lasciare spazio ad altro, a volte durano giorni, a volte settimane, a volte mesi. La famiglia è il cuore della vita stessa, è gioia e condivisione nei momenti di festa, ed è supporto fondamentale nei momenti duri, quelli impossibili da affrontare da soli. Ed allora fratelli, sorelle, zie e cugini fermano le loro quotidianità per abbracciare tutti insieme il membro della famiglia bisognoso di aiuto o di supporto. Noi non abbiamo potuto e non possiamo fare nulla per te, ma possiamo farti sentire la nostra vicinanza in ogni momento di questo lungo cammino faticoso. Ora il peggio è passato, certo davanti a te ci sono ancora molti mesi difficili di riabilitazione, ma tu sei speciale e coraggiosissima, ne hai superate tante e supererai alla grande anche questa ulteriore prova che la vita ha posto sul tuo cammino. Hai un marito e un figlio fantastici e poi hai tutti noi che siamo i tuoi supporter più accaniti! Hai visto? Te lo avevo promesso che avrei ripreso a scrivere sul blog, appena il peggio sarebbe passato ed eccomi qui a mantenere il mio impegno, non ho ben capito come possa esserti di compagnia mentre sei bloccata in quel letto d’ospedale…ma ogni tua richiesta è un ordine tesoro! Ti voglio bene e non vedo l’ora di organizzare una mega festa per il tuo rientro a casa, lo so passeranno ancora mesi, ma io comincio a pensare ad un luogo meraviglioso dove andare tutti insieme a brindare alla tua nuova vita e intanto preparo dei dolcetti golosi e facilmente trasportabili che mi auguro ti tirino su il morale!  


31 marzo 2022

Orsetti al miele


Qualunque cosa succeda

resta viva

Non morire prima di essere morta davvero.

Non perdere te stessa 

non perdere la speranza

non perdere la direzione

Resta viva, con tutta te stessa

con ogni cellula del tuo corpo

con ogni fibra della tua pelle

Resta viva

impara, studia, pensa, costruisci, inventa

crea, parla, scrivi, sogna, progetta.

Resta viva

resta viva dentro di te

resta viva anche fuori

riempiti dei colori del mondo

riempiti di pace

riempiti di speranza

Resta viva di gioia

C’è solo una cosa che non devi sprecare della vita

ed è la vita stessa

(Virginia Woolf)


L’altro giorno durante una passeggiata in centro ho scoperto un negozietto con tante cose carine, tra cui questo delizioso e tenerissimo stampino per biscotti, potevo lasciarlo al negozio? Non sia mai detto! Non so voi, ma la mia cucina è strapiena di stampini per biscotti, scatole su scatole in cui li ho suddivisi a livello tematico, quelli natalizi, pasquali, per Halloween, San Valentino e poi ci sono le scatole miste dove questo orsetto mancava proprio! E visto che nell’immaginario comune orso chiama miele, ho deciso di utilizzare l’ultimo acquisto per preparare dei deliziosi biscotti al miele!  Perfetti sia per concedersi una coccola di metà pomeriggio, magari accompagnandoli ad una fumante tazza di tè, sia per una dolce colazione o per uno sfizio dopo cena.


9 marzo 2022

Ciambella alla crema di pistacchio


La giustizia senza forza è inerme

la forza senza giustizia è tirannia.

B.Pascal


La crema di pistacchio è un’alternativa ghiottissima alla più classica crema spalmabile alla nocciola, e come la sua famosa sorella può essere utilizzata per farcire crepes e crostate o realizzare dolci al cucchiaio e gelati. A casa mia ne siamo ghiottissimi! Oggi, ho deciso di utilizzarla per ingolosire un classico dolce da credenza, di quelli perfetti da tenere in cucina sotto la classica campana di vetro, sempre pronti per soddisfare quell’attimo di golosità e di voglia irrefrenabile di dolce. Perfetta ovviamente sia per la colazione che per la merenda di tutta la famiglia, questa ciambella al pistacchio è stata realizzata con un semplice impasto all’acqua, senza burro, super soffice e dal delicato sapore di pistacchio. 


1 marzo 2022

Crostoli di Carnevale al Marsala


Se non poniamo fine alla guerra

la guerra porrà fine a noi

(H.G.Wells)


Di fronte ad una guerra, ingiusta ed indegna, negazione di ogni umanità è difficile scrivere di ricette e di carnevale, eppure per quanto i nostri pensieri siano oltre il mar Adriatico, i nostri occhi pronti a cogliere ogni nuovo twitter verificato o verificabile, le nostre orecchie in perenne ricerche delle ultime notizie dal fronte, la quotidianità nostra e dei nostri figli va, e deve, andare avanti. Anche se la preoccupazione per il futuro prossimo pesa sulle nostre anime e nei nostri cuori, ognuno cerca di allontanare da sé pensieri più nefasti che fanno apparire la pandemia un momento storico sicuramente ben più accettabile. Per quanto mi riguarda ho deciso di esorcizzare le mie paure, più o meno fondate ce lo racconterà la storia, cucinando, o più precisamente visto che è pur sempre carnevale, friggendo! 


23 febbraio 2022

Zeppoline dolci fritte ripiene di Nutella


Senti un po’, cara mammina,

or siam giunti a Carnevale

e a goder qualche cosina

non c’è poi nulla di male.

Alla fine, non pretendo

ciò che tu non mi puoi dare;

di teatro non m’intendo…

Io, ballar… non so ballare.

Lascio il ballo, il suono, il canto

ai garzoni e alle donzelle…

Io desidero soltanto

un bel piatto di frittelle!

(E.Berni)


Dall’ultimo piano di uno scaffale del ripostiglio è sbucata una piccola scatola rossa e dal suo interno improvvisamente è uscito un tesoro di ricordi, di emozioni, di tenerezza, un’esplosione di amore a 360°…i filmini fatti a mia figlia nei suoi primi dieci anni di vita! Non mi ero dimenticata dell’esistenza di queste piccole cassette, semplicemente non le avevo più riviste, forse perché ho ancora tutto molto vivido nella memoria. Ma rivederla trotterellare, risentire quel goffo linguaggio tenerissimo dei primi anni, i suoi sorrisi sdentati, i suoi baci lanciati … lo schermo del pc è diventato un catalizzatore non solo per me e per suo padre, ma anche per lei stessa. Si vedeva per la prima volta. Certo la casa è piena di sue foto incorniciate, ma rivedere il primo incontro con il mare, piuttosto che quello con la neve, o la sua prima maschera di carnevale, ed insieme a lei le sue cugine piccole, i suoi genitori giovanissimi, le nostre varie case … una girandola di emozioni meravigliose che ci ha avvolto in un magico turbinio di ricordi, di eventi, di volti cari che ci hanno accompagnato in quei meravigliosi anni. In uno di questi filmini mia figlia mangiava queste zeppoline, preparate dalla nonna e farcite dalle sue manine cicciottelle. E così ci è venuto voglia di rifarle proprio come allora, un semplice impasto base dal gusto neutro, preso con il cucchiaino, tuffato nell’olio caldo e poi via a scolare e a stiepidire senza passaggio nello zucchero semolato (mia figlia da piccola non sopportava i dolci inzuccherati perché le sporcavano e le appiccicavano le mani). Nella ripresa si vede chiaramente la piccola Sara che apre  questi bocconcini tagliandoli con un bellissimo coltellino rosa di plastica della sua cucina di Barbie (questo per farvi capire la sofficità dell’impasto) e li riempiva di Nutella…abbondantemente!

8 febbraio 2022

Taralli dolci al vino rosso e semi di anice


Meglio andare più lontano con qualcuno

che da nessuna parte con tutti

(Pierre Bourgault)


Queste deliziose e fragranti ciambelline sono dei biscotti, senza uova e senza burro, profumati all’anice tipici della tradizione abruzzese. Vengono preparati tipicamente in inverno e gustati usualmente dopo cena accompagnati da un vino liquoroso, ma sono perfetti da sgranocchiare in qualunque momento della giornata!  Si distinguono da altri biscotti simili, tipici di altre regioni del sud, proprio per l’aggiunta dell’anice, che regala loro un sapore ineguagliabile. L’anice verde è una pianta della famiglia delle Apiaceae con fiori giallo chiaro ed i semi piccoli e ovali di color marrone con striature più chiare. L’aroma dei suoi semi è dolciastro, molto simile a quello dei semi di finocchio, con i quali spesso vengono confusi, anche per la loro somiglianza nella forma e nel colore. I semi di anice, conservati interi o tritati, vengono utilizzati per insaporire pane, focacce, dolci e per aromatizzare vari liquori. 


1 febbraio 2022

Ciambella al latte condensato


L’imprevisto non è l’impossibile

è una carta

che è sempre presente nel gioco.

(Comte de Belvèze)


Questo è uno sfogo politico, quindi, se non vi va di leggerlo vi consiglio di passare subito alla ricetta. Una riflessione sulla penosa commedia a cui abbiamo dovuto assistere nei giorni scorsi. Infatti, per quanto il compito a cui sono stati chiamati i cosiddetti grandi elettori, fosse noto da tempo e l’obiettivo fosse chiaro, cioè eleggere un Presidente della Repubblica, con lo spessore morale e politico da rappresentare tutti gli italiani e che fosse da subito in grado di sostenere lo sforzo di ricostruire l’Italia con i fondi del PNRR, i leader politici dei vari schieramenti invece di rispondere in maniera adeguata al compito che il ruolo gli richiedeva, arrivando preparati alla meta con accordi già stretti, hanno preferito lo scontro. Uno scontro duro, aspro, disseminato di sgambetti ed errori che ha prodotto il risultato di far esaltare debolezze e vulnerabilità di tutti partiti, disseminando macerie ovunque. L’ennesima dimostrazione di una classe dirigente fallimentare capace solo di mettere in atto uno spettacolo indecoroso di fronte ad un paese in emergenza da ormai due anni e che, al momento, non riesce neanche ad intravedere la famosa luce in fondo al tunnel. Neppure la pandemia, la crisi economica, la situazione delle scuole, gli ospedali saturi, i problemi dell’occupazione … nulla è riuscito ad instillare nei nostri politici un po’ di senso di responsabilità. E, purtroppo, credo che il bello debba ancora arrivare! Stop allo sfogo personale, passiamo alla ricetta di oggi. Un dolce semplice, una torta da credenza golosa, dal gusto tondo e morbido perfetta per la colazione del mattino. 


26 gennaio 2022

Lenticchie in umido con polpette e salsicce


Non smetterò mai di sognare

avrò forza per vincere

coraggio per non mollare

pazienza per persistere.

(A.Parker)


Roma è strana in questo periodo. I negozi sono vuoti, le strade deserte. Ufficialmente non c'è nessun lockdown, ma nella mia città, così sempre brulicante di vita, vagano infreddolite solo poche persone, per lo più gente che raggiunge il posto di lavoro o si rifornisce di cibo. Sarà colpa di Omicron, sarà che ci sono veramente tanti contagiati e altrettanti sono in isolamento, sarà la mestizia di non vedere la fine, ma se andate in giro per il centro vi assicuro che ci sono più giornalisti che persone a passeggio. A parte il circo politico/mediatico di questi giorni, si percepisce troppa rassegnazione nell’aria e poca speranza. Si seguita, giustamente, a parlare di bonus e di ristori, ma per i bambini ed i ragazzi cosa stiamo facendo? È vero, tutti, a tutte le età, abbiamo sofferto e soffriamo per le limitazioni alla nostra libertà a cui il virus ci obbliga, ma i ragazzi, dai bimbi ai più grandi, sono quelli che hanno pagato e seguitano a pagare il prezzo più alto. Alcuni di loro hanno sofferto moltissimo altri meno, ma a tutti sono stati tolti due anni di esperienze, di viaggi, di socialità, di crescita nel gruppo, di confronto fisico con l'altro, due anni di abbracci, di baci, di primi amori, due anni di libertà. L’altro giorno, passando davanti al cortile di una scuola elementare, mi si è stretto il cuore nel vedere dei bimbi giocare con le mascherine indosso e nel sentire le maestre gridare “state distanti !”. Le nostre vite si sono stravolte e ci lamentiamo di questo in continuazione, ma le loro vite non si sono solo stravolte ... si sono fermate in stand by. Loro sono il nostro futuro, che generazioni stiamo crescendo? Che cicatrici rimarranno nelle loro anime, quanto peserà nel loro futuro il ricordo di questi due anni? Sempre che siano solo due anni… Mi dispiace oggi mi “beccate” così, un po' triste, un po' sfiduciata, un bel po' arrabbiata. E come sempre quando ho la luna storta mi rifugio in cucina, perché a volte distrarsi è rigenerante. 


19 gennaio 2022

I miei perfetti biscotti da inzuppo al cacao


La vita non è trovare te stesso

La vita è creare te stesso.

(G.B. Shaw)


Da quando sei nata sei la mia emozione più grande, ogni tuo passo ogni tua conquista mi riempie il cuore di gioia. Vederti crescere e trasformarti nella meravigliosa donna che sei diventata mi rende molto orgogliosa. Ringrazio la vita che mi ha concesso la possibilità, in questa assurdo periodo, di vederti discutere la laurea in presenza, anche se i festeggiamenti sono stati molto sottodimensionati rispetto a quello che avrei desiderato per te, mi piangeva il cuore all'idea che dopo tanto studio e tanti sacrifici fossi costretta ad una proclamazione on line. Ed ora, che per la prima volta ti affacci al mondo lavorativo credo di essere emozionata più di te! Ti auguro di raggiungere ogni traguardo che tu decida di prefissarti, ti auguro tantissime gioie e soddisfazioni. Sei forte, coraggiosa e determinata ... e si, prendimi pure in giro, ma vedere la tua foto sul tesserino dell’Ordine mi ha emozionata. In bocca al lupo amore mio! 


11 gennaio 2022

Finger food contadini e le regole per una polenta perfetta


Fare la polenta è un gesto antico

che scalda il cuore

prima ancora di saziare la fame.

(G. Spaliviero)


La polenta è uno dei piatti tipici della nostra tradizione italica le cui origini si perdono nella notte dei tempi, una preparazione semplice che ci riporta indietro ad una quotidianità fatta di piatti poveri, tempi lenti e genuinità degli ingredienti. Prepararla a regola d'arte non è difficile, basterà un po' di pazienza e prestare attenzione alle proporzioni, alla farina e al tipo di pentola da utilizzare. Per quanto i preparati rapidi possano essere comodi, dedicandogli un po' di tempo e cucinandola alla vecchia maniera porterete in tavola un sapore ineguagliabile, l’importante sarà seguire poche regole fondamentali per la sua perfetta riuscita. Per prima cosa la farina. La più adatta e la più classica è la farina di mais bramata (ossia a grani grossi), meglio ancora se di produzione locale o biologica. Non consiglierei, invece, la varietà fioretto, dalla grana troppo sottile, e quindi più adatta alle preparazioni dolci o alla polentina all’onda. Un’alternativa alla classica polenta gialla è la taragna ottenuta utilizzando una miscela fatta da farina di grano saraceno e farina di mais. Seconda cosa fondamentale il recipiente di cottura. Da sempre la polenta va cotta nel paiolo, quella pentola di rame dai bordi alti e dal fondo convesso, capace di diffondere il calore in modo uniforme e far cuocere così il mais in maniera perfetta. Nei tempi antichi la polenta si cuoceva nel camino, questo metodo di cottura ormai è in disuso, ma la buona abitudine di cuocere la polenta in una pentola di rame rimane. E se non in un vero paiolo di rame che sia almeno una pentola in ghisa sufficientemente capiente. È la scelta del materiale, infatti, il   segreto per ottenere risultati superlativi, ed il rame e la ghisa rappresentano i migliori conduttori di calore. Un’altra regola fondamentale al fine di ottenere la giusta consistenza, senza il minimo accenno di grumi, è il rispetto delle proporzioni tra acqua e farina. Calcolate che per ogni chilo di farina di mais bramata, saranno necessari 4 litri di acqua.  Ed ora il punto dolente, la cottura. La polenta è un piatto che ha bisogno di pazienza, tempi lunghi e braccia forti per cuocere bene e raggiungere quella consistenza perfetta. Cremosa, ma soda. Quindi, dopo aver versato a filo la farina nella pentola con acqua e sale dovrete mescolare lentamente, continuativamente e a lungo con un mestolo di legno, mentre piano piano si addensa e cuoce. Resistete per almeno un’ora. E se avete dubbi sulla cottura ricordate meglio cinque minuti in più che in meno, più cuoce e più sarà gustosa e digeribile.