20 aprile 2019

Buona Pasqua !




Auguro a tutti voi 
e alle vostre famiglie
una Pasqua  piena di serenità, gioia,
buon cibo e tanto cioccolato! 





15 aprile 2019

Colomba di Pasqua salata ... super rapida e facilissima!


Dall'uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: “Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio”.
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
“Viva la pace,
abbasso la guerra"

(Gianni Rodari)


Secondo una leggenda, il re longobardo Alboino, dopo aver conquistato Pavia, chiese ai nobili di portargli in dono il giorno di Pasqua oro, pietre preziose e 12 ragazze di sedici anni. Per l'occasione il cuoco di corte creò un dolce soffice, leggero e profumato, a cui diede la forma di una colomba, per ricordare i decori del duomo di Pavia.  Al primo morso Alboino esclamò “Che bontà! Da oggi in poi bisogna portare rispetto a tutte le colombe". Quando, poco dopo, iniziarono a sfilare davanti al Re le giovani, che avrebbero dovuto essere il “suo” premio, alla domanda del sovrano, “Come ti chiami?”, la prima ragazza furbamente rispose “'Colomba mio sire". Le altre intelligentemente capirono il messaggio e quindi anche loro alla medesima domanda dettero la stessa risposta. Alla fine, Alboino, per non rimangiarsi la parola data, di portare rispetto alle colombe, fece liberare tutte le fanciulle. Da allora la colomba è simbolo di pace e concordia. Ma, ovviamente, il simbolismo della colomba è legato anche alla Genesi. Dopo la fine del diluvio universale, con le acque che iniziavano a ritirarsi, Noè fece uscire la colomba dall'arca e lei tornò portando nel becco un ramoscello di ulivo. Una promessa di salvezza e riconciliazione con il creato. In un modo o nell'altro la colomba è il simbolo della pace. Come la colomba dolce è il simbolo della Pasqua. Ma se per una volta invece di concludere il pranzo pasquale con una fetta di colomba dolce, lo iniziassimo con una soffice fetta di colomba salata? Vi propongo una ricetta semplicissima, veloce e scenografica, alla portata di tutti, anche dei principianti, un’idea sfiziosa, perfetta non solo tra gli antipasti pasquali, ma anche per fare una splendida figura per il pic nic di pasquetta …tempo permettendo! Vi basterà utilizzare uno stampo usa e getta per conferire la tipica forma alla colomba salata. Questo tipo di stampi si trovano facilmente in commercio e costano pochissimo. Un impasto semplice, con lievito istantaneo che potrete arricchire seguendo la vostra fantasia, magari anche utilizzando i salumi e i formaggi che avete in frigo: prosciutto cotto, salame, ma anche pancetta, tra i formaggi andranno benissimo scamorza, provolone, fontina, in base alla disponibilità e ai gusti personali.  Se invece avete più tempo a disposizione e voglia di dedicarvi alle lunghe lievitazioni, potreste preparare un classico pasquale napoletano: il tortano, la ricetta la potete trovare qui. Oppure una meravigliosa corona pasquale con cui abbellire anche la tavola,  la ricetta qui, oppure la classica pizza al formaggio umbra, ricetta qui. Se siete ancora in cerca di idee pasquali , dolci o salate,  passate nella mia pagina degli Speciali potreste trovare qualcosa che vi sfizia! 


2 aprile 2019

Panino arabo con burger di lenticchie


È strano 
come i cambiamenti di stagione 
ci mettano addosso la voglia
 di essere in un posto diverso
 da dove siamo. 
Sarà che l’aria si fa diversa
 suggerendoci altri climi 
sarà che ci rendiamo conto
 che il tempo passa 
e noi restiamo fermi. 
(G.Calligarich) 


Le lenticchie sono tra i legumi più antichi, consumati e coltivati dall'uomo. La coltivazione di questa pianta, infatti, ha una storia che risale addirittura al 7000 avanti Cristo. Dall'Asia Sud-occidentale, dove inizialmente aveva trovato terreno fecondo, la pianta delle lenticchie si diffuse rapidamente anche nel bacino del Mediterraneo, dove i semi vennero ben presto apprezzati da tutte le popolazioni. Come tutti i legumi, le lenticchie abbondano di proteine e sono povere di grassi. Inoltre sono ricche di fibre, potassio, fosforo, calcio, vitamina B6, tiamina e acido folico. Esistono numerosissime varietà di lenticchie, ma le più pregiate sono proprio quelle coltivate in alcune regioni del nostro Paese. Le lenticchie IGP di Castelluccio di Norcia con la loro buccia tenera e sottile, o sempre con certificazione di Indicazione Geografica Protetta quelle verdi giganti di Altamura. Per trovare invece le lenticchie più piccole d’Italia dobbiamo andare nell'isola di Ustica, che insieme alle lenticchie ferrose di Villalba e alle lenticchie nere delle colline ennesi rientrano tra i presidi slow food siciliani.  Sempre nell'ambito dei presidi slow food troviamo le lenticchie di Santo Stefano di Sessanio coltivate sull'altopiano del Gran Sasso, quelle di Rascino della provincia di Rieti, le lenticchie di Ventotene e le policrome lenticchie di Mormanno coltivate nel Parco Nazionale del Pollino. Tra le diverse qualità di lenticchie coltivate in Italia, ci sono anche le lenticchie di Onano, un piccolo paese in provincia di Viterbo, e a quanto pare queste sono le uniche che sembra possano vantare un passato documentato. Infatti, se ne parla negli Statuti municipali del 1561, dove vengono prescritte sanzioni relativamente a furti o danneggiamenti verso queste piante. Come ho detto sono un alimento completo e salutare e in Italia ce n’è una grande produzione, però … al momento dell’acquisto dovete fare  attenzione, perché purtroppo un’indagine ha accertato che il 98% delle lenticchie vendute nella grande distribuzione proviene invece dall'estero … anche se con apparenti “marchi italiani”. Ve ne accorgerete solo leggendo scrupolosamente l'etichetta, noterete infatti che, a volte, i nomi sono simili agli originali ma non identici, oppure in etichetta l'indicazione cita  "Confezionato e distribuito dall'azienda", dicitura che sottintende come il paese di origine e la provenienza potrebbero essere differenti dal luogo in cui ha la sede l’azienda in questione. Quindi se nel piatto vi trovate delle lenticchie canadesi, cinesi o turche … nessuna truffa perché è tutto scritto chiaramente nell'etichetta, tanto più che l'origine della merce per legge è indicata, magari in piccolo, magari sul retro, ma ci deve essere … quindi ricordiamoci di prestare sempre molta attenzione all'atto dell’acquisto, non solo per questo legume, ma purtroppo un po' per tutto, leggiamo sempre scrupolosamente le etichette e le varie diciture. E ricordiamoci che prezzi troppo bassi e le offerte allettanti difficilmente possono coincidere con i costi dei prodotti autoctoni. Ma torniamo in cucina ... questo alimento oltre che molto gustoso è anche molto versatile, oltre ad essere un ottimo contorno, si inserisce facilmente come ingrediente in numerose ricette, ad esempio nelle zuppe, nelle vellutate, si sposa meravigliosamente con pasta e riso. Oppure, come in questo caso, si può utilizzare per preparare dei deliziosi burger vegetali.


26 marzo 2019

Pennoni con gamberi, zucchine e zafferano


È primavera. 
La natura esplode al suo risveglio,
 la carezza dolce della brezza 
scompiglia i pensieri 
e s’insinua nell’anima, 
e appare sul viso un breve sorriso. 
Se guardi il tuo riflesso 
t’accorgerai che dagli occhi guizza un fremito
 di vita nuova, 
lasciati pervadere
 e sorridi alla Vita.
(S. Shan)

Finalmente la primavera è arrivata portando con sé la possibilità di rigenerarsi trascorrendo il fine settimana all'aria aperta. Roma ci ha regalato un week end meraviglioso, una primavera soleggiata mite ed inaspettata, una città in cui reimmergersi e per di più con tanti eventi a cui partecipare. Ad esempio è tornata Via libera, un’occasione per i più sportivi per percorrere in bicicletta alcune delle strade più caratteristiche del nostro centro storico pedonalizzate per l’occasione, una pista ciclo-pedonale lunga circa 15 km da via Cola di Rienzo, a via dei Fori Imperiali, a via Veneto.  In questo week end, proprio per celebrare l’arrivo della primavera, ha aperto anche il Flowers Park, un parco temporaneo ispirato al famoso Keukenhof olandese, con oltre un milione di tulipani da poter raccogliere direttamente dal campo e godersi poi a casa. Ma questo è stato anche il fine settimana, che attendo maggiormente ogni anno, cioè quello delle Giornate FAI. Ogni anno, dal 1993, il primo weekend di Primavera i volontari del FAI organizzano su tutto il territorio nazionale degli eventi dedicati alla riscoperta del nostro patrimonio storico, artistico e culturale, per darci la possibilità di visitare dei luoghi normalmente non aperti al pubblico. Una vera festa per l’anima. Avrei voluto visitare tutte le splendide strutture eccezionalmente aperte nella mia regione, ma per evidenti ragioni di tempo ho dovuto fare delle scelte … comunque è stato bellissimo! E voi cosa avete fatto in questo primo week end di primavera?   


12 marzo 2019

Frollini al cacao di Ernst Knam


Un dolce prima lo guardi, 
poi lo annusi 
e infine lo mangi
Ernst Knam


Se in Paradiso non c'è il cioccolato, non ci voglio andare! Questa era la frase che si poteva leggere sull'invito per la festa dei vent'anni della pasticceria di Ernst Knam. L’amore che Knam ha per il cioccolato è indiscutibilmente sconfinato e totalizzante. Adoro quest’uomo gentile e per nulla saccente, tedesco di origine e milanese di adozione, il suo amore per il cioccolato, la sua filosofia basata sulla continua e intenzionale uscita dal consueto, sulla ricerca e la sperimentazione. Ernst Knam crea, modifica, adatta ... perché come ama ripetere: “Bisogna annusare, mordere, leccare. Ogni giorno. Quando smetterò di farlo non sarò più né un pasticcere né uno chef. Non sarò più Ernst". Ho avuto l’onore di assaggiare il suo mitico tris di mousse e di ammirare alcune sue preparazioni, veri gioielli di alta pasticceria, e di tornare a casa portando con me il famoso Knam Pollo, una piccola scultura pasquale che, vi giuro, mi ha straziato rompere, ma mi ha deliziato mangiare! Non oserei mai tentare di riprodurre una torta del maestro, senza falsa modestia non sono assolutamente all'altezza, ma la sua frolla quella si, da quando è entrata nella mia cucina ci è rimasta sovrana incontrastata. Friabile, leggera e delicata, la base perfetta sia per le crostate che per i biscotti. Si prepara in pochissimi minuti, senza troppa fatica o maestria particolare, unica accortezza il riposo in frigo per almeno quattro ore,  in modo che possa acquisire una consistenza e friabilità che vi farà innamorare. 



5 marzo 2019

Mignozzoli abruzzesi all'anice


Mi metterò una maschera da
Pulcinella
e dirò che ho inventato la
mozzarella.
Mi metterò una maschera da
Pantalone,
dirò che ogni mio starnuto vale
un milione.
Mi metterò una maschera da
pagliaccio,
per far credere a tutti che il sole è
di ghiaccio.
Mi metterò una maschera da
imperatore,
avrò un impero per un paio d’ore
e per voler mio 
dovranno levarsi la maschera,
quelli che la portano 
ogni giorno dell’anno
E sarà il carnevale più divertente,
veder la faccia vera 
di tanta gente.

(Gianni Rodari)


In questi ultimi giorni di Carnevale, non è ancora il momento di pensare alla dieta, è invece il momento di goderci le golose delizie legate a questa festa, quindi seppelliamo i sensi di colpa e iniziamo a friggere! Tra tutti i dolci carnevaleschi le castagnole, queste piccole sfere dall’interno soffice e profumato, sono a parer mio in assoluto le più facili e veloci da realizzare e da far sparire! Ogni famiglia ha la sua ricetta, tramandata di madre in figlia, ogni regione ha le sue varianti e ogni nome in dialetto è sempre magico ed evocativo di allegria e golosità, come solo il carnevale sa regalare. Questo sfizio, per lo più fritto e zuccherato, ha origini antiche, sembra infatti risalire al ‘700, infatti in un manoscritto dell’epoca, trovato da Italo Arieti negli Archivi di Stato della città di Viterbo, sono presenti in ben quattro ricette diverse di castagnole. A proposito di ricette tramandate dalle nonne, come sapete nelle mie vene scorre sangue abruzzese ed infatti quella che vi propongo oggi è proprio una delle ricette de quadernino di nonna Evelina, i Mignozzoli abruzzesi, delle sofficissime e profumatissime castagnole impastate con ricotta e anice. L’anice è uno dei miei profumi evocativi di casa e famiglia, delle mie estati da bimba nella grande villa dei nonni immersa nel verde. Non so di preciso se l’anice sia legato alle tradizioni culinarie abruzzesi, ma i semi di anice e il liquore all'anice erano molto utilizzati da mia nonna nei dolci.


26 febbraio 2019

Frittelle di mela profumate alla cannella


Viva i coriandoli di Carnevale,
bombe di carta che non fan male!
Van per le strade in gaia compagnia
i guerrieri dell’allegria:
si sparano in faccia risate
scacciapensieri,
si fanno prigionieri
con le stelle filanti colorate.
Non servono infermieri
perché i feriti guariscono
con una caramella.
Guida l’assalto, a passo di tarantella,
il generale in capo Pulcinella.
Cessata la battaglia, tutti a nanna.
Sul guanciale
spicca come una medaglia

un coriandolo di Carnevale.

(Gianni Rodari)


E’ arrivata la settimana più fritta dell’anno! Ed in questo periodo la voglia di dolci fritti, almeno a casa mia, diventa irrefrenabile!!! Lo so la frittura fa male, fa ingrassare, è pesante, impegna il fegato...  ma non si mangia ogni giorno, quindi mi sembra eccessivo rinunciarvi in assoluto, diciamo che andrebbe mangiata con consapevolezza. Frittelle, castagnole, graffe, frappe o chiacchiere che dir si voglia, la fanno da padrone in questo periodo nelle vetrine delle pasticcerie, dal panettiere, tra i banchi del supermercato e nelle bancarelle delle piazze in festa. Ecco diciamo che la consapevolezza dovrebbe iniziare proprio da qui, dallo scegliere dove comprare, consci che mai come in questo tipo di cottura … a casa è meglio !  La frittura è una tecnica di cottura che esiste da migliaia di anni, non deve essere demonizzata, ma è importante mirare alla qualità, non solo di ciò che si frigge, ma anche dell’olio che viene usato per friggere. La cosa fondamentale è che l’olio sia sempre fresco, pulito, non rabboccato e preferibilmente di arachidi, quello che dicono avere il punto di fumo più alto, perché quando l’olio inizia a “fumare”, è in quel momento che la frittura diventa nociva per il fegato ed irritante per lo stomaco. Per friggere correttamente andrebbe usato un termometro dedicato, così da poter monitorare la temperatura sui 160/180°, friggendo in olio abbondante pochi pezzi per volta. Ma nel caso non aveste il termometro, si può andare “ad occhio “ come facevano le nonne. Per capire quando l’olio è alla temperatura giusta potrete immergere un pezzetto di impasto, se affonda immediatamente l’olio non è ancora sufficientemente caldo, se invece rimane a galla la temperatura è eccessiva, se il cucchiaino di pastella affonda per poi riemergere subito, galleggiare e gonfiarsi allora la temperatura dell’olio è ottimale. Ed ora passiamo alla ricetta di oggi, delle squisite e irresistibili frittelle di mele, semplici e genuine, una ricetta di origine contadina, ritrovata su un vecchio foglietto ingiallito, con le dosi  a cucchiai, talmente facili da fare che potreste farvi aiutare anche dai piccoli di casa. Se invece cercate frappe, castagnole, ciambelle, bomboloni, frittelle varie … andate a dare un'occhiata nella mia sezione dolci fritti e buon divertimento! 


19 febbraio 2019

Plum cake zucca e cacao ... strasoffice!


Con in mano la prima tazza di caffè, 
cogli la fortuna di esistere, 
di risvegliarti con la natura
 qui, in questo angolo del pianeta, 
di rianimarti e di toccare terra, 
prima di affrontare lo sforzo di vivere… 
Respira avidamente il giorno nuovo,
 inedito,
 e capisci che questo, 
niente più di questo 
rappresenta ancora la felicità.

(Colette Nys-Mazure)

Adoro il mattino, è il momento della giornata che in assoluto prediligo, il momento in cui tutto inizia e tutto può ancora accadere e adoro la colazione, perché combina insieme due delle mie cose preferite, ovvero star fermi a godersi una tazza fumante e mangiare dolci. Fosse per me vivrei di colazione, adoro i dolci da credenza, i biscotti, le fette biscottate, i croissant, le brioche, ma anche lo yogurt, i cereali le spremute… se volete farmi felice invitatemi a colazione! Ma non una da bancone del bar, non sono un tipo “di corsa”, sono completamente l’opposto, sono un tipo da tavola apparecchiata, da tazza di thè, da fetta di dolce … le mie giornate iniziano tutte così, lentamente. Per me sono quasi un bisogno primario, i miei tempi lenti e la mia colazione tranquilla seduta alla mia tavola apparecchiata, con lo sguardo perso nel verde che mi circonda e nelle belle giornate, in terrazzo al sole tiepido. Un momento che riesco a condividere con la famiglia solo nel week end, mentre durante la settimana … loro sono molto più “mordi e fuggi”. Per me invece la colazione in relax è la carica necessaria per poter affrontare il mondo frenetico che mi attende in ufficio, il traffico cittadino, le corse continue per cercare di far stare dentro tutto, in sole 24 ore! 



14 febbraio 2019

Cuori di biscotto cacao e Rum


Se saprai starmi vicino,
e potremo essere diversi,
se il sole illuminerà entrambi
senza che le nostre ombre si sovrappongano,
se riusciremo ad essere “noi” in mezzo al mondo
e insieme al mondo, piangere, ridere, vivere.
Se ogni giorno sarà scoprire quello che siamo
e non il ricordo di come eravamo,
se sapremo darci l’un l’altro
senza sapere chi sarà il primo e chi l’ultimo
se il tuo corpo canterà con il mio perchè insieme è gioia…
Allora sarà amore
e non sarà stato vano aspettarsi tanto.

(Pablo Neruda)


Qualunque sia la coppia, l'umore, le aspettative, l'augurio è che ognuno possa trovare il modo di esprimere i propri sentimenti. Perché l’amore è amore a 360°, l’amore è fatto di quotidiana semplicità, di comprensione e rispetto, di amicizia e complicità. C’è chi festeggia e chi non festeggia, c’è chi ama rimanere in casa per un’intima cenetta romantica e chi preferisce brindare al ristorante in centro. C’è chi parte per un week end e chi prenota un massaggio di coppia. C’è chi torna a casa con un mazzo di rose e chi sussurra dolci parole all’orecchio. C’è chi porta la colazione a letto e chi regala gioielli. C’è chi dedica canzoni e chi passeggia mano nella mano. Ad ognuno il suo linguaggio d'amore. Ad ognuno la libertà di amare chi vuole.  


5 febbraio 2019

Risotto zafferano, taleggio e noci


Viviamo in un’epoca molto ingenua
per esempio, la gente compra prodotti
la cui eccellenza è vantata
dalle stesse persone che li vendono

(Jorge Luis Borges)


Un gusto delicato al palato e all'olfatto, un equilibrio unico di profumi, fanno dello zafferano la spezia più preziosa, ricercata, apprezzata e cara sin dai tempi antichi. Uno dei principali motivi del prezzo elevato dell'oro rosso è la complessità del metodo di raccolta e di lavorazione, interamente manuali. Per produrre 1Kg di zafferano è necessario raccogliere sui campi circa 150.000 fiori e occorrono più o meno 500 ore di lavoro. Da circa 20 fiori si ricavano 60 pistilli che una volta essiccati e lavorati servono per preparare una bustina di zafferano. Lo zafferano è conosciuto fin da tempi remoti, era molto amato dagli antichi egizi, che lo usavano per tingere tessuti, per produrre unguenti e profumi, e come aromatizzanti per i cibi. Fu addirittura citato da Omero nell’Iliade e godeva di grande popolarità presso i greci, secondo i quali i fiori di zafferano, insieme con il loto e il giacinto, servivano da giaciglio a Zeus, re dell’Olimpo. Mentre Dioscoride, medico, botanico e farmacista dell’antica Grecia, citava per questa spezia le proprietà salutari e già da allora metteva in guardia dalle eventuali adulterazioni. Ed oggi, più che mai, dobbiamo prestare attenzione alla sua qualità e alla sua veridicità. Ricordiamoci che lo zafferano non è mai in offerta e non può essere economico: un prezzo troppo basso nasconde sempre spiacevoli sorprese. Se optate per lo zafferano in bustine fate attenzione che la polvere sia uniforme, senza puntini bianchi, di colore rosso vivo, se non è così vuol dire che è stata utilizzata una qualità scadente o che è stata mischiata ad altri componenti, come minimo senza nessun valore gastronomico. Anche i pistilli posso essere falsificati, al posto dello zafferano in stigmi si possono furbescamente commercializzare altre piante erbacee simili come il cartamo (chiamato non a caso zafferanone), la curcuma (detta zafferano delle Indie) ottima anch'essa, ma molto meno cara o addirittura il colchico, una pianta velenosa, aggiungendo al danno economico quello alla salute. Quindi evitiamo di comprare zafferano sfuso durante un viaggio in oriente, non compriamolo in rete, se non direttamente dai produttori, oppure più semplicemente acquistiamolo in un negozio di fiducia e comunque sempre di marca e di provenienza conosciuta. Perché solo il vero zafferano, spezia di eccellenza, renderà con quell'invitante sfumatura dorata e quel profumo morbido ed intenso, ogni piatto speciale!