24 febbraio 2021

Madeleine cacao e zenzero


La vita è come un’eco:

se non ti piace quello che ti rimanda,

devi cambiare il messaggio che invii.

(James Joyce)


Per quanto cerchiamo di proteggerci, da certi rapporti interpersonali che sappiamo essere nocivi per noi stessi, può capitare che ci si rimanga invischiati involontariamente … perché il fato sa essere fastidioso e la vita mutevole.  A volte neanche c’entra il destino, magari è solo un evento scaturito da un altro evento che ci fa ripiombare in un meccanismo perverso e pericolosamente deleterio, che avevamo creduto di essere riusciti a lasciarci alle spalle. Purtroppo, ci sono legami che per quanto possiamo cercare di allontanare, per quanto tentiamo di sotterrare e dimenticare, esistono … sono realtà che di tanto in tanto siamo costretti ad affrontare. Persone che non avremmo mai scelto di far entrare nelle nostre vite, ma che ne fanno parte per diritto di nascita. Ed è lì che si vede chi siamo, la nostra forza nell’affrontare certi discorsi/scontri a testa alta, mantenendo il controllo … schiena dritta e sguardo fiero … ci sarà tempo, protetti dalla nostra solitudine, per le lacrime e la rabbia, ma di fronte a certi soggetti mai palesare le proprie debolezze … ne approfitterebbero. Le ferite dell’anima non sempre sono laceranti, possono essere anche solo piccole cicatrici che a volte si riacutizzano. 

16 febbraio 2021

Frappe friabilissime ... la mia ricetta perfetta


Ognuno di noi diventa pittore

a volte sarto a volte scultore

un po’ pagliaccio un po’ saltimbanco

con occhi allegri e sorriso bianco

Gli animi mesti diventano allegri

gli sguardi tristi non sono più pigri

coprono le maschere il volto di tutti

ma i sentimenti rimangono aperti

Si veste Arlecchino dei suoi colori

e Pulcinella dei suoi umori

così lontani così vicini

sorriso comune per tutti i bambini

Allegro l’umore felice il palato

tra frittole chiacchiere e pan pepato

stanche le membra soffuso il fracasso

è in arrivo Martedì Grasso!

(L.Re)


Friabili, croccanti, dorate, fragranti, irresistibili. Che le chiamiate bugie, cenci, chiacchiere, sfrappole, stracci, lattughe, crostoli o frappe è poco importante, sono comunque il dolce di Carnevale per antonomasia, protagoniste indiscusse dei banconi delle pasticcerie e dei forni delle nostre città. Se ne possono scuramente acquistare di ottime, ma mai come nel caso di queste golose sfoglie fritte spolverate di zucchero a velo, l’homemade fa la differenza al momento dell’assaggio. Peraltro, in casa sono facilmente riproducibili basta un poco di pazienza e voglia di friggere. Le frappe devono essere asciutte e non untuose, croccanti tra i denti e fragranti in bocca. Un velo delicato dalla consistenza impercettibile, che potrete arricchite con il classico zucchero a velo, in dose generosa, o con sottili schizzi di miele di acacia, ma vi prego fritte… perché al forno sono buone, ma sono un’altra cosa! E poi il Carnevale è o non è la festa degli eccessi, della sregolatezza e dei peccati di gola? E anche se quest'anno è una festa tenuta al guinzaglio, almeno nelle nostre cucine facciamola vivere nella pienezza dei suoi odori, tra nuvole di zucchero, sbuffi di farina e schizzi di olio!  


12 febbraio 2021

Castagnole sofficissime al Marsala


Par che ognun di Carnevale

a suo modo possa far;

par che ora non sia male

anche pazzo diventar.

Viva dunque il Carnevale,

che diletti ci suol dar.

Carneval che tanto vale,

che fa i cuori giubilar.

(Carlo Goldoni)


Il periodo più fritto dell’anno è arrivato! Febbraio è il mese del carnevale, delle maschere, dei coriandoli e dei dolci fritti e zuccherosi. E anche quando non ci sono bimbi in casa e festicciole da organizzare la voglia di fritti golosi si appropria di ognuno di noi, anche dei più morigerati e dieta dipendenti. Non tutti però hanno il piacere di impegnarsi in lunghe e complicate preparazioni e molti non amano friggere, soprattutto se devono farlo per parecchio tempo. Quindi se volete un dolcino carnevalesco goloso, facile da fare (si sporca solo una ciotola ed una frusta) e veloce da friggere, provate queste soffici castagnole, non ve ne pentirete! E ricordatevi di inserire nella padella dell’olio, quando è ancora freddo, un piccolo spicchio di mela, da cambiare spesso durante la frittura. In questo modo riuscirete a limitare l’odore sgradevole nella vostra cucina e anche la produzione di fumo. Nel caso non aveste una mela a disposizione, dopo aver finito di cucinare, potrete eliminare l’odore di fritto facendo bollire in un pentolino delle scorze di arancia, aggiungendo verso la fine anche dei chiodi garofano. Questi due profumi abbatteranno il cattivo odore del fritto e la vostra cucina vi ringrazierà.


3 febbraio 2021

Chiffon cake mandarino e curcuma


Tutta la varietà

tutta la delizia

tutta la bellezza della vita

è composta d’ombra e di luce

(Lev Tolstoj)


Iniziare la settimana mettendosi davanti al PC per tentare di prenotare il vaccino anti Covid,  per un over 80, è stato un incubo! Come sapete abito a Roma ed anche la mia mamma, da questo lunedì nel Lazio è possibile prenotarsi tramite un sito dedicato, ma come sempre in questi ultimi mesi ogni click day ha i suoi problemi. In questo caso l’inizio delle difficoltà è iniziato da subito, di prima mattina infatti è apparsa una schermata che indicava che per “problemi tecnici” l’orario di inizio veniva posticipato alle 12.00. E così puntuale alle 12.01 mi sono messa davanti al PC e … ho iniziato la mia via crucis. Come spiegano le indicazioni del sito, chi intende vaccinarsi, un suo familiare o conoscente, deve seguire una semplice procedura on line, per la quale occorre solo il codice fiscale … Io aggiungerei che necessita anche di almeno un giorno dedicato, un quintale di pazienza, dieci chili di Lexotan e camomilla a fiumi!  La proceduta è realmente semplice, il problema è che il sito va in crash ogni due minuti. Si procede a step, prima di tutto bisogna cercare di “entrare” nel sito, dopo molti tentativi si apre la schermata iniziale per inserire il codice fiscale, poi quella per scegliere la struttura ospedaliera dove recarsi per la somministrazione, una volta effettuata questa scelta, sia apre un’altra schermata che segnala il giorno e l’ora disponibili, una volta accettata la data,  si passa all’appuntamento per il richiamo e poi finalmente si arriva alla conferma della prenotazione e ….crash … e si ricomincia tutto daccapo! Ovviamente durante i passaggi da una schermata e l’altra il sito va in errore duemila volte e ogni volta si torna al via … ricominciando pazientemente dall’inizio tentando di entrare sul portale. Praticamene un girone dantesco! Quando, infine, la prenotazione va a buon fine, ci si rende conto che in teoria è tutto molto chiaro e fatto bene, per la somministrazione nel Lazio ad esempio si può scegliere su ottantanove sedi diffuse sul territorio regionale, contestualmente con la prima prenotazione si prenota anche la seconda e sempre nello stesso punto di somministrazione. Però ragazzi ho iniziato alle 12.00 e sono riuscita a prenotare la dose di vaccino per mia madre alle 19.30!! Vi giuro ero esausta!! Comprendo che i numeri dell’utenza sono molto rilevanti, circa mezzo milione di potenziali prenotazioni. Secondo gli organi di stampa oggi,  nel Lazio durante i primi sette minuti si sono prenotate 2.200 persone! La Regione per tutto il giorno ha chiesto comprensione per i disagi, ed io comprendo assolutamente. Mi rendo conto che tra i ritardi nelle consegne da parte di Pfizer e Moderna, e la raccomandazione di non utilizzare il vaccino Astrazeneca sopra i 65 anni, i piani vaccinali si stanno complicando, a questo poi aggiungiamo la gestione di numeri folli delle prenotazioni … Non possiamo far nulla o poco contro le farmaceutiche, però forse l’idea di testare prima il sistema di prenotazioni per verificarne la tenuta non sarebbe stato male.  Comunque, ce l’ho fatta, mia madre ha la sua prenotazione, in un ospedale vicino casa ed anche ad un orario comodo … sono soddisfatta ed ora mi vado a coccolare con una bella fetta di questa deliziosa e sofficissima chiffon cake! 


26 gennaio 2021

Pumpkin bundt cake


Non è perché le cose sono difficili che non osiamo,

è perché non osiamo che sono difficili

(Seneca)


Gli stampi da Bundt cake o da Kugelhupf hanno la peculiarità di rendere i dolci bellissimi e scenografici, ma tutte quelle scannellature li rendono spesso molto difficili da sformare ed inoltre non tutti gli impasti risultano adatti a queste particolari forme. Ogni dolce, quindi, ha un livello di difficoltà strettamente collegato alla forma dello stampo che decidiamo di usare. Realizzare l’impasto è semplice, ma riuscire a cuocerlo e a sformarlo senza rovinarlo esteticamente non lo è altrettanto. Quindi,  spero vi faccia piacere se vi lascio qualche consiglio. Prima di tutto dovrete avere l’accortezza di imburrare lo stampo in modo molto scrupoloso, per fa ciò la cosa migliore è far ammorbidire il burro fino al punto di poterlo utilizzare tramite un pennello in silicone e quindi stenderlo, meticolosamente, in ogni scannellatura. Una volta che avrete imburrato perfettamente lo stampo ponetelo in frigorifero per cinque minuti, in modo che il burro solidifichi nuovamente. Il passaggio successivo sarà l’infarinatura, preferendo per lo “spolvero” nel caso di una preparazione al cioccolato, l’utilizzo del cacao o del Nesquik. Cospargete la farina nello stampo utilizzando un piccolo setaccio o un colino a maglie fini, in modo da far aderire perfettamente la polvere alle pareti, scuotete lo stampo con piccoli colpetti laterali per ben distribuire la farina all’interno. Infine, capovolgete lo stampo e battendo con il palmo della mano fate cadere l’eccesso di farina. Una volta fatta questa operazione, lo stampo andrà rimesso al freddo fino al momento di inserirci l’impasto. Gli ingredienti, come per tutti i dolci, dovranno essere a temperatura ambiente e non semplicemente tirati fuori dal frigorifero qualche minuto prima di iniziare la preparazione. Infornate, al massimo, entro 15 minuti da quando avrete finito di preparare l’impasto, questo sia perché il lievito comincia ad agire anche a freddo, sia perché l’aria, incorporata montando le uova, si “attenua” con il passare del tempo. Utilizzate sempre il forno in modalità statica, impostandolo alla temperatura indicata dalla ricetta, una volta raggiunta la temperatura, prima di infornare il dolce lasciatelo stabilizzare dieci minuti e posizionate la torta al centro. La temperatura del forno è fondamentale per la cottura di ogni dolce, ma purtroppo può capitare che in alcuni forni possa variare anche di 15° rispetto a quella indicata dal display. Quindi il mio consiglio è quello di testare sempre un nuovo forno con l’aiuto di un termometro specifico per poi potersi regolare al meglio. Una volta che il dolce sarà cotto, estraetelo dal forno e lasciatelo riposare almeno 30 minuti, prima di iniziare le manovre per estrarlo. Iniziate staccandolo leggermente dai bordi dello stampo, premendo lievemente sulla circonferenza esterna con i polpastrelli, poi passate delicatamente la lama liscia di un coltello intorno alla parte superiore della cannula centrale. A questo punto, capovolge lo stampo sopra una gratella per dolci, battete leggermente e vedrete che uscirà con facilità!


19 gennaio 2021

Spaghetti all'Amatriciana


Nun vojo stà a parlà de la ricetta,

che pasta ciài da usà,

pecora o grana,

quer che ce va in de n’amatriciana

si ar posto der guanciale, la pancetta.

La tradizzione certa, più romana,

sa già qual è l’unione più perfetta,

co quale sugo e come se ‘nforchetta,

‘sto primo de la storia più nostrana.

Quer che vojo rimà, co ‘sti du’ verzi,

è er nome propio de ‘sto granne piatto,

chiamato ne li modi più diverzi.

Sortanto uno è giusto, pe contratto,

è amatriciana co la A …!

(Stefano Agostino)


Molti piatti della tradizione risultano immutati nel tempo e dal lontano passato arrivano sulle nostre tavole come testimoni del gusto semplice dei nostri avi. L’amatriciana, per esempio, è un vero e proprio monumento della gastronomia romana e laziale. Fin da piccoli siamo abituati al suo sapore, alla ricetta di famiglia tramandata di generazione in generazione, secondo una precisa formula compresa di poche regole da seguire fedelmente per la sua perfetta riuscita. Prima di tutto, quando si parla di questo piatto, l’ingrediente principe insostituibile è il guanciale, assolutamente niente pancetta. Perché solo questo salume, composto da due parti di grasso e una di carne ricavato dalla guancia del maiale, donerà all’amatriciana quella particolare delicatezza e dolcezza che la rendono unica ed insuperabile. Un’altra regola è il divieto assoluto di utilizzare aglio o cipolla, ma solo una punta di peperoncino. Altro particolare importante è la padella, possibilmente di ferro, utilizzata inizialmente a freddo, così che il grasso del guanciale scaldandosi lentamente nell’olio, non rischi di bruciarsi in fretta e risultare “gommoso” all’assaggio. Sul formaggio si apre una diatriba ancor più particolare, infatti, se si vuole gustare una vera amatriciana il pecorino da utilizzare dovrebbe essere possibilmente quello tipico della zona dei Monti Sibillini o dei Monti della Laga, mentre l’uso del pecorino romano, farebbe notare al palato un gusto un po' troppo marcato. Ma comunque qualunque pecorino vogliate utilizzare l’importante è che vi ricordiate che nell’amatriciana è assolutamente vietato utilizzare il Parmigiano. E per finire il formato della pasta: spaghetti, bucatini o rigatoni? Assolutamente spaghetti! Gli abitanti di Amatrice, infatti, cittadina depositaria della ricetta autentica, condiscono con questo sugo esclusivamente gli spaghetti. Per questa ricetta hanno anche richiesto ed ottenuto nel 2004 l'Indicazione Geografica Tipica alla comunità europea. Questo piatto si fonda su ingredienti tipici e su una preparazione semplice, ma meticolosa, che lo rendono una parte fondamentale della cucina italiana adorata dai turisti di tutto il mondo.



12 gennaio 2021

Girelle di pandoro ... goloso riciclo


Insisti nei tuoi iniziali propositi

e forse giungerai alla vetta

o almeno più su

del punto raggiunto da qualunque altro

(Lucio Anneo Seneca)


Ogni gennaio della mia vita è stato identificato da un elenco di buoni propositi per il nuovo anno ... non questa volta, questa volta niente lista, l’anno appena iniziato è … particolare, un anno senza aspettative, un anno di letargo dalla vita, con alle spalle dieci mesi di vita ibernata, sogni congelati, programmi rimandati … per il nuovo anno desidero solo salute per me e per tutti i miei affetti, e spero di ricevere al più presto il vaccino, come mi auguro la maggior parte degli abitanti di questo pianeta. Vaccino, che non essendo una bacchetta magica, ci costringerà ancora per parecchi mesi a sottostare con senso di responsabilità a tutte le necessarie restrizioni fino a quando non sarà inoculato alla maggioranza della popolazione. E spero sia vero che questo 2021 verso la sua fine, in controtendenza con la natura, trasformi il prossimo inverno in una sorta di rinascita primaverile dell’umanità, liberandoci tutti dal nostro forzato letargo e rendendoci la nostra agognata libertà. Quindi è questo il mio unico desiderio per quest’anno e la mia unica aspettativa ... per il resto, il mio buon proposito è solo quello di farmi coinvolgere professionalmente solo lo stretto necessario e soprattutto appena si potrà … più vita possibile! Mi manca viaggiare, andare ad un concerto, a teatro, in un museo, al cinema … nell’attesa seguito a cucinare e a mangiare, dolci soprattutto che sono sempre un ottimo antidepressivo! Oggi più che una ricetta vi lascio un consiglio goloso per riciclare il pandoro avanzato dalle feste e creare una merenda perfetta per i più piccoli, ma apprezzatissima anche dai più grandi. Le girelle di pandoro, una piccola furbata che ricorda una famosa merendina, si preparano in pochi minuti, senza cottura e con solo tre ingredienti!


5 gennaio 2021

Mandorle pralinate ... per la calza della Befana!


La Befana, cara vecchietta,

va all’antica, senza fretta.

Non prende mica l’aeroplano

per volare dal monte al piano,

si fida soltanto, la cara vecchina

della sua scopa di saggina:

è così che poi succede

che la Befana … non si vede!

Ha fatto tardi fra i nuvoloni,

e molti restano senza doni!

Io quasi, nel mio buon cuore,

vorrei regalarle un micromotore,

perché arrivi dappertutto

col tempo bello o col tempo brutto…

Un po’ di progresso e di velocità

per dare a tutti la felicità!

(Gianni Rodari)


La figura della Befana è circondata da un magico alone e da molte leggende. Molti ne attribuiscono la nascita alla tradizione religiosa, altri fanno risalire la sua origine ai popoli celtici, per altri ancora invece il personaggio della Befana ha un'origine pagana. Ad allora risale la prima tradizione, che ha visto questa vecchia strega buona, identificata come una sorta di Madre Natura che, nella dodicesima notte dopo il Natale, passava per le case lasciando in eredità semi e gemme che ciascuno avrebbe dovuto piantare, come simbolo di rinascita della natura nel nuovo anno. Tra i racconti popolari e le credenze religiose persiste la convinzione, secondo la quale i doni della Befana, sono simbolo di buon auspicio ... e di buon auspicio quest’anno ne abbiamo veramente tutti tanto bisogno ed allora che ne dite di rendere le calze dei nostri cari particolarmente ricche e golose, proprio in senso di augurio e speranza, per un anno migliore per tutti, magari aggiungendo anche qualche semplice preparazione home made? Io, ad esempio, ho deciso di regalare dei piccoli vasetti riempiti di mandorle pralinate. Le adoro e ne sono golosissima! Anche solo il loro profumo mi riporta indietro nel tempo, mio padre me ne comprava sempre un sacchetto la mattina del 6 gennaio a Piazza Navona, durante la nostra tradizionale passeggiata dell’Epifania. Era ed è bellissimo immergersi nella magica atmosfera di quella spettacolare piazza, respirarne l’aria festante, tra le bancarelle di giocattoli, regali e dolciumi, le luci, la musica, il profumo dello zucchero filato e delle mandorle pralinate, e poi i giri sulla giostra, gli artisti di strada, i famosi ritrattisti ... Quest’anno purtroppo niente mercatino natalizio a Piazza Navona e quindi niente mandorle pralinate, ed allora ho pensato di sopperire, producendo questa leccornia in casa e regalandole ai più golosi, tra i miei affetti. Queste praline croccanti sono realizzate con solo tre ingredienti e possono diventare un goloso dolcetto da inserire nelle vostre calze della Befana, ma anche uno snack sfizioso da sgranocchiare durante la giornata. 


1 gennaio 2021

Buon anno !

Si è appena concluso un anno drammatico, che ha messo in ginocchio tutte le popolazioni mondiali e che molto probabilmente verrà ricordato come uno dei più difficili della storia dell’umanità. Finalmente siamo di fronte ad un nuovo anno, ancora duro, ancora pieno di sacrifici, ma una flebile luce si intravede in fondo al tunnel, un percorso pieno di incertezze, ma denso di speranze. Nuovi giorni all’orizzonte, in cui speriamo di poter finalmente riprendere le nostre abitudini, riacquistare la normalità e ricominciare ad abbracciarci. Sembra che ci siano tutti i requisiti affinché il 2021 sia oltre che è un nuovo anno anche un anno migliore, ma dipende in gran parte da noi, dal singolo comportamento di ognuno di noi, dalle nostre scelte e dalle nostre decisioni. Vi auguro dunque di prendere sempre le decisioni migliori per voi stessi e per i vostri cari, vi auguro mente aperta e animo lieve, vi auguro tanta salute e tanta serenità e che sia per tutti un nuovo inizio!  




Dal profondo del mio cuore 

auguro ad ognuno di voi 

un sereno nuovo anno !



29 dicembre 2020

Frolla sablè cacao e cannella


I cieli grigi e le luci di dicembre 

sono la mia idea di gioia segreta

(Adam Gopnik)


Nonostante tutto io amo questo periodo dell’anno, il lungo stacco dagli impegni lavorativi, la casa addobbata, le play list a tema, i film di Natale, le tisane aromatizzate, le candele profumate, la famiglia riunita nel tepore domestico laddove fuori sferzano vento e pioggia, tempo in più da dedicare alle mie amate letture, alla musica, alla cucina e ai miei amati biscotti. Adoro biscottare a dicembre, tirar fuori tutte le formine a tema natalizio, aromatizzare la frolla ... biscotti che cuocendo sprigionano profumi inconfondibili che inondano la casa e mi riportano indietro nel tempo, quando l'unica preoccupazione era la speranza che arrivassero tutti i regali richiesti. Gli anni passano, la vita cambia, le preoccupazioni crescono, ma la magia del Natale passa anche dal forno e mi aiuta a riequilibrami con il mondo anche ora. Ovviamente preparo biscotti tutto l'anno, ma in questo periodo diciamo che la produzione è più massiccia, dall'otto dicembre e fino al sei gennaio sforno di continuo e quest'anno ne ho anche regalati moltissimi. E voi che mi dite, siete comunque riusciti a godervi questi giorni di festa? Ne avete approfittato per staccare un po' la spina dalla realtà ed immergervi nei profumi e nei sapori del Natale? Se vi va raccontatemi nei commenti le vostre giornate, che per molti di voi sono state anche dolcemente innevate ...  io intanto corro in cucina a sfornare altri biscotti, il profumo mi chiama!