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4 novembre 2020

Vellutata mista ... extra light!


Tempi felici sono quelli in cui è lecito

pensare ciò che si vuole

ed esprimere ciò che si pensa.

(Publio Cornelio Tacito)


Tantissimi diritti che esercitiamo nel nostro quotidiano li diamo troppo spesso per scontati, ad esempio poter accedere ad internet e fruire senza limitazioni dei suoi contenuti, non è un diritto che hanno tutti i popoli. Purtroppo nel mondo molti sono impossibilitati a fruire liberamente della rete, per ragioni politiche, geografiche, economiche o sociali, e questo è sicuramente un elemento di marginalizzazione per molte persone. La rete, così come siamo abituati a conoscerla, si basa su un principio democratico di uguaglianza e di libera espressione, eppure ci sono molti paesi “digitalmente repressivi”. Alcuni bloccano i siti di informazione politica o particolari social media, altri invece bloccano qualunque sito il governo riesca a definire “immorale”, poi ci sono addirittura paesi in cui si può essere condannati per aver condiviso o messo un like ad articoli critici verso il potere costituito.  Quindi, mentre in nazioni come l'Italia ognuno di noi è libero di aprire un forum o un blog o utilizzare un qualunque social per esprimere le proprie opinioni, anche riguardo la politica ed il governo, in altri paesi ciò è stato impedito. Ad esempio viene bloccato Twitter, proprio perché utilizzato principalmente per discussioni politiche. Oppure vengono bloccati social tipo Facebook, ma anche chat come WhatsApp e Skype, per impedire alle persone di diffondere messaggi o organizzare incontri o manifestazioni a sfondo politico. L’impossibilità a connettersi produce mancanza di informazioni e ovviamente questo agevola solo chi detiene il potere.  Il web ha giocato e gioca un ruolo cruciale nella società attuale, contribuisce ad attivare e modellare nuove forme di socialità, basate sulla molteplicità e sulla pluralità delle informazioni. Internet non è solo tecnologia, è l’epoca stessa in cui viviamo. Nessuno dovrebbe restare indietro e a nessuno dovrebbe essere limitato l’accesso alla rete,  questo mondo virtuale dovrebbe essere basato su regole di libertà e di uguaglianza per tutti, senza distinzioni politiche o religiose. La fonte della ricchezza di ogni paese dovrebbero essere le idee e la conoscenza, e nessuno dovrebbe controllare le idee ed i loro processi di elaborazione.


22 gennaio 2019

Maltagliati all’uovo in crema di cannellini


Non guardarmi soltanto quando sogno
quando sorrido
quando apro finestre nel cielo 
e guardo cosa c’è oltre
guardami mentre inciampo e cado
quando combatto e sbaglio
Guardami quando ho paura
quando il buio sta per arrivare
allora sì, 
potrai dire chi sono

(Fabrizio Caramagna)


Come sapete sono terribilmente poco social, sarà che non sono certo una nativa digitale, sarà che il lavoro mi fagocita la maggior parte della giornata e che il tempo libero preferisco viverlo più che “condividerlo”, ma ogni tanto, magari in una brutta giornata piovosa come questa, capita che mi ritrovi a farmi un giretto sui social ed oggi un post di un’amica su FB mi ha colpito particolarmente e mi ha portato a riflettere. Lei parlava del cambiamento in negativo dell’interazione nei foodblog con l’avvento dei troppi social, più istantanei, ma anche più freddi … pensiero con cui concordo in pieno,  ma ora qui con voi vorrei “allargare” il concetto, vorrei parlare dell'interazione con i social e con la rete in senso lato, A volte ho come la sensazione che la situazione ci stia sfuggendo di mano. I social e la rete sono sicuramente utili per reperire informazioni o mettersi velocemente in contatto con persone lontane, e a volte fanno “compagnia”, ma troppo spesso, invece, sono abusati come vetrina dell’apparenza, e questo è ancora più evidente laddove si eliminino persino le parole, per obbligo di velocità e spazio. Di fatto viviamo in una società che si nutre di immagini, si blocca l’attimo, qualunque attimo anche quello più privato, per riproporlo immediatamente alla community… ma privo di ogni riflessione emotiva. Una foto è sicuramente piacevole da vedere, ma non conoscendo nulla di chi c’è dietro quello scatto e quale ne sia la storia, non c’è anima, non c’è sogno, non c’è emozione. Dicono che la tecnologia abbia reso la vita più facile, e su questo siamo tutti d’accordo, ma ci ha reso più felici? Lasciatemi avere dei dubbi. Vedo troppe persone camminare per strada con gli occhi fissi sul cellulare, nulla li distoglie dal loro piccolo schermo, la vita gli scorre intorno, ma non se ne accorgono. Troppi bambini hanno come baby sitter un tablet, troppe persone valgono poco, pochissimo … ma appaiono tanto! In questo spazio sociale in cui esiste una  App per tutto, da ricordarti di bere a pregare, navighiamo senza troppa consapevolezza e senza sufficiente comprensione della realtà della rete, dimenticandoci spesso e soprattutto non informandone sufficientemente i nostri ragazzi, che oltre al “nostro” mondo, dietro una tastiera si nasconde un sottobosco di delinquenza, di finte identità, di realtà parallele, di vizi e perversioni che purtroppo nella rete trovano appagamento. In quest’epoca dove la vita di tutti sembra un eterno palcoscenico, dove, protetti da uno schermo, tutti possono assumere le sembianze che desiderano, dovremmo cercare di dispensare le nostre foto e le informazioni sulla nostra vita e soprattutto su quella dei nostri bambini con più parsimonia ….perchè il lupo cattivo non è più solo dietro l’angolo...


29 ottobre 2018

Minestra di riso e piselli, la ricetta della mia famiglia


La vita non è quella che si è vissuta, 
ma quella che si ricorda 
e come la si ricorda per raccontarla.

(Gabriel García Márquez)


Negli anni settanta, negli Stati Uniti venne creata la definizione “comfort food”, un’espressione ormai universalmente utilizzata per indicare quel cibo che infonde in chi lo mangia emozioni positive e rasserenanti. Piatti il più delle volte semplici e genuini, spesso ricette di famiglia. Il cibo che si cerca quando vogliamo regalare a noi e ai nostri cari una coccola, un momento di confortante tranquillità. Cibi che già dal primo boccone ci riportano indietro nel tempo, a certe atmosfere affettive piacevoli e rassicuranti. Ovviamente ognuno ha i suoi comfort food, i miei  - dolci o salati - sono in assoluto quelli legati alle tradizioni culinarie della mia famiglia, i piatti della nostalgia, quelli della mia infanzia, il cui solo profumo mi accarezza il cuore e mi riscalda l’anima. Quasi sempre piatti poco elaborati, ma strutturati a forza di affetto. Quando le ricette si appuntavano sui quaderni o si tramandavano a voce e quando c’erano più quanto basta che grammi. Oggi, che una bufera di vento e pioggia rumoreggia fuori dalla porta, mi sembra la giornata più adatta per un caldo comfort food, come questa corroborante minestra di antica memoria.   


16 aprile 2018

Minestra di riso e patate ... c'era una volta la primavera!


E’ pur vero che l’ordine antico delle stagioni 
par che vada pervertendosi. 
Qui in Italia è voce e querela comune, 
che i mezzi tempi non vi son più; 
e in questo smarrimento di confini, 
non vi è dubbio che il freddo acquista terreno
(Giacomo Leopardi)


È come se questo lungo inverno non se ne volesse proprio andare, anche se in realtà la primavera sarebbe arrivata da parecchio, il cielo è troppo spesso grigio, la pioggia e il vento sono quasi costanti. Certo le temperature sono un pochino aumentate,  ma non mi basta…io voglio il sole, il suo calore sulla pelle, voglio il cielo azzurro, voglio poter passeggiare sulla riva del mare … voglio l’estate! Questa primavera instabile mi infastidisce … ho voglia di togliere l’ombrello dalla borsa, ho voglia di camicette leggere, di pantaloni di lino,  di fresche insalate, di gelati  ed invece sono ancora qui con il cardigan di lana a scrivere una ricetta tipica invernale che purtroppo …ci sta tutta in questa grigissima giornata. Il meteo domani prevede sole … ma dopodomani nuovamente temporale !


13 marzo 2018

Crema di zucchine allo zenzero con farro perlato


La più felice di tutte le vite
è una solitudine affollata.
(Voltaire)


Ho da poco letto di uno studio psico/sociologico che racconta come la paura della solitudine, in senso lato, sia tipica dell’uomo moderno “Il timore e l’incapacità di guardarsi allo specchio, di guardarsi nell'anima, di accettarsi, di riflettere, di ascoltare i rumori dei propri pensieri, le vibrazioni del proprio cuore. Da qui il bisogno incessante di stordirsi, di distrarsi, di immergersi in un caotico turbinio di pseudo-relazioni, spesso effimere e vuote”. Ora evidentemente qui non si parla della solitudine reale di alcuni anziani, o di alcuni malati, né tanto meno della solitudine nel suo stato di malattia che porta alla depressione, ma di una solitudine … definiamola “sociale”, vissuta come malessere da persone incapaci di stare bene da sole e di bastarsi, anche semplicemente per un pomeriggio o per un week end (... e ne conosco purtroppo). E’ evidente e auspicabile che la solitudine non dovrebbe mai essere subita e vissuta per necessità, ma questo sarebbe un discorso lungo, complesso e troppo concatenato ai malesseri sociali del nostro tempo. Parliamo invece della solitudine per scelta, di quegli spazi di isolamento che dovrebbero essere cercati da ognuno di noi. Piccole dosi di gratificanti momenti di disintossicazione: dai rumori molesti, dalla routine, dalle risate e dai pianti, dalle lamentele e dalle chiacchiere. Si dovrebbe scegliere più spesso di trascorrere qualche ora, o più giorni, in totale solitudine per imparare a godere della meravigliosa opportunità di accrescere il nostro benessere interiore, per raccogliere le idee, meditare, riflettere e anche per dare maggior senso e concretezza al nostro lato sociale, al nostro io nella moltitudine. Questo lato positivo della solitudine, dovremmo vederlo come una sorta di spazio prezioso nel quale ri-incontrare noi stessi, riappropriarci della nostra serenità, del nostro equilibrio interiore, uno spazio in cui elaborare e crescere per poi seguitare a costruire legami con gli altri, forse più maturi, sicuramente migliori. I miei momenti di solitudine non sono molti, ma non potrei mai farne a meno, momenti di coccole rigeneranti. Però, raramente mi ritrovo a tavola da sola, ma quando accade niente panini o insalate veloci, preferisco godermi uno di quei piatti che sono poco graditi dai miei familiari, come quello semplicissimo, ma ottimo, che vi propongo oggi.  



28 dicembre 2017

Vellutata di carote profumata alla curcuma


Ci sono momenti nella vita 
in cui qualcuno ti manca così tanto 
che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni 
per abbracciarlo davvero!
(Paulo Coelho)

Il Natale è quel momento in cui, travolta da mille emozioni positive mi sento particolarmente felice, confortata dal calore degli affetti che si riuniscono, appagata dalla tranquillità che regna in casa e da quella che sembra volteggiare su tutti, eppure, come sempre ormai da tanto tempo, qualcuno mi manca... tanto e ancor di più. Ci sono assenze inaccettabili e incolmabili che in certi giorni  ti  bucano l’anima e ti fanno sentire il cuore in affanno. Lasciatemi crogiolare in quest’attimo di dolce malinconia in questa freddissima giornata uggiosa post feste, lasciatemi assaporare con dolcezza la malinconia della mancanza dell’uomo che ho più amato nella vita e che indiscutibilmente mi ha amato di più. Gli anni trascorrono e le tavolate di Natale si trasformano … troppe persone ormai mancano all'appello, ma altre ne sono arrivate è il ciclo della vita è nella sua natura stessa. Come è nella natura dell’uomo abbuffarsi, straviziare e poi piangere lacrime di coccodrillo per aver ceduto all'eccesso di cibo, ai troppi dolci e all'alcool. Quindi invece di infierire sulla bilancia, se posso, vi consiglierei in questi brevi giorni di sosta e prima dei prossimi bagordi, di depurare un pò il vostro organismo, cercando di bere molta  acqua, mangiando frutta fresca, verdura e visto il freddo polare che ne dite di una calda vellutata? 



1 novembre 2017

Vellutata di carote e finocchi


Conviene procedere adagio
là dove si teme di trovare grandi precipizi
e perciò la Sagacia vada innanzi a tastar terreno
e la Prudenza ad occuparlo.
(Baltasar Gracián y Morales)


Ci sono momenti in cui nulla sembra andare come dovrebbe … ci sono momenti in cui non ti senti più il burattinaio, il padrone del tuo destino, l’artefice, non ti senti più sulla cresta dell’onda … ma trasportato dalla corrente … ci sono momenti in cui tutto crepa, tutto trema, tutto vacilla …  nulla è più certezza, nessuna sicurezza … momenti in cui vorresti essere altrove … momenti che non vorresti affrontare …ma devi. Momenti in cui le uniche cose che contano sono le più semplici… la famiglia, gli amici, il loro affetto … sapere di non essere soli.  Anche se sarai realmente solo in quel preciso momento, anche se tu solo dovrai prendere la spada ed affrontare il drago, anche se sarà tuo il sangue che scorrerà … anche se è tua l’anima dilaniata, anche se l’attesa ti ucciderà  … sai che dopo ci sarà qualcuno, più d’uno a medicarti le ferite … ad abbracciarti ... a tenerti la mano …  



27 dicembre 2016

Vellutata di zucca e carote senza patate... leggera, dietetica e disintossicante!


Vorrei poter mettere
lo spirito del Natale all'interno di un barattolo
e poterlo tirare fuori mese per mese
 poco alla volta
(H.Miller)


Ed invece dopo giorni di attesa, preparazioni, corse ... in un batter d'occhio tutto è passato, e sembra quasi sfuggito di mano troppo velocemente. Avrei voluto godermi il tutto un po di più. Mi piace l'albero di Natale con tutta la sua montagna di pacchetti sotto... senza sembra così solo e triste. Mi piace addobbare la casa, preparare, cucinare, mi piace l'attesa. Ed ora invece... ci sono solo avanzi da smaltire o riciclare, ora che tutti avremmo bisogno di qualche giorno di dieta, ci sono montagne di dolci ammonticchiate in cucina. Lo so forse non è facilmente comprensibile questa mia nostalgia post natalizia, calcolando che ci sono ancora tanti giorni di festa davanti a noi, dove incontrarsi, mangiare, giocare, ridere tutti insieme...ma non sarà mai più Natale.... quella meravigliosa coinvolgente girandola di emozioni e di attese, è finita. Comunque bando alla malinconia direi che oggi dopo una tre giorni di mega abbuffate,  non si può non restare leggeri non credete?




25 ottobre 2016

Passato di verdure con minestra e croste di Parmigiano


Che fine ha fatto la semplicità?
Sembriamo tutti messi su un palcoscenico
e ci sentiamo tutti in dovere di dare spettacolo.

(Charles Bukowski)



“ Non capisco, hai un bel blog ... da cinque anni! Tanta gente che ti segue, inviti ad eventi,  offerte di collaborazioni da varie aziende  ... e tu ? Niente ... statica ... non vai (tranne un’unica volta, ma era l’evento di un amico e non conta), non accetti collaborazioni … perché? Non capisco!" 
Perché amica mia ? Perché ho una vita di corsa, piena di impegni professionali e familiari, perché questo posticino è mio e voglio che resti quello per cui è nato…il mio spazio libero. Dove scrivere quando ne ho voglia, condividere una ricetta, pubblicare le mio foto. Non ho aperto questo blog per insegnare qualcosa a qualcuno, non mi sento maestra nell’arte culinaria, non studio per proporre cucine alternative, non voglio far carriera nel mondo del food. Non ho certo l’età per cambiare lavoro e comunque non lo cambierei. Cucinare per me è relax, è un hobby, una passione … semplicemente! La mia, è cucina di casa, genuina come si sarebbe detto una volta. Pubblico quello che cucino, non cucino per pubblicare. Provo,  cucino, assaggio e quando tutta la famiglia esprime il proprio  giudizio positivo, allora condivido con voi.  Ma soprattutto scrivo, fermando attimi di vita, che a volte mi piace rileggere, e fotografo. Ed è la cosa che mi piace di più di questo blog! E vi prego di non offendervi per quello che sto per dire, ma se anche non avessi più, voi, miei fedeli lettori, io comunque seguiterei a pubblicare, con la stessa passione e per la stessa motivazione fondamentale … lasciare il mio diario culinario a mia figlia. Come io conservo con amore il quadernino di ricette ingiallito di mia nonna, il ricettario dattiloscritto di mia suocera e tra un tempo lontanissimo, spero, conserverò con amore l’agenda di  ricette della mia mamma, in questi tempi moderni io lascio alla rete le mie ricette per lei. Per cui niente mega voli pindarici, nessun ingrediente altisonante o extra originale, nessun palcoscenico da ricercare, nessun desiderio di apparire ciò che non sono, solo semplici ricette di famiglia, che possano con amore essere tramandate. E cosa c’è di più semplice e di famiglia della ricetta di oggi ? Il comfort food invernale per antonomasia, almeno in questa casa!  




10 marzo 2016

Pasta e fagioli ... di casa mia

Compro sempre e solamente verdura di stagione, e  ho la fortuna di poterla acquistare direttamente da dei contadini che il sabato vengono nel mercatino rionale vicino casa mia, ovviamente in ogni stagione ci sono delle cose che amo particolarmente e allora ne faccio scorte e le surgelo per poi  poterne godere sempre, come i fagioli ad esempio. A me non piacciono molto quelli secchi, ma adoro il borlotto fresco, per cui ne compro grandi quantità, li sgrano e li metto in bustine nel congelatore. Sono una persona che ama la buona cucina, gli ingredienti di qualità, ma ho anche poco tempo durante la settimana per cucinare e fare la spesa, per cui l’organizzazione è tutto per me, come immagino per tantissime di voi! Con questo clima impazzito che ci sta regalando, pioggia vento e grandine e con l'umidità che penetra nelle ossa,  ho deciso di mettere in tavola  un classico piatto di pasta e fagioli, calda e corroborante, un vero comfort food di antica memoria. 

7 gennaio 2016

Vellutata di lenticchie di Castelluccio

Epifania tutte le feste porta via  e purtroppo per i bambini e per fortuna per molti adulti è proprio così! Dopo il 6 Gennaio si torna tutti alla routine quotidiana chi a scuola e chi a lavoro e anche alle normali abitudini alimentari, archiviando panettoni, pandori, torroni e quant'altro. Ma non vi rattristate troppo, voi golosoni, perchè tra poco si ricomincia e questa volta con i fritti carnevaleschi!!! Quest'anno  avremo una Pasqua bassa, come si suol dire, e di conseguenza un carnevale molto vicino alle feste natalizie, infatti martedì grasso sarà il  9 febbraio … solo tra poco più di un mese! Ora non so per voi,  ma  per me questo vuol dire un periodo di dieta veramente rigida, altrimenti come potrei poi godere di un qualche sfiziosissimo e golosissimo dolcino fritto tipico di carnevale, ottimo, ma tanto tanto calorico?  Anche se non sono il tipo da abbuffate, troppi pranzi e cene natalizie eccessivamente generose di pietanze  hanno fatto arrabbiare la mia bilancia ed ora mi devo rimettere a regime. Non vi preoccupate lettori e lettrici golosi non smetterò mai di fare dolci, non è proprio nelle mie corde, ma diciamo che cercherò di alternare i post golosi con qualche ricettina molto  sana  e leggera.






19 febbraio 2015

Pasta e patate alla napoletana con la ... munnezzaglia!

Ho cominciato a cucinare quando mi sono sposata, non che prima non mi piacesse, ma come tutte le figlie non ne avevo bisogno e per puro diletto preparavo solo dolci. Per cui con una casa mia c'è stato il primo vero approccio quotidiano alla cucina. Ho iniziato, credo come molti, con le ricette di casa, sia quelle che facevano parte delle abitudini della mia famiglia di origine, sia con le ricette di mia suocera, ottima cuoca. Grazie a lei  ho imparato ad amare la cucina napoletana ed ho anche scoperto l’esistenza di cose o ingredienti, a me fino a quel momento sconosciuti. Per esempio la pasta ammischiata o munnezzaglia.  Un tempo in Campania le varie tipologie di pasta venivano  vendute in casse, quando le casse erano quasi vuote e restavano sul fondo gli scarti dei vari formati di pasta, spesso anche mezzi rotti per cui  impossibili da vendere singolarmente, questi rimasugli  venivano mischiati dai negozianti e venduti ad un prezzo più basso, con il nome di “munnezzaglia”, dando così anche alle famiglie meno abbienti la possibilità di fare la spesa di questo ingrediente fondamentale nella nostra dieta di italiani. Gli anni passano, ma certe abitudini restano e soprattutto nel napoletano  le sapienti padrone di casa, per utilizzare la pasta che avanzava dai vari pacchetti, la mescolavano e la utilizzavano per creare minestre gustosissime. E così la pasta mista, creata dalla necessità del riciclo, diventa un vero e proprio formato messo in produzione  e venduto dalle grandi marche. Oggi con questo particolare formato di pasta, che io trovo simpaticissimo, vi propongo un super classico della cucina napoletana,  la pasta e patate. E ve la propongo nella sua versione antica, la più povera ... patate, pasta mista e crosta di parmigiano. Si avete letto bene, la crosta quella che solitamente si butta, qui invece ha un suo perchè e si erge ad ingrediente principe, semplicemente grattata e poi tagliata in due o tre pezzi, in cottura rinviene nel brodo di pasta e patate e diventa morbida, un piacere da masticare. Cucinata a regola d’arte, la patata si scioglierà insieme alle croste di parmigiano creando una crema che avvolgerà come un velluto questa confusione ordinata di pasta, pochissimi ingredienti con cui otterrete  un gusto ricco e pieno di sapore ... sapori antichi di cose semplici, per me sempre i migliori. 



29 novembre 2013

Vellutata di zucca allo zenzero

Contrariamente a quanto si possa pensare, la zucca, dolcissima e gustosa, è un alimento amico delle diete povere di calorie, adatta persino ai diabetici per la scarsità in termini glucidici. Apporta solamente 18 Kcal per 100 grammi di prodotto: ciò è dovuto all'ingente quantità d'acqua in essa contenuta, stimata addirittura intorno al 94,5%. I carboidrati ammontano al 3,5%, mentre le proteine, pochissime, ne costituiscono solo l'1,1%. I grassi, pressoché assenti, rappresentano circa lo 0,1%. Essendo arancione, è intuibile come la zucca sia miniera di caroteni e pro-vitamina A; inoltre, è ricca di minerali, tra cui fosforo, ferro, magnesio e potassio; buono anche il quantitativo di vitamina C e di vitamine del gruppo B. La polpa di zucca si presta  a molti impieghi in cucina: dopo averla privata della scorza - procedura piuttosto complessa perché molto dura e massiccia - la zucca può essere cotta a vapore o bollita per preparare zuppe e minestroni, ma può essere anche tagliata a cubetti e cucinata in padella come le classiche patate arrosto, aggiungendo quindi olio extravergine d'oliva, sale, pepe e rosmarino. Un altro metodo per preparare la zucca è la cottura al forno: dopo aver tagliato la zucca a metà, privata dei semi ed accuratamente lavata, può essere tagliata a spicchi e cucinata direttamente in forno. Ottima nei risotti trovate la ricetta qui e qui, può costituire anche la base per torte o dolcetti, qui trovate un esempio. Ed ora passiamo alla ricetta di oggi. Con questo freddo che improvvisamente è sceso sulla nostra penisola cosa c'è di meglio di una calda vellutata? Tanto semplice quanto buona e genuina.




2 febbraio 2012

Pasta e lenticchie

Ma lo sapevate che l'uso di questo legume è antichissimo e che sono stati ritrovati alcuni semi in tombe neolitiche datate 3000 A.C. ? Tra tutti i tipi di lenticchie, quelle di Castelluccio di Norcia Igp, conosciute sin dall'inizio della civiltà agricola umbra, sono tra le più pregiate essendo di dimensioni molto piccole, dai colori più vari rispetto a quelle comuni e dal gusto particolarmente ricco. Questa minestra vede protagoniste prprio le deliziose lenticchie di Castelluccio, tanto tenere da non necessitare l'amollo generalmente previsto per i legumi. Con questo freddo, una bella minestra calda diffonde calore in tutto il corpo, e ha il gusto, almeno per me, del cibo preparato dalla mamma.



7 gennaio 2012

Maltagliati in crema di borlotti e un grazie speciale a Cristina e Federica

Immaginate la situazione. Paesino di montagna, giornata dell’Epifania che comincia freddina parecchio -2 e con un bel  vento tagliente. Questo certo non ci ferma siamo qui solo una settimana e si va a sciare anche senza sole! Ci si veste, si prende l'auto e si va alle piste. Ad accoglierci la prima bella notizia della giornata: piste chiuse! Agli impianti ci spiegano che tutta quella parte della montagna è chiusa causa vento forte, le seggiovie sono pericolose, ma si può andare a sciare dall’altra parte con l’ovovia. Ok ci rimettiamo in macchina e cerchiamo di raggiungere gli altri impianti, cerchiamo perché sembrava via del corso il 23 dicembre all’ora di punta, un paesino minuscolo con un traffico da paura! Finalmente arriviamo, ma ovviamente visto che erano gli unici inmpianti aperti in zona non c’era un parcheggio neanche a pagarlo e allora ? Visto che le macchine tascabili non le hanno ancora inventate siamo costretti a tornare in paese per parcheggiare. Ok siamo in vacanza non ci arrabbiamo, lasciamo l’auto nel garage dell’albergo e andiamo a piedi (con gli scarponi da sci ...una delizia!) verso la fermata dello ski bus,  che di solito passa ogni dieci minuti, ma oggi con il panico generale che  regnava l’abbiamo aspettato mezz’ora con un vento gelido che tagliava in due!  Risultato siamo usciti dall’albergo alle 9.30 siamo arrivati agli impianti aperti alle 11.30 !!!!
Tralascio il freddo e il casino sulle piste, comunque rientriamo verso le 16.00 e decidiamo, dopo una cioccolata calda e una fetta di strudel e visto che è ripreso a nevicare, di non riuscire e di rimanere in stanza per un sano riposo.  Io decido di approfittarne per prendere il portatile e per andare un pò a sbirciare nei vostri blog e per fare un pò di auguri, apro il blog commento un pò in giro e poi improvvisamente … panico … dopo aver  pubblicato un commento tento di rientrare sul mio blog e mi appare la più bella delle notizie della giornata …

il blog la cucina di Esme è stato rimosso

Avete idea di come mi sono sentita? Certo che ne avete idea ! Per fortuna esistono le amiche, o in questo caso specifico  le fatine buone,  ho subito mandato due richieste di aiuto via mail a  Cri  e a Fede, mi sono ricordata che questa cosa  era successa anche a loro (speravo tanto che anche se era un giorno festivo almeno una delle due leggesse la posta e potesse rispondermi), anche perchè giuro che in una stanza di hotel con una chiavetta con la connessione psichedelica e con il blog scomparso mi sentivo veramente persa. Ma magia dell’amicizia e della solidarietà tra blogger mi hanno risposto entrambe e con la rapidità della luce Cri mi ha anche inviato un link che ho potuto contattare per poter  ripristinare il mio blog.
Grazie ragazze siete state fantastiche !
Vi ho già ringraziato in privato, ma la vostra disponibilità e velocità
merita un ringraziamento pubblico !
Ho voluto raccontare a tutti voi  questa storia perché è importante ribadire che la cosa più importante che possiamo fare tra noi e per noi è scambiarci sempre le informazioni, se Cri  e Fede non avessero raccontato nei loro  post quello che  era accaduto a loro,  io non avrei saputo a chi chiedere aiuto e non sarei riuscita (quanto meno così velocemente) a ripristinare il tutto. Seguitiamo a pubblicare e a scambiarci le nostre ricette, ma non dimentichiamo mai ti parlare anche di queste cose, c’è sempre una neo blogger che non sa che può accadere che le rimuovano arbitrariamente il blog o che magari non conosce l’importanza di esportarlo periodicamente per non rischiare di perdere tutto il lavoro!
Ed ora per festeggiare il mio blog resuscitato tiro fuori dall'archivio dei giorni scorsi una classica ricetta, ma con una rivisitazione antica, si perché la pasta e fagioli e un super classico della cucina italiana, ma questo metodo di pulitura del  legume in questione era tipico di mia nonna, in un periodo storico in cui la vita viaggiava più lenta. Però anche ora si può fare, basta un pochino di buona volontà,  io quando al mercato ci sono i fagioli freschi li compro (magari di sabato che ho più tempo) e poi mi metto a fare la doppia sbucciatura davanti ad un bel film romantico, poi li surgelo in sacchettini e così li ho pronti da cuocere durante l’inverno! 

3 maggio 2011

La stracciatella di mio padre


Un padre è qualcuno che ti prende in braccio e ti insegna a ridere. 
Qualcuno che quando chiudi gli occhi puoi sentire il suo cuore battere nel tuo. 
Qualcuno che con la sua mano grande come il cielo ti indica la strada. 
Qualcuno che, basta un soffio appena nei polmoni, per toglierti ogni paura. 
Che grande forza che ha un padre.
(Fabrizio Caramagna)



Insieme alla polenta credo che questa sia l'unica "ricetta" del mio papà. Quando ero piccola e rimanevo a casa da sola con lui, magari perchè ero influenzata, lui me la preparava sempre e la sapeva fare in maniera superba Il mio papà non c'è più da tanti anni purtroppo, ma io non posso non cucinarla ogni tanto e pensare a lui, a colui che in assoluto mi ha amato di più, alla fortuna che ho avuto ad avere un grande uomo ad indicarmi la via, a lui che mi ha insegnato tutto quello che so e quello che sono ... ti voglio bene papà.

Tagliolini di crespelle in brodo di carne




Ingredienti
per il brodo
200 gr di carne di manzo con l’osso
½ gallina
1 carota
Sedano
Cipolla
passata di pomodoro
Sale grosso

per le crespelle
2 uova
50gr di farina
1/2 tazzina di latte
1 cucchiaino di burro fuso
sale q.b.
parmigiano grattuggiato