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16 dicembre 2020

Cracker all’olio di oliva con mousse di tonno


Gli scienziati dicono che siamo fatti di atomi

ma un albero mi ha sussurrato che siamo fatti di sogni

un'onda mi ha detto che siamo fatti di viaggi

un bambino che gioca con le fate mi ha raccontato

che siamo fatti di meraviglia

(Fabrizio Caramagna)


Anche se quest’anno il Natale di tutti noi sarà molto intimo, per nessuna ragione dobbiamo lasciare che passi sottotono. Quindi niente malinconie per le grandi tavolate impossibili da realizzare, per gli abbracci e i baci mancati, per le cene fuori con gli amici e per tutte quelle abitudini natalizie da fare in compagnia che ci seguono dall’infanzia e a cui quest'anno dobbiamo rinunciare. Cerchiamo invece di creare una diversa magia per questo strano Natale, addobbiamo le nostre case ancora di più, telefoniamo ad amici e parenti non solo il fatidico giorno e regaliamo alle nostre famiglie sorrisi e speranza,  e poi coccoliamoli e coccoliamoci soprattutto con del buon cibo fatto in casa, piccole cose che rendano ogni giorno, di queste feste, un po' speciale. Facciamolo per i nostri bambini, ma anche per i ragazzi più grandi che sembrano sempre più dei puledri scalpitanti chiusi tra le quattro mura domestiche, e facciamolo soprattutto per i più grandi di casa, per i nostri nonni, che vivono da mesi tra la paura e la solitudine. Quest’anno ho deciso di proporvi solo cose semplici da asporto, così che possiate portarle in dono a quelle persone con cui siete abituati a trascorrere le feste, e sentirsi tutti più vicini, magari con una videochiamata sotto l’albero gustando insieme lo stesso cibo, che ne dite di iniziare con delle tartine perfette per l’aperitivo di Natale? 


31 gennaio 2017

Arrosto di vitella in salsa di castagne e prugne


La tavola è un luogo di incontro
un terreno di raccolta
una fonte di sostentamento e nutrimento
è festività, sicurezza, e soddisfazione. 
Una persona che cucina
 è una persona che dà.
Anche il cibo più semplice
 è un regalo

(L. Colwin)


Un tempo c’era l’abitudine del pranzo della domenica dai nonni o dagli zii, un momento settimanale in cui le famiglie si riunivano, raccontavano gli accadimenti della settimana, i bambini giocavano e i nonni si sentivano meno soli.  Il mondo si è evoluto (non sono sempre convinta in meglio), le famiglie si sono evolute, si sono allargate per un verso e ristrette per un altro, si sono allontanate, ma soprattutto sono cambiate le loro abitudini e con esse il pranzo della domenica. Ma anche laddove non esista più il rito del “tutti  insieme” rimane pur sempre, a parer mio,  anche in due, un momento particolare della nostra settimana di cui godere in relax. Il pranzo della domenica è diventato una filosofia di vita. La voglia di scrollarsi di dosso i ritmi forsennati e spesso innaturali del quotidiano, l'esigenza  di riconquistare tempi lenti, di assaporare il momento oltre che il cibo, per rendersi conto che l'esistenza non è soltanto una lotta continua  con il tempo che corre incessante. Pietanze preparate con amore da gustare e non cibo da consumare in fretta, magari in solitudine, con l’ansia dell'impegno successivo. Gratificare il palato, godere delle chiacchiere dei commensali, televisione spenta, smartphone lontani… una mezz'ora di pura beatitudine, e cosa c’è di più adatto al pranzo della domenica se non un arrosto a lenta cottura, cucinato con amore sorseggiando del buon vino ? 




22 novembre 2016

Pacchetto goloso, ovvero la mia prima torta in pdz!


"...Nessuno di noi aveva più fame,
ma è proprio questo il bello del momento dei dolci:
tutta la loro raffinatezza 
si coglie solo quando non li mangiamo per placare la fame,
solo quando l'orgia di dolcezza zuccherina
non soddisfa un bisogno primario, 
ma ci ricopre il palato di tutta la benevolenza del mondo...."

dal libro "Estasi culinarie" 
di Muriel Barbery

La mia prima pasta di zucchero.  Si prova sempre una gran soddisfazione  ogni qual volta in cucina si supera a pieni voti una prima volta! Iniziamo col dire che ammiro le meraviglie di cake design e che la mia semplicissima torta non vuole assolutamente, neanche lontanamente, tentare di essere imparentata con tali meraviglie.  Avevo solo voglia di cimentarmi in questo tipo di decorazione … io assolutamente con manualità zero, ovviamente ho decorato nella maniera più semplice possibile, non è bellissima, anzi un pò bruttina, ma ne sono soddisfattissima e vi giuro che a livello gustativo è ottima, e se ci sono riuscita io … ce la possono fare tutti! Essendo la vera prova, la copertura in pasta di zucchero, per la torta e la farcia ho preferito andare sul sicuro/classico/goloso, una chiffon cake al cacao farcita alla nutella. Perfetta per festeggiare con i bambini durante le prossime festività natalizie, basterà decorare a tema magari usando la formina per biscotti a stella o ad abete. Liberate la vostra fantasia e godete di quello che sicuramente non sarà un bisogno primario, ma “ricopre il palato di tutta la benevolenza del mondo”!





14 novembre 2016

Risotto alle castagne profumato al tartufo


Il primo freddo è arrivato, abbiamo riacceso i riscaldamenti, tirato fuori cappotti e piumini, sciarpe e maglioni. Abbiamo ricominciato a preparare le cioccolate calde e a rigustarci il piacere di stare in casa, magari accoccolati sul divano sotto una calda copertina con un buon libro. Sulle nostre tavole sono tornate zuppe e vellutate, brasati e caldarroste ... ma non sentite niente altro nell'aria? ... Sta arrivando la stagione più magica dell'anno quella che riempie le case di lucine e di addobbi, e le profuma di cannella e vaniglia ... aria di Natale ... nei negozi  di settore già troneggiano grandi alberi addobbati. Come non iniziare a pensare alle ricette da preparare per i prossimi giorni di festa? Per i pranzi con gli amici e i parenti, o per i  piccoli cadeaux  augurali. Antipasti, aperitivi, finger food, biscotti, grandi lievitati, primi, secondi, dolci ...un turbinio di ricette da trovare, testare e poi condividere con amore. Io non prediligo, come ben sapete, le ricette troppo elaborate per cui nei prossimi post se cercate ricette di questo tipo, qui non ne troverete, ma vi assicuro che potrete trovare idee semplici da realizzare, ma con un tocco speciale, ricette che sanno di famiglia, di calore, di casa, di camino acceso, ricette per coccolare e per coccolarsi .... iniziamo da un risottino semplice, ma di una cremosità avvolgente reso speciale dall'aggiunta del tartufo.  Nel caso, non gradiste il tartufo, potreste dare ugualmente un tocco speciale al vostro risotto, guarnendolo con un pò di nocciole tritate grossolanamente.


30 gennaio 2015

Arrosto di vitella in salsa di arancia ... e i giorni della merla

I miei lettori più assidui sanno che io amo le leggende ed ogni tanto mi piace raccontarvene una, ma come sempre per chi non interessa può saltare direttamente alla ricetta, non mi offendo e non voglio annoiare nessuno. La tradizione vuole che il 29, 30 e 31 di Gennaio, gli ultimi tre giorni di questo primo mese dell’anno, vengano ricordati come i “giorni della Merla”, ad indicare uno tra i periodi più freddi dell’inverno. Questo modo di dire trae origine da una leggenda che sembra quasi una favola e che ha come protagonista una merla. La storia evoca tempi assai lontani, quando Gennaio non aveva ancora 31 giorni ma solo 28. Si narra che Gennaio fosse particolarmente scherzoso e un pò invidioso, in particolar modo con una Merla, molto ammirata per il suo grande becco giallo e per le penne bianchissime.  Per questo Gennaio si divertiva a tormentarla; ogni volta infatti che ella usciva in cerca di cibo,  lui le scatenava contro  bufere di neve e vento. Stufa di tutto questo un giorno la Merla andò da Gennaio e gli chiese: ”Amico mio potresti durare un pò di meno?”. Ma Gennaio, orgoglioso come era rispose: “ E no, carissima proprio non posso. Il calendario è quello che è, e a me sono toccati 28 giorni.”A questa risposta la Merla decise di farsi furba e l’anno seguente fece una bella scorta di cibo che infilò nel suo nido così che rimase per tutti i 28 giorni al riparo senza bisogno di uscire. Trascorsi i 28 giorni, la Merla uscì e cominciò a prendere in giro Gennaio: “Eh caro mio, quest’anno sono stata proprio bene, sempre al calduccio, e tu non hai potuto farmi congelare il becco nemmeno un giorno.” Detto ciò Gennaio se la prese così tanto che andò dal fratello Febbraio, che vantava ben 31 giorni, e gli chiese in prestito 3 giorni. Il fratello dubbioso domandò "Cosa vuoi farne?" e Gennaio rispose: “Ho da vendicarmi di una Merla impertinente. Stai a vedere”.  E così Gennaio tornò sulla terra e scatenò una tremenda bufera di neve che durò per tutti i 3 giorni. La povera Merla, che era andata in giro a far provviste, per il forte vento non riuscì nemmeno a tornare al suo nido. Trovato il comignolo di un camino, vi si rifugiò in cerca di un pò di tepore. Trascorsi quei freddissimi tre giorni uscì dal comignolo sana e salva, ma le sue candide penne erano diventate tutte nere a causa del fumo e della fuliggine. Provò a lavarsi in una pozza di neve sciolta, si strisciò le piume nelle prime foglioline verdi  … ma non ci fu niente da fare: il nero non se ne andò e il suo piumaggio bianco fu perso per sempre. Da allora Gennaio ha sempre 31 giorni e i merli hanno sempre le piume nere. E noi chiamiamo ancora oggi questi ultimi tre giorni del mese di Gennaio i giorni della merla. La ricetta che vi propongo oggi è un delizioso secondo piatto, gustoso e raffinato, perfetto per un pranzo di festa o della domenica nel periodo invernale.





8 novembre 2013

Lasagna con zucchine e prosciutto

Non so voi,  ma io ho una cartella sul Pc di ricette da fare ...stracolma!!!!!!!!! L’altro giorno ho deciso di riorganizzarla, per cui l’ho divisa in sottocartelle: antipasti, primi, secondi, dolci …di conseguenza anche solo i titoli, ma ho riletto tutto e ho ritrovato questa lasagna che avevo adocchiato da Daniela e visto che sabato scorso al mercato c’erano ancora delle zucchine bellissime (d’altronte con queste temperature estive)  non ho certo potuto esimermi dal prepararla e solo legermente modificata! Questa lasagna è stata il nostro pranzo di domenica scorsa  ed è stata  apprezzata  tantissimo da tutti!  Per cui ecco a voi la mia rivisitazione della lasagna di Dani



14 giugno 2013

Coni di pasta sfoglia ripieni con mousse di mortadella

  

 
Non sempre le cose sono quello che sembrano.
 La prima impressione inganna molti.
 L'intelligenza di pochi
 percepisce quello che è stato accuratamente nascosto.

Fedro



I nostri sensi talvolta ci ingannano. Siamo portati a percepire il mondo esterno secondo gli schemi di pensiero abituali. Ma a volte quello che percepiamo o crediamo di capire del comportamento di una persona è solo un’illusione  e le illusioni a volte fanno male. A volte però ci sono delle buone illusioni come questa. Coni che  che ci illudono essere dei gelati ed invece sono salati, riepieni di una profumatissima mousse di mortadella, ma ovviamente potete sfruttare l'idea e riempirli come preferite sfruttando la vostra immaginazione! Sono perfetti sun tavolo del buffet  magari per una festa organizzata in giardino in una fresca serata d'estate, che ne dite vi invogliano?

15 marzo 2013

Bon bon salati al formaggio con sorpresa di olive e impanatura di noci


Piove! Senti come piove!
 Madonna come piove! Senti come viene giù!
Piove! Senti come piove!
 Madonna come piove! Senti come viene giù!
Hai visto che piove?
Senti come viene giù!
........

Non ne posso più di pioggia, vento, grandine, questa settimana a Roma ha fatto di tutto ed io invece vorrei un pò di sole, qualche accenno di primavera.Ma lo sapete che, anche se meteorologicamente parlano non sembra, tra un pò è Pasqua? E si che lo sapete, io invece me ne sono resa conto solo l’altro giorno e ho cominciato a scartabellare libri, sfogliare riviste  e a gironzolare accanitamente nei vostri blog nella disperata ricerca di idee. Non so voi cosa farete, ma io devo organizzare il pranzo di Pasqua per 12 persone e quello di pasquetta per 8 e non ho idee! Help !! Il problema è che, non so perché, ma quando si va a pranzo da una foodblogger ci si aspetta di più e io ho sempre paura di deludere le aspettative delle persone a cui voglio bene. Capita anche a voi? Intanto un’idea semplice, ma molto sfiziosa per accompagnare un aperitivo ve la lascio oggi, poi vedremo che altro partorirà il mio cervello !


11 febbraio 2013

Gli acciuleddi sardi ... attenzione creano dipendenza!

Prima di tutto grazie. Grazie per esserci, per le vostre parole affettuose di amicizia e di incoraggiamento, me ne sono arrivate tante sia tramite commenti che tramite mail. Grazie per gli auguri scaramantici e grazie per la vostra presenza costante. Domani mattina sarò in clinica, ma avevo voglia di lasciare a casa dei dolci golosi che al mio ritorno mi tirassero su il morale (calcolando che vado in day hospital e che starò tutto il giorno a digiuno visto che devo andare alle 8 per l’accettazione e l’intervento è previsto per le 12) al mio rientro mi sarò meritata qualcosa di super goloso? E visto che martedì è anche l’ultimo giorno di carnevale, ieri ho deciso di preparare, gli  “acciuleddi” dei  tipici dolcetti galluresi di carnevale. Nell’usanza antica questi  intrecci di pasta dolce venivano preparati fondamentalmente nella Gallura, zona nord-orientale della Sardegna, per offrirli ai bambini mascherati che giravano per le strade dei paesi. Ora si possono trovare in tuttte le pasticcerie di questa meravigliosa isola e in tutti i periodi dell’anno. Io ne ho trovati anche in pieno agosto in costa smeralda! A me li ha insegnati la moglie di mio cugino, gallurese appunto e sono le dosi che si tramandano da generazioni nella loro famiglia. Se non li conoscete dovete provarli sono squisiti, l’unico problema reale è che creano una fortissima dipendenza !