“...Leggere mette in moto tutto dentro te:
fantasia, emozioni, sentimenti.
È un'apertura dei sensi verso il mondo,
è un vedere e riconoscere le cose che ti appartengono
e che rischiano di non essere viste,
fa scoprire l'anima delle cose.
Leggere significa trovare le parole giuste,
quelle perfette per esprimere ciò a cui non riuscivi a dare forma.
Trovare una descrizione a ciò che tu facevi fatica a riassumere.
Nei libri le parole degli altri risuonano come un'eco dentro di noi,
perché c'erano già.”
( dal "Il tempo che vorrei")
Leggere è bellissimo, un momento all’apparenza di solitudine che invece
ci trasporta con la fantasia in una moltitudine di eventi e ci fa
conoscere i più disparati personaggi. Leggere non è solo conoscenza, è
un viaggio meraviglioso, che tutti possono intraprendere a tutte le età.
Ed è la cosa che mi manca di più, quando i ritmi lavorativi sono fagocitanti, come lo saranno per me in questi primi due mesi della ripresa
post estate.In questi giorni di scarsissima presenza in casa un'altra cosa che mi manca molto è avere il tempo per cucinare, non per la banale sopravvivenza, ma mi manca preparare un dolce o biscottare. Tanto tempo fa ho visto da Elena questi biscotti, mi incuriosirono e salvai la ricetta. Finalmente
grazie a una domenica piovosa, ho avuto un po’ di tempo da dedicare a qualche nuova ricetta e ho preparato questi biscotti della tradizione veneta, se non erro, non ho cambiato nulla sono stata fedelissima alla ricetta di Elena, mi sono solo permessa di aggiungere una leggera
glassa fatta con il mio amato limoncello, ricordo estivo ... dalla costiera!

