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4 novembre 2020

Vellutata mista ... extra light!


Tempi felici sono quelli in cui è lecito

pensare ciò che si vuole

ed esprimere ciò che si pensa.

(Publio Cornelio Tacito)


Tantissimi diritti che esercitiamo nel nostro quotidiano li diamo troppo spesso per scontati, ad esempio poter accedere ad internet e fruire senza limitazioni dei suoi contenuti, non è un diritto che hanno tutti i popoli. Purtroppo nel mondo molti sono impossibilitati a fruire liberamente della rete, per ragioni politiche, geografiche, economiche o sociali, e questo è sicuramente un elemento di marginalizzazione per molte persone. La rete, così come siamo abituati a conoscerla, si basa su un principio democratico di uguaglianza e di libera espressione, eppure ci sono molti paesi “digitalmente repressivi”. Alcuni bloccano i siti di informazione politica o particolari social media, altri invece bloccano qualunque sito il governo riesca a definire “immorale”, poi ci sono addirittura paesi in cui si può essere condannati per aver condiviso o messo un like ad articoli critici verso il potere costituito.  Quindi, mentre in nazioni come l'Italia ognuno di noi è libero di aprire un forum o un blog o utilizzare un qualunque social per esprimere le proprie opinioni, anche riguardo la politica ed il governo, in altri paesi ciò è stato impedito. Ad esempio viene bloccato Twitter, proprio perché utilizzato principalmente per discussioni politiche. Oppure vengono bloccati social tipo Facebook, ma anche chat come WhatsApp e Skype, per impedire alle persone di diffondere messaggi o organizzare incontri o manifestazioni a sfondo politico. L’impossibilità a connettersi produce mancanza di informazioni e ovviamente questo agevola solo chi detiene il potere.  Il web ha giocato e gioca un ruolo cruciale nella società attuale, contribuisce ad attivare e modellare nuove forme di socialità, basate sulla molteplicità e sulla pluralità delle informazioni. Internet non è solo tecnologia, è l’epoca stessa in cui viviamo. Nessuno dovrebbe restare indietro e a nessuno dovrebbe essere limitato l’accesso alla rete,  questo mondo virtuale dovrebbe essere basato su regole di libertà e di uguaglianza per tutti, senza distinzioni politiche o religiose. La fonte della ricchezza di ogni paese dovrebbero essere le idee e la conoscenza, e nessuno dovrebbe controllare le idee ed i loro processi di elaborazione.


13 marzo 2018

Crema di zucchine allo zenzero con farro perlato


La più felice di tutte le vite
è una solitudine affollata.
(Voltaire)


Ho da poco letto di uno studio psico/sociologico che racconta come la paura della solitudine, in senso lato, sia tipica dell’uomo moderno “Il timore e l’incapacità di guardarsi allo specchio, di guardarsi nell'anima, di accettarsi, di riflettere, di ascoltare i rumori dei propri pensieri, le vibrazioni del proprio cuore. Da qui il bisogno incessante di stordirsi, di distrarsi, di immergersi in un caotico turbinio di pseudo-relazioni, spesso effimere e vuote”. Ora evidentemente qui non si parla della solitudine reale di alcuni anziani, o di alcuni malati, né tanto meno della solitudine nel suo stato di malattia che porta alla depressione, ma di una solitudine … definiamola “sociale”, vissuta come malessere da persone incapaci di stare bene da sole e di bastarsi, anche semplicemente per un pomeriggio o per un week end (... e ne conosco purtroppo). E’ evidente e auspicabile che la solitudine non dovrebbe mai essere subita e vissuta per necessità, ma questo sarebbe un discorso lungo, complesso e troppo concatenato ai malesseri sociali del nostro tempo. Parliamo invece della solitudine per scelta, di quegli spazi di isolamento che dovrebbero essere cercati da ognuno di noi. Piccole dosi di gratificanti momenti di disintossicazione: dai rumori molesti, dalla routine, dalle risate e dai pianti, dalle lamentele e dalle chiacchiere. Si dovrebbe scegliere più spesso di trascorrere qualche ora, o più giorni, in totale solitudine per imparare a godere della meravigliosa opportunità di accrescere il nostro benessere interiore, per raccogliere le idee, meditare, riflettere e anche per dare maggior senso e concretezza al nostro lato sociale, al nostro io nella moltitudine. Questo lato positivo della solitudine, dovremmo vederlo come una sorta di spazio prezioso nel quale ri-incontrare noi stessi, riappropriarci della nostra serenità, del nostro equilibrio interiore, uno spazio in cui elaborare e crescere per poi seguitare a costruire legami con gli altri, forse più maturi, sicuramente migliori. I miei momenti di solitudine non sono molti, ma non potrei mai farne a meno, momenti di coccole rigeneranti. Però, raramente mi ritrovo a tavola da sola, ma quando accade niente panini o insalate veloci, preferisco godermi uno di quei piatti che sono poco graditi dai miei familiari, come quello semplicissimo, ma ottimo, che vi propongo oggi.  



28 dicembre 2017

Vellutata di carote profumata alla curcuma


Ci sono momenti nella vita 
in cui qualcuno ti manca così tanto 
che vorresti proprio tirarlo fuori dai tuoi sogni 
per abbracciarlo davvero!
(Paulo Coelho)

Il Natale è quel momento in cui, travolta da mille emozioni positive mi sento particolarmente felice, confortata dal calore degli affetti che si riuniscono, appagata dalla tranquillità che regna in casa e da quella che sembra volteggiare su tutti, eppure, come sempre ormai da tanto tempo, qualcuno mi manca... tanto e ancor di più. Ci sono assenze inaccettabili e incolmabili che in certi giorni  ti  bucano l’anima e ti fanno sentire il cuore in affanno. Lasciatemi crogiolare in quest’attimo di dolce malinconia in questa freddissima giornata uggiosa post feste, lasciatemi assaporare con dolcezza la malinconia della mancanza dell’uomo che ho più amato nella vita e che indiscutibilmente mi ha amato di più. Gli anni trascorrono e le tavolate di Natale si trasformano … troppe persone ormai mancano all'appello, ma altre ne sono arrivate è il ciclo della vita è nella sua natura stessa. Come è nella natura dell’uomo abbuffarsi, straviziare e poi piangere lacrime di coccodrillo per aver ceduto all'eccesso di cibo, ai troppi dolci e all'alcool. Quindi invece di infierire sulla bilancia, se posso, vi consiglierei in questi brevi giorni di sosta e prima dei prossimi bagordi, di depurare un pò il vostro organismo, cercando di bere molta  acqua, mangiando frutta fresca, verdura e visto il freddo polare che ne dite di una calda vellutata?