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24 marzo 2021

Zeppoline di pasta cresciuta


E ancora mi azzardo a sbandare con le onde

infilare le mani nel pulsare delle meduse

bucare il cielo con i morsi

scavare la terra fino a toccare la lava al suo centro

e poi battermi con il buio perché non sorprenda il mondo

Ancora mi azzardo a sentire la vita

(Fabrizio Caramagna)


In questo periodo non è facile per me scrivere un post … se dovessi lasciar uscire le parole d'istinto vi verserei addosso tutta la mia tristezza, la mia stanchezza, la mia demoralizzazione ... il tempo corre via ed io non ne sono più padrona, i giorni scorrono veloci, ma tutti troppo uguali…mi sento come se la vita mi avesse messa in stand by dalla mia vita. Ed intanto ci prepariamo ad un’altra Pasqua in lockdown, mai ci avrei pensato o creduto lo scorso anno, un’altra festa con pochissimi affetti intorno al tavolo. In questo periodo sento molte amiche con poca voglia di cucinare e spignattare ed allora ho pensato di proporre un’idea sfiziosa, golosa e veloce, perfetta per l’antipasto pasquale. Le zeppole di pasta cresciuta o zeppolelle, come le chiamava mia suocera, sono delle frittelle salate tipiche della cucina povera napoletana, soffici e gonfie, delle nuvolette di sapore che esplodono in bocca al primo morso, se poi le gustate affiancandole a dei salumi … diventeranno irresistibili! 

1 dicembre 2020

Pizza bianca croccante alla romana


Anche le situazioni peggiori

migliorano con un buon pezzo di pizza.

(Ryan Reynolds)


Avvolta nella carta oleata, quella classica marroncina dei fornai, la striscia calda di pizza bianca è lo street food per eccellenza a Roma, in assoluto il cibo di strada più antico visto che si gusta così da duemila anni! E già, perché forse non sapete che la famosissima pizza bianca romana nasce proprio nell’antica Roma quando i fornai, per poter testare la temperatura del forno prima di cuocere il pane, mettevano a diretto contatto con la superficie un po’ di impasto pronto per le pagnotte, schiacciandolo con le mani. Una volta cotto questa specie di pane schiacciato certo non si poteva buttar via e allora si condiva con olio e sale e si gustava lì per lì, caldissimo e fragrante. E fu così che già da allora divenne lo spuntino più diffuso in città, a volte anche farcita con ripieni semplici ed economici come i fichi, i cui alberi all’epoca abbondavano per le vie della capitale. Con gli anni diventò un classico super amato da tutti, grandi e piccini, la famosa pizza bianca romana, c’è chi la mangia bassa e croccante e chi la preferisce leggermente più morbida e farcita con la classica mortazza (mortadella per i non romani). Oggi vi propongo la mia versione preferita, da mangiare nature, croccante fuori e morbida dentro perfetta ad ogni ora del giorno e della notte … provare per credere! 


18 novembre 2020

Sofficini … la ricetta per farli in casa


Siamo nati per combattere la sorte

Ma ogni volta abbiamo sempre vinto noi

Questi giorni cambieranno i nostri giorni

Ma stavolta impareremo un po' di più…

(R.Facchinetti)


In una grigia domenica di pioggia di semi lockdown, con i negozi chiusi e le strade del centro contingentate, cucinare qualcosa di gustoso per una cenetta sfiziosa in famiglia, che possa riportare un leggero sorriso sui volti dei più giovani di casa, è sempre un’ottima idea. La noia di queste lunghe giornate tutte uguali e l’isolamento dagli amici sono duri a tutte le età. La ricetta di oggi è sempre la stessa del lontano 2013, la prima volta che la postai, da allora ho fatto e rifatto i sofficini tantissime volte, per mia figlia, per i suoi amici, per i nipotini ed ogni tanto anche per una sfiziosa cenetta. Se non li avete ancora mai fatti li dovete provare assolutamente, i vostri bambini li adoreranno e anche i grandi! Sono semplici da preparare e, una volta impanati, potrete friggerli, ma anche cuocerli al forno per una versione più leggera, saranno comunque ottimi. Sono anche molto comodi, perché possono essere preparati prima e poi congelati. Una volta impanati vi basterà incartarli, uno per uno, con della pellicola trasparente. Saranno così pronti per essere cotti ogni qualvolta ne avrete desiderio. Se opterete per cuocerli nel forno potrete utilizzarli ancora surgelati, diversamente per friggerli sarà meglio scongelarli prima. 


15 luglio 2020

Plum cake salato salame e caciocavallo ... super soffice!


La vita è splendida come un diamante, 
ma fragile come il vetro.

(G.K. Chesterton)


Io che, da sempre, il famoso bicchiere lo vedo mezzo pieno, questa estate proprio non ci riesco. Ogni volta che il mio ottimismo innato mi spinge a riappropriarmi della mia vita, le notizie dei Tg mi riportano bruscamente in una realtà in cui il Covid ancora circola bellamente. Forse, come dicono alcuni, sarà meno aggressivo, ma sicuramente siamo ancora lontani dalla tranquillità. Non riesco a riaffacciarmi al mondo serenamente, la mascherina è sempre lì, pronta a ricordarmi la particolarità del momento, quasi come un guerriero a guardia della mia sicurezza eppure non mi fa sentire protetta, anzi mi mette ansia. Il Covid ha forzatamente cambiato la mia vita, il mio modo di lavorare, di fare shopping e ora anche la mia estate. Quando tutto è esploso, avevo già organizzato e prenotato il mio viaggio (tasto tra l’altro particolarmente dolente visto che non riesco ancora a riavere il rimborso né dalla compagnia area né dall’hotel) ammetto le mie paure, ma non riesco a pensare di viaggiare se non utilizzando la mia auto e non riesco neanche lontanamente ad immaginare di varcare le nostre frontiere. La notizia di una probabile proroga dell’emergenza sanitaria, per quanto non mi sorprenda, mi sconforta. Ancora  mascherina, almeno nei luoghi chiusi, ancora distanziamento sociale, ancora termoscanner in ogni dove….ancora solo l’apparenza di una pseudo libertà. In autunno arriverà il secondo round o il peggio ormai è alle spalle? Non lo so. Come in realtà ed onestà intellettuale non lo sa nessuno, possiamo solo sperare… ma sperando, cerchiamo di rilassarci tra i nostri mari, le nostre montagne e le nostre meravigliose città d’arte, con cautela e senso di responsabilità. Aiutiamoci a tornare liberi di vivere, liberi di riabbracciarci, di toccarci, di baciarci, di stringerci le mani, di viaggiare in ogni dove, liberi … veramente. Intanto vi propongo questo cake salato, veloce e semplicissimo da fare, perfetto da portare con voi in un pic nic, rimane sofficissimo anche il giorno dopo! 


27 maggio 2020

Plum cake salato al doppio yogurt ... sofficissimo!


E la notte si riempirà di musica,
e le preoccupazioni, che infestano i giorni,
leveranno le tende
e scivoleranno via in silenzio

(H.W. Longfellow)


Non sempre le cose vanno come vorremmo, ma a volte una situazione che apparentemente sembra negativa, potrebbe trasformarsi in un nuovo inizio, magari anche verso un orizzonte migliore. Io credo nella forza dei pensieri positivi. Mai restare intrappolati nell'illusione dell’assenza di risoluzione. Bisogna sempre cercare di trovare in noi lo spirito giusto per superare gli ostacoli che la vita ci pone davanti, affrontando con coraggio ogni vicissitudine. Nella vita di tutti, alla fine, credo che l’ingrediente segreto sia proprio il coraggio. Il coraggio di affrontare il dolore e la paura, il coraggio di esprimere la nostra opinione sempre e comunque, il coraggio di affrontare le separazioni, il coraggio di ricominciare, il coraggio di affrontare i cambiamenti. Anche se a volte sono i cambiamenti stessi a mettere paura perché rappresentano un’evoluzione incognita, una metamorfosi che di fatto mette in movimento una serie di reazioni inaspettate. Niente è per sempre, tutto cambia e si evolve, il cambiamento è ineludibile, inarrestabile. Il nostro corpo, le relazioni affettive, il lavoro ... spesso il fato o una strana congiuntura astrale ci costringono a lasciare la nostra comfort zone e le nostre certezze, verso l’incertezza, ed ecco di nuovo il coraggio, necessario per rimettersi in gioco, ricollocarsi, reinventarsi a volte, o anche solo farsi apprezzare di nuovo. La vita sa essere ironica, beffarda, a volte persino grottesca, ma la certezza è che, per quanto ci ostacoli, sarà sempre meravigliosa da vivere. Perché il cambiamento avviene, ci scuote, e si ripercuote in noi, ma ci rende anche straordinariamente carichi, positivi, energici, fiduciosi … finché ognuno di noi farà il meglio di quello che può con le risorse che ha, per il luogo nel quale vive, per le persone che lo circondano, con le energie e le conoscenze che ha.


6 maggio 2020

Pizza bianca "scrocchiarella" con farina senatore Cappelli


La vita è fatta di piccole felicità insignificanti
simili a minuscoli fiori
Ogni giorno succedono piccole cose
tante da non riuscire a tenerle a mente
né a contarle
e tra di esse si nascondono
granelli di una felicità appena percepibile
che l’anima respira
e grazie alla quale vive

(B.Yoshimoto)


Mi sembra di vivere in un tempo indefinito, in una strana realtà parallela con giornate tutte uguali, dove è facile confondere il martedì con la domenica. Mi sento più spettatore che attore in questa anomala realtà, chiusa come sono nel microcosmo della mia casa, il luogo dove tutto accade: la consueta vita familiare, le riunioni di lavoro, le lezioni universitarie di mia figlia, il tempo libero, gli incontri virtuali con le amiche ... Una nuova realtà che, vista dalla finestra, mi preoccupa, a volte mi commuove, spesso mi spaventa.  Avevo accettato mentalmente, ormai da tempo, di convivere con il rischio terrorismo, d’altronde difficile non pensarci se vivi a Roma e passeggiando in centro lo fai tra i militari armati fino ai denti, ma mai mi sarei immaginata di dover vivere una pagina di storia apocalittica … una pandemia globale, in cui quelle rare volte che esco da casa, e solo per fare la spesa, mi sento un tributo che parte per gli Hunger Games! Comunque, siamo giunti alla cosiddetta fase due. Comprendo la necessità, dal punto di vista sociale, di permetterci di cominciare a pianificare una vita, che purtroppo per parecchi mesi non sarà certo come quella di prima. Ma, sinceramente, mi preoccupa molto questa seconda fase, mi preoccupa la prontezza del territorio e l’autoregolamentazione degli italiani. Quanti di noi saranno in grado, per tutto il lungo percorso di questa maratona, di rispettare le regole senza aver voglia di cedere? Mi dispiace, non è certo nel mio stile, ma in questa particolare situazione non riesco ad essere ottimista. Vedo un po' troppa gente in giro, comincio a vedere lassismo e menefreghismo e per assurdo soprattutto ai poli opposti della vita: nei giovani e negli anziani. Motivazioni evidentemente diverse li spingono, ma il risultato catastrofico li potrebbe unire … travolgendo nel mentre tutti noi. Invece, in questa seconda fase, servirebbe - da parte di tutti noi – tanta prudenza, senso di responsabilità e buonsenso, sia per proteggere la nostra salute che quella degli altri. Purtroppo, dobbiamo farcene una ragione, nulla è più come prima, tutto è straordinario, perché nulla è stato mai affrontato. La riavremo la nostra vita, ne sono certa, ma se la rivogliamo proprio come prima, allora dobbiamo essere prudenti ed avere pazienza, un passo alla vota senza fretta. Dobbiamo accettare che le priorità sono cambiate per tutti, questo è il momento delle piccole cose, delle piccole gioie, ma anche dei grandi valori, della solidarietà. L’idea più bella, il valore più alto, il proposito più nobile, devono trovare la forza di esprimersi nella vita quotidiana con piccoli gesti concreti. Piccole azioni che testimoniano il nostro essere popolo, il nostro essere uniti nel tentativo di esorcizzare la paura e di sconfiggere al più presto il nemico comune. 


3 marzo 2020

Danubio salato ... la ricetta passo passo


Per farsi dei nemici
non è necessario dichiarare guerra
basta dire quello che si pensa.

(Martin Luther King)


A parole, tutti cercano e apprezzano la sincerità: in un familiare, in un collega, in un amico, ma anche nel governo, nel medico, nell'insegnate … Eppure nei fatti, la maggior parte delle persone, nella propria vita quotidiana non è né realmente disposta ad essere messa di fronte alla verità, né ad utilizzarla come stile di vita. Preferiscono tergiversare, sviare, mentire, simulare, a tutto vantaggio della falsità, dell’ipocrisia, della mistificazione. Una pratica assai diffusa, soprattutto nelle dinamiche di gruppo, laddove i più la considerano necessaria al mantenimento dell’armonia e al consecutivo allontanamento dei conflitti. Non è un caso che gli atteggiamenti più ipocriti risiedano nei luoghi di lavoro dove le persone, per la maggior parte, fingono: sincerità, lealtà, franchezza, onestà e schiettezza. Viviamo nell'era di un’ipocrisia dilagante dove la sincerità, ufficialmente considerata un pregio, se manifestata, spesso porta a conseguenze relazionali paradossali. Un onesto punto di vista, o il racconto sincero di un accadimento, può far nascere del risentimento in chi non lo accetta, come a conseguenza di un torto subito. Non ricordo chi disse, ma condivido, che "Costruire un’amicizia sulle bugie è come costruirla sulle sabbie mobili ... prima o poi crollerà". La chiave di qualsiasi tipo di rapporto è riuscire a comunicare, senza ombre, per andare oltre i dubbi, oltre le incomprensioni e superare attraverso il dialogo qualsiasi ostacolo preferibilmente con sincerità. La vita mi ha insegnato che solo nei rapporti sinceri e schietti si creano legami profondi e indissolubili, tutto il resto … è teatro! Sicuramente la strada dell’ipocrisia è più semplice da percorrere, ma io non amo le cose semplici e forse anche per questo adoro i lievitati. I lievitati non sono semplici, non vogliono esserlo, ma sono sinceri. Se ti dedichi a loro con pazienza e amore, loro ti ricambieranno con un tripudio di sofficità. Il lievitato che vi propongo oggi, il danubio salato, è un rustico di origine napoletana, una specie di super pan brioche, ultra soffice, costituito da una serie di palline ripiene con farciture di vario tipo. Le palline, accostate le une alle altre in una teglia rotonda, diventeranno un’unica torta, le cui parti, una volta cotta, si andranno a staccare con le mani per poterle degustare. Ed ora passiamo alla ricetta, spiegata passo passo, di questo lievitato sofficissimo e leggero come una nuvola!



16 dicembre 2019

Panettone salato facilissimo e velocissimo, senza tempi di lievitazione


Sogna ciò che ti va
vai dove vuoi
sii ciò che vuoi essere
perché hai solo una vita
e una possibilità
di fare le cose che vuoi fare
(Paulo Coelho)


Che periodo! Non capisco per quale motivo, ma anche se dico sempre di fare le cose con calma ed organizzarmi prima, il mese di dicembre mi arriva addosso come uno tsunami e mi travolge di mille impegni. Un attimo prima, mi sembra di avere tantissimo tempo a disposizione, un attimo dopo, è già tardissimo !!! Il problema, forse, è che la mia vita quotidiana è già di suo pienissima … se poi aggiungiamo i regali d'acquistare, la spesa da organizzare, le prove culinarie da fare, il traffico romano totalmente impazzito ... ecco che il blog ci rimette e di conseguenza chi di voi passa per prendere uno spunto o un'idea per la cena della vigilia o il pranzo di Natale, rischia di rimanere deluso. Quindi, accettate le mie scuse, e vi prego comprendetemi! Ma secondo voi se chiedessi a Babbo Natale un regalo anticipato, tipo le ferie natalizie … prima di Natale, sarei accontentata? Non credete che sarebbe bellissimo? Avrei tempo per dedicarmi tranquillamente ai preparativi, tempo per biscottare, provare nuovi dolci, o magari finalmente sfornare un panettone! Ma anche per questo Natale niente grandi lievitati home made in casa mia, però quest’anno ho provato a fare il tradizionale panettone ... in versione salata. Una vera chicca, super facile, super veloce e super gustosa! Il panettone salato, che nulla ha a che fare con il classico panettone “gastronomico” da imbottire, è un rustico perfetto da portare in tavola nelle festività natalizie, tra gli antipasti o su un buffet. Simile nella forma al classico panettone dolce, stupirà i vostri ospiti con la sua farcitura di salumi e formaggi! Mi dispiace di non avervi potuto fotografare la fetta, ma l'ho portato sabato sera ad una cena di auguri natalizi tra amici ...



12 novembre 2019

Brioche con impasto dolcesale di Montersino


Prenditi tempo per pensare,
perché questa è la vera forza dell’uomo.
Prenditi tempo per leggere,
perché questa è la vera base della saggezza.
Prenditi tempo per pregare,
perché questo è il maggior potere sulla terra.
Prenditi tempo per ridere,
perché il riso è la musica dell’anima.
Prenditi tempo per perdonare,
perché il giorno è troppo corto per essere egoisti.
Prenditi tempo per amare ed essere amato,
è il privilegio dato da Dio.
Prenditi tempo per essere amabile,
questo è il cammino della felicità.
Prenditi tempo per vivere!

(Pablo Neruda)


Parole più che mai adeguate a questo mondo frenetico dove tutti sembrano avere tutto … tranne il tempo! Eppure dovremmo sempre trovare del tempo da dedicarci e da dedicare, non solo tempo per "fare". Tempo per noi stessi, per chi amiamo e per le cose che amiamo. Anche in cucina, andiamo sempre tutti di corsa, eppure anche qui è così bello ogni tanto regalarsi del tempo! Queste sofficissime brioche ad esempio, sicuramente richiedono più impegno, più pazienza e più tempo di realizzazione rispetto ad una classica torta da credenza o a dei biscotti, ma quando infine escono dal forno, il profumo che invade la casa è talmente inebriante e talmente è tanta la soddisfazione e la gioia negli occhi dei familiari al primo assaggio, che ripaga abbondantemente del tempo impiegato per la realizzazione. Nulla è più perfetto accanto ad un caffè o ad un thè. La prima colazione o la merenda allietate da queste soffici e calde brioche diventeranno subito piccoli momenti magici. Dolci pause per coccolare e coccolarci. In tanti anni di blog ho infornato tantissimi impasti per brioche, oggi vi propongo l’impasto dolce sale di Luca Montersino che ho trovato nel meraviglioso blog di Ylenia. Un impasto semplicemente strepitoso e versatilissimo, panini perfetti sia che vogliate utilizzarli in versione dolce o salata!


30 ottobre 2019

Plum cake salato con zucca cruda nell'impasto ... facilissimo!


Voglio continuare ad essere folle
vivendo la vita 
nel modo in cui la sogno 
e non come desiderano gli altri
(Paulo Coelho)


Tra qualche giorno, chi vuole, potrà festeggiare Halloween. Ai giorni nostri questa ricorrenza ha assunto tinte meno spirituali e più leggere: fra  dolcetto/scherzetto, costumi spaventosi e zucche intagliate, il 31 ottobre rappresenta soprattutto un'occasione per far divertire i bambini o riunirsi con gli amici, magari condividendo un menu a tema zucca. Grazie alla sua versatilità, infatti, è possibile impiegarla in un'infinità di piatti diversi, sia dolci che salati. Personalmente non festeggio Halloween, non mi appartiene, non fa parte della mia infanzia, né della mia cultura. Di fatto è una festa che ho scoperta tramite mia figlia, per cui da brava mamma, per anni, ho comprato ragnatele, scheletri e zucche, ho truccato visi mostruosi ed ho preparato dolcetti “terribili”. Questa notte fatta di mostri, fantasmi e streghe non mi ha mai né affascinato né incuriosito. Per cui sinceramente la crescita di mia figlia in questo senso è stata una vera liberazione. Quindi nella mia cucina niente fantasmini dolci, ragnetti golosi o ossa di meringa, ma tanta zucca questo sempre! Vi lascio la ricetta di questo facilissimo e sofficissimo plum cake salato con zucca cruda nell'impasto, perfetto tra le portate del buffet della festa di Halloween, ma anche per una cenetta sfiziosa a tema zucca!


15 ottobre 2019

Plumcake salato con yogurt greco nell'impasto ... supersoffice e superfacile!


Ci sono anime che hanno
stelle azzurre,
mattini sfioriti
tra foglie del tempo,
casti cantucci
che conservano un antico
sussurro di nostalgia
e di sogni.
Altre anime hanno
spettri dolenti
di passioni. Frutta
con vermi. Echi
di una voce arsa
che viene di lontano
come una corrente
d'ombre. Ricordi
vuoti di pianto
e briciole di baci.
(F. Garcia Lorca)


Ci sono anime libere e anime imprigionate dalle convenzioni. Ci sono anime combattenti e anime che sanno solo soccombere. Ci sono anime sempre pronte a volare e anime incatenate dalla paura del cambiamento. Ci sono anime trasparenti e anime torbide. Ci sono anime sempre giovani e anime nate vecchie. Ci sono anime che ti illuminano quando le incontri e anime da cui fuggire. Tu, amica mia, sei un’anima bella, anacronistica nella tua pura dolcezza, nella tua onestà, nella tua luminosità. Una vera anima gentile in un mondo sempre più simile ad un girone dantesco.  Vorrei solo che tu fossi più serena. Che credessi di più in te. Sei più forte di quanto credi e, dentro di te, hai tutte le risorse che ti servono per reagire a quello che, sono certa, è solo un momento … che passerà. La famiglia, ricorda, non necessariamente è gabbia, può essere opportunità, ma sempre deve essere rifugio e calore. Non nascondere la tua anima in un cassetto, non celare i tuoi bellissimi occhi dietro un velo di tristezza, fa che la tua anima, rara e fulgida, si libri serena illuminando la via per i tuoi cari … sei tu la loro stella polare. Per te amica mia e per tutti quelli che, come te, non amano passare troppo tempo in cucina e sono sempre alla ricerca di cose semplici, ma gustose, oggi lascio la ricetta di un plum cake salato facile e velocissimo da fare, basta una ciotola, senza tempi di lievitazione, perfetto per una cenetta sfiziosa con accanto una bella insalata, ma ottimo anche per un buffet. Utilissimo anche come “svuota frigo”, per riciclare avanzi di formaggi e salumi, basterà variare il ripieno per avere sempre un rustico diverso. Rapido, semplice, versatile, sofficissimo e gustoso, che volete di più?! 


15 aprile 2019

Colomba di Pasqua salata ... super rapida e facilissima!


Dall'uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: “Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio”.
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
“Viva la pace,
abbasso la guerra"

(Gianni Rodari)


Secondo una leggenda, il re longobardo Alboino, dopo aver conquistato Pavia, chiese ai nobili di portargli in dono il giorno di Pasqua oro, pietre preziose e 12 ragazze di sedici anni. Per l'occasione il cuoco di corte creò un dolce soffice, leggero e profumato, a cui diede la forma di una colomba, per ricordare i decori del duomo di Pavia.  Al primo morso Alboino esclamò “Che bontà! Da oggi in poi bisogna portare rispetto a tutte le colombe". Quando, poco dopo, iniziarono a sfilare davanti al Re le giovani, che avrebbero dovuto essere il “suo” premio, alla domanda del sovrano, “Come ti chiami?”, la prima ragazza furbamente rispose “'Colomba mio sire". Le altre intelligentemente capirono il messaggio e quindi anche loro alla medesima domanda dettero la stessa risposta. Alla fine, Alboino, per non rimangiarsi la parola data, di portare rispetto alle colombe, fece liberare tutte le fanciulle. Da allora la colomba è simbolo di pace e concordia. Ma, ovviamente, il simbolismo della colomba è legato anche alla Genesi. Dopo la fine del diluvio universale, con le acque che iniziavano a ritirarsi, Noè fece uscire la colomba dall'arca e lei tornò portando nel becco un ramoscello di ulivo. Una promessa di salvezza e riconciliazione con il creato. In un modo o nell'altro la colomba è il simbolo della pace. Come la colomba dolce è il simbolo della Pasqua. Ma se per una volta invece di concludere il pranzo pasquale con una fetta di colomba dolce, lo iniziassimo con una soffice fetta di colomba salata? Vi propongo una ricetta semplicissima, veloce e scenografica, alla portata di tutti, anche dei principianti, un’idea sfiziosa, perfetta non solo tra gli antipasti pasquali, ma anche per fare una splendida figura per il pic nic di pasquetta …tempo permettendo! Vi basterà utilizzare uno stampo usa e getta per conferire la tipica forma alla colomba salata. Questo tipo di stampi si trovano facilmente in commercio e costano pochissimo. Un impasto semplice, con lievito istantaneo che potrete arricchire seguendo la vostra fantasia, magari anche utilizzando i salumi e i formaggi che avete in frigo: prosciutto cotto, salame, ma anche pancetta, tra i formaggi andranno benissimo scamorza, provolone, fontina, in base alla disponibilità e ai gusti personali.  Se invece avete più tempo a disposizione e voglia di dedicarvi alle lunghe lievitazioni, potreste preparare un classico pasquale napoletano: il tortano, la ricetta la potete trovare qui. Oppure una meravigliosa corona pasquale con cui abbellire anche la tavola,  la ricetta qui, oppure la classica pizza al formaggio umbra, ricetta qui. Se siete ancora in cerca di idee pasquali , dolci o salate,  passate nella mia pagina degli Speciali potreste trovare qualcosa che vi sfizia! 


15 ottobre 2018

Panini super soffici senza lattosio ... e senza uova


Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo.
La rosa non è più nella città.
L’acero indossa una sciarpa più gaia.
La campagna una gonna scarlatta,
Ed anch’io, per non essere antiquata,
mi metterò un gioiello.

(Emily Dickinson)


Il rosso dei tramonti, lo scricchiolio delle foglie sotto i piedi, il profumo delle castagne arrostite, il ritorno della mia amata zucca … tutto questo è l'autunno. Non è certo ancora tempo di maglioni, o di stringersi in un caldo cappotto, ancora non è il momento di cioccolata calda, ma le temperature sono diminuite e finalmente possiamo riaccendere il forno! Le lunghe preparazioni forzatamente abbandonate durante la bella stagione, possono finalmente ritornare a padroneggiare nelle nostre cucine. Per quanto mi riguarda, non appena la temperatura diminuisce, il mio primo desiderio è quello di rimettere le mani in pasta e ricominciare a sfornare i miei amati lievitati. L’impasto di questi panini è sofficissimo, inoltre è perfetto per gli intolleranti al lattosio, una pasta brioche dal sapore neutro che vi regalerà dei panini versatilissimi, ottimi sia farciti in versione dolce sia in versione  salata.



18 ottobre 2017

Corona salata ... e il nuovo palazzo romano del lusso!

Nessun uomo 
ti farà sentire protetta e al sicuro 
come un cappotto di cachemire 
e un paio di occhiali neri.
(Coco Chanel) 

L’altro giorno sono stata all'inaugurazione del nuovo mega palazzo della Rinascente. Dopo 11 anni di lavori, finalmente a Roma in pieno centro storico ha aperto un vero department store, con una superficie totale di 14.000 metri quadrati, suddivisa in 8 piani e con oltre 800 brand presenti. L’impatto entrando è mozzafiato,  lo store  gode della luce naturale di una corte interna ed ingloba un palazzetto dei primi del Novecento tutelato della Sovrintendenza per le Belle Arti. Nel piano interrato, si può ammirare un vero sito archeologico con una porzione  dell’Acquedotto Vergine costruito tra il 25 ed il 19 a.C. da Agrippa, sul quale scorrono immagini al led che ne raccontano la storia, salendo invece all’ultimo piano dedicato al food, ci si perde nel magnifico panorama che si può ammirare dalle due grandi terrazze incastonate tra i tetti della Capitale, pranzando o gustando un aperitivo al tramonto. Insomma una visita da non perdere, anche solo per ammirarne l’architettura, ogni piano è stato disegnato infatti da un architetto diverso, per dare un senso di personalizzazione, ma salvaguardando gli elementi architettonici legati alla città. Anche se unico ed originale è sempre fondamentalmente un luogo di shopping, un  vero paradiso dedicato al meglio di moda, bellezza, design e gourmet. Presto ci tornerò ma con più calma e meno caos, ho voglia di godermelo nel dettaglio, soprattutto il food market! Per oggi vi lascio una ricetta copiata dalla mia maestra dei lievitati preferita, in cui ho modificato solo l’imbottitura. 



23 maggio 2017

Panini rustici ... e le origini


Quella del pane è una storia antichissima, 
lunga più o meno quanto quella dell'umanità
Il miraggio di tornare indietro nel tempo, 
all'origine di ogni cosa, 
ai primi due chicchi di grano
che si sono abbracciati a formare il primo pane.
(F. Caramagna)


Il pane ha una storia antichissima, "lunga più o meno quanto quella dell'umanità". I primi veri panettieri sembra siano stati gli Egizi, ponendo le basi affinché il pane potesse conoscere un successo senza fine e senza frontiere. Ai tempi in cui i Romani ancora si nutrivano di una specie di pappa di farina e i Greci di una sfoglia cotta sul fuoco, gli Egizi già applicavano con sistematicità quella che molto più tardi sarebbe stata chiamata la "lievitazione naturale". Erano capaci di mettere in tavola pani gonfi, fragranti e profumati. Tutto ciò allora era considerato un fenomeno magico e misterioso, ma loro avevano scoperto, probabilmente per puro caso, che bastava aggiungere all'amalgama di chicchi macinati ed acqua un pezzetto di pasta avanzata il giorno prima, dal sapore un poco acidulo, per ottenere un pane gonfio e fragrante. E per questo motivo gli Egizi divennero maestri indiscussi nell'arte della panificazione. Dalle mie parti invece, a Roma, il pane entrò nell'uso quotidiano soltanto durante l'età repubblicana, stando a quanto racconta Plinio la cottura del pane fu introdotta nel 168 a.C. ad opera di alcuni schiavi catturati in Macedonia dopo la sconfitta del re Perseo. Il consumo e la cultura del pane ebbero un periodo di decadenza dopo la caduta dell’Impero Romano e con l’avvento delle civiltà barbariche. Un periodo relativamente breve, però, perché il consumo di pane non si interruppe mai, grazie soprattutto ai monasteri, dal 7° secolo, e poi all'avvento della civiltà feudale. Ma la vera grande rivoluzione nel campo della panificazione si ebbe solo nel Rinascimento, perché nel pane fino ad allora lievitato naturalmente, fu introdotto il lievito di birra, prodotto dalla complessa lavorazione di lieviti naturali e malto. Da allora quanti tipi e quante forme di pane diverse sono uscite dalle menti creative dei panettieri e dai loro forni! Pani semplici o pani ricchi, all'olio, al burro, integrali, alle olive, anche dolci con l'uvetta o il cioccolato. Io oggi vi lascio dei panini semplici, ma fantastici, liberamente tratti da un'idea di Veronica, provateli, magari imbottiti con del salame piccante o della mortazza!





11 aprile 2017

La corona pasquale


Ecchesce a Ppasqua. Ggià lo vedi, Nino:
la tavola è infiorata sana sana
d’erba-santa-maria, menta romana,
sarvia, perza, vïole e ttrosmarino.
Ggià ssò ppronti dall’antra sittimana
diesci fiaschetti e un bon baril de vino.
Ggià ppe ggrazzia de Ddio fuma er cammino
pe ccelebbrà sta festa a la cristiana.
Cristo è risusscitato: alegramente!
In sta ggiornata nun z’abbadi a spesa
e nun ze penzi a gguai un accidente.
Brodetto, ova, salame, zuppa ingresa,
carciofoli, granelli e ’r rimanente,
tutto a la grolia de la Santa Cchiesa.

Giuseppe Gioacchino Belli
19 aprile 1835

Ma voi la mattina di Pasqua come fate colazione, quali sono le abitudini della vostra regione? A Roma la tradizione pasquale  vuole che la giornata si apra con un pasto a dir poco impegnativo. Per un giorno si abbandona il classico cornetto con il cappuccino e ci si siede ad una tavola imbandita per una ricca colazione salata. Un pasto particolarmente sentito, che quasi supera di importanza il classico pranzo. Il menu varia di famiglia in famiglia, ma comprende ovviamente dei punti fermi: torte salate, uova sode, frittata di carciofi, pizza pasquale e salame corallina. Un salame con un impasto finissimo composto da tre parti di carne magra di maiale macinata e da una parte di lardello a cubetti che forma della larghe occhiature.  E proprio questo particolare tipo di salame ho utilizzato per imbottire la mia corona pasquale, perfetta per la nostra colazione, ma anche come centro tavola per il classico pranzo pasquale, oppure da portare nel cestino del pic nic per la scampagnata di pasquetta! 



4 aprile 2017

Mini cake con zucchine frullate e mortadella


I fiori della primavera
sono i sogni dell’inverno
raccontati, la mattina, al tavolo degli angeli.
(Khalil Gibran)


La primavera è arrivata e subito si inizia  con i buoni propositi in previsione dell’estate. C’è chi ha intenzione di perdere qualche chilo per la prova costume, chi vuole mettere ordine nella propria vita, magari anche banalmente partendo dalle pulizie di casa e chi opta per iniziare a seguire un regime alimentare sano ed equilibrato. Per me l’arrivo della primavera vuol dire principalmente riappropriarmi della mia città, ricominciare a passeggiare nei meravigliosi parchi di cui Roma è ricca, godere della bellezza della natura, annusare i fiori, scaldarmi ai primi tepori di un  sole caldo, ma non fastidiosamente aggressivo come quello estivo. Le giornate si allungano, le temperature diventano più miti e Roma rinasce dopo il torpore invernale. Passeggiare per i Fori, visitare il Colosseo, pranzare a Trastevere, fare lunghe camminate sul lungotevere e i suoi antichissimi ponti sono gli ingredienti ideali per farmi sentire quasi in vacanza! C’è sempre un posto nuovo da visitare a Roma, anche per chi la conosce come le proprie tasche, ci sarà sempre un angolo da girare e qualcosa di nuovo da scoprire. La primavera sarà pure una delle stagioni più capricciose dell’anno, ma quando arriva porta con se quell'irrefrenabile voglia di uscire di casa, di annusare i suoi profumi e ammirare quei colori in grado di portare il buonumore anche nei più frenetici contesti metropolitani. E con la primavera ritorna la voglia di pic nic, di pranzi in terrazza o magari anche in spiaggia e allora ecco qui un cake salato molto gustoso, perfetto come cibo da asporto, da preparare prima e da gustare magari su un prato nel tepore di un aprile speriamo caldo e assolato. 




23 marzo 2016

Kalamata muffin

La primavera è tornata,
il sole ha abbracciato la terra.
Presto vedremo i figli del loro amore.
Ogni seme, ogni animale si è svegliato.
Anche noi siamo stati generati
da questa grande forza.
Per questo crediamo che anche gli altri uomini
e i nostri fratelli animali
abbiano il nostro stesso diritto
a vivere su questa terra.

(poesia  Sioux)


Scusate per l'assenza, ma è stato una settimana di fuoco tra impegni lavorativi e familiari, e sinceramente il tempo per il blog non mi è stato proprio possibile trovarlo. Quando mi capitano questi periodi questo mio spazio mi manca e mi mancate voi, le vostre ricette e le vostre chiacchiere, ma a volte succede che le passioni debbano lasciare spazio ai doveri ... e così è stato. Avrei voluto lasciarvi qualche idea per le prossime festività, vorrà dire che per quest'anno vi dovrete accontentare di ripescare dal mio archivio. Potreste provare la Pizza al formaggio di tradizione umbra, oppure il famoso Tortano napoletano o ancora le uova ripiene  immancabili tra gli antipasti pasquali. Se poi invece cercate un'idea per un dolce in versione pasquale, cioccolatosamente goloso, ma facile e veloce date un'occhiata  qui. Per oggi vi lascio un'idea veloce e sfiziosa da aggiungere al vostro antipasto pasquale. Allora avete già deciso il menù di Pasqua? Io no, sono ancora in alto mare, ma ora mi organizzo !
 

27 novembre 2015

La mitica rosticceria siciliana ... i calzoncini palermitani al forno

Amo la Sicilia follemente, i suoi sapori,   i suoi colori, i suoi profumi ... e la sua cucina. La meta delle vacanze estive della mia adolescenza mi è rimasta nel cuore ed è ancora uno dei miei posti preferiti. Dei mille ricordi che mi affollano la mente, legati a quest’isola meravigliosa molti sono anche culinari, lì ho assaggiato per la prima volta  i fichi d’india, imparando prima a raccoglierli e poi a pulirli (secchioni interi!),  ho imparato che non c’è pesce più buono di quello, veramente appena pescato, e cucinato sulla barca dal pescatore,  ho imparato  ad amare  pane e panelle, i cazzilli, le arancine …  per non parlare della mia merenda preferita, un pezzo di rosticceria! Chi è stato almeno una volta in Sicilia, soprattutto a Palermo e dintorni,  ha  già capito di cosa parlo:  pizzette, calzoni,  ravazzate … l’impasto di base è sempre lo stesso. I “pezzi” di rosticceria riempiono i banchi dei bar e dei panifici,  stesso impasto versatilissimo con i ripieni più vari. Profumi e sapori irresistibili, oggi vi propongo i calzoncini palermitani  ricetta fedelmente copiata dal blog di  Ylenia siciliana DOC!


6 novembre 2015

Pizza con farina di farro a 48h di lievitazione


‘A quando sta ‘o benessere
‘a gente pensa a spennere
e mo’ pure o’ chiù povero‘
o siente ‘e cumannà

Voglio una pizza a vongole
chiena ‘e funghette e cozzeche
con gamberetti e ostriche
d’o mare ‘e sta città.

Al centro poi ce voglio
n’uovo datto alla cocca
e co liquore stok
l’avita annaffià.

Quando sentenno st’ordine
ce venne cca’na stizza
pensano ma sti pizze,
songo papocchie o che.

Ca se rispetta ìa regola
facenno ‘a vera pizza
chella ch’è nata a Napule
quasi ciennt’anne fa.

Chesta ricetta antica
si chiamma Margherita
ca quanno è fatta a arte
po ghi nant’a nu re.

Perciò nun e cercate
sti pizze complicate
ca fanno male ‘a sacca
e ‘o stommaco patì.
(Gennaro Esposito)


Quel meraviglioso, semplice, goloso, irrinunciabile, antico e sempre nuovo, trancio di pizza, che unisce la famiglia intorno al tavolo, che fa contenti il nonno e il bambino, che fa festa con i vecchi amici, che ce ne fa incontrare di nuovi, lo street food per eccellenza, la merenda dei tempi di scuola, il pasto frugale della pausa pranzo, il cibo senza traduzione, amato dal re e dal poveraccio, il cibo completo che fa contento anche il nutrizionista, il cibo più amato e più copiato,  il più antico e  rivisitato, mille varianti, mille condimenti, dai più tradizionali ai più innovativi, passando per delle follie americane a parer mio inassagiabili,  ma la pizza ... è  la pizza! E oggi  vi lascio questa meravigliosa pizza leggerissima e super digeribile a lunga lievitazione con il più semplice e classico dei condimenti, reso divino da una splendida bufala dell'agro pontino comprata direttamente dal produttore.