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7 maggio 2019

Risotto alla crema di zucchine, mantecato con bufala fresca affumicata


Sono le piccole crepe nella vernice delle convenzioni,
e non le rivoluzioni spettacolari
che, con lentezza, ripetizione e costanza,
finiscono per far crollare il più solido degli edifici sociali
(Josè Saramago)


Come la vogliamo definire questa primavera ... bizzarra? Un giorno caldo e assolato, un altro freddo e piovoso. Non so da voi, ma a Roma in questi ultimi giorni non sembra certo maggio … sono tornati freddo, vento e pioggia … vi sembra normale?! Quindi tristemente restano ancora relegati nell'armadio i miei nuovi capi primaverili ... ancora con il cartellino, mentre seguito ad indossare cardigan e sciarpe ed anche in cucina sento ancora il bisogno di cibi caldi e corroboranti. Ieri, per esempio, complici delle meravigliose zucchine e una deliziosa mozzarella affumicata di bufala, ho portato in tavola un risotto facile, veloce e molto gustoso. La mantecatura con la bufala fresca affumicata gli ha infatti conferito un sapore unico ... da provare! La mozzarella di bufala affumicata è una variante della classica mozzarella di latte di bufala. Viene prodotta seguendo il processo classico, ma al termine il formaggio a pasta filata viene affumicato con fumo prodotto dalla combustione di paglia o alloro. Conferendo all'esterno della mozzarella un colore ambrato ed un sapore intenso e deciso. La pasta, come di norma, risulterà bianca ed elastica, e al taglio, se di ottima qualità, sprigionerà una deliziosa abbondanza di latte di bufala, tipica di questi prodotti caseari. 


5 febbraio 2019

Risotto zafferano, taleggio e noci


Viviamo in un’epoca molto ingenua
per esempio, la gente compra prodotti
la cui eccellenza è vantata
dalle stesse persone che li vendono

(Jorge Luis Borges)


Un gusto delicato al palato e all'olfatto, un equilibrio unico di profumi, fanno dello zafferano la spezia più preziosa, ricercata, apprezzata e cara sin dai tempi antichi. Uno dei principali motivi del prezzo elevato dell'oro rosso è la complessità del metodo di raccolta e di lavorazione, interamente manuali. Per produrre 1Kg di zafferano è necessario raccogliere sui campi circa 150.000 fiori e occorrono più o meno 500 ore di lavoro. Da circa 20 fiori si ricavano 60 pistilli che una volta essiccati e lavorati servono per preparare una bustina di zafferano. Lo zafferano è conosciuto fin da tempi remoti, era molto amato dagli antichi egizi, che lo usavano per tingere tessuti, per produrre unguenti e profumi, e come aromatizzanti per i cibi. Fu addirittura citato da Omero nell’Iliade e godeva di grande popolarità presso i greci, secondo i quali i fiori di zafferano, insieme con il loto e il giacinto, servivano da giaciglio a Zeus, re dell’Olimpo. Mentre Dioscoride, medico, botanico e farmacista dell’antica Grecia, citava per questa spezia le proprietà salutari e già da allora metteva in guardia dalle eventuali adulterazioni. Ed oggi, più che mai, dobbiamo prestare attenzione alla sua qualità e alla sua veridicità. Ricordiamoci che lo zafferano non è mai in offerta e non può essere economico: un prezzo troppo basso nasconde sempre spiacevoli sorprese. Se optate per lo zafferano in bustine fate attenzione che la polvere sia uniforme, senza puntini bianchi, di colore rosso vivo, se non è così vuol dire che è stata utilizzata una qualità scadente o che è stata mischiata ad altri componenti, come minimo senza nessun valore gastronomico. Anche i pistilli posso essere falsificati, al posto dello zafferano in stigmi si possono furbescamente commercializzare altre piante erbacee simili come il cartamo (chiamato non a caso zafferanone), la curcuma (detta zafferano delle Indie) ottima anch'essa, ma molto meno cara o addirittura il colchico, una pianta velenosa, aggiungendo al danno economico quello alla salute. Quindi evitiamo di comprare zafferano sfuso durante un viaggio in oriente, non compriamolo in rete, se non direttamente dai produttori, oppure più semplicemente acquistiamolo in un negozio di fiducia e comunque sempre di marca e di provenienza conosciuta. Perché solo il vero zafferano, spezia di eccellenza, renderà con quell'invitante sfumatura dorata e quel profumo morbido ed intenso, ogni piatto speciale!


20 dicembre 2016

Risotto al Castelmagno, con nocciole tostate e miele di acacia


Il Natale dovrebbe essere
legna che arde nel caminetto
profumo di pino e di vino
buone chiacchiere
bei ricordi e amicizie rinnovate
Ma se questo manca
basterà l'amore.
(J. O'Neill)


Se potessi esprimere un desiderio, vorrei avere un Natale innevato ... ma so che a Roma non accadrà, E allora mi accontenterei, almeno, di smettere per un pò di sentir parlare di politica e di problemi, Vorrei ritagliarmi qualche giorno di relax  nella mia casa con la mia famiglia, i miei parenti ed  i miei amici, egoisticamente, serenamente, lasciando fuori dalla porta tutto il resto … e lo farò, ma per questo dovrò aspettare che il Big Ben del mio lavoro dica stop! Per cui pazientemente aspetterò il 23 dicembre, primo giorno di ferie e poi ... sì che sarà gioia! Tanti giorni per riposarmi (torno a lavorare il 9 gennaio, fortunata io!) giorni per godermi mia figlia, per coccolare i miei cari, cucinare per loro. Giorni da dedicare alle mie amiche, tempo per chiacchiere e passeggiate. Giorni per riunirsi  tutti insieme ... quest'anno sarà un Natale speciale, feste da famiglia allargata, ma a volte i legami più veri non sono necessariamente quelli di sangue...anzi! Non so se sai  amica mia quanto tu sia per me una sorella, più che se il nostro patrimonio genetico fosse uguale. La mia voglia di tenerti stretta e coccolarti quest'anno è ancor più dirompente ... E quando si parla di coccole di parla anche di dolci, ma mi dicono che non si vive di soli dolci neanche a Natale,  per cui ecco qui la ricetta di un primo ottimo ed elegante, perfetto per i prossimi pranzi natalizi. Risotto al Castelmagno con nocciole tostate e miele di acacia.  Il Castelmagno è una delle tante eccellenze italiane, un formaggio di latte vaccino a pasta semidura prodotto nella provincia di Cuneo. Un consiglio, quando lo acquisterete ricordatevi di controllare il grado di stagionatura, perché inciderà sul sapore del vostro risotto. Infatti il Castelmagno, meno sarà stagionato e più avrà un sapore delicato, un colore tendente all’avorio e una pasta friabile. Più sarà stagionato e più donerà un gusto piccante e la sua pasta avrà colore giallo e mostrerà le tipiche venature blu-verdastre della muffa. Per quanto mi riguarda preferisco una stagionatura sui 4/5 mesi, amo i sapori delicati, ma questi sono gusti personali. Ed ora passiamo alla ricetta.




14 novembre 2016

Risotto alle castagne profumato al tartufo


Il primo freddo è arrivato, abbiamo riacceso i riscaldamenti, tirato fuori cappotti e piumini, sciarpe e maglioni. Abbiamo ricominciato a preparare le cioccolate calde e a rigustarci il piacere di stare in casa, magari accoccolati sul divano sotto una calda copertina con un buon libro. Sulle nostre tavole sono tornate zuppe e vellutate, brasati e caldarroste ... ma non sentite niente altro nell'aria? ... Sta arrivando la stagione più magica dell'anno quella che riempie le case di lucine e di addobbi, e le profuma di cannella e vaniglia ... aria di Natale ... nei negozi  di settore già troneggiano grandi alberi addobbati. Come non iniziare a pensare alle ricette da preparare per i prossimi giorni di festa? Per i pranzi con gli amici e i parenti, o per i  piccoli cadeaux  augurali. Antipasti, aperitivi, finger food, biscotti, grandi lievitati, primi, secondi, dolci ...un turbinio di ricette da trovare, testare e poi condividere con amore. Io non prediligo, come ben sapete, le ricette troppo elaborate per cui nei prossimi post se cercate ricette di questo tipo, qui non ne troverete, ma vi assicuro che potrete trovare idee semplici da realizzare, ma con un tocco speciale, ricette che sanno di famiglia, di calore, di casa, di camino acceso, ricette per coccolare e per coccolarsi .... iniziamo da un risottino semplice, ma di una cremosità avvolgente reso speciale dall'aggiunta del tartufo.  Nel caso, non gradiste il tartufo, potreste dare ugualmente un tocco speciale al vostro risotto, guarnendolo con un pò di nocciole tritate grossolanamente.


24 maggio 2016

Risotto con crema di asparagi e speck croccante

Sembra che finalmente la bella stagione sia arrivata, il sole, il cielo terso, le temperature nella norma stagionale … auguriamoci che il clima pazzerello e piovoso di questo ultimo periodo ci abbia abbandonato definitivamente. Non so voi, ma io non ne posso più di scarpe chiuse e trench, ho voglia di sandali, di vestiti leggeri, di lunghe passeggiate, di week end al mare, di ritornare a vivere la città anche di notte…insomma ho una gran voglia di estate!  Ovviamente per la maggior parte di noi parlare di estate vuol dire anche parlare di prova costume e allora che ne dite di dimenticare per un pò i dolci super golosi e di rivolgere la nostra attenzione a piatti salati e non troppo ricchi? Questo risotto ad esempio copiato dal bellissimo blog della dolce Imma  è perfetto, ovviamente se mangiato nella giusta quantità, un piatto gustoso, ma sano la cui base è un ortaggio, l’asparago, ricco di acqua e  povero di grassi, con un’ ottima concentrazione di fibre e di vitamine, dalla A alla C  e una notevole ricchezza di sali minerali, ortaggio spesso molto consigliato nelle diete. Non sono un nutrizionista e non vi certifico che sia un piatto light, ma sono sicura che possa rientrare tra quelli leggeri adeguati ad un regime alimentare controllato. 


15 gennaio 2016

Risotto zucca e casciotta

No, nessun errore ortografico. Non  sto parlando di una delle tante ottime caciotte che si producono nelle varie regioni italiane, ma della Casciotta, un prodotto  esclusivamente del territorio della provincia di Pesaro-Urbino. Ovviamente siete padroni di non crederci, ma questo non è un post sponsorizzato, nessuno mi ha pagato o mi ha regalato qualcosa per farmi scrivere queste righe. Solo la mia voglia di condividere con voi una nuova piacevole scoperta e di farvi conoscere un formaggio che ho assaggaito per la prima volta   durante un week end rilassante nella deliziosa Urbino. Uno dei centri più importanti del Rinascimento italiano, di cui conserva appieno l'eredità architettonica tanto che dal 1998 proprio  il suo centro storico è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità. Se ancora non conosceto questo gioiello d'Italia, programmate una visita, Urbino vi sorprenderà e vi ammalierà passeggiando  tra le sue ripide strade, incontrerete i segni di una lunga storia artistica e culturale: dalla mole neopalladiana della Cattedrale,  al magnifico portale in travertino della chiesa di S.Domenico, dalla medievale chiesa di S.Francesco con il bel campanile gotico cuspidato e la grande pala d'altare di Federico Barocci, all'oratorio di S.Giuseppe con il famoso Presepe del Brandani, dal Palazzo Albani  alla casa natale di Raffaello... e tante tante altre cose. E poi a Urbino si mangia benissimo! E visto che ovunque vada mi porto sempre a casa qualche cibo tipico del posto, ecco qui il mio incontro con la Casciotta. La D.O.P. sancisce che la “Casciotta d’Urbino” è un prodotto le cui caratteristiche organolettiche e merceologiche derivano prevalentemente dalle condizioni ambientali e dalle consuetudini di fabbricazione esistenti nella zona di produzione,  è un formaggio grasso a pasta semicotta, ottenuto con latte di pecora intero in misura variabile da un minimo del 70 ad un massimo dell’80%, e di latte di vacca intero per il restante 20-30% proveniente da due mungiture giornaliere. Il formaggio viene sottoposto ad una pressatura manuale con tecnica caratteristica, in stampi idonei. La salatura viene effettuata a secco, ovvero alternando la salamoia alla salatura a secco. Il periodo di maturazione previsto è di 20-30 giorni in ambienti a temperatura di 10-14°C e con umidità di 80-90%. La maturazione del formaggio è piuttosto rapida e, pertanto non viene sottoposto ad ulteriore stagionatura. Per quanto riguarda il sapore è dolce, ma pieno, piacevolmente acidulino e con un inconfondibile tipica fragranza aromatica, in quanto la sua giovane vita evidenzia particolarmente la componente aromatica del latte.




3 giugno 2015

Risotto alla crema di fave e pancetta affumicata

Le fave sono un alimento noto ed apprezzato praticamente da sempre,  un’orientativa datazione ne fa risalire i primi consumi all’Età del Bronzo, circa 3000 anni orsono, come attestano anche i resti rinvenuti nelle tombe egizie, a dimostrazione che proprio le fave sono stati i primi legumi che l’uomo abbia mangiato. Attraverso i secoli le fave, per le loro caratteristiche botaniche e per le loro proprietà alimentari, hanno evocato numerosi simbolismi, spesso fra loro contrastanti; in generale esse non godevano nel mondo classico di una buona reputazione poiché si pensava che nei loro semi esse racchiudessero le anime dei morti. Omero per primo nell’Iliade fa menzione delle fave. Il commediografo greco Aristofane asseriva che la zuppa di fave era stata il cibo preferito di Eracle mentre altre credenze ancora attribuivano loro proprietà afrodisiache. Lo storico Plutarco riporta che le fave, suddivise in bianche e nere, furono usate anche come mezzo di calcolo e successivamente anche come manifestazione di voto nell’elezione dei magistrati. Ai tempi dell'antica Roma il gastronomo Apicio, autore del ricettario, il De Re Coquinaria, dedicò alcune ricette alle fave. Le ricette per le preparazioni culinarie a base di fave sono tantissime, sono ottime crude o cotte, ad esempio in ottime minestre o in gustosi risotti, come questo.


5 febbraio 2015

Risotto con crema di zucca, piselli e ...i food-movie


Vorrei tanto che ci fosse 
un libro di cucina
 anche per la vita,
 con tutte le ricette 
che ti dicono come affrontarla 
nel modo giusto!
 Lo so, adesso lei mi dirà:
Si impara sbagliando!
No, quello che stavo  per dirle,
 e lei lo sa meglio di tutti, 
è che sono le ricette che uno si inventa 
quelle che funzionano 
meglio di tutte!

(dal film "Sapori e dissapori")


Oggi un post diverso dal solito, oggi ho voglia di parlare di cinema e cibo o cinema e cucina se preferite, a voi piacciono i  food-movie? Io vivo fondamentalmente di triller/azione/gialli/spionaggio, ma ogni tanto uno di questi film, magari in una serata in solitudine, me lo gusto volentieri. Ed ecco a voi la mia top ten, in ordine casuale e con micro trama, magari ne nomino qualcuno che non conoscete e vi faccio venire la voglia di dargli un'occhiata, sempre che vi piaccia il genere:

Sapori e Dissapori
Kate (Catherine Zeta-Jones) è una perfida chef di successo, la cui vita è stravolta dalla morte della sorella. Adottata la nipote, assume l’aiuto cuoco Nick per aver più tempo da dedicare alla piccola.

La Cuoca Del Presidente
La trasposizione romanzata al cinema della vita di Danièle Mazet-Delpeuch, la cuoca di François Mitterand, tra buon cibo e scandali di palazzo.

Julie & Julia
Julia Child (Meryl Streep) prima icona della food-TV negli anni ’60, rivive trent’anni più tardi nell’esperimento della blogger Julie Powell, che ne riproporrà fedelmente le ricette.

Chocolat
Vianne è una donna per nulla spaventata dalla bigotta vita di provincia della Francia del 1959. Così, figlioletta al seguito, decide di aprire una pasticceria seguendo le sue doti di sopraffina cioccolataia. E' poco amata dai cittadini per il suo stile di vita anomalo, ma il tutto si complica quando la sua strada si incrocia con un giovane zingaro …Johnny Depp

Vatel
Nel 1671 il Re Sole Luigi XIV annuncia che andrà a visitare il principe di Condé, accompagnato dall'immensa corte. Incaricato dei festeggiamenti è il talentuoso e sofisticato cuoco François Vatel (Gérard Depardieu)  cui per tre giorni toccherà organizzare pranzi spettacolari tra fuochi d’artificio e giochi d’acqua. Ma l’intrigo, l’amore e il destino congiurano dietro l’angolo. Un film per curiosare fra tavolate davvero scenografiche e ricette d'altri tempi.

Waitress - Ricette d'amore
Jenna lavora come cameriera al Joe's Diner, dove confeziona magnifici dolci a cui affibbia bizzarri nomi. Ma la vita di Jenna non è così dolce come le torte che cucina, infatti vive un'esistenza grigia e monotona...

Per Incanto o Per Delizia
Isabella soffre di motion sickness: non può salire su mezzi che lei stessa non guida. Così ha passato l’infanzia in reclusione, diventando un’abilissima cuoca. Ma quando scopre il tradimento del marito, si trasferisce a San Francisco e diventa la regina dei fornelli in TV.

Amore, cucina e curry 
La famiglia Kadam di Mumbai decide di intraprendere un viaggio in Europa alla ricerca di una vita migliore. Arrivati in un piccolo paese nel sud della Francia, decidono di aprire un ristorante utilizzando le loro tradizioni culinarie. Il giovane Hassan si dimostra uno chef provetto, ma il ristorante si ritrova a fare concorrenza a quello di uno chef di fama internazionale ... inizia così una "guerra" culinaria e culturale tra due diverse realtà.

Cuore di cioccolato
La giovane Valerie eredita dalla madre, con la quale non è mai riuscita a instaurare un rapporto profondo e duraturo, una grande casa nella città medievale di Bruges. Appresa la notizia dell'eredità, l'intenzione istintiva della ragazza è di vendere la dimora, così da allontanare i ricordi più dolorosi che, inevitabilmente, riemergono al pensiero del tempo passato. Ma scoprirà un dolce segreto nascosto nei meandri della casa...

E voi quali sono i vostri preferiti, sono tra questi o ne avete altri? Per oggi in contrapposizione ai fritti dei giorni scorsi vi lascio una ricetta leggera,  salutare e gustosa.




18 novembre 2014

Risotto alle vongole con pistilli di zafferano

Scusate, lo so sono molto assente in questo periodo sia dai vostri blog che dal mio, perdonatemi e comprendete. Come vi avevo già detto è un periodo tranquillo in famiglia,  ma pienissimo di lavoro e per me stessa, e di conseguenza per il blog,  rimane a stento il fine settimana. Oggi vi voglio parlare di una spezia che adoro, forse anche un pò per genetica avendo una mamma abbruzzese: lo zafferano. Una spezia antichissima che si ricava dagli stigmi del fiore di Crocus sativus, una pianta erbacea perenne. Il nome Crocus deriva dal greco Kroke, che significa "filamento", per gli stigmi filamentosi che porta al centro della corolla. Viene citato già nel papiro Ebers, nel Cantico dei Cantici e nell’Iliade, e nel corso dei secoli gli sono state attribuite proprietà curative ma ha anche avuto fama di afrodisiaco e questa sua peculiarità è ricordata dal mito greco di Crocus. Secondo il mito tali filamenti simboleggiano un legame d'amore tra la ninfa Smilax e il giovane Krokos, un amore destinato a finire con la morte del giovane. Si narra che gli dei, impietositi, trasformarono la ninfa in salsapariglia e il giovane in croco, per far sì che i due potessero vivere uno accanto all'altro. Per questo mito gli antichi Greci usavano porre sulle tombe degli amanti morti per amore un fiore di Crocus. La raccolta di questi preziosi fiori si effettua in autunno, di mattina al sorgere del sole, prima che il calice si apra e gli stigmi che portano la polvere d'oro si possano rovinare.  Lo zafferano oltre a rendere gustosi e saporiti diversi piatti, è una miniera di sostanze preziose per l’organismo,  essendo uno dei più potenti antiossidanti naturali ci aiuta a contrastare i famosi e malefici radicali liberi, responsabili dell’accelerazione dell’invecchiamento cellulare. Inoltre questa spezia favorisce le funzioni digestive, stimola l’apparato digerente, aumentando la secrezione di bile e di succhi gastrici. Per questo è molto usato anche nella preparazione dei liquori digestivi. L’uso dello zafferano in cucina,  spazia dall’antipasto al dolce, ma le combinazioni migliori si hanno con il riso, i crostacei, i frutti di mare, le carni in umido e le salse delicate. In questi casi il gusto dello zafferano arricchisce, colora ed esalta i sapori.Per me oggi risotto!



2 maggio 2014

Risotto con fave fresche, salsiccia e provola affumicata


Strette e chiuse 
nel nostro verde baccello
vellutato è il nostro mantello.
Se il picciolo tiri giù
un lungo filo verrà su!
Apri il baccello a metà
la mia famiglia apparirà!
Siamo tante e siamo sorelle
siamo le fave verdi e belle!

La fava come pianta alimentare è stata utilizzata dall’uomo nell’area mediterranea e medio-orientale sin da tempi molto remoti. Si narra che  tra i legumi,  le fave,  siano le meno caloriche in assoluto; come per le lenticchie ed i fagioli, anche le fave hanno acquisito un ruolo da protagonista nei tempi antichi come cibo dei poveri per eccellenza, considerato il loro scarso costo e la loro semplice reperibilità. Le fave sono ricche di proteine, fibre e sali minerali quali: potassio, ferro, fosforo, calcio e sodio, mentre le vitamine in esse contenute sono: la A, B1 e B2,  C e la vitamina E.  Al momento dell'acquisto, le fave fresche devono presentare baccelli integri e sodi. Le fave fresche, una volta sgranate, e dopo aver tolto la piccola escrescenza presente su ogni seme, possono essere congelate sia crude che dopo averle sbollentate per circa 3 minuti.

4 aprile 2014

Risotto fragole e asparagi selvatici....e il museo degli asparagi

Non molto lontana da Monaco di Baviera, nel sud della Germania,  c'è la cittadina di Schrobenhausen che racchiude tra le sue antiche mura del 1400 un curioso museo: Europäisches Spargelmuseum,  il Museo Europeo degli Asparagi. Inaugurato nel 1985, è dedicato alla cultura, all’arte e alle svariate curiosità offerte da questo “regale ortaggio”. Qui sono esposti gli attrezzi per la sua coltivazione, gli oggetti e gli utensili per la cucina e la tavola, realizzati in porcellana e in argento, quadri, libri e molte altre cose inerenti a questo tema. Gli asparagi di Schrobenhausen, coltivati nelle fertili terre del suo circondario, sono di qualità bianca, dolci, di gusto delicato e rappresentano un'importante risorsa economica per la zona. Comparivano spesso sulle tavole dei Reali di Baviera ed erano particolarmente apprezzati da Ludwig II, il “re delle favole”. Se per caso capitaste sa quelle parti in primavera ricordate che qui si celebra la sagra-mercato degli asparagi. La via Am Hofgraben si popola di numerose bancarelle dove vengono esposti e messi in vendita al pubblico, direttamente dai coltivatori, gli asparagi del loro raccolto. In questo periodo tutto nella cittadina è all’insegna degli asparagi e i ristoranti fanno a gara nell’offrire le loro specialità a base di questo ortaggio da loro battezzato “königliche Gemüse” ( verdura reale ). Anche da noi bianchi, viola o verdi, gli asparagi sono i re della tavola di primavera; la differenza cromatica si riflette sul sapore, ma non sulle qualità nutrizionali, che rimangono le stesse e sono tante. Questi ortaggi sono davvero poco calorici – circa 25 calorie per 100 grammi – mentre hanno molta fibra, vitamina C, carotenoidi (dall’azione antiossidante e protettiva della pelle e delle mucose e stimola l’azione del fegato), vitamina B e sali minerali, tra i quali calcio, fosforo e potassio.Inoltre mangiando 100 grammi di asparagi, assumiamo circa il 75% della quantità quotidiana necessaria di acido folico, sostanza molto importante per la moltiplicazione delle cellule dell’organismo e per la sintesi di nuove proteine.  Gli asparagi sono anche molto depurativi e diuretici e se non ci sono controindicazioni mediche vale la pena di approfittarne per aiutare e eliminare il ristagno di liquidi nei tessuti e quindi ridurre la cellulite. State invece attenti se tendete a soffrire di disturbi renali, di cistiti e di calcoli renali, perché contengono acido urico che può incrementare le infezione già in atto. Gli asparagi sono ortaggi molto pregiati e vengono impiegati in numerose ricette più che come semplice contorno. Io oggi ho utilizzato i miei preferiti, i Selvatici.  e li ho uniti alle fragole.  L’amaro degli asparagi selvatici  si sposa magnificamente con  il dolce delle fragole... il rosso e il verde  i colori della primavera, della gioia, della rinascita della natura!



6 marzo 2014

Risotto peperoni e pecorino

Lo sapevate che il  peperone è una miniera di virtù preziose per conservare il peso forma? Infatti ha pochissime calorie (23 ogni 100 grammi) perché è costituito in larga parte da acqua (più del 90%), contiene una buona dose di provitamina A (rassodante) ed è soprattutto un'ottima fonte di vitamina C (antiossidante e rassodante), presente in quantità maggiore rispetto anche agli agrumi. Si sa però che le vitamine sono fragili, e quindi per poterne fare tesoro, sarebbe meglio consumare il peperone a crudo, che  non a tutti piace e soprattutto per molti è indigesto ( per me ad esempio!). A proposito di questo dovete sapere che la capsicina (che è la sostanza difficile da digerire) è presente in quantità maggiori nella buccia: quindi basta toglierla per rendere il peperone quasi "innocuo". La maniera più semplice che c’è,  è quella di arrostire le falde di peperone sulla griglia o nel forno, chiuderli in un sacchetto per alimenti  di carta o plastica, farli raffreddare e spellarli, conservando così solo la polpa. Questa è un’operazione che io faccio quando sono a casa al mare in grande quantità così da prepararmi la scorta per l’inverno. Arrostisco i peperoni sul barbecue, ( il sapore è completamente diverso che in forno elettrico) poi dopo averli lasciati raffreddare in un sacchetto, li spello  e poi li divido in pacchettini che incarto con la pellicola trasparente e poi con l’alluminio e li surgelo, così Alice formichina ha la sua scorta invernale!


1 febbraio 2014

Risotto con crema di zucca e julienne di speck croccante .... e il perchè!


Ma perché lo fai ?

“Capisco che ti piaccia cucinare,  ma ti ho osservato, ci metti tanto impegno forse anche troppo, mica ti pagano, ti comporti come fosse un lavoro! Non è solamente comprare il nuovo stampo o il nuovo ingrediente da provare, ma è tutto il resto. La scelta degli oggetti per le foto, la luce giusta e poi scatti e vai a controllare la foto e se non ti piace riscatti, e il tempo che passi al PC tra le blogger o ad informarti e poi gli eventi, ma perché?”

Chi poco, chi tanto questa solfa l’ho sentita tante volte, chi non è blogger non comprende questo mondo e spiegarlo non è semplicissimo. Però voglio rispondere qui per iscritto così che possa rimanere a futura memoria il famoso perché. Perché mi piace. Perché è la mia passione, perché anche nella giornata più nera, infornare dei semplici frollini o impastare una banale focaccia (che poi di banale in cucina non c’è nulla)  mi fa star bene, mi isolo dal mondo, dimentico i problemi, riequilibrio il mio Yin e e il mio Yang. E sto bene proprio perché non è un lavoro, perché faccio solo perché amo e non perché devo. Cucinare è puro piacere per me, molto più che mangiare, piuttosto direi che adoro l’assaggio, cucinare e assaggiare e modificare  o aggiustare meglio la mira, per poi arrivare all’ottimo, spesso all’eccellenza qualche volta alla perfezione! Mentre peso la farina non sono sola, mentre rompo le uova non sono triste, mentre impasto non sono preoccupata per la salute di qualche familiare o per il futuro di mia figlia, mentre tagliuzzo le verdure non mi interessa nulla degli ultimi casini dei nostri politici, mentre uso la frusta non mi importa di come va la borsa… Semplicemente io, la mia cucina, in una specie di limbo, dove il mio cervello può rilassarsi e rigenerarsi. Quando scrivo sul blog, a volte poche righe a volte fiumi di parole, sono di nuovo semplicemente io, senza sovrastrutture, senza condizionamenti. Posso per una volta, essere io a domandare a  tutti quelli che mi chiedono il perché lo faccio,  ma perché non dovrei ? C’è chi per rilassarsi fa yoga, chi per sfogarsi va dallo psicologo, chi per passione scala una montagna o si tuffa negli abissi marini. La mia cucina e il mio blog sono il mio mondo ideale, il mio spazio libero, il mio rifugio. Ed ora un grazie speciale a voi, dal profondo del mio cuore vi ringrazio di esserci sempre qui con me e per me. Me lo avete dimostrato in tanti in questo ultimo periodo ho ricevuto tantissime mail private piene di parole di affetto ed incoraggiamento. Siete speciali, questo nostro mondo è speciale e chi non lo vive forse non capirà mai quanto può essere bello e coinvolgente essere una blogger!  


4 ottobre 2013

Risotto con zucca, salsicce e Philadelfia


E' dolce, ma non ingrassa
E' ipocalorica, ma sazia a volontà.
E' ottima come antipasto, ma anche come dessert.
Può essere vuota o piena, pesante o leggera
 ornamentale o commestibile.
 La si può gustare a tavola,
 ammirare nelle tele dei pittori
si può farne fioriere e zuppiere.
 È allegra e  trasformista
Sai dirmi tu chi è ?



la zucca, la regina della tavola d’autunno! Adoro la zucca e questo risotto in particolare è tra le ricette autunnali che preferisco. Piace persino a quella difficile di mia figlia, e come sapete tra lei e i prodotti dell'orto in genere c'è un pessimo rapporto. Ama invece il gusto dolce della zucca che in questo risotto si sposa benissimo con la sapidità della salsiccia, un grande classico,  sempre ottimo. Ognuno ha la sua versione,  questa è semplicemente la mia.


8 giugno 2013

Risotto alla crema di piselli e menta

Oramai è parecchio che ho preso l’abitudine di postare due volte a settimana e di alternare dolce a salato, così da poter accontentare i gusti e le esigenze di tutti. E cerco anche di alternare tra primi, secondi e sfizi vari, tenendo sempre in considerazione le stagioni e quello che di meglio hanno da offrirci.  In questo periodo adoro utilizzare i piselli freschi. Questi piccoli semi sono un prezioso scrigno di sostanze cardiotoniche: abbassano il colesterolo “cattivo”, regolano la pressione, prevengono anemie e debolezze. I piselli contengono notevoli quantità di vitamine del gruppo B, ma anche vitamina A e C, che però vengono neutralizzate con la cottura troppo prolungata, per questo si consiglia sempre di lasciarli un po’ croccanti.  Per la ricchezza di nutrienti, i piselli possono essere considerati  in abbinamento con un farinaceo, un alimento praticamente completo. In questo caso ho scelto di abbinarli con il riso,  un farinaceo non particolarmente pesante, privo di  glutine per cui adatto anche ai celiaci, un primo piatto primaverile dal sapore fresco e molto delicato, leggero, buono e altamente digeribile.


18 maggio 2013

Risotto agli asparagi selvatici e zafferano

Qualche giorno fa una mia amica tornando da un fine settimana passato al suo paese natio, mi ha riportato dei meravigliosi asparagi selvatici di campo, indiscutibilmente molto più buoni e profumati di quelli da coltivazione. I germogli di asparago selvatico che vengono raccolti durante la stagione primaverile, dal mese di aprile a maggio, spesso si nascondono tra le siepi o ai bordi dei cespugli e possono essere talvolta difficili da individuare. Sembra che la parola asparago derivi dal termine persiano çperegh, ovvero punta, o secondo altre teorie dal sanscrito, lingua in cui significherebbe germoglio. Gli asparagi selvatici sono ottimi semplicemente lessati e conditi con un filo d’olio e limone, oppure si possono utilizzare come ingrediente principale per risotti, frittate e sformati. 


30 novembre 2012

Risotto con crema di zucca e gorgonzola al cucchiaio

Esiste un gorgonzola dalla pasta vellutata e bianca,  molto cremoso e delicatamente erborinato, il sapore è dolce e aromatico, con un delicato retrogusto di nocciola e dalla pasta talmente morbida che si serve con un cucchiaio. Il gorgonzola al cucchiaio, uno dei prodotti di eccellenza del settore agroalimentare italiano. Nel banco del salumiere si riconosce a colpo d’occhio: una grossa forma (tipo parmigiano) a cui viene  tolta la crosta superiore così che la forma possa essere  scavata proprio con un cucchiaio e il prodotto venduto riposto in una vaschetta mai preconfezionata. Come possiamo usarlo? Per i grandi amanti di questo formaggio anche  semplicemente spalmandolo su delle bruschette per golosissimi aperitivi, oppure su crostoni di polenta, io amo utilizzarlo per condire o amalgamare primi piatti, o  come in questo caso, per mantecare un risotto e renderlo speciale. 


28 giugno 2012

Risotto sapore di mare

Eccomi di ritorno da qualche giorno di mare, ma non propriamente di riposo visto che siamo andati ad aprire casa (con tutto quello che ovviamente ne consegue … mega pulizie generali ecc.) insieme a mia figlia e a tre suoi amici! Avete idea di quanto mangino due ragazzi di sedici anni? Una valanga!!!!!! Abituata alla femmina e quasi sempre avendo per casa ragazze perennemente attente alla linea non immaginavo che avrei cucinato per un esercito! Sono rimasta sconvolta, ve lo giuro, dalla quantità di cibo che riescono ad ingerire senza ingrassare, ma anzi  mantenendo  fisici atletici e tonici ….. beata gioventù! Voglio anch’io il loro metabolismo !!!!!!!!!!!!!!!!!!  Mi scuso fin d’ora con voi, ma questa estate non sarò molto presente, farò spesso su e giù con il mare e non avendo lì la possibilità di connettermi  diciamo che le mie apparizioni nella mia e nelle vostre cucine  saranno un pò psichedeliche! Ed ora una ricetta straclassica, ma con il pesce fresco comprato direttamente al porto dai  pescatori vi assicuro che è una super bontà!



12 marzo 2012

Risotto alle fragole profumato con il Brachetto d'Acqui

Oggi vi voglio parlare di un vino-spumante piemontese che adoro: il Brachetto d’Acqui.  Gradevole, brioso, frizzante, allegro e profumato. Un vino dai bellissimi colori porpora o rubino con riflessi violacei. Il suo perlage è fine e persistente, è il vino della seduzione e della gioia, profumato di frutta matura, moderatamente alcolico, inebriante e morbido. Come tutti i veri protagonisti anche la storia del Brachetto è intrisa di leggenda e fascino. Una delle più suggestive e maliziose  racconta che al “VINUM ACQUENSE” si attribuissero mirabolanti virtù afrodisiache. E credenza comune che all’epoca dell’Impero Romano, Giulio Cesare prima e Marco Antonio poi facessero precedere il loro arrivo in Egitto, alla corte della bella Cleopatra, da otri di “vinum acquense”, apprezzatissimo dalla Regina per risvegliare gli ardori dei suoi leggendari amanti. 
La ricetta che vi presento oggi prevedeva originariamente del vino bianco, ma non sia mai detto che io non dia il mio personale tocco e, calcolando che questo vino esalta particolarmente la frutta come  fragole o  pesche, ho deciso di utilizzarlo e vi devo dire che la foto non può assolutamente trasmettervi l’ineguagliabile sapore e profumo che il Brachetto ha dato a questo risotto, ancora una volta la differenza sta nella qualità delle materie prime.


20 febbraio 2012

Risotto allo zafferano e scamorza di Andrea Berton

Andrea Berton, lo chef del Ristorante Trussardi alla Scala, si è guadagnato due stelle Michelin in due anni, tre cappelli da cuoco dall’Espresso e tre forchette dal Gambero Rosso. Praticamente un mito. Ed è anche molto simpatico almeno a vederlo nelle trasmissioni televisive. Qualche tempo fa, durante uno dei miei soliti zapping televisivi, trovai uno speciale su di lui e su i suoi famosi risotti. Andrea Berton  dice che “il risotto è un insieme di tecnica, gusto ed eleganza”  e in questa trasmissione spiegava appunto la tecnica, preparando un risotto alla milanese, a modo suo ovviamente. Seguendo la sua lezione mi sono accorta che ne sapevo ben poco di tecnica di cottura del riso.  Ad esempio   ho scoperto che sbagliavo a mescolare continuamente il riso perchè girando si rischia di “spezzare il chicco” e di conseguenza di far uscire amido in eccesso, oppure non sapevo che per calcolare il tempo esatto di tostatura del riso bisogna toccarlo con le dita, sarà arrivato il momento di aggiungere il vino solo quando il chicco al tatto sarà ben caldo. Quando si aggiunge il brodo, che deve coprire perfettamente il riso, bisogna stare attenti perchè il risotto non deve mai bollire, ma sobbollire uniformemente a fuoco bassissimo. Io ho seguito scrupolosamente le sue indicazioni e vi assicuro che è venuto veramente un risotto alla milanese perfettamente all’onda!