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8 aprile 2023

Chiffon cake al cacao con glassa morbida alla nutella


Amate il cioccolato fino in fondo

senza complessi né falsa vergogna

perché, ricordate

senza un pizzico di follia

non esiste uomo giudizioso

(F. de La Rochefoucault)


Una delle certezze della mia vita è la presenza costante nelle mie giornate del cioccolato, nero, fondente, goloso e godurioso. In tazza d’inverno, in un cono d’estate, che siano cioccolatini o vasetti di crema spalmabile in cui affondare il cucchiaio, o in tavolette da addentare al bisogno, e poi nei biscotti, nei dolci e in mille altre soluzioni golose.  Pasqua è la mia festa preferita, la festa più cioccolatosa che ci sia, adoro le uova di cioccolato, mi diverto a romperle come e quanto i bambini, e come loro ne divorerei a tonnellate, ma da adulta mi trattengo…tanto! Sono golosissima, se non fosse chiaro! Quindi come non postare un goloso dolce al cioccolato, però un dolce semplice, e soprattutto veloce da fare, per chi come me in questo periodo ha veramente pochissimo tempo da dedicare alla cucina, ma che come me ha sempre tanta voglia di golosità cioccolatose.


10 ottobre 2022

Ciambella cacao e pere frullate


Quando senti qualcosa che ti fa vibrare il cuore

non domandarti mai cosa sia

ma vivilo sino in fondo

perché quel brivido, quella sensazione

si chiama Vita.

(Alda Merini)


Dopo la lunghissima pausa estiva, complice un leggero abbassamento delle temperature, finalmente ho riacceso il forno e ovviamente ho ricominciato con un dolce. Di quelli semplici, com’è nel mio stile, quelli perfetti sia per la colazione che per la merenda di grandi e piccini. Pochi ingredienti classici che tutti abbiamo in casa, uova, zucchero, farina e cacao, con l’aggiunta di due pere Decane che mi guardavano tristi dalla fruttiera, hanno creato una ciambella soffice, golosa e umida al punto giusto. Un dolce perfetto per la colazione, ma anche un gustoso dessert, magari arricchendo l'impasto con gocce di cioccolato o sperimentando l'aggiunta di una spezia. Provatela, sono sicura che vi conquisterà! 


9 marzo 2022

Ciambella alla crema di pistacchio


La giustizia senza forza è inerme

la forza senza giustizia è tirannia.

B.Pascal


La crema di pistacchio è un’alternativa ghiottissima alla più classica crema spalmabile alla nocciola, e come la sua famosa sorella può essere utilizzata per farcire crepes e crostate o realizzare dolci al cucchiaio e gelati. A casa mia ne siamo ghiottissimi! Oggi, ho deciso di utilizzarla per ingolosire un classico dolce da credenza, di quelli perfetti da tenere in cucina sotto la classica campana di vetro, sempre pronti per soddisfare quell’attimo di golosità e di voglia irrefrenabile di dolce. Perfetta ovviamente sia per la colazione che per la merenda di tutta la famiglia, questa ciambella al pistacchio è stata realizzata con un semplice impasto all’acqua, senza burro, super soffice e dal delicato sapore di pistacchio. 


1 febbraio 2022

Ciambella al latte condensato


L’imprevisto non è l’impossibile

è una carta

che è sempre presente nel gioco.

(Comte de Belvèze)


Questo è uno sfogo politico, quindi, se non vi va di leggerlo vi consiglio di passare subito alla ricetta. Una riflessione sulla penosa commedia a cui abbiamo dovuto assistere nei giorni scorsi. Infatti, per quanto il compito a cui sono stati chiamati i cosiddetti grandi elettori, fosse noto da tempo e l’obiettivo fosse chiaro, cioè eleggere un Presidente della Repubblica, con lo spessore morale e politico da rappresentare tutti gli italiani e che fosse da subito in grado di sostenere lo sforzo di ricostruire l’Italia con i fondi del PNRR, i leader politici dei vari schieramenti invece di rispondere in maniera adeguata al compito che il ruolo gli richiedeva, arrivando preparati alla meta con accordi già stretti, hanno preferito lo scontro. Uno scontro duro, aspro, disseminato di sgambetti ed errori che ha prodotto il risultato di far esaltare debolezze e vulnerabilità di tutti partiti, disseminando macerie ovunque. L’ennesima dimostrazione di una classe dirigente fallimentare capace solo di mettere in atto uno spettacolo indecoroso di fronte ad un paese in emergenza da ormai due anni e che, al momento, non riesce neanche ad intravedere la famosa luce in fondo al tunnel. Neppure la pandemia, la crisi economica, la situazione delle scuole, gli ospedali saturi, i problemi dell’occupazione … nulla è riuscito ad instillare nei nostri politici un po’ di senso di responsabilità. E, purtroppo, credo che il bello debba ancora arrivare! Stop allo sfogo personale, passiamo alla ricetta di oggi. Un dolce semplice, una torta da credenza golosa, dal gusto tondo e morbido perfetta per la colazione del mattino. 


30 dicembre 2021

Champagne chiffon cake


Dove vanno le bollicine di champagne

liberate dal ghiaccio verso l’alto?

Volano in cerca dell’anno fortunato e felice

a cui brindare?

O rinunciano all’impresa

e tornano indietro nel bicchiere,

come se tutti gli anni fossero un inganno?

Io le vorrei comprensive, pazienti,

pronte al perdono se l’anno non è come sembra,

se la clessidra non ha ancora offerto il suo granello di luce.

(F. Caramagna)


Stiamo per salutare un altro anno “anomalo”. Uno da cui pensavamo di uscire migliori e con animo più leggero ed invece … eccoci qui, ancora in una situazione non proprio rosea.  Eppure, nel 2021 ci avevamo creduto, lo abbiamo accolto pieni di speranza, con tanta voglia di ricominciare. Sembrava che la pandemia potesse essere fermata e che, con l’aiuto fondamentale dei vaccini, saremmo tornati alla vita normale … ma non è andata proprio così.  L’arrivo di Omicron ha spiazzato tutto e tutti e l’orlo del burrone è riapparso. Di vita “normale” in questi dodici mesi ce n’è stata poca, ma il 2021 è stato indiscutibilmente un anno di grandi soddisfazioni per il nostro Paese. E’ tutto partito dal palco dell’Eurovision con la vittoria dei Maneskin e poi goal, schiacciate, medaglie e record vari, l’Italia ha avuto una stagione da incorniciare, contrassegnata non solo dai successi della Nazionale di Mancini e dalle moltissime medaglie conquistate alle Olimpiadi e alle Paraolimpiadi, ma anche dall'exploit di Berrettini a Wimbledon, dal mondiale nella crono di ciclismo per Ganna e dalla doppietta maschile-femminile agli Europei di pallavolo. Senza dimenticare il premio Nobel per la fisica di cui è stato insignito Giorgio Parisi. E il 2022 cosa ci porterà? Tornerà finalmente la nostra anelata normalità? Potremmo toglierci definitivamente le tanto odiate mascherine? Smetteremo di avere una propensione automatica alla diffidenza verso il prossimo per paura del contagio? Smetteremo di aver paura per noi stessi e per i nostri familiari? O, invece, l’umanità dovrà reinventarsi, adattandosi al mutare del virus, costruendo un mondo nuovo ed un diverso modo di vivere e condividere il tempo e gli spazi? Intanto tra mille incertezze abbiamo la sicurezza che per festeggiare l’arrivo del nuovo anno non ci saranno feste in piazza e nelle strade, né grandi eventi, e allora prepariamoci a salutare il 2022 tra pochi amici fidati, con tante bollicine e molto buon cibo, senza perdere la speranza per un futuro più sereno. 


2 dicembre 2021

Ciambella innevata


La neve e il suo magnifico silenzio

Non ce n’è un altro che valga il nome di silenzio

oltre quello della neve sul tetto e sulla terra

(Erri De Luca)


A volte da un’idea semplice, nasce una vera inaspettata bontà. Come questa ciambella sofficissima nata dalla necessità di smaltire una tavoletta di cioccolato bianco e dello yogurt alla fragola in scadenza. Semplicissima e veloce da preparare, decorata altrettanto semplicemente, dopo l’assaggio vi sorprenderà per il suo gusto unico e particolare … sa di Chupa Chups panna e fragola ... giuro! Con questo dolce golosamente semplice e dall’aspetto candidamente “innevato” auguro a tutti voi un sereno mese di dicembre. Il mio è pieno di impegni ed eventi personali e familiari importanti e piacevoli, quindi, vi chiedo scusa fin d’ora per un’eventuale presenza discontinua sul mio e sui vostri blog, ma vi prometto che cercherò comunque di pubblicare tante idee golose per le prossime feste, e di passare ogni volta che posso a sbirciare nelle vostre cucine!  


23 novembre 2021

Pan di carote al profumo di arancia


Stupisco sempre me stesso. 

E’ l’unica cosa che renda la vita degna di essere vissuta.

(Oscar Wilde)


Instagram è un social che a volte ti attira come una calamita, spesso mi rendo conto di aver trascorso un’ora del mio tempo semplicemente passando da una foto all’altra, la stessa cosa mi succede anche con Pinterest… In una di queste passeggiate virtuali ho trovato questa ricetta, purtroppo non ricordo nulla dell’autore o dell’autrice, ma se qualcuno dovesse riconoscersi mi farebbe piacere citarne la fonte. La foto era molto accattivante ed il nome curioso, mi sono appuntata il semplice procedimento su un foglietto volante e l’ho infilato nel mio quaderno degli appunti di cucina. E già perché io sono una di quelle che ha ancora un quaderno delle ricette! Come spesso succede il foglietto è rimasto lì per chissà quanti mesi, poi l’altro giorno, rimettendo a posto, è spuntato dal nulla, cadendo letteralmente ai miei piedi, quasi un invito … e visto che in frigo c’erano delle belle carote appena comprate … detto, fatto e infornato, ovviamente come sempre con piccole modifiche personali. Che dirvi, un dolce ottimo, di una semplicità disarmante, fatto già due volte, con e senza frutta secca  e vi posso assicurare che è delizioso comunque. Velocissimo da fare, soffice ed umido al punto giusto, insomma la colazione perfetta anche per chi mantiene un regime alimentare controllato. E poi il suo colore mette il buon umore non credete? 


8 settembre 2021

Chiffon cake al caffè


I giorni di settembre

hanno il calore dell’estate

nelle loro ore più centrali

ma nelle sere che si allungano

c’è il soffio profetico dell’autunno.

(Rowland E. Robinson)


Settembre è il mio mese preferito, ed è casualmente anche il mese in cui sono nata. Adoro il suo clima perfetto, nè troppo caldo né troppo freddo, le giornate sono illuminate da una luce particolare che avvolge dolcemente ogni cosa, lasciando intravedere l'arrivo dell’autunno. I colori iniziano a cambiare, le foglie a cadere, nuovi profumi inebriano l’aria e nuove emozioni ci accompagnano. Settembre è sempre un nuovo inizio. E’ il mese della ripresa, dopo la lunga pausa estiva, ma è anche il mese dei buoni proposti e dei nuovi obiettivi quasi fosse l’inizio di un nuovo anno. Parlando di ripresa, si riparte ovviamente anche con il blog, ho tante ricette nuove da condividere con voi, come sempre nel mio stile, per la maggior parte ricette poco laboriose e di veloce preparazione, senza troppi voli pindarici, adatte anche per i meno esperti. E visto che, come tutti sapete, sono una super golosa … si ricomincia con un dolce, semplicissimo e sofficissimo!   

27 aprile 2021

Dieci anni di blog ... chiffon cake ai frutti rossi, fragole e cioccolato

 

Anche un viaggio di mille miglia

 inizia con un singolo passo

(Lao Tzu)


Dieci anni fa ho spinto il tasto “invio” e ho dato inizio a questo meraviglioso viaggio. In questo lungo periodo il mondo dei blog è cambiato, si è modificato, molti hanno chiuso, altri ne hanno fatto una professione, per me era e rimane il mio hobby, la voglia di condividere un esperimento ben riuscito o una ricetta di famiglia, il mio spazio libero, il mio rifugio, un posto dove esprimere i miei pensieri e la mia passione per la cucina. Quando tutto è iniziato, non avrei mai immaginato quanto mi sarei legata affettivamente a questo libro virtuale di ricette in perenne evoluzione, a questo spazio di condivisione, a questa mia cucina virtuale. Il mio piccolo angolo del cuore dove ho il piacere di accogliervi per una dolce sosta golosa o per uno stuzzicante sfizio salato, o magari solo per quattro chiacchiere. Alcuni di voi sono con me dall’inizio, altri da meno tempo, ma oggi vorrei ringraziarvi uno ad uno per esserci e soprattutto per avere il piacere di tornare. Ringraziarvi per le parole dolcissime che mi regalate ed il tempo che mi dedicate, perché questo traguardo, dieci anni sono un bel numero tondo tondo, non sono solo merito della mia passione e della mia costanza, ma sono anche e soprattutto merito vostro! Perché siete voi il cuore pulsante di questo spazio virtuale in perenne aggiornamento, perché se questo blog esiste è grazie anche a tutti voi che con la vostra presenza costante continuate a renderlo vivo. Grazie di esserci! 


16 marzo 2021

Mini bundt cake al cioccolato


Le nubi a volte nascondono le stelle

ma le stelle sono sempre lì che brillano per te.

Basta aspettare che passi il temporale

(Romano Battaglio)


E’ un anno che aspettiamo che questo temporale passi, prima speravamo in rapidi arcobaleni ora siamo tutti più stanchi e disillusi, ma non possiamo e non dobbiamo smettere di sperare. Anche se, il ritorno alla normalità tanto sbandierato ed evocato, personalmente lo vedo molto lontano. Non credo che la prima ondata di vaccinazioni, a macchia di leopardo, possa bastare a riavere indietro la “vera” normalità, per intenderci quella pre pandemia, ci darà solo un po' più di tranquillità, qualche riapertura stabilizzata e forse ci farà smettere di vedere, come un possibile untore qualunque sconosciuto. Credo che per la vera normalità servirà tempo, sempre che tutti gli italiani siano disposti a vaccinarsi e che comprendano che il vaccino è l’unica via di uscita, ma solo con la partecipazione di tutti. Per ora, dopo un anno, siamo di nuovo in zona rossa …. 


Buttiamo via i cattivi pensieri e regaliamoci un coccola cioccolatosa, questa è stata la colazione del mio ultimo week end in giallo, mini bundt cake, carinissimi e velocissimi, si sporca solo una ciotola, si fanno in dieci minuti e sono perfetti per accompagnare un caffè, per la merenda dei bimbi o per un dolce dopo cena. 


3 marzo 2021

Torta di mele e amaretti


E allora impara a vivere.

Tagliati una bella porzione di torta

con le posate d’argento

Impara come fanno le foglie 

a crescere sugli alberi

Apri gli occhi

Impara come fa la luna a tramontare 

Apri le narici e annusa la neve

Lascia che la vita accada.

(Sylvia Plath)


La torta di mele è uno dei miei dolci preferiti, una di quelle ricette del cuore per cui ogni boccone mi rievoca immagini di casa, di mamma e di nonna … ricordi d’infanzia. Ora l’adoro, ma quando ero piccola la sua consistenza non mi piaceva molto, eppure ogni volta che nonna la preparava, quel profumo che inondava la cucina mi faceva sentire tanto coccolata. Nonna Evelina era una donna semplice, bassina e grassottella, ma con un cuore enorme ed io le volevo molto bene, nei miei ricordi la vedo ancora in cucina a tirar tagliatelle, a montare uova e a impastare, ma anche nell’orto a raccogliere frutta e verdura, e poi ricordo le merende insieme … quelle semplici e golose merende di altri tempi, come pane e fichi (con i fichi appena raccolti e il pane fatto in casa da lei) o pane vino e zucchero. Ricordo i suoi grandi sorrisi e i suoi abbracci, che ancora oggi mi scaldano il cuore. Maria, invece, la nonna di parte paterna, era l’esatto opposto. Alta, magra, elegante, bellissima e sofisticata, lei le torte le mangiava con la forchettina d’argento, non le cucinava, a quello ci pensava la cuoca. Credo che nonna Maria non abbia mai cucinato nulla in vita sua. Da nonna Evelina, nella sua casa di campagna, imparavo a fare il vino e ad andare a cavallo, mi sporcavo e ridevo tanto. Da nonna Maria, imparavo a scegliere la forchetta corretta da usare e a ricevere gli ospiti. Dovevo stare attenta a non rovinare i mobili e a non sbriciolare sui tappeti persiani, si sorrideva educatamente, perché "le risate non sono adatte ad una signorina", ma con lei ho imparato ad apprezzare la musica classica e l’arte. Ho imparato ad amare il bello in tutte le sue forme che si tratti di un mobile, un vestito, un gioiello o un quadro. Due donne opposte, appartenenti a mondi differenti che mi hanno entrambe amato e che ho amato, due meravigliose nonne che, ognuna a suo modo, mi hanno dato tantissimo e che indiscutibilmente hanno contribuito a rendermi ciò che sono.  


3 febbraio 2021

Chiffon cake mandarino e curcuma


Tutta la varietà

tutta la delizia

tutta la bellezza della vita

è composta d’ombra e di luce

(Lev Tolstoj)


Iniziare la settimana mettendosi davanti al PC per tentare di prenotare il vaccino anti Covid,  per un over 80, è stato un incubo! Come sapete abito a Roma ed anche la mia mamma, da questo lunedì nel Lazio è possibile prenotarsi tramite un sito dedicato, ma come sempre in questi ultimi mesi ogni click day ha i suoi problemi. In questo caso l’inizio delle difficoltà è iniziato da subito, di prima mattina infatti è apparsa una schermata che indicava che per “problemi tecnici” l’orario di inizio veniva posticipato alle 12.00. E così puntuale alle 12.01 mi sono messa davanti al PC e … ho iniziato la mia via crucis. Come spiegano le indicazioni del sito, chi intende vaccinarsi, un suo familiare o conoscente, deve seguire una semplice procedura on line, per la quale occorre solo il codice fiscale … Io aggiungerei che necessita anche di almeno un giorno dedicato, un quintale di pazienza, dieci chili di Lexotan e camomilla a fiumi!  La proceduta è realmente semplice, il problema è che il sito va in crash ogni due minuti. Si procede a step, prima di tutto bisogna cercare di “entrare” nel sito, dopo molti tentativi si apre la schermata iniziale per inserire il codice fiscale, poi quella per scegliere la struttura ospedaliera dove recarsi per la somministrazione, una volta effettuata questa scelta, sia apre un’altra schermata che segnala il giorno e l’ora disponibili, una volta accettata la data,  si passa all’appuntamento per il richiamo e poi finalmente si arriva alla conferma della prenotazione e ….crash … e si ricomincia tutto daccapo! Ovviamente durante i passaggi da una schermata e l’altra il sito va in errore duemila volte e ogni volta si torna al via … ricominciando pazientemente dall’inizio tentando di entrare sul portale. Praticamene un girone dantesco! Quando, infine, la prenotazione va a buon fine, ci si rende conto che in teoria è tutto molto chiaro e fatto bene, per la somministrazione nel Lazio ad esempio si può scegliere su ottantanove sedi diffuse sul territorio regionale, contestualmente con la prima prenotazione si prenota anche la seconda e sempre nello stesso punto di somministrazione. Però ragazzi ho iniziato alle 12.00 e sono riuscita a prenotare la dose di vaccino per mia madre alle 19.30!! Vi giuro ero esausta!! Comprendo che i numeri dell’utenza sono molto rilevanti, circa mezzo milione di potenziali prenotazioni. Secondo gli organi di stampa oggi,  nel Lazio durante i primi sette minuti si sono prenotate 2.200 persone! La Regione per tutto il giorno ha chiesto comprensione per i disagi, ed io comprendo assolutamente. Mi rendo conto che tra i ritardi nelle consegne da parte di Pfizer e Moderna, e la raccomandazione di non utilizzare il vaccino Astrazeneca sopra i 65 anni, i piani vaccinali si stanno complicando, a questo poi aggiungiamo la gestione di numeri folli delle prenotazioni … Non possiamo far nulla o poco contro le farmaceutiche, però forse l’idea di testare prima il sistema di prenotazioni per verificarne la tenuta non sarebbe stato male.  Comunque, ce l’ho fatta, mia madre ha la sua prenotazione, in un ospedale vicino casa ed anche ad un orario comodo … sono soddisfatta ed ora mi vado a coccolare con una bella fetta di questa deliziosa e sofficissima chiffon cake! 


26 gennaio 2021

Pumpkin bundt cake


Non è perché le cose sono difficili che non osiamo,

è perché non osiamo che sono difficili

(Seneca)


Gli stampi da Bundt cake o da Kugelhupf hanno la peculiarità di rendere i dolci bellissimi e scenografici, ma tutte quelle scannellature li rendono spesso molto difficili da sformare ed inoltre non tutti gli impasti risultano adatti a queste particolari forme. Ogni dolce, quindi, ha un livello di difficoltà strettamente collegato alla forma dello stampo che decidiamo di usare. Realizzare l’impasto è semplice, ma riuscire a cuocerlo e a sformarlo senza rovinarlo esteticamente non lo è altrettanto. Quindi,  spero vi faccia piacere se vi lascio qualche consiglio. Prima di tutto dovrete avere l’accortezza di imburrare lo stampo in modo molto scrupoloso, per fa ciò la cosa migliore è far ammorbidire il burro fino al punto di poterlo utilizzare tramite un pennello in silicone e quindi stenderlo, meticolosamente, in ogni scannellatura. Una volta che avrete imburrato perfettamente lo stampo ponetelo in frigorifero per cinque minuti, in modo che il burro solidifichi nuovamente. Il passaggio successivo sarà l’infarinatura, preferendo per lo “spolvero” nel caso di una preparazione al cioccolato, l’utilizzo del cacao o del Nesquik. Cospargete la farina nello stampo utilizzando un piccolo setaccio o un colino a maglie fini, in modo da far aderire perfettamente la polvere alle pareti, scuotete lo stampo con piccoli colpetti laterali per ben distribuire la farina all’interno. Infine, capovolgete lo stampo e battendo con il palmo della mano fate cadere l’eccesso di farina. Una volta fatta questa operazione, lo stampo andrà rimesso al freddo fino al momento di inserirci l’impasto. Gli ingredienti, come per tutti i dolci, dovranno essere a temperatura ambiente e non semplicemente tirati fuori dal frigorifero qualche minuto prima di iniziare la preparazione. Infornate, al massimo, entro 15 minuti da quando avrete finito di preparare l’impasto, questo sia perché il lievito comincia ad agire anche a freddo, sia perché l’aria, incorporata montando le uova, si “attenua” con il passare del tempo. Utilizzate sempre il forno in modalità statica, impostandolo alla temperatura indicata dalla ricetta, una volta raggiunta la temperatura, prima di infornare il dolce lasciatelo stabilizzare dieci minuti e posizionate la torta al centro. La temperatura del forno è fondamentale per la cottura di ogni dolce, ma purtroppo può capitare che in alcuni forni possa variare anche di 15° rispetto a quella indicata dal display. Quindi il mio consiglio è quello di testare sempre un nuovo forno con l’aiuto di un termometro specifico per poi potersi regolare al meglio. Una volta che il dolce sarà cotto, estraetelo dal forno e lasciatelo riposare almeno 30 minuti, prima di iniziare le manovre per estrarlo. Iniziate staccandolo leggermente dai bordi dello stampo, premendo lievemente sulla circonferenza esterna con i polpastrelli, poi passate delicatamente la lama liscia di un coltello intorno alla parte superiore della cannula centrale. A questo punto, capovolge lo stampo sopra una gratella per dolci, battete leggermente e vedrete che uscirà con facilità!


9 dicembre 2020

Chiffon cake ai marron glacè


Il Natale non è un tempo 

né una stagione 

il Natale è uno stato d’animo. 

(C. Coolidge)


Ci sono alcuni cibi, dolci e salati, che se pur quasi sempre disponibili durante l’anno, per me sono indissolubilmente legati alle festività natalizie. Cibi con forti legami affettivi, tipo i biscotti di frolla speziata che sforno mentre mio marito e mia figlia addobbano l’albero e che inondano la casa di profumo di Natale, o l’insalata russa che da quando ero piccina mi divertivo a tagliuzzare con i miei cugini aiutando i grandi nella cucina della casa in montagna della nonna, dove ci riunivamo per trascorrere il Natale, oppure il fritto misto di verdure, immancabile sulla tavola natalizia della mia mamma, o ancora i tortellini in brodo fatti rigorosamente a mano dalla nonna materna prima e da mia zia poi per il pranzo del 25, per non dimentica gli struffoli di mia suocera dessert immancabile del primo giorno dell'anno, ma tra tutti il più amato, goloso e ormai anche il più malinconico “cibo natalizio” è l'unico non cucinato, ma da sempre comprato: i marron glacé. Piccole golosità che, da sempre e per sempre, portano il mio pensiero a mio padre che conoscendone il mio folle amore, me ne faceva trovare ogni anno un bel po' nella calza della Befana, che non ha mai smesso di donarmi neanche quando sono diventata adulta. L’origine dei marron glacé è controversa, si narra che siano comparsi dopo il 1500, quando la disponibilità dello zucchero diventò maggiore rispetto ai secoli precedenti, alla corte dei Savoia, in Piemonte, grazie alla fantasia di uno dei cuochi di palazzo. Ma c’è anche chi porta avanti la teoria che siano, invece, nati dall’inventiva di un pasticcere francese di Lione. Di certo i marron glacé sono una particolare lavorazione pasticcera della castagna, nello specifico del marrone, che viene ricoperto da una spessa glassa di zucchero. Un procedimento abbastanza lungo e laborioso. Infatti, si inizia con la selezione dei marroni, scegliendo solo quelli di maggiori dimensioni e privi di difetti. Poi le castagne vengono immerse in acqua per nove giorni al fine di facilitare la rimozione della buccia e la successiva pelatura. Quindi, si passa alla fase della sbucciatura, effettuata tramite un getto di vapore che penetra nella castagna attraverso un’incisione precedentemente realizzata nella buccia. Una volta che le castagne sono perfettamente pelate, si passa alla cottura. I marroni vengono bolliti e l’acqua di cottura viene conservata, addizionata di saccarosio e bacche di vaniglia e utilizzata per la fase successiva, quella della canditura. L’acqua viene quindi scaldata a circa 70° C in modo da ottenere uno sciroppo denso in cui immergere i marroni. Per ottenere un risultato perfetto questa fase deve durare circa una settimana. Al termine della quale i marroni vengono posti ad asciugare per circa 24 ore. Infine, si passa alla glassatura. La glassa, preparata con acqua e zucchero a velo, viene versata sui marroni che successivamente saranno cotti nel forno per far cristallizzare perfettamente la glassa e dargli l’aspetto che tutti conosciamo. Un procedimento lungo parecchi giorni, durante il quale tanti marroni si rompono e conseguentemente non possono più essere utilizzati per essere confezionati singolarmente, per preservarne la morbidezza e la fragranza, e venduti sfusi o raccolti in scatole tipo quelle dei cioccolatini. Mentre i marroni rotti vengono confezionati in sacchetti da 250 o da 500 gr e venduti a pezzi, peraltro ad un costo minore rispetto a quelli interi, e sono perfetti da utilizzati, per altre preparazioni, in pasticceria. Io ad esempio oggi li ho voluti usare per rendere golosissima e festaiola una sofficissima chiffon cake. 


25 novembre 2020

Torta sofficissima latte e Nesquik


La musica è una legge morale

essa dà anima all’Universo

ali al pensiero

slancio all’immaginazione

fascino alla tristezza

impulso alla gioia 

e vita a tutte le cose

Essa è l’essenza dell’ordine 

ed eleva ciò che è buono, giusto e bello

di cui è la forma invisibile

ma tuttavia splendente, appassionata ed eterna

(Platone)


Non so quali siano le vostre abitudini durante queste forzate serate casalinghe, io viaggio tra Netflix, un buon libro, qualche selezionato programma di informazione e alcuni dei concerti in onda su Rai5. Una delle chiusure che più patisco, insieme a quelle dei musei e dei teatri, è quella delle sale da concerto. Anche se è molto triste vedere, attraverso lo schermo televisivo, quelle splendide e accoglienti sale totalmente prive di pubblico, è sempre meraviglioso perdersi tra le note musicali. Ad esempio, mercoledì scorso, ho assistito al concerto di Beatrice Rana, una pianista eccelsa. Questa giovane stella del pianismo internazionale, infatti, è stata protagonista di un concerto dell'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, registrato all'inizio di questo mese all'Auditorium Parco della Musica di Roma appositamente per la Rai. Posso solo immaginare lo stato d'animo degli artisti nell'esibirsi in queste condizioni particolari, il senso di vuoto dato dall’assenza del pubblico, il silenzio assordante dei mancati applausi, le emozioni contrastanti, il distanziamento sociale tra loro sul palco, ma al tempo stesso la grande commozione provocata dalla bellezza delle partiture affrontate. In questo particolare momento la musica classica sta soffrendo, poiché la sua unicità risiede proprio nelle esecuzioni live, l’emergenza però è riuscita ad assegnare un nuovo volto a questo genere musicale ancora troppo di nicchia, arrivando a coinvolgere attraverso il piccolo schermo un pubblico più ampio, anche se ovviamente resta la sostanziale differenza tra l’ascolto dal vivo, con la percezioni di ogni minima sfumatura, e quello in casa tramite TV. Purtroppo, in questo momento reinventarsi sembra d’obbligo per tutti, reinventarsi ed adattarsi … ma in questo strano tempo sospeso che stiamo vivendo la musica rimane la carezza dell’anima di cui non posso privarmi, come non posso rinunciare ad un dolce, magari semplice, che allieti il mio buongiorno e l’inizio di una nuova settimana.

11 novembre 2020

Ciambella al doppio yogurt


Una generale insocialità rimove l’uomo dall’uomo

Una solitudine, una mestizia, uno squallore,

per tutte le vie, per tutte le case, su tutte le facce…

(G.G.Belli)


La novità dello smart-working, la didattica a distanza improvvisata, gli aperitivi in video chiamata con gli amici, le maratone su Netflix, gli allenamenti in casa, i cori dai balconi … ormai sono storia. Ora la realtà è diversa … c’è più diffidenza, più pessimismo, più egoismo, più rabbia e più stanchezza. Ce lo avevano detto che sarebbe arrivata la seconda ondata, ma in cuor nostro speravamo che non fosse vero o almeno che non fosse così travolgente …. Non mi interessa in questo momento infliggere colpe, che peraltro ormai sono evidenti, dal mancato adeguamento del trasporto pubblico o delle strutture sanitarie, soprattutto in alcune aree del nostro paese, al generico lassismo estivo rispetto al mantenimento delle misure elementari di protezione, o al comportamento totalmente irresponsabile di certe fasce di età, senza dimenticare l’incosciente campagna negazionista e l’imprudente atteggiamento di chi ha addirittura parlato, dall’alto del suo scranno, di un virus meno pericoloso e clinicamente morto. Non mi interessa recriminare su ciò che è stato o che sarebbe dovuto essere, ora mi piacerebbe vedere in tutti un po’ più di senso di responsabilità, di senso civico e anche di senso dello Stato. Vorrei che tutti insieme reagissimo e combattessimo l’evidente comune nemico, che è il virus. Vorrei vedere un arco costituzionale unito contro l’emergenza e non realtà politiche contrapposte per interessi singoli o a fini di Palazzo, vorrei non vedere delle chiese trasformate in ospedali improvvisati, vorrei non sentire questo “tutti contro tutti” quotidiano, vorrei non vedere la violenza nelle strade e vorrei tanto vedere strade e lungomari molto meno affollati ... siamo tutti più stanchi e meno propensi a nuovi sacrifici, ma purtroppo non c’è altra scelta a quanto pare. Quindi stringiamo i denti, scaviamo dentro di noi, tiriamo fuori la forza e l’orgoglio e combattiamo, tutti insieme. Anche se ci sentiamo come un vecchio pugile stanco … alziamoci e speriamoci di nuovo. Per uscirne serve un grande impegno comune, sicuramente da parte delle istituzioni, ma anche da parte di ciascuno di noi. Perché siamo tutti dalla stessa parte della barricata.  Gli esseri umani si abituano a tutto è vero, ma non è accettabile abituarsi a questo nuovo modo di vivere che prevede da un lato una costante limitazione delle libertà personali e dall’altro la convivenza forzata con questo maledetto virus e quindi la coscienza di poterlo contrarre da un momento all’altro … con esiti incerti peraltro. Perché i sintomi, come tutti sappiamo, potrebbero essere lievi, ma anche molto devastanti o addirittura letali. O forse ancor peggio il virus potrebbe utilizzarci come ignari veicoli asintomatici per infettare le persone che amiamo… le più giovani o le più anziane … persone che, di fatto, potrebbero soffrire moltissimo solo per colpa nostra, magari a seguito della nostra superficialità o irresponsabilità, persone a cui nell’ipotesi più nefasta potremmo non poter dare neppure quell’ultima carezza … Io non ci sto, né per me né per chi amo, né per i miei amici né per i miei concittadini, non voglio sensi di colpa di questo tipo, non voglio la sofferenza di nessuno sulla mia coscienza e quindi cerco di dare nel mio piccolo il buon esempio. Quindi parlo quando vedo qualcosa che non va, quindi insisto con chi ancora vacilla nella comprensione del problema, quindi cerco di insegnare i giusti comportamenti ai più giovani e riluttanti e spiego con delicatezza ai più anziani le regole da seguire e non demordo nel mio intento e non mi lascio travolgere dallo tsunami, non mi lascio abbattere. Siamo di nuovo in trincea, in una guerra che possiamo combattere solo rispettando le regole e con il senso collettivo di sacrificio e la determinazione di potercela fare. Non serve la complessità di grandi discorsi, ma solo la forza e la semplicità dei piccoli gesti quotidiani da parte di ognuno di noi. L’angoscia e la paura di oggi devono trasformarsi in coraggio per difendere il nostro domani e quello dei nostri figli … un domani libero e sereno, pieno di abbracci, baci e sorrisi.

31 ottobre 2020

Halloween chiffon cake

Boys and girls of every age

wouldn't you like to see something strange

Come with us and you will see,

This our town of Halloween

This is Halloween, this is Halloween,

Pumpkins scream in the dead of night

This is Halloween, everybody make a scene,

Trick or treat till the neighbours come and die of fright

It's our town, everybody scream,

In this town of Halloween…

(This is Halloween - Nightmare Before Christmas)


Il 31 ottobre si festeggia Halloween, omaggio celtico allo spirito dei morti, una festa ormai da molti anni ereditata anche in Italia e amata soprattutto da bambini e adolescenti. Purtroppo in tempo di pandemia e distanziamento sociale, con curve in ascesa costante, questo Halloween 2020 sarà quantomeno anomalo. Certamente niente feste a scuola con i compagni o party in casa in compagnia di amici ed il rituale “dolcetto o scherzetto” nelle strade del quartiere o nel condominio per i più piccini, è certamente da sconsigliare. Ma festeggiare per chi lo desidera sarà ugualmente possibile, si potrà sempre far vivere l’atmosfera di Halloween tra le mura di casa, in famiglia, coinvolgendo anche il papà più restio, o il fratellone troppo grande, basterà travestirsi … anche solo un pò, addobbare la casa a tema, accendere candele, allestire ragnatele ed intagliare zucche, organizzando così una serata diversa che sicuramente i bambini non dimenticheranno. Un Halloween da vivere in piccolo, stando insieme in maniera semplice, ma divertente e ovviamente preparando un’ottima cenetta in tema, magari facendosi aiutare dai piccoli, cena che non potrà non concludersi con un dolce speciale. Semplice da fare e per nulla mostruoso, com’è da sempre Halloween nelle mie corde, ma assolutamente degno di una seratina in casa che strappi un sorriso ai nostri figli e perché no … anche a noi! 

7 ottobre 2020

Ciambella alla zucca variegata al cacao


Sono più miti le mattine

E più scure diventano le noci

E le bacche hanno un viso più rotondo,

La Rosa non è più nella città.

L’Acero indossa una sciarpa più gaia,

E la campagna una gonna scarlatta.

Ed anch’io, per non essere antiquata,

Mi metterò un gioiello

(E. Dickinson)


Tra i mesi autunnali ottobre è indiscutibilmente il mio preferito e non solo perché è il mese in cui è nata mia figlia. L’ho sempre trovato un mese dall'atmosfera magica, con i suoi colori meravigliosi, così caldi e accesi: il verde intenso, i rossi, i marroni e gli arancioni. Racchiude in sé il tripudio dei sapori e degli odori dell’autunno, profumi di terra umida, di foschia, di vino novello e di mosto d’uva, di muschi e legni preziosi, di castagne e funghi porcini, di melograno e cachi, di mele e cannella. Ottobre, con la sua aria fresca, con i suoi cromatismi vivi e pulsanti, con la luce del sole che si fa tiepida e il cielo che si copre di nuvole minacciose ti fa pensare a certi quadri di Monet o di Gustave Courbet, vivere ottobre è come vivere una sinfonia che ti inebria e ti avvolge accompagnandoti per mano, piano piano, verso l’inverno. E ad ottobre, sui banchi del mercato, torna l’ortaggio più simbolico di questo mese: la zucca, ricca di betacarotene, fibre, vitamine e sali minerali. Genuina, succosa, versatile, in cucina consente di preparare menù completi, dall'antipasto al dolce, ed oggi ve la propongo proprio in versione dolce, una deliziosa ciambella super soffice perfetta per la colazione o per una sana merenda.

22 settembre 2020

Plum cake carote e zafferano


La libertà di espressione 

va esercita con responsabilità

(J.Chirac)


La democratica libertà d’espressione regna sovrana nel magico mondo della rete, dove ognuno può esprimere le proprie opinioni indiscriminatamente, senza riflettere del possibile impatto che alcune idee potrebbero avere. Purtroppo, capita sempre più spesso, che alcune persone leggano certi post e twitter dimenticando che quello che stanno leggendo non sono fatti, ma semplici personalissime convinzioni di uno specifico individuo. Non importa se ad esprimerle sia un politico, un influencer o un semplice cittadino, restano le loro idee, le loro opinioni su quel particolare accadimento.  Non verità scientifiche, non studi di settore autorevoli, non notizie affidabili e verificate da esperti giornalisti, ma solo parole espresse in libertà. Purtroppo, queste “notizie” - lanciate nell'etere a volte a fini politici, a volte per puro protagonismo, a volte per interessi economici, a volte per semplice ignoranza, scarsa cultura o totale disinformazione – crescono, si gonfiano, trovano adepti … ed a volte diventano pericolose. Un meccanismo malsano, che fa sì che tra una teoria complottista e una bufala, crescano e girino commenti intrisi d’odio verso chiunque la pensi “diversamente” o sia “diverso”. Personaggi sapienti di tutto ed esperti di niente, oppressi dalla loro stessa disinformazione, usano i social per tentare di prendersi una qualche rivincita sociale, laddove nella vita reale spesso sono degli “sfigati”, emarginati e falliti. Nel mondo della rete utilizzano le poche, inquinate, informazioni che credono di possedere come se fossero un distillato di verità, forti di esserne gli unici scopritori e con aria di arrogante superiorità cercano di manipolare le idee degli altri, dei più deboli o dei più ingenui. E così strane teorie infondate diventano virali: dai presunti trattamenti medici miracolosi, al terrapiattismo, ai negazionisti, alle varie teorie complottistiche. E’ sempre più difficile comprendere dove sia la verità e dove l’immaginario, dove il complottismo e dove la semplice menzogna. Solo la nostra sensibilità, la nostra intelligenza, la nostra razionalità e la nostra conoscenza dei fatti può aiutarci a districarci nel labirinto di parole in libera confusione che ci circonda.


15 settembre 2020

Quadrotti latte e miele


L’unica gioia al mondo è cominciare

È bello vivere, perché vivere è cominciare

Sempre ad ogni istante

(Cesare Pavese)


Bentornati a voi sulle pagine di questo blog, pieno di buon cibo, di chiacchiere, ma anche di sfoghi, a volte personali, a volte di costume, politici e di vita e un augurio a tutti noi per questa nuova e importante ripresa. Dalla prossima settimana tutto ricomincia davvero. Le scuole riaprono, gli uffici ritornano in presenza, i trasporti pubblici si riaffolleranno insomma ….io speriamo che me la cavo! Ed il mio pensiero più affettuoso va proprio agli alunni e agli insegnanti di ogni scuola di ordine e grado. Perché, mai come questo settembre, la riapertura delle scuole ha una valenza molto particolare. Nella nostra comprensibile ricerca di una ritrovata “normalità” non possiamo dimenticare che in realtà tutto è cambiato e nulla sarà più come prima, almeno per un bel po' di tempo. E anche la scuola non sarà come i nostri ragazzi l’hanno vissuta fino allo scorso anno, e questo credo sia il compito più delicato che attende gli insegnanti. Reinventarsi e reinventare una nuova scuola. Perché a parte i famosi banchi, le mascherine, i percorsi segnalati, il medico scolastico, gli scuola bus, le aule, i lavoratori “fragili” e i test sierologici, ci sono gli alunni e le alunne di ogni età, che finalmente tornano a scuola carichi di ansie e di nuove esperienze, a volte anche dure, ma anche pieni di attese, di speranze e di gioia di vivere. Tra la confusione logistica, le ansie dei genitori e la voglia di ricominciare dei ragazzi e delle ragazze, nei casi dei più grandi a volte anche con un pò troppa spavalderia,  agli  insegnanti spetta l’arduo compito di riuscire a coniugare sicurezza e didattica,  recuperare il valore della presenza nella relazione educativa e trovare la giusta  progettualità educativa nella straordinarietà. Perché nulla di questo presente è normale. Occuparsi solo della parte “sanitaria” di questo rientro sarebbe come fingere che nulla di imprevedibilmente sconvolgente abbia brutalmente interrotto e scombussolato la “normalità” scolastica dei nostri figli o dei nostri nipoti. Fingere che nulla sia successo sul piano umano, sociale e pedagogico, è il principale rischio per chi si occupa di questo speciale rientro a scuola. Un rientro che tutti vogliamo e auspichiamo il più positivo possibile. In quest’epoca che stiamo vivendo, straordinaria nel bene e nel male, in cui tutti navighiamo a vista, privi di certezze, dobbiamo imparare a pensare insieme alle rotte da seguire, come evitare i rischi, come cercare il vento giusto. Come costruire insieme un progetto per il futuro. E quando si parla di ricominciare, la prima spinta giusta è la colazione del mattino che deve necessariamente essere sana, golosa e strasoffice, e allora che ne dite di provate i miei quadrotti latte e miele?