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15 ottobre 2018

Panini super soffici senza lattosio ... e senza uova


Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo.
La rosa non è più nella città.
L’acero indossa una sciarpa più gaia.
La campagna una gonna scarlatta,
Ed anch’io, per non essere antiquata,
mi metterò un gioiello.

(Emily Dickinson)


Il rosso dei tramonti, lo scricchiolio delle foglie sotto i piedi, il profumo delle castagne arrostite, il ritorno della mia amata zucca … tutto questo è l'autunno. Non è certo ancora tempo di maglioni, o di stringersi in un caldo cappotto, ancora non è il momento di cioccolata calda, ma le temperature sono diminuite e finalmente possiamo riaccendere il forno! Le lunghe preparazioni forzatamente abbandonate durante la bella stagione, possono finalmente ritornare a padroneggiare nelle nostre cucine. Per quanto mi riguarda, non appena la temperatura diminuisce, il mio primo desiderio è quello di rimettere le mani in pasta e ricominciare a sfornare i miei amati lievitati. L’impasto di questi panini è sofficissimo, inoltre è perfetto per gli intolleranti al lattosio, una pasta brioche dal sapore neutro che vi regalerà dei panini versatilissimi, ottimi sia farciti in versione dolce sia in versione  salata.



23 maggio 2017

Panini rustici ... e le origini


Quella del pane è una storia antichissima, 
lunga più o meno quanto quella dell'umanità
Il miraggio di tornare indietro nel tempo, 
all'origine di ogni cosa, 
ai primi due chicchi di grano
che si sono abbracciati a formare il primo pane.
(F. Caramagna)


Il pane ha una storia antichissima, "lunga più o meno quanto quella dell'umanità". I primi veri panettieri sembra siano stati gli Egizi, ponendo le basi affinché il pane potesse conoscere un successo senza fine e senza frontiere. Ai tempi in cui i Romani ancora si nutrivano di una specie di pappa di farina e i Greci di una sfoglia cotta sul fuoco, gli Egizi già applicavano con sistematicità quella che molto più tardi sarebbe stata chiamata la "lievitazione naturale". Erano capaci di mettere in tavola pani gonfi, fragranti e profumati. Tutto ciò allora era considerato un fenomeno magico e misterioso, ma loro avevano scoperto, probabilmente per puro caso, che bastava aggiungere all'amalgama di chicchi macinati ed acqua un pezzetto di pasta avanzata il giorno prima, dal sapore un poco acidulo, per ottenere un pane gonfio e fragrante. E per questo motivo gli Egizi divennero maestri indiscussi nell'arte della panificazione. Dalle mie parti invece, a Roma, il pane entrò nell'uso quotidiano soltanto durante l'età repubblicana, stando a quanto racconta Plinio la cottura del pane fu introdotta nel 168 a.C. ad opera di alcuni schiavi catturati in Macedonia dopo la sconfitta del re Perseo. Il consumo e la cultura del pane ebbero un periodo di decadenza dopo la caduta dell’Impero Romano e con l’avvento delle civiltà barbariche. Un periodo relativamente breve, però, perché il consumo di pane non si interruppe mai, grazie soprattutto ai monasteri, dal 7° secolo, e poi all'avvento della civiltà feudale. Ma la vera grande rivoluzione nel campo della panificazione si ebbe solo nel Rinascimento, perché nel pane fino ad allora lievitato naturalmente, fu introdotto il lievito di birra, prodotto dalla complessa lavorazione di lieviti naturali e malto. Da allora quanti tipi e quante forme di pane diverse sono uscite dalle menti creative dei panettieri e dai loro forni! Pani semplici o pani ricchi, all'olio, al burro, integrali, alle olive, anche dolci con l'uvetta o il cioccolato. Io oggi vi lascio dei panini semplici, ma fantastici, liberamente tratti da un'idea di Veronica, provateli, magari imbottiti con del salame piccante o della mortazza!





14 marzo 2017

Di decisioni e di panini ...


Ciò che tu puoi fare
è solo una goccia dell'oceano, 
ma è questa goccia che dà significato alla tua vita.
(Ermes Ronchi)


La vita è piena di decisioni da prendere, dalle più semplici alle più complesse. Prendiamo decisioni tutti i giorni, a volte anche quando non ce ne rendiamo conto …tè o caffè, macchina o autobus, pantaloni o gonna, film o concerto?  Ma a volte dobbiamo prendere delle decisioni difficili, complicate, sofferte. Le più difficili, per me, sono quelle decisioni che nella realtà non sono obbligate … laddove potrei semplicemente non scegliere, lasciare semplicemente lo status quo …. Sono quei momenti in cui vorrei tornare indietro nel tempo, quando non ero io l’adulta, quando c’erano  i miei genitori a prendere la decisione giusta per tutta la famiglia. Decidere può essere veramente molto complicato, quando la paura di sbagliare ti attanaglia, quando la tua scelta finale qualunque essa sia coinvolgerà le persone che ami, quando da una parte batte il cuore e dall’altra parla la logica.... Tagliare i legami con i ricordi è sempre la cosa più difficile, abbandonare un posto in cui hai amato, gioito, pianto, riso … vissuto non è mai semplice. Chiudere per sempre  quelle finestre, quella porta ….  Devo decidere … ho bisogno di tempo. E intanto impasto per rilassarmi, una cosa semplice, soffice … panini all'olio, ottimi  e perfetti sempre in ogni momento della giornata sia con il dolce che con il salato.




9 ottobre 2015

Pane di grano duro con autolisi e ldb di Raffaele Pignataro

Di solito la tecnica dell’autolisi  la usano quei fortunati che  riescono a far sopravvivere il loro lievito madre. Il mio non è mai neanche vissuto, io non mi cimento neanche alla convivenza con questa “creatura” da accudire e rigenerare, so già che giammai impazzissi e ci provassi, sarebbe una vita brevissima la sua, troppa pazienza, troppi rigeneri … non è nella mia indole, sorry. Lascio il lievito madre a tutte le mie amiche blogger bravissime e serie panificatrici, io sono solo un hobbista del pane. Per cui ho deciso di usare la tecnica  che consente di sfruttare l’autoevoluzione del glutine, adattandola al mio lievito di birra disidratato, amico fedele, senza cure e richieste, che non mi delude mai. Per la ricetta ho seguito fedelmente quella di Raffaele Pignataro. Ricordate sempre, come suggerisce lui nei suoi corsi, che la quantità di acqua data nelle ricette di un impasto è sempre indicativa  perchè dipende dal potere di assorbimento del particolare tipo di farina utilizzata. Per cui non inserite subito tutta l’acqua prevista dalla ricetta, ma tenetene sempre da parte almeno un pochino, così potrete vedere come si comporta l’impasto, ed eventualmente decidere di aggiungerne altra.





11 settembre 2015

Treccine al latte con farina di farro bianco e semola

Che voglia che avevo di rimettere le mani in pasta! E così complice la temperatura  leggermente più umana il mio forno è rientrato in funzione ed ho potuto proporre alla famiglia la mia colazione estiva preferita di  quando bambina andavo in montagna dai nonni: pane e fichi. Quei panini sofficissimi al latte, fatti dalle mani magiche di mia nonna, con quel sapore d’infanzia e di coccole. Per cercare di riprodurli il più simili possibili ho utilizzato la farina di farro.  Il farro è un cereale antico,  la varietà più comune in Italia è la spelta, da cui si ottiene uno sfarinato che ha una consistenza davvero simile a quello ricavato dal grano tenero. Per tutti  i prodotti da forno come appunto il pane, la pizza ecc.  questa  farina è perfetta,   può essere scelta integrale, ossia ottenuta dalla macinazione di tutto il chicco, oppure setacciata, detta  bianca. In questo ultimo caso è meglio orientare la scelta su una farina macinata a pietra: nel processo la crusca dei chicchi non viene del tutto rimossa, come del resto anche il germe, e il prodotto rimane più ricco in vitamine e sali minerali. Ma torniamo ai nostri panini o meglio alle nostre treccine, dopo averli sfornati e fatti intiepidire li ho imbottiti con dei meravigliosi fichi freschi. Certo non li ho raccolti dall’albero come facevo da bambina, montando sulle spalle del nonno,  ma giuro che erano molto buoni e soprattutto hanno trovato una degnissima fine come imbottitura di queste sofficissime treccine.  Mangiate questo dolcissimo frutto, senza paura d’ingrassare, perché si è vero che è abbastanza  zuccherino e spesso viene bandito dai regimi ipocalorici, ma come sempre la differenza la fa la quantità del cibo che si ingerisce, per cui  se non ne fate scorpacciate potrete solo beneficiarne. Perché  il fico non è solo ottimo, ma fa anche bene:  è ricco  di sali minerali (potassio, magnesio, calcio, ferro), di vitamine (A,B1, B2, B3, C),  e di  una discreta quantità di proteine. E’ anche uno scrigno di sostanze antiossidanti, ottime per contrastare gli stati di convalescenza e supportare l’organismo spesso messo a dura prova dai cambi di stagione ed è inoltre molto digeribile grazie agli enzimi e le mucillagini che lo compongono. 




9 maggio 2015

I miei panini passe-partout ... al latte strasoffici

A Roma siamo abituati ormai da anni a passare dal freddo al caldo, le famose mezze stagioni sono ricordi che si perdono nella notte dei tempi, ma a memoria mia  non è successo mai in questo modo così drastico, ho realmente tolto il maglione e messo la t-shirt! L’anticiclone africano Apollo  ci ha regalato e ci sta regalando un’estate anticipata con temperature altissime.  Ho letto che la situazione meteo è così, particolarmente nelle regioni del Centro e del Sud,  e che in Sicilia e in Calabria  i valori termici hanno raggiunto anche i 36/37°!!! Ma le previsioni, fortunatamente dicono che il tutto dovrebbe durare solamente per questa settimana e che dalla prossima   il caldo inizierà a diminuire e l’alta pressione, portata da Apollo, cederà il passo ad aria più fresca in arrivo da Nord-est facendoci tornare a temperature “normali”. Mi auguro con tutto il cuore sia così, perchè iniziare con queste temperature già da maggio è eccessivo, calcolando che devo lavorare fino alla fine di luglio!!!  Veniamo alla ricetta di oggi, pensando al mio contest sui lievitati, a proposito vi ringrazio tantissimo per la partecipazione, oggi vi propongo i miei panini  passe-partout, con il loro sapore perfettamente neutrale nè salato nè dolce, sono perfetti per essere imbottiti come preferite, i classici panini utili ad esempio nei bouffet delle feste dei piccoli  imbottiti in mille modi, dalla nutella al salame. A casa mia ci sono sempre nel congelatore, pronti ad un improvviso bisogno di dolce o per organizzare una merenda  gustosa e veloce!  


24 aprile 2015

Il pane semplice ... sapore di nonna !

S'io facessi il fornaio
vorrei cuocere un pane
così grande da sfamare
tutta, tutta la gente
che non ha da mangiare.
Un pane più grande del sole,
dorato, profumato
come le viole.
Un pane così
verrebbero a mangiarlo
dall’India e dal Chilì
i poveri, i bambini,
i vecchietti e gli uccellini.
Sarà una data
da studiare a memoria:
un giorno senza fame!
Il più bel giorno di tutta la storia.
(Gianni Rodari)

Chi non ama mangiare il pane fresco magari proprio appena sfornato? Ricordo che quando ero bambina mia nonna impastava il pane e poi lo mandava a cuocere al forno del paese, per me in estate quando andavo a trovarla, era una gioia avere il prezioso compito di ritirarlo  e nel piccolo tratto di strada che separava il forno dalla casa dei nonni un bel pezzo di pane spariva nel mio stomaco e mai sapore fu più così sublime! Ancora oggi quando sforno del pane, il primo pezzo ancora caldo che stacco semplicemente con le mani, mi fa ripensare a quei momenti con  un pò di nostalgia …. e per sentirmi per un momento ancora bambina me ne sono mangiata una fetta ancora tiepida, con i pezzi di cioccolato dell’uovo di Pasqua, ora finalmente è finito anche l’ultimo uovo !



27 febbraio 2015

Cheeseburger home made

Anche un junk food può essere totalmente prodotto in casa e trasformato in un’ottima cena. Mia figlia come tutti i ragazzi e anche qualche adulto (vedi mio marito) adora il cosiddetto  junk food cioè il cibo spazzatura. Andare a pranzo fuori per lei ed i suoi amici la maggior parte delle volte si traduce in un cheeseburger con contorno di patatine fritte ( non mi fate pensare a quell’olio…) il tutto molto discutibile, e mi limito a questo termine senza entrare in  dettagli perché non mi va di innescare nessuna polemica. Io come tutte le mamme amo farla felice e sorprenderla, ed allora ogni tanto, sin da quando era piccola, le organizzo una cena in fast food style, ma assolutamente tutta fatta in casa, hamburger e panino. La carne comprata dal mio macellaio di fiducia, portata in casa e macinata da me, per poi formare gli hamburger con il classico attrezzo, una specie di piccola pressa, è indiscutibilmente un passaggio molto veloce. La produzione del panino è un pò più lenta, assolutamente non difficile, ma i tempi lenti della doppia lievitazione richiedono la possibilità di dedicarcisi un pò  per cui io personalmente prediligo farli durante il week end.  Ed allora se anche voi avete voglia di una cenetta sfiziosa, senza fare male al vostro fegato, con un classico della cucina americana …. mani in pasta, si inizia!


8 febbraio 2015

Focaccia al sesamo ...altissima e morbidissima!

Ma voi lo sapevate che i semi di sesamo rappresentano una fonte preziosa di elementi nutritivi? Possono essere considerati tra i semi più importanti per la nostra salute insieme ai semi di zucca, ai semi di lino e ai semi di girasole. Parlando di semi di sesamo, dobbiamo prima di tutto specificare che  ne esistono due tipologie: semi di sesamo nero e semi di sesamo bianco. I semi di sesamo bianco sono meno rari e più facilmente reperibili. Le loro proprietà nutritive sono comunque molto simili. I semi di sesamo possono essere considerati come una delle principali fonti vegetali di calcio, 100 grammi di semi di sesamo contengono infatti dagli 800 ai 1000 milligrammi di calcio. Nella stessa quantità di semi di sesamo sono presenti circa 470 mg di fosforo, 815 mg di magnesio e 20,1 mg di ferro, oltre al 18,7% di proteine. Altre fonti vegetali di calcio sono rappresentate dalla quinoa, dai fichi secchi e dalle mandorle, oltre che da verdure come spinaci e broccoli. Essi rappresentano inoltre una fonte di manganese, zinco e selenio. Sono inoltre ricchi di acidi oleici, che contribuiscono a ridurre i livelli di colesterolo LDL nel sangue e ad incrementare la presenza di colesterolo "buono" HDL.  Non dobbiamo dimenticare che 100 grami di semi di sesamo contengono il 25% della dose giornaliera raccomandata di acido folico. Tra le vitamine del gruppo B, contengono niacina, nella quantità di circa 4,5 mg ogni 100 grammi, il 28% del fabbisogno quotidiano. Ai semi di sesamo sono state attribuite proprietà antiossidanti e anticancro, nello specifico inibirebbero lo sviluppo del cancro al colon. Hanno anche effetti anti-ipertensivi. Il consumo regolare di semi di sesamo può contribuire a prevenire la formazione di placche sulle pareti delle arterie. I semi di sesamo possono rappresentare un interessante ingrediente aggiuntivo per il muesli della colazione, per il condimento di ricche insalate, in aggiunta alle carni soprattuto bianche, ovviamente accoppiati a pane, grissini e crackers. Io, per esempio, oggi vi propongo questa focacciona strasoffice ai semi di sesamo rubata dal blog della mitica  Mariabianca.
 

18 gennaio 2015

Grissini semi integrali senza lievito

I grissini sono uno dei più celebri e diffusi prodotti della gastronomia piemontese e uno dei più noti della cucina italiana all'estero. Si racconta che furono inventati sul finire del XVII secolo per porre rimedio ai problemi di salute del giovane duca Vittorio Amedeo II di Savoia. Il fornaio di corte Antonio Brunero, sotto le indicazioni del medico, inventò questo alimento per poter nutrire il futuro Re incapace di digerire la mollica del pane. Il successo dei grissini fu particolarmente rapido, sia per la maggiore digeribilità rispetto al pane comune, sia per la possibilità di essere conservato anche per diverse settimane senza alcun deterioramento. Re Carlo Felice li mangiava anche agli spettacoli teatrali al Regio, Napoleone non sapeva rinunciarvi e se li faceva arrivare da Torino freschi freschi, Madama Felicita, figlia di Carlo Emanuele III, posò addirittura con un grissino in mano, neanche Re Sole, Carlo V,  sapeva rinunciare ai petit batôns de Turin, come lo chiamavano i francesi. Ma chi di noi non ha mai mangiato un grissino, sgranocchiandolo per sfizio, o con avvolta intorno una bella fetta di prosciutto o usandoli come cucchiaini per assaporare della ricotta fresca?  Di grissini ne esistono, a quanto ne so io, almeno due tipologie, diverse tra di loro più per la metodologia di lavorazione che non  per gli ingredienti: i grissini "stirati" hanno pasta più morbida e possono quindi essere delicatamente tirati fino ad assumere la loro forma finale stretti e lunghi  e i  grissini "robatà" con pasta più consistente, che consente di essere arrotolata, sfregandoli col palmo delle mani, sulla superficie liscia di un tavolo.  La mia ricetta non vuole assolutamente essere l'originale, nè dell'uno nè dell'altro,  ma semplicemente la mia versione di un grissino semi integrale, che prende spunto per la formazione dalla tecnica dei tipici grissini robatà. Io li ho fatti semplicissimi, ma voi volendo potrete aromatizzarli come preferirete: origano, sesamo, cumino, liberate la vostra fantasia!


8 novembre 2014

Pane integrale senza impasto e ... le bombe d'acqua!

Una volta c’era il temporale ora ci sono le bombe d’acqua., una volta c’era il vento ora ci sono le trombe d’aria  …  la natura si è stufata! Ci ha dato mille avvertimenti, ma noi niente ce ne siamo fregati. Questo mondo splendido regalatoci dai nostri avi pensavamo arrogantemente e ignorantemente durasse per sempre senza reagire mai. Testardi abbiamo seguitato a deforestare, ad inquinare, ad emettere gas serra … questo per parlare della globalità del problema. Poi ovviamente non dobbiamo dimenticarci delle situazioni locali:  la corruzione dei politici, i soldi tolti al risanamento del territorio e agli interventi strutturali per spostarli su altre ipotetiche “emergenze” o  la semplice mancanza di pulizia delle strade, che semplice non è, visto che un tombino non pulito sotto la pioggia crea una strada allagata con conseguente traffico in tilt, e  il manto stradale? Ne vogliamo parlare... non so nelle vostre realtà, ma a Roma le strade sono piene di buche e  in questi giorni di pioggia  smottamenti e buche possono diventare una trappola pericolosissima per automobili e motorini, nascoste come sono dall’acqua e dalle foglie cadute. Per non parlare delle voragini che si aprono dopo il temporale dove prima c’erano le  buche. Dimenticavo la ciliegina sulla torta gli alberi pericolosi e pericolanti … scusate lo sfogo ma  la situazione di Roma è inaccettabile, è sempre stata difficile, ma il grado di abbandono di questi ultimi anni fa male al cuore. Comunque fuori piove, la caldaia si è rotta l'altro giorno, per cui sono senza acqua calda e senza termosifoni (ma finalmente domani l’aggiustano) le scuole sono chiuse e io che faccio? …  faccio il pane... ciabatte integrali, ma con il metodo speedy! E se non amate la farina integrale e volete la versione con farina di grano duro la potete trovare qui.



23 maggio 2014

Crakers integrali all'acqua con sale marino dolce

Non sopporto più l’ipocrisia di certe persone di certi falsi amici o più specificatamente di certi falsi colleghi. Gente  che ti sorride davanti e ti pugnala alla schiena, a volte anche senza un valido motivo, forse solo per invidia, perché non gli va  che a te le cose vadano bene, perché vorrebbero sempre quello che non hanno, perché certe persone non si accontentano mai! Scusate ma sono schifata da certi comportamenti (si può dire?) e anche molto delusa, ma perché certa gente si definisce tua amica se nella realtà ti sopporta a malapena ed è pronta a buttarti giù dalla torre alla prima occasione? Gi amici sono un’altra cosa, gli amici ti amano, ti coccolano, ti proteggono e ti aiutano, con te piangono e ridono… ….l’amicizia è una cosa seria, è un sentimento vero come l’amore, il resto sono… conoscenze, definizione direi più che adeguata. Torniamo a noi e alla ricetta di oggi, quando  le cose non  vanno come vorrei o quando sono nervosa, l’unica cosa che mi scarica è impastare. Girovagando tra i blog qualche giorno fa capitai nel mitico Bistrot  e trovai questi crakers.  Semplici, fragranti e  croccantosi,  perfetti in ogni momento della giornata e adatti a tutti anche a chi è a dieta, ovviamente non potevo non metterci il mio tocco per cui eccoli integralizzati (avrò coniato una nuova parola?!)  provateli, non li lascerete più!


16 maggio 2014

Pane al farro a lunga lievitazione ... e l'inno alla qualità

Il pane e l'arte di produrlo hanno origini remote. L'importanza di questo alimento come base della dieta ne ha fatto il cibo per eccellenza, ed anche il simbolo più rappresentativo del dono divino reso alimento grazie al lavoro dell'uomo. Il primo rudimentale sistema per produrre pane fu senz'altro quello di macinare il frumento tra due pietre, mescolando poi con acqua la farina risultante e mettendo l'impasto a seccare al sole. Ancora oggi la tecnica di macinazione a pietra è il metodo più antico, ma ancora insuperato nella produzione di farine di alta qualità. Questo non vuole essere assolutamente un post pubblicitario verso una marca piuttosto che verso un’altra, ma bensì un inno alla farina di qualità, perché è la farina che fa la differenza, nel pane e negli altri lievitati, e di conseguenza il metodo di lavorazione della farina è fondamentale. Nella macinatura a pietra, la scarsa velocità della ruota mobile mantiene bassa la temperatura durante la molitura e fa si che la farina non corra alcun rischio di “cottura”, preservandone al meglio le qualità organolettiche. Il germe e gli olii essenziali del chicco di grano s’impastano con la parte amidacea, dando alla farina una colorazione sul bianco avorio con punteggiature beige scuro: si garantiscono profumi più complessi, maggior gusto e conservazione di molte proprietà benefiche presenti nel grano. In seguito vi è la raffinazione (abburattamento): la farina esce dalle macine ed entra in un cilindro di stoffa dove per sbattimento viene fatta la separazione della crusca e del cruschello. Invece nei mulini a cilindri tradizionali (farine industriali)  il chicco viene sfogliato a partire dagli strati più esterni fino a quelli interni, sfogliando praticamente il chicco e arrivando ad una depurazione molto profonda che impoverisce la farina, peraltro già scioccata dal surriscaldamento dell’alta velocità di macinazione. Producendo così una farina bianchissima che in realtà altro non è che  la parte centrale del chicco di grano, quindi amido puro, una farina morta che non ha più niente di vitale. La parte esterna, nutritiva e preziosissima, è stata totalmente eliminata durante la macinazione.  Provate a produrre lo stesso tipo di pane con una farina acquistata al super di nota marca, ma indubbia provenienza del grano e poi riproducete la stessa ricetta con una farina bio macinata a pietra. Sarà il vostro olfatto prima, durante la cottura e le vostre papille gustative poi, a parlarvi della differenza. Certo i prezzi sono notevolmente diversi, ma io personalmente penso sia più salutare risparmiare su un capo di abbigliamento piuttosto che su un ingrediente così fondamentale o comunque in generale su quello che mangiamo. Siamo già costretti a respirare aria inquinata, cerchiamo di proteggerci come possiamo.  Oggi vi posto la ricetta del pane con farina di  farro, a lunga lievitazione e con impasto a mano. Lo so che siamo nell’epoca della planetaria, e dei vari impastatori, ma  secondo me soprattutto nella preparazione del pane niente potrà mai sostituire le mani e la spianatoia in legno. Per me in particolare l’atto dell’impastare  è un piacere quasi fisico, è  il momento in cui  “sento” gli ingredienti che si trasformano sotto le mie mani. Lo so sono piccole e poco adatte, servirebbero delle manone alla Bonci, ma diciamo che sarebbero sproporzionate ai miei 52 kg!


7 marzo 2013

Pane di grano duro senza impasto ... veloce e facilissimo!

Tutti i ragazzi fanno sport e quasi tutti, come dice mia madre, fanno sport normali: nuoto, calcio, danza, judo ecc. Mia figlia invece non fa uno sport...mia madre direbbe normale, io dico usuale. Quando aveva sei anni ha voluto essere iscritta a danza classica, era bellissima con il  tutù rosa, ma evidentemente piaceva solo a me visto che l’amore per il ballo è durato solo un anno! A sette anni decidiamo di mandarla a nuoto e li miracolosamente resiste per 5 anni. Poi si torna alla danza, ma moderna questa volta e resiste due anni, poi un anno sabatico di riflessione su quello che voleva fare ( ma vi rendete conto del caratterino, l'unica cosa che non ha mai mollato è stato lo sci!!) e poi l’anno scorso torna a casa e mi dice: “ mamma  ho deciso, mi iscrivo a scherma, ma non quella sportiva con il fioretto,  mi iscrivo a scherma storica” Ora non so voi, ma io prima di quel momento, di scherma ne conoscevo solo un tipo e non sapevo neanche che esistesse un disciplina del genere, invece ho scoperto un mondo affascinante. Nelle Accademie della Scherma Storica si pratica la scherma tradizionale in base ai programmi didattici sviluppati attraverso uno studio approfondito e rigoroso dei trattati scritti dai Maestri d’Arme vissuti dal 1200 al 1920.  Tutte le armi sono precise repliche di quelle originali, uguali in lunghezza, peso e bilanciamento. E vi posso assicurare che mi fa un certo effetto vedere mia figlia (è alta 1.60 e pesa 48kg) combattere con una spada a due mani , cioè una spada di tipo tardo medievale, lunga tra i 110 e i 150 centimetri e pesante tra un 1,5/2,5 kg. Fatevi due conti e immaginate la scena… Eppure ormai pratica questo sport a livello agonistico e domenica scorsa ha partecipato alle sue prime gare regionali, non ha raggiunto il podio, ma io sono estremamente orgogliosa di lei, perché ha combattuto bene, lealmente e ha comunque superato il primo girone. Brava amore di mamma! Alle prossime andrai ancora meglio! Però con voi sarò sincera fino in fondo, a lei non lo direi mai, anche se protettissima da tutte le misure di sicurezza previste dal CONI, vederla combattere mi fa paura! Ma l’amore di una mamma è anche questo, tenersi dentro e ben nascosti certi sentimenti perché mai dobbiamo in nessun modo tarpare le ali ai nostri figli. Non credete? Ed ora basta chiacchiere e veniamo alla ricetta di oggi. Pensavate che mi stessi dimenticando eh? Stanca e rimbambita si ( ieri sono  tornata  in ufficio dopo 18 giorni e vi lascio immaginare quello che ho trovato!) ma arrivare a dimenticarmi una ricetta giammai! Oggi più che una ricetta, vi lascio una tecnica. Un modo facilissimo per fare il pane nel giro di un paio d’ore. Metodo molto conosciuto tra le blogger, che io personalmente ho scoperto tanto tempo fa qui e che poi mi è tornato in mente rivedendolo pochi tempo fa da Simona . Per chi ancora non lo conoscesse provatelo e non vi pentirete e poi è perfetto per avere il pane fresco anche la domenica! 

7 agosto 2011

Piadine...mon amour

Stando qui al mare è più semplice riunirsi tra amici, in giardino, per passare una serata insieme  e una delle cene che preferiamo organizzare è la serata della piadina. Si comincia con varie imbottiture salate e poi si finisce tutti grandi e piccini con piada e nutella !