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14 febbraio 2018

Cuoricini di sablè ripieni al Dulce de leche


Non sia mai ch'io ponga impedimenti
all'unione di anime fedeli; 
Amore non è Amore
se muta quando scopre un mutamento
o tende a svanire quando l'altro s'allontana.
Oh no! Amore è un faro sempre fisso
che sovrasta la tempesta e non vacilla mai;
è la stella-guida di ogni sperduta barca,
il cui valore è sconosciuto, benché nota la distanza.
Amore non è soggetto al Tempo, 
pur se rosee labbra e gote
dovran cadere sotto la sua curva lama;
Amore non muta in poche ore o settimane,
ma impavido resiste al giorno estremo del giudizio:
se questo è errore e mi sarà provato,
io non ho mai scritto, 
e nessuno ha mai amato.

William Shakespeare - Sonetto 116


In questo mondo sempre più arido, sempre più scettico, sempre più solo ho voluto ripescare dall'antico un inno all'amore puro, all'amore eterno. Lontanissime da noi le parole di Shakespeare, eppur vicinissime ad ogni innamorato. Il momento magico in cui tutto è possibile, in cui si è certi che sarà  per sempre, in cui ci si sente uno, in cui si è sempre noi. Poi il tempo scorre … ma l’amore può resistere, può farcela, magari mutato, perché l’amore è vita e com’essa è mutamento, evoluzione e crescita. Ed è giusto che evolva, perché solamente così può rimanere vivo e seguitare a respirare e a volare alto nel cielo. Ogni inizio è meraviglioso, passionale ed intenso, ma l’amore che resiste al tempo è altrettanto meraviglioso, diventando più consapevole e complice.  Nonostante ogni storia sia un universo a sé, l'amore che nasce tra due persone è un tragitto evolutivo che può trasformarsi in  un viaggio affascinante. Sta a noi deciderne la durata … da parte mia spero, per sempre! Per la colazione del giorno dedicato all'amore, ho pensato di proporvi dei biscotti di finissima frolla sablè con la romantica forma a cuore, farciti con del golosissimo Dulce de leche rigorosamente home made. Questa specie di confettura di latte, originaria dell’Argentina con il suo dolcissimo sapore simile al mou sarà perfetta come coccola golosa per un dolce risveglio.  


30 luglio 2016

Buttermilk Waffles

L'estate è il momento del relax, dei tempi lenti e  delle colazioni calme. Per cui  che ne dite di coccolarci senza eccessi preparando dei deliziosi waffles  e di servirli in semplicità, magari con della frutta fresca: mirtilli, fragole, banane, more ... se poi gli eccessi non vi mettono paura neanche in questa stagione potrete sempre aggiungere un bel ciuffo di panna! Questa ricetta me l'ha passata un'amica americana,  a suo dire negli USA il buttermilk  è ingrediente necessario per i waffles, in quanto reagisce chimicamente con il bicarbonato donando una particolare sofficità alla preparazione.  Questo tipico ingrediente americano da noi lo potete trovare abbastanza facilmente nei grandi supermercati, ma nel caso aveste delle difficoltà a reperirlo,  potreste farvelo in casa nel seguente modo: aggiungete due cucchiai di limone a 250 ml di latte intero, prima di utilizzarlo aspettate 10 minuti fino a quando non diventerà un pochino denso, non sarà proprio del vero buttermilk, ma è una valida sostituzione. Altrimenti, nella ricetta di questi waffles, potrete sostituirlo con dello yogurt intero nella stessa quantità.



17 febbraio 2016

Pancake al farro con crema di marroni e briciole di amaretto

Non aspettare di finire l’università,
di innamorarti,
di trovare lavoro,
di sposarti,
di avere figli,
di vederli sistemati,
di perdere quei dieci chili,
che arrivi il venerdì sera o la domenica mattina,
la primavera,
l’estate,
l’autunno o l’inverno.
Non c’è momento migliore di questo per essere felice.
La felicità è un percorso, non una destinazione.
Lavora come se non avessi bisogno di denaro,
ama come se non ti avessero mai ferito
e balla, come se non ti vedesse nessuno.
Ricordati che la pelle avvizzisce,
i capelli diventano bianchi e i giorni diventano anni.
Ma l’importante non cambia:
la tua forza e la tua convinzione non hanno età.
Il tuo spirito è il piumino che tira via qualsiasi ragnatela.
Dietro ogni traguardo c’è una nuova partenza.
Dietro ogni risultato c’è un’altra sfida.
Finché sei vivo, sentiti vivo.
Vai avanti, anche quando tutti si aspettano che lasci perdere

Madre Teresa di Calcutta


La mia filosofia di vita racchiusa in una frase "...Non c’è momento migliore di questo per essere felice..." io la dedico a te tesoro mio, vivi sempre cogliendo l'attimo, studia certo, ma goditi anche la tua giovinezza, la felicità è realmente un percorso, solo che lo capisci con gli anni, da giovane credi sia una destinazione, niente di più errato. Il bello del viaggio della nostra vita è ... il viaggio! In questo periodo di sessione di esami, farti alzare con il sorriso è dura, ma una bella colazione aiuta sempre e tra tutte la tua preferita rimane sempre quella con i pancakes. Questi piccoli dischi spugnosi e saporiti, di origine americana, non aspettano altro che di  essere farciti golosamente secondo i vostri gusti personali: potreste seguire la tradizione americana e gustarli cosparsi di sciroppo d’acero, oppure in stile light con della frutta fresca, oppure potreste usare miele, Nutella, marmellate ...insomma liberate la vostra fantasia, saranno comunque un'ottima coccola per iniziare al meglio la giornata!

30 dicembre 2015

Waffle ... una ricetta belga

Come avete trascorso il Natale? Spero sia andato tutto meravigliosamente bene, in serenità e con grandi abbuffate e bei regali. Il mio è trascorso in famiglia con abbuffate esagerate insieme a cugini, nipoti e alla mia mamma, l'unica superstite della vecchia guardia come dice lei, e proprio per questo motivo mi piace coccolarla e godermela finchè il cielo me la lascerà. Questo Natale le abbiamo fatto un regalo un po’ originale forse per un' ottantenne, ma lei lo desiderava tanto e ne è stata felicissima: un tablet! Mi auguro che il DNA non menta e di arrivare anch'io alla sua età come lei: vispissima, piena di amiche, sempre impegnata e con una testa che batte alla grande tutti noi. Adora passeggiare, fare shopping, andare a teatro, ma anche navigare in internet e girovagare su FB … che nonna tecnologica eh?! Ma la mia mamma è anche golosissima e questi che vi posto oggi sono dei dolcetti di origine belga che ci siamo preparate per merenda domenica scorsa. I waffle, sono sicura che li conoscerete tutti, ma ce ne sono varie ricette in giro, a noi questa è piaciuta parecchio, perchè li rende alti e sofficiosi, provateli e avrete colazioni e merende stragolose!


10 novembre 2015

Madeleine alle mandorle

Vi ricordate quando da bambine giocavate alle signore?  Io quella sensazione di giocare ce l’ho ancora, quando invito un’amica  per il thè del pomeriggio. I miei lettori più assidui sanno che è un rito che amo particolarmente e che nel quotidiano è anche un momento  affettivo importante,  il ritrovarsi mio e di mia figlia dopo una giornata di impegni. Una coccola semplice  in cucina, con le nostre mug preferite, una fetta di dolce o un paio di biscotti presi direttamente dalla scatola e tante chiacchiere. Ma tutt’altra cosa è quando diventa un vero e proprio invito ad una amica. Allora esce in me la bimba che gioca alla signora.  Predispongo il tutto in salone, la tovaglietta da thè ricamata a mano con relativi tovagliolini, le tazze in porcellana, la teiera, i cucchiaini d’argento, i vari tipi di thè che accontenterebbero anche l’ospite più difficile …  e per una  mise en place del genere quale dolcino più adatto di una elegantissima, sofisticatissima  e deliziosa madeleine? 







2 ottobre 2015

Coconut bundt cake e... auguri a tutti i nonni!

L’amore e la saggezza in carne ossa e cuore
questo sono i nonni

I nonni sono il patrimonio più grande che possediamo, una quotidiana fonte di affetto ed esperienza, di cure e di amore. Oggi 2 ottobre è la loro festa, è stata istituita nel 2005 dal Parlamento che ha riconosciuto ufficialmente il ruolo fondamentale dei nostri nonni nella società come aiuto concreto alle famiglie. Ma non ci serve certo un riconoscimento ufficiale per festeggiare la nonna o il nonno, come non ci serve per la mamma o il papà, però è bello che ci sia, un giorno in cui tutti insieme diciamo a loro grazie! Grazie di esserci sempre, grazie per la pazienza, la saggezza, per le favole e le coccole, e per mille altre cose. Non tutti siamo fortunati di crescere con accanto quattro nonni, ma averne anche solo uno è già possedere un tesoro ed una fortuna inestimabile. E visto che i nonni sono quasi tutti golosoni che ne dite di preparare un bel dolce, niente di troppo calorico, alcuni non stanno benissimo, ma qualcosa di bello da vedere e soprattutto regalato e condiviso con tanto amore!!!



11 maggio 2015

Waffel alla vaniglia ... e il mio regalo per la festa della mamma


La festa della mamma è sicuramente una delle tante feste commerciali esistenti, però nessuno di noi ha mai pensato di saltarne il festeggiamento, come si fa a non passare questo giorno con la propria madre, come farle mancare un fiore o un piccolo regalo. Ormai da parecchi anni anche io fortunatamente sono una mamma e da allora questo giorno di festa si festeggia tutte insieme, tre generazioni! E come tutte le figlie, anche la mia non mi ha mai fatto mancare un regalino, dal disegno ai tempi dell'asilo ai regali veri ora che è grande. Quest'anno, probabilmente sono stata taaanto buona perchè ho ricevuto vari regali: 2 smaltini colorati bellissimi, uno verde acqua marina e uno blu elettrico, pennelli da trucco e la desideratissima piastra elettrica per i waffel !  Potevo non metterla subito in uso?  Non sia mai detto!! E così ecco la nostra merenda del giorno di festa e non avendo una ricetta, sono andate a rubarne una a colpo sicuro nel bar virtuale di Fedora.
 

21 aprile 2015

Chocolate Crinkles Cookies ... senza burro

Non è nel mio stile, ma oggi farò un pò la mamma – pavone, per cui se non vi va di leggere sbrodolamenti vari, saltate pure alla ricetta non mi offenderò! Ho appena finito la settimana dedicata ai colloqui genitori/ professori, sono andata ben sapendo che mia figlia va bene a scuola, ma mai mi sarei aspettata di sentirne tessere le lodi in maniera così entusiastica. E’ stato veramente bello e gratificante sentirsi dire da tutti i professori che si aspettano da lei un ottimo esame di maturità ed una splendida performance e che ha tutte le potenzialità e le possibilità per arrivare alla votazione massima. Sono orgogliosa ovvio, ma sono soprattutto felice per lei perché si sta sacrificando molto, studia tantissimo ed è bello e giusto poter raccogliere i frutti dopo aver ben seminato. Coraggio piccola mancano 58 giorni, un ultimo sforzo e poi ti aspetta una magnifica estate di tutto relax! Posso fare poco per darti una mano, ma posso coccolarti magari anche con questi cioccolatosissimi biscotti, piccoli comfort food perfetti per addolcire i lunghi pomeriggi di studio. Ricetta americana conosciutissima, da me leggermente modificata, ma sempre golosissima!



14 marzo 2015

Petticoat Tails

Dicono che sia stato uno dei dolci preferiti di  Maria Stuarda,  grande regina di Scozia e che ne fosse  una grande consumatrice. Il Petticoat Tails  è  un grande biscotto rotondo che dopo la cottura viene diviso in spicchi, una vera e propria torta da tè. Sembra che il suo strano nome, letteralmente spicchi di sottoveste, sia stato ispirato proprio dalla forma delle pesanti sottogonne dell'epoca. Questa burrosissima tortina scozzese altri non è che l’antesignano dei più noti e moderni shortbread, i tipici e golosi biscotti burrosi, molto diffusi in tutto il Regno Unito, perfetti per il classico tè pomeridiano o per uno spuntino goloso. A Londra non vi è negozio di alimentari, supermercato, e negozio di souvenir dove non possiate trovare questi famosissimi biscotti nelle loro tre tipiche forme, confezionati in bellissime scatole di latta rossa con la bandiera scozzese disegnata. I tre principali formati degli shortbread sono: fingers, di forma rettangolare allungata e molto spessi, gli shortbread rounds, di forma rotonda simili a dei normali biscotti e  infine l'antico e tradizionale petticoat tails,  il  grande biscotto unico circolare  da dividere  in spicchi. 




20 gennaio 2015

Lemon Bundt Cake

Avete presente quando vedete un nuovo stampo da dolci e vi assale la voglia irrefrenabile di portarvelo a casa? Ma è uno di quelli bellissimi e carissimi americani e allora aspettate un compleanno o un’altra festa giusto per sentirvi un pò meno in colpa nel farvi l’ennesimo regalo “superfluo”? Per me con questo stampo è stato così, amore a prima vista, ma il bello e che poi una volta portato a casa per mesi è finito nel dimenticatoio! Che ci volete fare capita o almeno a me capita, magari avrà ragione la mia mamma  “Capita a te che che non si sa se sei più viziata o smemorata!" Bisogna vedere cosa si intende per viziata, ma credo che lei semplicemente non condivida o semplicemente non comprenda la mia mania di comprare caccavelle monderne o vintage, vedi props, e per semplificare chiuda con un sei viziata o meglio ti togli troppi sfizi inutili. Comunque non divaghiamo e torniamo a questo meraviglioso stampo arrivato tra le mie mani in un momento in cui tutto avevo tranne il tempo di stare in cucina. L'altro giorno l'incontro fatale si è ripetuto, semplicemente rimettendo a posto un pensile e la voglia di usarlo subito si è impossessata di me ed allora eccoci qui, con una torta semplice, veloce, soffice e bellissima, perfetta per darci il buongiorno durante la colazione, quasi un raggio di sole !!!!!!!!!! 




6 ottobre 2014

Cookies al doppio cioccolato

Mio marito e mia figlia comprendono perfettamente  la stretta relazione tra tanto lavoro in ufficio e poco tempo per cucinare e non borbattano mai. Accettano tranquillamente uno straccetto  veloce per cena o una fettuccina al pesto, ma quello che proprio non è accettabile da parte loro è trovare la scatola dei biscotti vuota. E così sabato pomeriggio oltre ad un pò di shopping con un’amica e il solito parrucchiere sono riuscita anche ad infornare un paio di teglie di questi favolosi e croccantosi  Cookies! I Chocolate Chip Cookies o semplicemente cookies, sono dei croccanti biscotti arricchiti da gocce di cioccolato, tipici della cucina americana. Secondo la storia, intorno agli anni '30  Ruth Wakefield inventò questi biscotti quasi per caso: lavorava in un albergo  ed era solita preparare per i suoi clienti dei deliziosi biscotti al burro e cioccolato.Un giorno si accorse di aver esaurito un ingrediente fondamentale per quella preparazione, il Baker’s chocolate (un tipo di cioccolato molto amaro e scioglievole, utilizzabile esclusivamente in cottura) e decise di sostituirlo con una barretta di cioccolato, ridotta in piccoli pezzi. Quando sfornò i biscotti notò che i pezzetti di cioccolato non si erano sciolti come accadeva di solito con il suo cioccolato morbido, ma erano rimasti croccanti e ben visibili. Ruth decise di servire ugualmente i biscotti ai suoi clienti, che apprezzarono il cambiamento. I nuovi biscotti ebbero subito un grande successo, e la ricetta divenne presto famosa in tutta l'America. Ancora oggi, i cookies di Ruth sono una delle preparazioni americane più conosciute al mondo. Come spesso accade per le ricette più note, anche di questi biscotti esistono svariate versioni, tutti però sono  friabili e con quel sapore di burro e zucchero, gradevolmente contrastato dalla presenza del cioccolato fondente nell’impasto. Insomma  biscotti  perfetti  da accompagnare ad una tazza di latte a colazione, per una merenda veloce,  ma anche perché no, per uno sfizio goloso dopo cena.



1 luglio 2014

Poffertjes ... frittelle dolci olandesi

Le Poffertjes sono un tradizionale snack olandese, simili a dei piccoli pancake  ma più spesse, più dolci e soffici. Generalmente sono servite con lo zucchero a velo, o con la melassa olandese (stroop),  o con la  cioccolata fusa. Si trovano spesso nei mercati vendute da ambulanti che le preparano al momento perché calde sono molto buone. Non è raro vedere grandi e bambini in giro per Amsterdam con un cartoccio pieno di poffertjes calde. Per prepararle occorre una piastra apposita, che io purtroppo non ho potuto comprare durante il mio viaggio dello scorso anno in Olanda, perché essendo un oggetto pesante, e avendo io già raggiunto il peso previsto per il bagaglio, mi avrebbe creato problemi  con una nota compagnia area Low cost oltremodo tignosa su queste cose (compagnia con cui ho deciso di non viaggiare più, troppo rigidi per il mio carattere). Quest’anno una mia cara amica tornando dall’Olanda mi ha fatto la piacevolissima sorpresa di  portarmi in regalo proprio la piastra per fare queste frittelle  e così  finalmente ecco qui i miei  Poffertjes! Ovviamente ci ho messo del mio, prima di tutto perché la ricetta l’ho tradotta e come sapete in questi casi il problema sorge sempre un pò nelle equivalenza tra once e grammi, ho preferito usare l'olio evo invece del burro e poi niente sciroppi che non gradisco o semplice zucchero a velo, ma invece di pensare a ricoprirli con qualcosa di dolce ho pensato di imbottirli … con la nutella! Eh lo so sono fissata ...nutella dipendente per tutta la vita :)  Per vostra info queste frittelline tipiche olandesi possono essere fatte anche con la padella  da  Æbleskiver,  frittelline simili che invece sono originarie della Danimarca, o nella cake pops maker la  piastra elettrica per fare i  classici dolcetti sferici tanto amati dai bambini, e facilmente reperibile anche in Italia. Li ha fatti mia cognata con questa piastra e mi ha detto che cuociono in 6/7 minuti.



17 giugno 2014

Flognarde con fragole e mandorle al profumo di Marsala

Premesso che non parlo francese, non l'ho studiato neanche a scuola, sempre e solo inglese, ho sempre pensato che con qualunque frutta si preparasse, questo dolce si chiamasse sempre Clafoutis. Ed invece grazie ad un'amica parigina, ho scoperto che questo delizioso dolce di origine francese, per l’esattezza della zona di Limousin, viene denominato Clafoutis solo se preparato con le ciliegie. Tutti gli altri, che secondo le stagioni ed i gusti personali, vengono preparati con frutta diversa, come pesche, albicocche, lamponi, mele, pere,  uva o fragole come in questo caso, vengono chiamati Flognarde. Ditemi per favore che non ero la sola ad ignorare questa distinzione così sottile e anche un pò pignoletta secondo me,  perchè a me sembra veramente strano... è un pò come se noi cambiassimo il nome alla crostata a seconda del tipo di marmellata che usiamo... o no?


25 marzo 2014

Mini linzer torte

E la figlia attaccò l’influenza alla mamma!  E che virus gente! Veramente tosto saranno stati dieci anni che non mi ritrovavo massacrata così tanto da non riuscire ad alzarmi da letto per due giorni ( ovviamente il we)  Febbre che ha raggiunto i 39°, raffreddore sfiancante, tosse tantissima da non riuscire ad infilare un paio di parole una dietro l’altra e per una logorroica come me questo ha aggiunto sofferenza alla sofferenza, in compenso più io mi aggravavo più mia figlia migliorava. Ovvio decorso della malattia visto che lei ha iniziato 48 h prima di me! Comunque non riesco ancora a stare molto al PC per cui post brevissimo, ma vi volevo lasciare comunque il  dolcetto del lunedì mattina per augurarvi una felice settimana anche se meteorologicamente parlando dicono sarà bruttina. E così direttamente dalla cartella “ da pubblicare” (grande idea averne una per i momenti bui ) ecco a voi queste deliziose crostatine e più precisamente delle mini linzer   torte,  spudoratamente copiate dalla dolce Imma.


12 novembre 2013

Le Madeleine di Proust

“… in una giornata d’inverno, rientrando a casa, mia madre, vedendomi infreddolito, mi propose di prendere, contrariamente alla mia abitudine, un po’ di tè. Rifiutai dapprima, e poi, non so perché mutai d’avviso. Ella mandò a prendere uno di quei biscotti pienotti e corti chiamati Petites Madeleines, che paiono aver avuto come stampo la valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. Ed ecco, macchinalmente, oppresso dalla giornata grigia e dalla previsione di un triste domani, portai alle labbra un cucchiaino  di tè, in cui avevo inzuppato un pezzetto di madeleine. Ma nel momento stesso che quel sorso misto a briciole di biscotto toccò il mio palato, trasalii, attento a quanto avveniva in me di straordinario. Un piacere delizioso m’aveva invaso, isolato, senza nozione della sua causa. M’aveva subito rese indifferenti le vicissitudini della vita, le sue calamità inoffensive, la sua brevità illusoria, nel modo stesso in cui agisce l’amore, colmandomi d’una essenza preziosa: o meglio questa essenza non era in me, era me stesso. Avevo cessato di sentirmi mediocre, contingente, mortale. Donde m’era potuta venire quella gioia violenta? Sentivo ch’era legata al sapore del tè e del biscotto, ma lo sorpassava incommensurabilmente, non doveva essere della stessa natura. Donde veniva? Che significava? Dove afferrarla?
(…) E ad un tratto il ricordo m’è apparso. Quel sapore era quello del pezzetto di madeleine che la domenica mattina a Combray (giacché quel giorno non uscivo prima della messa), quando andavo a salutarla nella sua camera, la zia Léonie mi offriva dopo aver bagnato nel suo infuso di tè di tiglio. La vista del biscotto, prima di assaggiarlo, non m’aveva ricordato niente; forse perché avendone visti spesso, senza mangiarli, sui vassoi dei pasticcieri, la loro immagine aveva lasciato i giorni di Combray per unirsi ad altri giorni più recenti; forse perchè di quei ricordi così a lungo abbandonati fuori della memoria, niente sopravviveva, tutto s’era disgregato; le forme – anche quelle delle conchigliette di pasta, così grassamente sensuale, sotto la sua veste a pieghe severa e devota – erano abolite, o, sonnacchiose, avevano perduto la forza d’espansione che avrebbe loro permesso di raggiungere la coscienza. Ma, quando niente sussiste d’un passato antico, dopo la morte degli esseri, dopo la distruzione delle cose, soli, più tenuti ma più vividi, più immateriali, più persistenti, più fedeli, l’odore e il sapore, lungo tempo ancora perdurano, come anime, a ricordare, ad attendere, a sperare, sopra la rovina di tutto il resto, portando sulla loro stilla quasi impalpabile, senza vacillare, l’immenso edificio del ricordo.”  (Marcel Proust - Alla ricerca del tempo perduto)


22 ottobre 2013

Donuts

E se un’amica ti chiama e ti chiede il favore di darle una mano a cucinare qualcosa in particolare che le è stato gentilmente richiesto, tu che fai? Io non mi tiro certo indietro e così ecco come abbiamo passato il  sabato pomeriggio… a sfornare mini-donuts, per la precisione 263!!! Una quantità stratosferica anche mettendo insieme le nostre due piastre e vi lascio immaginare il tempo che ci è voluto per glassarli …però la consegna è stata effettuata e il piccolo festeggiato richiedente è stato strafelice!! Non so voi, ma io adoro queste ciambelline, croce e delizia di Homer Simpson e compagne di pattuglia per antonomasia dei poliziotti da telefilm. Come si fa a resistere a queste piccole tentazioni con la consistenza che ricorda i pancake e le crepe e con tantissime possibilità di variarne le glassature? In questo caso le ho glassate con cioccolato e decorate con microsfere di zucchero multicolore, così erano state richieste,  ma voi lasciate sbizzarrire la vostra fantasia e vedrete che non solo i bambini apprezzeranno e faranno il …tris!!!!!!!!


1 ottobre 2013

Millefoglie con pasta fillo

La prima volta che ho sentito parlare di pasta fillo o phyllo  è stato ad Atene, tanti tantissimi anni fa, quando il mio amore più dolce aveva solo pochi mesi di vita. In quel periodo vivevamo in Grecia e la mia vicina di casa adorava sfornare dolci di cui mi omaggiava spesso. Uno di questi era la famosa baklava, un dolce complesso e stratificato, composto di tante sottili sfoglie di pasta fillo,  imburrate e alternate  a stari di frutta secca impastata a zucchero e miele, e dopo la cottura in forno, viene imbevuta con una soluzione di zucchero, miele, spezie e acqua di rose. Nella  tradizione greca  viene servita tagliata in triangoli, quadrati o rettangoli. Pensate che tradizionalmente, secondo gli Ortodossi, dovrebbero essere 33  il numero di strati esatti di una baklava, in riferimento agli anni della vita di Cristo. Comunque sto deviando il discorso, torniamo alla pasta fillo, l’ho scoperta con questo dolce che però sinceramente non mi è mai piaciuto, troppo... veramente troppo dolce per i miei gusti, ma ho invece scoperto che la croccantezza di questa sfoglia e la sua versatilità la rendevano adatta ad essere utilizzata anche in molte ricette italiane.  La pasta fillo viene paragonata spesso, ed in maniera impropria, alla nostra pasta sfoglia mentre in realtà si differenzia per diversi aspetti; prima di tutto per l’esigua quantità di grassi e poi per i tempi di cottura davvero ridotti. Il risultato è una base dal gusto neutro e molto croccante, può essere utilizzata sia nella preparazione di dolci, che in quella di piatti salati. Oggi ad esempio ve la propongo in versione dolce,  una classica millefoglie, ma a base di pasta fillo. Un binomio veramente  armonioso:  la croccantezza della sottilissima pasta con il ripieno cremoso.

24 settembre 2013

Macaron alla nutella

L’altro pomeriggio passeggiando con mia figlia abbiamo visto una vetrina di una pasticceria/ boutique piena di meravigliosi e coloratissimi macaron. Ovviamente tutti voi li conoscete, i famosi pasticcini/biscottini francesi che in realtà sono di origine italiana o precisamente come leggenda racconta, si dice che  siano nati a Venezia nel XVI secolo e che siano stati poi importati in Francia nel 1682 da Caterina de Medici, come dolce di corte per il suo matrimonio con il Duca d'Orlèans.  Ma per tornare a noi, in quel momento io e la mia ragazza non potevamo fermarci  eravamo già in ritardo per un appuntamento e poi a dirvi la verità ho trovato anche che avessero un prezzo folle, comunque mia figlia mi chiede come mai non mi fosse mai venuto in mente di produrre in casa quei pasticcini così carini. Così, seguendo fedelmente il post dettagliatissimo di Vale che a sua volta aveva studiato sul post del mitico pulcino li ho preparati. Premesso che sono evidentemente bruttini, perdonate era la mia prima volta, e che sono piaciuti molto ai miei familiari e anche ad un paio di amiche che erano di passaggio a casa mia, sarò forse tacciata di eresia, ma vi devo dire la verità: non solo questi  francesi fighetti e modaioli non mi hanno conquistata, ma non mi piacciono proprio… troppo dolci !!! Sicuramente con la pratica mi verrebbero più belli e tutti della stessa grandezza, ma non ci sarà un bis nella mia cucina. E voi siete pro o contro i macaron?  Intanto vi lascio la ricetta copiata tale e quale dal blog di Vale.


16 aprile 2013

Tartellette al lemon curd con frolla leggera all’olio

Eccomi finalmente di nuovo tra voi! Quella che è appena trascorsa per me è stata una settimana infernale, non fraintendte, non è successo niente di particolare, solo banale routine di una moglie-madre-lavoratrice  che normalmente riesce bene a incastrare il tutto, riuscendo anche a ritagliarsi spazi per  se stessa (passeggiata con un’amica, parrucchiere,  chiacchiere con voi, nuove prove in cucina,  gestione del blog  ecc.ecc ) ma basta poco e tutto si incasina. Cos’è stato il  poco che ha mandato tutto in tilt nei giorni scorsi?  Un lavoro urgente da consegnare assolutamente in settimana e i colloqui con i professori  che mi hanno bloccato per tre giorni a scuola di mia figlia dalle 16 alle 20 !  Tempo extra veramente ridotto al lanternino. Sono riuscita a passare fugacemente da qualcuna di voi, ma tempo per postare assolutamente no! Nuova settimana nuove ricette e per iniziare bene... un dolce of course! Oggi vi posto delle tartellette al lemon curd copiatissime dalla dolce Sara, ho solo rivisto leggermente le quantità della frolla prendendo spunto dalla frolla leggera  sempre di Sara, frolla che è diventata da tempo  la mia preferita. Il lemon curd  è  una crema anglosassone al limone molto profumata e dal colore molto acceso, dal gusto a metà tra il dolce e l'acidulo. Generalmente in Inghilterra  viene  servita  all’ora del the o a colazione per accompagnare muffin e scones  o sul pane tostato. E’ perfetta anche per  farcire una torta o come in questo caso per delle deliziose crostatine.

11 novembre 2012

Pollo al curry con renetta e riso venere

Lo so non pubblico mai di venerdì, ma questa è stata una settimana a dir poco incasinata, per cui riesco a fermarmi al PC solo in questo momento. Oggi parliamo del  pollo al curry, un piatto tipico della tradizione gastronomica orientale, soprattutto dell'India dove viene consumato usualmente con riso bianco, in sostituzione del pane. Di questa semplice ricetta ne esistono numerose versioni e rivisitazioni. Sicuramente la fama di questo piatto è legata al suo ingrediente principe che ne condiziona tutto il sapore, cioè  il curry.  Universalmente nota in Occidente come polvere di curry,  questa profumatissima miscela indiana di spezie può contare nelle sue differenti formule decine d’ingredienti, solitamente non mancano mai cumino, senape nera, peperoncino, pepe nero, coriandolo e radice essiccata di curcuma.  La storia del curry vide i suoi inizi quando i primi mercanti e agenti della Compagnia delle Indie, che nel ‘700 si ritirarono in Inghilterra di solito con cospicue fortune, portarono con loro  non solo servitù indigena (cuochi compresi), ma anche l’abitudine di alimenti piccanti e speziati.  La curiosità per questi cibi esotici si diffuse fra la borghesia, ma naturalmente la maggior parte delle famiglie non aveva nè le conoscenze  nè le capacità di miscelare le spezie necessarie. Cominciò così a crearsi il mercato per un insieme di diverse spezie, facilmente utilizzabili e già confezionate in polvere o in pasta. Alla fine  del  '700  alcune ditte inglesi, anglo-indiane e olandesi cominciarono ad offrire delle miscele identificandole con il termine di “curry”. Caratteristiche di queste miscele erano il bel colore dorato dovuto alla curcuma  e l’aroma con tre intensità differenti di peperoncino piccante: mild (blando), hot (piccante), very hot (piccantissimo) e così il gusto del curry è entrato  dall’800 a pieno titolo nella cucina internazionale.  Quella che vi posto oggi è una delle mille varianti di questa deliziosa ricetta: il mio pollo al curry!