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8 settembre 2021

Chiffon cake al caffè


I giorni di settembre

hanno il calore dell’estate

nelle loro ore più centrali

ma nelle sere che si allungano

c’è il soffio profetico dell’autunno.

(Rowland E. Robinson)


Settembre è il mio mese preferito, ed è casualmente anche il mese in cui sono nata. Adoro il suo clima perfetto, nè troppo caldo né troppo freddo, le giornate sono illuminate da una luce particolare che avvolge dolcemente ogni cosa, lasciando intravedere l'arrivo dell’autunno. I colori iniziano a cambiare, le foglie a cadere, nuovi profumi inebriano l’aria e nuove emozioni ci accompagnano. Settembre è sempre un nuovo inizio. E’ il mese della ripresa, dopo la lunga pausa estiva, ma è anche il mese dei buoni proposti e dei nuovi obiettivi quasi fosse l’inizio di un nuovo anno. Parlando di ripresa, si riparte ovviamente anche con il blog, ho tante ricette nuove da condividere con voi, come sempre nel mio stile, per la maggior parte ricette poco laboriose e di veloce preparazione, senza troppi voli pindarici, adatte anche per i meno esperti. E visto che, come tutti sapete, sono una super golosa … si ricomincia con un dolce, semplicissimo e sofficissimo!   

1 ottobre 2012

Coffee cake e ... benvenuto ottobre!

Avete mai sentito l'espressione ottobrata romana? Da noi si usa quando si parla di una bella giornata di sole caldo ad ottobre. Vi capita di usare un modo di dire ma di non sapere da dove nasce? A me si , come in questo caso, e così mi sono documentata ed ho scoperto che  le ottobrate romane erano le feste che chiudevano la vendemmia nella Roma pontificia, la scampagnata “fori porta”, ovvero la gita tra le vigne e le osterie, andò consolidandosi come forma di svago ed  evasione per nobili e popolo, ufficialmente divisi, ma spesso mescolati nella più sfrenata allegria, alimentata dalla voglia di vivere e dal buon vino. Giggi Zanazzo, studioso di tradizioni popolari romane le descrive così  nel suo saggio “Tradizioni popolari romane. Usi, costumi e pregiudizi del popolo di Roma” del 1907:

"Siccome Testaccio stà vvicino a Roma
l'ottobbere ce s'annava volontieri, in carozza e a piedi.
Arivati llà sse magnava,
se bbeveva quer vino che usciva da le grotte che zampillava,
poi s'annava a bballà er sartarello o ssur prato,
oppuramente su lo stazzo dell'osteria der Capannone
o sse cantava da povèti, o sse se giôcava a mora".


La presenza di orti e vigne intorno alle porte della città favorì la diffusione delle Ottobrate, oltre che nella zona di Testaccio, ricordata da Zanazzo, anche altre zone fuori porta, in particolare a Ponte Milvio, San Giovanni, Porta Pia, San Paolo, Monteverde e Monte Mario, che nella prima metà dell’Ottocento erano ancora coltivati a orti e vigne, mentre ora sono quartieri centrali della Roma moderna. Per partecipare alla festa l' usanza era di vestirsi in modo ricercato: le donne si ornavano di fiori e piume e gli uomini usavano vestiti particolarmente sfarzosi. Giocavano a bocce o all' albero della cuccagna, poi c’erano canti, balli, stornelli, vino a fiumi e grandi mangiate: durante le "scampagnate" non mancavano mai gnocchi, gallinacci, trippa e abbacchio! Mentre aspettiamo le famose ottobrate, ieri a Roma ci siamo subiti come ultimo giorno di settembre una domenica super piovosa per cui casalinga, per cui ... dolci! Già perchè io se non ho nulla da fare preparo dolci e così ho fatto questa torta, delle crostatine alla nutella per la colazione di mia figlia e dei biscotti da tenere nella scatola pronti all' occorenza, ovviamente posterò tutto. Per ora vi offro una fetta di questo dolce e vi auguro un buon inizio di settimana e un ottimo mese di ottobre!