Tutto ciò che viene dalla mia cucina
è cresciuto nel cuore.
(Paul Eluard)
Io amo la pasta brioche, tra i lievitati è in assoluto la mia preferita, sia dolce che salata o meglio dovrei dire sia salata che dolce, perché tra le due versioni adoro particolarmente quella dolce. La sua sofficità, il suo profumo, la sua versatilità rendono ogni colazione speciale. Ho sempre amato la colazione, soprattutto quelle lente e tranquille della domenica mattina, ma ora da quando lavoro in smart working posso godere di tempi più tranquilli tutti i giorni e quindi approfitto per preparare spesso dolci leccornie. Il lato positivo di questo nuovo metodo di lavoro è proprio nel tempo guadagnato e nella qualità della vita migliorata. Si lavora di fatto di più, almeno per professioni come la mia, ma senza corse, senza traffico, senza lunghi tragitti in auto e soprattutto senza tempo perso in cerca di un parcheggio. Sinceramente, apprezzo molto lo smart working e mi auguro che nel prossimo futuro, speriamo presto, quando rientreremo in una reale normalità, tante “soluzioni emergenziali” vengano confermate (riunioni, udienze, corsi di aggiornamento) e tante persone possano continuare, a propria scelta, ad usufruirne. A mio parere, rispetto alle modalità di organizzazione del lavoro, non solo non è possibile tornare alla situazione pre-Covid, ma non è neanche auspicabile, perché rappresenterebbe una perdita di opportunità per l’innovazione delle organizzazioni sia pubbliche che private. Sarebbe, invece, opportuno cogliere il meglio da questa esperienza e tradurla in progetti strutturati, favorendo sia la diffusione di strumenti e iniziative a supporto dell’innovazione digitale, sia cercando di avviare quel cambio culturale mirato alla responsabilità individuale verso gli obiettivi ed i risultati concreti.



















