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19 maggio 2021

Girandola di pan brioche senza burro


Tutto ciò che viene dalla mia cucina

è cresciuto nel cuore.

(Paul Eluard)


Io amo la pasta brioche, tra i lievitati è in assoluto la mia preferita, sia dolce che salata o meglio dovrei dire sia salata che dolce, perché tra le due versioni adoro particolarmente quella dolce. La sua sofficità, il suo profumo, la sua versatilità rendono ogni colazione speciale. Ho sempre amato la colazione, soprattutto quelle lente e tranquille della domenica mattina, ma ora da quando lavoro in smart working posso godere di tempi più tranquilli tutti i giorni e quindi approfitto per preparare spesso dolci leccornie. Il lato positivo di questo nuovo metodo di lavoro è proprio nel tempo guadagnato e nella qualità della vita migliorata. Si lavora di fatto di più, almeno per professioni come la mia, ma senza corse, senza traffico, senza lunghi tragitti in auto e soprattutto senza tempo perso in cerca di un parcheggio. Sinceramente, apprezzo molto lo smart working e mi auguro che nel prossimo futuro, speriamo presto, quando rientreremo in una reale normalità, tante “soluzioni emergenziali” vengano confermate (riunioni, udienze, corsi di aggiornamento) e tante persone possano continuare, a propria scelta, ad usufruirne. A mio parere, rispetto alle modalità di organizzazione del lavoro, non solo non è possibile tornare alla situazione pre-Covid, ma non è neanche auspicabile, perché rappresenterebbe una perdita di opportunità per l’innovazione delle organizzazioni sia pubbliche che private. Sarebbe, invece, opportuno cogliere il meglio da questa esperienza e tradurla in progetti strutturati, favorendo sia la diffusione di strumenti e iniziative a supporto dell’innovazione digitale, sia cercando di avviare quel cambio culturale mirato alla responsabilità individuale verso gli obiettivi ed i risultati concreti. 

3 marzo 2020

Danubio salato ... la ricetta passo passo


Per farsi dei nemici
non è necessario dichiarare guerra
basta dire quello che si pensa.

(Martin Luther King)


A parole, tutti cercano e apprezzano la sincerità: in un familiare, in un collega, in un amico, ma anche nel governo, nel medico, nell'insegnate … Eppure nei fatti, la maggior parte delle persone, nella propria vita quotidiana non è né realmente disposta ad essere messa di fronte alla verità, né ad utilizzarla come stile di vita. Preferiscono tergiversare, sviare, mentire, simulare, a tutto vantaggio della falsità, dell’ipocrisia, della mistificazione. Una pratica assai diffusa, soprattutto nelle dinamiche di gruppo, laddove i più la considerano necessaria al mantenimento dell’armonia e al consecutivo allontanamento dei conflitti. Non è un caso che gli atteggiamenti più ipocriti risiedano nei luoghi di lavoro dove le persone, per la maggior parte, fingono: sincerità, lealtà, franchezza, onestà e schiettezza. Viviamo nell'era di un’ipocrisia dilagante dove la sincerità, ufficialmente considerata un pregio, se manifestata, spesso porta a conseguenze relazionali paradossali. Un onesto punto di vista, o il racconto sincero di un accadimento, può far nascere del risentimento in chi non lo accetta, come a conseguenza di un torto subito. Non ricordo chi disse, ma condivido, che "Costruire un’amicizia sulle bugie è come costruirla sulle sabbie mobili ... prima o poi crollerà". La chiave di qualsiasi tipo di rapporto è riuscire a comunicare, senza ombre, per andare oltre i dubbi, oltre le incomprensioni e superare attraverso il dialogo qualsiasi ostacolo preferibilmente con sincerità. La vita mi ha insegnato che solo nei rapporti sinceri e schietti si creano legami profondi e indissolubili, tutto il resto … è teatro! Sicuramente la strada dell’ipocrisia è più semplice da percorrere, ma io non amo le cose semplici e forse anche per questo adoro i lievitati. I lievitati non sono semplici, non vogliono esserlo, ma sono sinceri. Se ti dedichi a loro con pazienza e amore, loro ti ricambieranno con un tripudio di sofficità. Il lievitato che vi propongo oggi, il danubio salato, è un rustico di origine napoletana, una specie di super pan brioche, ultra soffice, costituito da una serie di palline ripiene con farciture di vario tipo. Le palline, accostate le une alle altre in una teglia rotonda, diventeranno un’unica torta, le cui parti, una volta cotta, si andranno a staccare con le mani per poterle degustare. Ed ora passiamo alla ricetta, spiegata passo passo, di questo lievitato sofficissimo e leggero come una nuvola!



12 novembre 2019

Brioche con impasto dolcesale di Montersino


Prenditi tempo per pensare,
perché questa è la vera forza dell’uomo.
Prenditi tempo per leggere,
perché questa è la vera base della saggezza.
Prenditi tempo per pregare,
perché questo è il maggior potere sulla terra.
Prenditi tempo per ridere,
perché il riso è la musica dell’anima.
Prenditi tempo per perdonare,
perché il giorno è troppo corto per essere egoisti.
Prenditi tempo per amare ed essere amato,
è il privilegio dato da Dio.
Prenditi tempo per essere amabile,
questo è il cammino della felicità.
Prenditi tempo per vivere!

(Pablo Neruda)


Parole più che mai adeguate a questo mondo frenetico dove tutti sembrano avere tutto … tranne il tempo! Eppure dovremmo sempre trovare del tempo da dedicarci e da dedicare, non solo tempo per "fare". Tempo per noi stessi, per chi amiamo e per le cose che amiamo. Anche in cucina, andiamo sempre tutti di corsa, eppure anche qui è così bello ogni tanto regalarsi del tempo! Queste sofficissime brioche ad esempio, sicuramente richiedono più impegno, più pazienza e più tempo di realizzazione rispetto ad una classica torta da credenza o a dei biscotti, ma quando infine escono dal forno, il profumo che invade la casa è talmente inebriante e talmente è tanta la soddisfazione e la gioia negli occhi dei familiari al primo assaggio, che ripaga abbondantemente del tempo impiegato per la realizzazione. Nulla è più perfetto accanto ad un caffè o ad un thè. La prima colazione o la merenda allietate da queste soffici e calde brioche diventeranno subito piccoli momenti magici. Dolci pause per coccolare e coccolarci. In tanti anni di blog ho infornato tantissimi impasti per brioche, oggi vi propongo l’impasto dolce sale di Luca Montersino che ho trovato nel meraviglioso blog di Ylenia. Un impasto semplicemente strepitoso e versatilissimo, panini perfetti sia che vogliate utilizzarli in versione dolce o salata!


29 gennaio 2019

Brioche ripiene di cioccolato fondente


Essere donna è così affascinante
È un’avventura che richiede tale coraggio
una sfida che non annoia mai

(Oriana Fallaci)


Ho un’amica che ha sofferto per amore, è uscita a pezzi da un brutto divorzio, ma ora è più forte e più bella che mai, orgogliosa della sua nuova vita. Ho un’amica che ha stretto i denti, ha lottato con tutte le sue forze e ha sconfitto il più brutto dei mali, ed ora sorride alla vita con la leggerezza di una bambina. Ho un’amica che improvvisamente ha perso il suo lavoro, ma non si è abbattuta, anzi si è ricostruita ed ora è più fiera che mai di sé stessa e della sua ricreata professionalità. Noi donne siamo così, dentro ognuna di noi si nasconde un piccolo ninja, pronto a saltar fuori al momento del bisogno. Siamo fragili come un cristallo e dure come un diamante, romantiche come bambine, ma coraggiose come guerrieri. Sempre pronte a lottare contro le avversità, a combattere per i nostri sogni e per chi amiamo, avanzando nella vita a passo fermo e testa alta.  Il guerriero ninja che è dentro di noi, non si lascia abbattere dai colpi e non si piega di fronte alle difficoltà, innatamente altruiste, siamo anche capaci di sano egoismo. Cadiamo, ma ci rialziamo .... la nostra forza speciale è nella nostra capacità innata di saperci reinventare continuamente. Siamo tutte un pò fate e un pò streghe e come tali spargiamo magia anche nelle nostre cucine, oggi magicamente dal mio forno sono uscite queste golosissime brioche ripiene di cioccolato fondente …. Golosità allo stato puro, provatele e non ne potrete più fare a meno! 




15 ottobre 2018

Panini super soffici senza lattosio ... e senza uova


Sono più miti le mattine
e più scure diventano le noci
e le bacche hanno un viso più rotondo.
La rosa non è più nella città.
L’acero indossa una sciarpa più gaia.
La campagna una gonna scarlatta,
Ed anch’io, per non essere antiquata,
mi metterò un gioiello.

(Emily Dickinson)


Il rosso dei tramonti, lo scricchiolio delle foglie sotto i piedi, il profumo delle castagne arrostite, il ritorno della mia amata zucca … tutto questo è l'autunno. Non è certo ancora tempo di maglioni, o di stringersi in un caldo cappotto, ancora non è il momento di cioccolata calda, ma le temperature sono diminuite e finalmente possiamo riaccendere il forno! Le lunghe preparazioni forzatamente abbandonate durante la bella stagione, possono finalmente ritornare a padroneggiare nelle nostre cucine. Per quanto mi riguarda, non appena la temperatura diminuisce, il mio primo desiderio è quello di rimettere le mani in pasta e ricominciare a sfornare i miei amati lievitati. L’impasto di questi panini è sofficissimo, inoltre è perfetto per gli intolleranti al lattosio, una pasta brioche dal sapore neutro che vi regalerà dei panini versatilissimi, ottimi sia farciti in versione dolce sia in versione  salata.



23 gennaio 2018

Chiocciole di brioche rum e limone


Se vuoi vivere la vita
stupisciti dell’esistenza in se,
dedicati all'ascolto e alle relazioni
cerca di trovar tempo
per contemplare e sognare.
(Enzo Bianchi)

A volte mi sembra che il tempo scorra troppo veloce, non solo la giornata, ma le settimane, i mesi … gli impegni, il lavoro, le preoccupazioni … tutto mi sembra  che aiuti questo correre vorticoso che fagocita il mio spazio ed il mio tempo. Ed invece io vorrei solo che la vita fosse un susseguirsi costante di attimi di semplice tranquillità, momenti sommati a momenti in cui tutto scorre lieve, non voglio vincere la lotteria, non sogno una carriera diversa, non desidero cambiare nulla di me, indosso con orgoglio anche le mie rughe perché sono il segno di quella che sono, delle mie esperienze, dei miei sorrisi e dei miei pianti. Desidero solo più tempo e giornate piene di normalità, senza nefaste sorprese ...  attimi di serenità passeggiando per mano con il mio uomo, abbracciando mia figlia, chiacchierando con un’amica …vorrei accoccolarmi tra le pagine di un libro o tra le note di un violino, ammirando un tramonto e godendo di un raggio di sole caldo … vorrei più tempo per mettere le mani in pasta e sfornare per chi amo dolci coccole da condividere in armonia,  come queste profumatissime brioche. 


13 novembre 2017

Brioche dolci al farro e miele d'acacia


La maggior parte della pubblicità
non fa tanto appello alla ragione
quanto all’emozione.
(Erich Fromm)


Siamo assillati dalla pubblicità: dai mega cartelloni in strada, a quelli più piccoli sui mezzi pubblici, dagli spot continui in radio, a quelle eccessivamente invasive e fastidiose dei siti web, ma soprattutto le invadenti e onnipresenti pubblicità televisive. Pubblicità come premessa o interruzione di un film o all'interno di un programma, con messaggi  di volta in volta suadenti o aggressivi, sintetici o prolissi, espliciti o subliminali… spesso anche ingannevoli. Messaggi pubblicitari mirati perfettamente, nelle immagini e nelle parole a secondo del soggetto da pubblicizzare, ad un particolare tipo di pubblico. Le pubblicità dei cibi pronti, precotti o semi lavorati sono dedicate agli adulti-genitori che fisicamente fanno la spesa, mentre le pubblicità dei biscotti, delle merendine, dei vari snack, mirano più ad un pubblico infantile-adolescente, che può martoriare il povero genitore che alla fine martoriato,  soccomberà alla richiesta. Le aziende offrono spesso i propri prodotti spacciandoli per genuini, nutrienti e adatti ad un'alimentazione sana ed equilibrata. Spiegatemi il concetto di sano e genuino in una cotoletta preimpanata, in un sugo pronto al basilico, in una merendina piena di coloranti, conservanti, antiossidanti, emulsionanti  ecc. Mangiare sano dovrebbe essere un'altra cosa, dovrebbe farci stare bene, acquistando prodotti il cui impatto sull'ambiente e sulla vita delle persone sia il più possibile sostenibile, perché come ho letto ultimamente un'alimentazione rispettosa della natura è anche un'alimentazione che ti tiene in forma,  Per me mangiare sano significa attenzione alla cottura e alla conservazione dei cibi, in modo da sfruttare al meglio tutti i principi nutritivi, seguire il calendario delle stagioni per l’acquisto di frutta e verdura, mirare il più possibile al biologico e al KM0, usare solo uova di galline libere e farine biologiche di mulini italiani, olio evo comprato direttamente dal produttore e carni bianche di aziende agricole biologiche con vendita al dettaglio. Sono sempre più lontana dalla grande distribuzione, anche se faticosamente visto che abito in una grande città, ma preferisco finché mi è possibile, vedere come vive o come viene coltivato ciò che mangio. E oggi vi lascio una merenda semplice e genuina, delle dolci brioche, preparate con tutti ingredienti biologici, perfette da consumare al naturale o ancor più golose se imbottite con della confettura o con una tavoletta di cioccolata. Molto meglio di una merendina confezionata, e questa si che si può definire sana e genuina!


18 ottobre 2017

Corona salata ... e il nuovo palazzo romano del lusso!

Nessun uomo 
ti farà sentire protetta e al sicuro 
come un cappotto di cachemire 
e un paio di occhiali neri.
(Coco Chanel) 

L’altro giorno sono stata all'inaugurazione del nuovo mega palazzo della Rinascente. Dopo 11 anni di lavori, finalmente a Roma in pieno centro storico ha aperto un vero department store, con una superficie totale di 14.000 metri quadrati, suddivisa in 8 piani e con oltre 800 brand presenti. L’impatto entrando è mozzafiato,  lo store  gode della luce naturale di una corte interna ed ingloba un palazzetto dei primi del Novecento tutelato della Sovrintendenza per le Belle Arti. Nel piano interrato, si può ammirare un vero sito archeologico con una porzione  dell’Acquedotto Vergine costruito tra il 25 ed il 19 a.C. da Agrippa, sul quale scorrono immagini al led che ne raccontano la storia, salendo invece all’ultimo piano dedicato al food, ci si perde nel magnifico panorama che si può ammirare dalle due grandi terrazze incastonate tra i tetti della Capitale, pranzando o gustando un aperitivo al tramonto. Insomma una visita da non perdere, anche solo per ammirarne l’architettura, ogni piano è stato disegnato infatti da un architetto diverso, per dare un senso di personalizzazione, ma salvaguardando gli elementi architettonici legati alla città. Anche se unico ed originale è sempre fondamentalmente un luogo di shopping, un  vero paradiso dedicato al meglio di moda, bellezza, design e gourmet. Presto ci tornerò ma con più calma e meno caos, ho voglia di godermelo nel dettaglio, soprattutto il food market! Per oggi vi lascio una ricetta copiata dalla mia maestra dei lievitati preferita, in cui ho modificato solo l’imbottitura. 



6 giugno 2017

I miei pangoccioli con farina di farro


Cucina non è mangiare.
È molto, molto di più.
Cucina è poesia.
(Heinz Beck)

Io, come tutti, cucino tutti i giorni, soprattutto primi e secondi, e spesso come tutti, cucino con pochissimo tempo a disposizione per la necessità di mettere il pranzo e la cena in tavola per la famiglia. Ma cucinare non è finalizzato solo a  nutrirsi, cucinare  per me è dedicare del tempo ad una passione e la mia più grande passione, dopo i dolci, sono i lievitati. I lievitati in assoluto sono le preparazioni che hanno più bisogno di tempo e di …coccole! Una lievitazione ben riuscita è frutto di amore e di pazienza, certo anche di esperienza, i tempi cambiano con il cambiare delle stagioni e delle temperature, farine diverse hanno assorbimento diverso, planetarie di marche differenti hanno tempi e velocità differenti, ma ammirare l’evoluzione di un lievitato dall'impasto all'incordatura, passando per la prima e per la seconda lievitazione….è sempre magia! Oggi vi propongo un lievitato dolce, perfetto per tutta la famiglia sia per i piccoli che per i grandi, perché un pangocciolo fa felici tutti, non credete?  In rete ci sono migliaia di ricette di questi panini dolci con le gocce di cioccolato copiati direttamente dalla cucina di Banderas, io ho creato una mia alchimia,  scopiazzando un pò qua e un pò la, senza dimenticare mai la mia base classica e perfetta per le brioche. Vi devo avvertire, il risultato vi potrebbe  deludere,  i miei pangoccioli non assomigliano  molto agli originali … i miei sono sofficissimi … anzi di più!!!  Provateli non vi pentirete !  



26 aprile 2017

Sei anni di blog ... danubio dolce al cioccolato!


Sei è un numero perfetto di per sé,
e non perché Dio ha creato il mondo in sei giorni; 
piuttosto è vero il contrario.
Dio ha creato il mondo in sei giorni 
perché questo numero è perfetto,
e rimarrebbe perfetto 
anche se l'opera dei sei giorni non fosse esistita.

(Sant'Agostino )


Il 6 è un numero pari, è parte della terna pitagorica, è il numero delle facce di un cubo, è anche il numero atomico del Carbonio, base di tutta la chimica degli organismi viventi e 6 sono le punte del sigillo di Salomone. Matematicamente il 6 viene definito un numero perfetto, in quanto il risultato della somma dei suoi divisori è 6. Nell'antichità il sei era consacrato a Giove e a Venere, considerato il simbolo della bellezza e della perfezione. E’ un numero mistico e ambivalente nel suo significato, in quanto è il numero dell’equilibrio e dell’ordine perfetto. In numerologia è il numero del matrimonio, della famiglia e  della casa. E visto che nulla, più del profumo che emana un lievitato al forno, mi dà la sensazione di casa e  di famiglia, ho deciso di preparare un dolcissimo e sofficissimo danubio al cioccolato per festeggiare tutti insieme i sei anni del mio blog, la mia cucina virtuale, la mia seconda casa! E se anche questo traguardo è stato raggiunto, non è solo grazie alla mia passione e alla costanza, ma è soprattutto grazie a voi! Grazie per esserci sempre, alcuni di voi dall'inizio come Simona che l’ha tenuto a battesimo e poi Federica, Aria, Laura e poi l’altra Federica e Imma  e piano piano le amiche, gli amici, i lettori sono aumentati sempre di più, anche se c’è una certa evoluzione nei blog e ci si “segue”  di meno, le statistiche parlano chiaro come il numero sempre crescente dei commenti che mi lasciate, per cui grazie! Perché siete voi il cuore pulsante di questo libro virtuale in perenne aggiornamento, perché se questo blog esiste è soprattutto grazie a tutti voi  che con la vostra presenza costante lo rendete vivo.  Ed ora vorrei offrirvi, purtroppo solo virtualmente, questo golosissimo e cioccolatosissimo danubio, non vi sembra un ottimo modo per festeggiare i 6 anni del mio  blog?


11 aprile 2017

La corona pasquale


Ecchesce a Ppasqua. Ggià lo vedi, Nino:
la tavola è infiorata sana sana
d’erba-santa-maria, menta romana,
sarvia, perza, vïole e ttrosmarino.
Ggià ssò ppronti dall’antra sittimana
diesci fiaschetti e un bon baril de vino.
Ggià ppe ggrazzia de Ddio fuma er cammino
pe ccelebbrà sta festa a la cristiana.
Cristo è risusscitato: alegramente!
In sta ggiornata nun z’abbadi a spesa
e nun ze penzi a gguai un accidente.
Brodetto, ova, salame, zuppa ingresa,
carciofoli, granelli e ’r rimanente,
tutto a la grolia de la Santa Cchiesa.

Giuseppe Gioacchino Belli
19 aprile 1835

Ma voi la mattina di Pasqua come fate colazione, quali sono le abitudini della vostra regione? A Roma la tradizione pasquale  vuole che la giornata si apra con un pasto a dir poco impegnativo. Per un giorno si abbandona il classico cornetto con il cappuccino e ci si siede ad una tavola imbandita per una ricca colazione salata. Un pasto particolarmente sentito, che quasi supera di importanza il classico pranzo. Il menu varia di famiglia in famiglia, ma comprende ovviamente dei punti fermi: torte salate, uova sode, frittata di carciofi, pizza pasquale e salame corallina. Un salame con un impasto finissimo composto da tre parti di carne magra di maiale macinata e da una parte di lardello a cubetti che forma della larghe occhiature.  E proprio questo particolare tipo di salame ho utilizzato per imbottire la mia corona pasquale, perfetta per la nostra colazione, ma anche come centro tavola per il classico pranzo pasquale, oppure da portare nel cestino del pic nic per la scampagnata di pasquetta! 



12 settembre 2016

Brioche all’acqua a lunga lievitazione


Le fotografie possono raggiungere l'eternità 
attraverso il momento.
(Henri Cartier-Bresson)

Quanta strada è stata fatta da quando il primo prototipo di macchina fotografica,  scattò e impresse la prima vera foto della storia! Eravamo nei primissimi anni dell’ottocento, da allora quel prototipo ha continuato ad evolversi fino all’avvento del digitale, che secondo molti ha stravolto completamente il mondo della fotografia, perché al posto della romantica pellicola, oggi abbiamo un sensore pieno zeppo di pixel che grazie a un complesso algoritmo registra e memorizza le immagini rendendoci schiavi dello scatto compulsivo. Sicuramente molto più comodo, economico e veloce,  ma quanta più magia nello sviluppo su  pellicola! C’è stato un tempo in cui adoravo passare le ore in camera oscura a sviluppare rullini e poi a stampare foto in b/n. Tra acidi, fissaggi, tank, ingranditori …  regolando l’altezza della testa dell’ingranditore per scegliere di volta in volta la dimensione in cui stampare … le prove di esposizione, annotando i tempi su foglietti volanti per scegliere poi quello che aveva prodotto l’esposizione migliore … l’emozione di veder apparire l’immagine piano piano sotto i miei occhi , tirarla fuori dalla vaschetta con le pinze facendo attenzione a non rovinarla e poi metterla ad asciugare ….  Allora per ottenere una stampa virata seppia, bisognava fare due passaggi in camera oscura, per ottenere la reazione chimica che trasformasse l’argento in solfuro d’argento, ora per ottenere questo effetto … ho solo fatto due clik sul mouse!!!



3 maggio 2016

Brioches light ... senza burro, senza latte e senza uova


Maggio l'ultimo mese di primavera è arrivato, ma invece di allegerirci ci siamo rimessi le felpe! Che tristezza, ditemi che passerà presto, ho tanto bisogno di sole, di week end al mare, ma anche di semplici passeggiate nel verde, bisogno di primavera... quella vera! Intanto complice il brutto fine settimana appena trascorso,  ho finalmente rimesso le mani in pasta e l'ho fatto producendo queste brioche "light". Si perchè queste dolci treccine sono senza burro, ma anche senza uova e senza latte e nonostante tutti questi "senza" sono incredibilmente soffici e buone. Queste brioche sono la colazione ideale non solo per chi purtroppo è intollerante al lattosio, ma anche per tutte quelle persone che per vari motivi desiderano seguire un'alimentazione senza troppi grassi, senza per questo dover rinunciare al piacere di una piccola coccola per iniziare la giornata. Sono deliziose così semplicemente nature, ma ancora meglio con un velo di marmellata o di miele, o se il light non è tra i vostri interessi ... golosissime con la nutella!


23 gennaio 2016

Senza uova ... una brioche, tre stellette e una greca

Generale dietro la collina
ci sta la notte crucca ed assassina
e in mezzo al prato c'è una contadina
curva sul tramonto sembra una bambina
di cinquant'anni e di cinque figli
venuti al mondo come conigli
partiti al mondo come soldati
e non ancora tornati.
Generale dietro la stazione
lo vedi il treno che portava al sole
non fa più fermate neanche per pisciare
si va dritti a casa senza più pensare
che la guerra è bella anche se fa male
che torneremo ancora a cantare
e a farci fare l'amore, l'amore
dalle infermiere.
Generale la guerra è finita
il nemico è scappato, è vinto, è battuto
dietro la collina non c'è più nessuno
solo aghi di pino e silenzio e funghi
buoni da mangiare buoni da seccare
da farci il sugo quando viene Natale
quando i bambini piangono e a dormire non
ci vogliono andare.
Generale queste cinque stelle
queste cinque lacrime sulla mia pelle
che senso hanno dentro al rumore
di questo treno
che è mezzo vuoto e mezzo pieno
e va veloce verso il ritorno
tra due minuti è quasi giorno, è quasi casa,
è quasi amore.
F.De Gregori

Quando De Gregori scrisse questa canzone non ti conoscevo, e non ti avrei incontrato ancora per molti anni, ma da quando sei entrato nella mia vita sei stato subito un punto di riferimento importante, e da quando mio padre è morto sei stato sempre presente per me. Praticamente un altro padre. Sei stato l’unico nonno che mia figlia abbia mai conosciuto, ma sei stato un super nonno, coccoloso  e protettivo, le hai insegnato a camminare … quante ore hai passato su e giù per quel corridoio con la schiena curva a tenere le sue manine e a vederla sgambettare felice, e poi al mare quando le hai insegnato ad andare in bicicletta, quanti bagni fatti insieme, quanti castelli di sabbia, quanti cuccioli feriti raccolti e curati e quante piantine innaffiate … quante lacrime mie hai asciugato, quante ansie hai placato e quanti consigli hai elargito, quanti regali mi hai fatto, li conservo ancora tutti! Me lo dicevi spesso che ero una nuora speciale e io ti dicevo spesso che eri un suocero speciale. Nella vita bisognerebbe sempre dire alle persone a cui teniamo quanto gli vogliamo bene, perché purtroppo  nessuno ci avverte quando non avremo più il tempo per farlo. Son passati tanti anni ormai,  ma tu sei sempre qui in un posticino del mio cuore. In una fredda giornata di gennaio te ne sei andato e in una fredda giornata di gennaio il mio pensiero corre a te. Non ti dimenticherò mai Generale! 


27 novembre 2015

La mitica rosticceria siciliana ... i calzoncini palermitani al forno

Amo la Sicilia follemente, i suoi sapori,   i suoi colori, i suoi profumi ... e la sua cucina. La meta delle vacanze estive della mia adolescenza mi è rimasta nel cuore ed è ancora uno dei miei posti preferiti. Dei mille ricordi che mi affollano la mente, legati a quest’isola meravigliosa molti sono anche culinari, lì ho assaggiato per la prima volta  i fichi d’india, imparando prima a raccoglierli e poi a pulirli (secchioni interi!),  ho imparato che non c’è pesce più buono di quello, veramente appena pescato, e cucinato sulla barca dal pescatore,  ho imparato  ad amare  pane e panelle, i cazzilli, le arancine …  per non parlare della mia merenda preferita, un pezzo di rosticceria! Chi è stato almeno una volta in Sicilia, soprattutto a Palermo e dintorni,  ha  già capito di cosa parlo:  pizzette, calzoni,  ravazzate … l’impasto di base è sempre lo stesso. I “pezzi” di rosticceria riempiono i banchi dei bar e dei panifici,  stesso impasto versatilissimo con i ripieni più vari. Profumi e sapori irresistibili, oggi vi propongo i calzoncini palermitani  ricetta fedelmente copiata dal blog di  Ylenia siciliana DOC!


11 settembre 2015

Treccine al latte con farina di farro bianco e semola

Che voglia che avevo di rimettere le mani in pasta! E così complice la temperatura  leggermente più umana il mio forno è rientrato in funzione ed ho potuto proporre alla famiglia la mia colazione estiva preferita di  quando bambina andavo in montagna dai nonni: pane e fichi. Quei panini sofficissimi al latte, fatti dalle mani magiche di mia nonna, con quel sapore d’infanzia e di coccole. Per cercare di riprodurli il più simili possibili ho utilizzato la farina di farro.  Il farro è un cereale antico,  la varietà più comune in Italia è la spelta, da cui si ottiene uno sfarinato che ha una consistenza davvero simile a quello ricavato dal grano tenero. Per tutti  i prodotti da forno come appunto il pane, la pizza ecc.  questa  farina è perfetta,   può essere scelta integrale, ossia ottenuta dalla macinazione di tutto il chicco, oppure setacciata, detta  bianca. In questo ultimo caso è meglio orientare la scelta su una farina macinata a pietra: nel processo la crusca dei chicchi non viene del tutto rimossa, come del resto anche il germe, e il prodotto rimane più ricco in vitamine e sali minerali. Ma torniamo ai nostri panini o meglio alle nostre treccine, dopo averli sfornati e fatti intiepidire li ho imbottiti con dei meravigliosi fichi freschi. Certo non li ho raccolti dall’albero come facevo da bambina, montando sulle spalle del nonno,  ma giuro che erano molto buoni e soprattutto hanno trovato una degnissima fine come imbottitura di queste sofficissime treccine.  Mangiate questo dolcissimo frutto, senza paura d’ingrassare, perché si è vero che è abbastanza  zuccherino e spesso viene bandito dai regimi ipocalorici, ma come sempre la differenza la fa la quantità del cibo che si ingerisce, per cui  se non ne fate scorpacciate potrete solo beneficiarne. Perché  il fico non è solo ottimo, ma fa anche bene:  è ricco  di sali minerali (potassio, magnesio, calcio, ferro), di vitamine (A,B1, B2, B3, C),  e di  una discreta quantità di proteine. E’ anche uno scrigno di sostanze antiossidanti, ottime per contrastare gli stati di convalescenza e supportare l’organismo spesso messo a dura prova dai cambi di stagione ed è inoltre molto digeribile grazie agli enzimi e le mucillagini che lo compongono. 




18 giugno 2015

Brioche al latte di cocco

“Prendiamo in mano i nostri libri e le nostre penne,
 sono le nostre armi più potenti. 
Un bambino un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo [...]
 La pace in ogni casa, in ogni strada, in ogni villaggio, in ogni nazione
 questo è il mio sogno.
 L'istruzione per ogni bambino e bambina del mondo. 
Sedermi a scuola e leggere i libri insieme a tutte le mie amiche è un mio diritto"
( Malala Yousafzai ) 
 

Questa frase tratta dal libro di Malala Yousafzai, la più giovane vincitrice del Premio Nobel per la pace, è la traccia di tema che ieri mia figlia ha scelto durante la prima prova del suo esame di maturità e mentre lei era a scuola io mamma ansiosa ero …in ansia appunto. Dopo aver passato la prima ora a cercare in rete le indiscrezioni sui titoli scelti dal MIUR, ho dovuto assolutamente mettermi  a fare qualcosa e quando mi devo distrarre un lievitato è perfetto, però uno di quelli facili facili  perchè la  testa era poco presente. Un lievitato dolce che sarebbe stato anche perfetto al rientro della maturanda con lo stomaco chiuso, ma con la necessità di nutrirsi, ed in questo caso prenderla per la gola mi sembrava d’obbligo. E così ho pensato a queste sofficissime briochine al cocco, che  vi assicuro sono deliziose anche mangiate nature, ma  farcite come abbiamo fatto noi con la Nutella erano a dir poco sublimi! Sinceramente ritempranti dopo lo stress da esame della mattina. Ed oggi seconda prova, versione di latino… io ancora in ansia, mentre lei sempre tranquilla, e allora ho deciso di trascorrere la mattinata scrivendo questo post e poi  facendo un giro sui vostri blog per copiare qualche  idea golosa da proporre in questi giorni alla studiosa! In bocca al lupo amore e che Seneca  e Cicerone veglino su di te !!!



9 maggio 2015

I miei panini passe-partout ... al latte strasoffici

A Roma siamo abituati ormai da anni a passare dal freddo al caldo, le famose mezze stagioni sono ricordi che si perdono nella notte dei tempi, ma a memoria mia  non è successo mai in questo modo così drastico, ho realmente tolto il maglione e messo la t-shirt! L’anticiclone africano Apollo  ci ha regalato e ci sta regalando un’estate anticipata con temperature altissime.  Ho letto che la situazione meteo è così, particolarmente nelle regioni del Centro e del Sud,  e che in Sicilia e in Calabria  i valori termici hanno raggiunto anche i 36/37°!!! Ma le previsioni, fortunatamente dicono che il tutto dovrebbe durare solamente per questa settimana e che dalla prossima   il caldo inizierà a diminuire e l’alta pressione, portata da Apollo, cederà il passo ad aria più fresca in arrivo da Nord-est facendoci tornare a temperature “normali”. Mi auguro con tutto il cuore sia così, perchè iniziare con queste temperature già da maggio è eccessivo, calcolando che devo lavorare fino alla fine di luglio!!!  Veniamo alla ricetta di oggi, pensando al mio contest sui lievitati, a proposito vi ringrazio tantissimo per la partecipazione, oggi vi propongo i miei panini  passe-partout, con il loro sapore perfettamente neutrale nè salato nè dolce, sono perfetti per essere imbottiti come preferite, i classici panini utili ad esempio nei bouffet delle feste dei piccoli  imbottiti in mille modi, dalla nutella al salame. A casa mia ci sono sempre nel congelatore, pronti ad un improvviso bisogno di dolce o per organizzare una merenda  gustosa e veloce!  


13 gennaio 2015

Pasta brioche con il metodo di lavorazione di Adriano Continisio

Avete presente quando nel quarto libro della saga Harry Potter scopre di dover combattere, per poter superare la prima prova del Torneo Tre Maghi, con un terribile drago con il nome inquietante di Ungaro Spinato? Vi starete chiedendo che c’entra questo con la cucina e con me? Con la cucina in se stessa nulla, ma con me e con me in cucina… tanto! Harry Potter ha combattuto una sola volta con questo maledetto drago mentre io sono quasi due anni ormai che combatto con il mio Ungaro Spinato o meglio per la precisione con il mio tendine sovraspinoso. Questo tendine con il nome di un drago è uno dei tendini che costituiscono la cuffia dei rotatori che serve per ruotare esternamente la spalla.  Normalmente la rottura totale o parziale di questo tendine avviene per un forte evento traumatico o negli anni per usura in alcune persone che fanno mestieri particolari, tipo gli sportivi lanciatori (pallavolisti, tennisti, cestisti) oppure chi lavora con il gomito sopra il livello della spalla (imbianchini) è più portato a sviluppare un' infiammazione cronica e una conseguente lesione del sovraspinato. Io non sono un’atleta, come sapete, e neanche un imbianchino, non sono caduta, e non ho avuto nessun altro trauma alla spalla e allora come diamine me lo sono lesionato questo tendine dal nome di un drago? Mistero!  Comunque la mia qualità della vita ha subito parecchi problemi in questi ultimi due anni, per carità le varie terapie riabilitative per allontanare il più possibile l’intervento chirurgico hanno fatto e stanno facendo miracoli, ma ancora ho tanti problemi, parecchio dolore e soprattutto tante cose che non riesco più a fare, come ad esempio impastare. E qui arriviamo in cucina  e  al motivo per cui, quest’anno, Babbo Natale mi ha regalato una planetaria….rossa e bellissima! E così per la mia gioia, anche se le braccia non lo permettono più è arrivato chi impasterà per me e per la gioia di tutti si ricomincia con i lievitati! Premetto che odio i libretti di istruzione, non li leggo mai e vado sempre a fiuto con i nuovi aggeggi, però sinceramente non sapevo bene da dove iniziare con un impasto con la planetaria  ed allora non sapendo bene come usarla, ho deciso di cominciare dalla mia amatissima pasta brioche, ma andando a copiare il metodo di lavorazione dal blog del maestro dell’arte bianca, il mitico Adriano. Se non lo conoscete, vi consiglio vivamente di farci un giro, lui è fantastico spiega benissimo ed è sempre disponibile a dare consigli a noi profani. Questo è il procedimento che lui utilizza per fare la pasta brioche per il danubio, un procedimento indiscutibilmente lungo, ma vi assicuro che all’assaggio la differenza di lavorazione si sente e come, vi  descrivo anche la versione semplificata, senza riposo notturno, ma provate almeno una volta a seguire il procedimento per intero e sentirete che nuvole! Io ho deciso di produrre delle piccole brioche monoporzione da surgelare e con un equilibrio di sapidità che le fa risultare perfette sia da abbinare al dolce che al salato. Ovviamente potrete usare questa pasta bioche, con questo metodo di lavorazione, per fare qualunque cosa la vostra fantasia vi suggerisca.

16 dicembre 2014

Brioche alla Nutella tipo Flauti

Natale è anche il mese in cui ci si scambiano piccoli regali tra le persone a cui si vuole bene, familiari, amici e  colleghi. Ma un regalo  non  deve necessariamente essere costoso a volte basta, o dovrebbe bastare, anche il pensiero.  Ed è proprio questo che oggi voglio fare. Vorrei donare questa ricetta “ rifatta per lei “ ad una donna dolcissima solare e allegra, una donna che ha sempre tempo tra tutti i suoi impegni per passare a trovare le amiche, per darci il buongiorno, per infonderci sempre il buon umore. Questa donna speciale che reputo un’amica, anche se solo di penna, come si sarebbe detto un tempo, si chiama Simona e questi golosissimi flauti sono per la sua nuova rubrica. E se per caso non conoscete il suo blog correte a visitarlo ci troverete tantissime ricette deliziose e una padrona di casa intelligente e modesta  una persona rara di questi tempi dove tutti cercano solo disperatamente di emergere e di apparire a discapito di ogni cosa. Buon dicembre Simo e buona vita amica mia !