La rete è strana, è un mare immenso di informazioni in perenne movimento, e proprio come in un mare ci si può perdere a navigare, ma a volte proprio come un piccolo marinaio di altri tempi navigando casualmente senza meta si può anche avere la fortuna di approdare in un piccolo porto sicuro dove trovare ciò di cui si ha bisogno. E così successe a me tanto tempo fa ormai, navigando navigando casualmente capitai nel piccolo porto sicuro del blog di Veronica e qui mi si aprirono le fantastiche porte del mondo dei lievitati. Da quel giorno ho innalzato la mia amica virtuale a mia esperta di lievitati, e lei lo è davvero e talmente tanto da farne il suo mestiere, a proposito se capitate dalle sue parti andate nella sua pizzeria Guerra e Pace vi stupirà con le sue delizie. Non che prima di conoscerla non impastassi o non preparassi levitati, li ho sempre fatti e sempre amati, ma grazie alle sue ricette e ai suoi consigli mi sono evoluta e come un Pokemon sono passata al livello successivo! Se non conoscete ancora il suo blog dovete assolutamente andarci! Veronica, un‘amica dolcissima, da cui ho copiato tantissime ricette quella di oggi è solo l’ultima della serie... l'ultima per adesso ovviamente!Anche questa volta la ricetta è leggermente modificata, ma pochissimo !
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26 maggio 2015
19 febbraio 2015
Pasta e patate alla napoletana con la ... munnezzaglia!
Ho cominciato a cucinare quando mi sono sposata, non che prima non mi piacesse, ma come tutte le figlie non ne avevo bisogno e per puro diletto preparavo solo dolci. Per cui con una casa mia c'è stato il primo vero approccio quotidiano alla cucina. Ho iniziato, credo come molti, con le ricette di casa, sia quelle che facevano parte delle abitudini della mia famiglia di origine, sia con le ricette di mia suocera, ottima cuoca. Grazie a lei ho imparato ad amare la cucina napoletana ed ho anche scoperto l’esistenza di cose o ingredienti, a me fino a quel momento sconosciuti. Per esempio la pasta ammischiata o munnezzaglia. Un tempo in Campania le varie tipologie di pasta venivano vendute in casse, quando le casse erano quasi vuote e restavano sul fondo gli scarti dei vari formati di pasta, spesso anche mezzi rotti per cui impossibili da vendere singolarmente, questi rimasugli venivano mischiati dai negozianti e venduti ad un prezzo più basso, con il nome di “munnezzaglia”, dando così anche alle famiglie meno abbienti la possibilità di fare la spesa di questo ingrediente fondamentale nella nostra dieta di italiani. Gli anni passano, ma certe abitudini restano e soprattutto nel napoletano le sapienti padrone di casa, per utilizzare la pasta che avanzava dai vari pacchetti, la mescolavano e la utilizzavano per creare minestre gustosissime. E così la pasta mista, creata dalla necessità del riciclo, diventa un vero e proprio formato messo in produzione e venduto dalle grandi marche. Oggi con questo particolare formato di pasta, che io trovo simpaticissimo, vi propongo un super classico della cucina napoletana, la pasta e patate. E ve la propongo nella sua versione antica, la più povera ... patate, pasta mista e crosta di parmigiano. Si avete letto bene, la crosta quella che solitamente si butta, qui invece ha un suo perchè e si erge ad ingrediente principe, semplicemente grattata e poi tagliata in due o tre pezzi, in cottura rinviene nel brodo di pasta e patate e diventa morbida, un piacere da masticare. Cucinata a regola d’arte, la patata si scioglierà insieme alle croste di parmigiano creando una crema che avvolgerà come un velluto questa confusione ordinata di pasta, pochissimi ingredienti con cui otterrete un gusto ricco e pieno di sapore ... sapori antichi di cose semplici, per me sempre i migliori.
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11 febbraio 2013
Gli acciuleddi sardi ... attenzione creano dipendenza!
Prima di tutto grazie. Grazie per esserci, per le vostre parole affettuose di amicizia e di incoraggiamento, me ne sono arrivate tante sia tramite commenti che tramite mail. Grazie per gli auguri scaramantici e grazie per la vostra presenza costante. Domani mattina sarò in clinica, ma avevo voglia di lasciare a casa dei dolci golosi che al mio ritorno mi tirassero su il morale (calcolando che vado in day hospital e che starò tutto il giorno a digiuno visto che devo andare alle 8 per l’accettazione e l’intervento è previsto per le 12) al mio rientro mi sarò meritata qualcosa di super goloso? E visto che martedì è anche l’ultimo giorno di carnevale, ieri ho deciso di preparare, gli “acciuleddi” dei tipici dolcetti galluresi di carnevale. Nell’usanza antica questi intrecci di pasta dolce venivano preparati fondamentalmente nella Gallura, zona nord-orientale della Sardegna, per offrirli ai bambini mascherati che giravano per le strade dei paesi. Ora si possono trovare in tuttte le pasticcerie di questa meravigliosa isola e in tutti i periodi dell’anno. Io ne ho trovati anche in pieno agosto in costa smeralda! A me li ha insegnati la moglie di mio cugino, gallurese appunto e sono le dosi che si tramandano da generazioni nella loro famiglia. Se non li conoscete dovete provarli sono squisiti, l’unico problema reale è che creano una fortissima dipendenza !
2 aprile 2012
Casatiello ... di casa mia
La ricetta di oggi, in realtà, non è quella originale del casatiello, ma è quella del tortano, anche un pò rivisitato. Due rustici tipici napoletani del periodo pasquale. Si differenziano per il modo in cui si aggiungono le uova: nel casatiello vanno aggiunte intere, crude ricoperte con delle striscie di pasta, mentre nel tortano vanno aggiunte sodate e tritate direttamente nell'impasto. Allora perchè l'ho chiamato Casatiello di casa mia? L'aggiunta casa mia, mi salva dal pubblicare un falso! Come sapete io sono nata a Roma e prima di conoscere mia suocera non conoscevo l'esistenza di questa ricetta tipica partenopea, lei napoletana doc me lo ha fatto assaggiare ed io l' ho adorato subito, ma avendolo lei denominato casatiello (sbagliando ora lo so, ma prima non ne ero a conoscenza) a casa mia è stato memorizzato così. Ora è entrato a far parte anche della tradizione culinaria della mia cucina pasquale, ma è rimasto casatiello...ma di casa mia !
7 agosto 2011
Piadine...mon amour
Stando qui al mare è più semplice riunirsi tra amici, in giardino, per passare una serata insieme e una delle cene che preferiamo organizzare è la serata della piadina. Si comincia con varie imbottiture salate e poi si finisce tutti grandi e piccini con piada e nutella !
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25 giugno 2011
Penne e friggitelli
I friggitelli sono dei peperoni di piccola dimensione, non piccanti di uso comune nel Sud Italia. Questa ricetta che è una preparazione classica nel periodo estivo, a me l'ha insegnata mia suocera che è napoletana.
2 giugno 2011
Insalata caprese
Oggi è il 2 giugno festa della Repubblica Italiana, ed essendo anche nel 150° anniversario dell'unità d'Italia volevo in qualche modo onorare questo giorno anche su questo semplice blog di cucina postando una ricetta "l'insalata caprese" che, anche se semplicissima, con i suoi colori ricorda il nostro tricolore !
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3 maggio 2011
Tagliolini di crespelle in brodo di carne
Ingredienti
per il brodo
200 gr di carne di manzo con l’osso
½ gallina
1 carota
Sedano
Cipolla
passata di pomodoro
Sale grosso
per le crespelle
2 uova
50gr di farina
1/2 tazzina di latte
1 cucchiaino di burro fuso
sale q.b.
parmigiano grattuggiato
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1 maggio 2011
Penne all'arrabiata
Ingredienti
400 gr di penne rigate
100 gr di pecorino romano grattugiato
2 spicchi di aglio
2 peperoncini interi
400 gr di pomodori maturi
olio di oliva - sale - prezzemolo
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30 aprile 2011
Crema fritta
La crema fritta è una specialità marchigiana, che noi abbiamo conosciuto durante le vacanze estive, normalmente è servita come antipasto insieme alle olive ascolane, ma ovviamente è perfetta anche come dolce su un bouffet.
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27 aprile 2011
Spiedini Fritti
Ingredienti
olive verdi dolci
100 gr di Prosciutto cotto in una sola fetta
250 gr di provola affumicata
2 uova
pane grattato
stuzzicadenti
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