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5 agosto 2020

Insalata di riso Red & White


Amo i tuoi mari splendidi 
e le tue Alpi sublimi
amo i tuoi monumenti solenni
 e le tue memorie immortali
amo la tua gloria e la tua bellezza

(Edmondo De Amicis)


Ci sediamo per leggere un libro, per scrivere, per lavorare, per dipingere o comporre, ci sediamo per vedere un film, o per prendere un caffè con un’amica, ci sediamo per mangiare. Sedersi è sinonimo di sosta, pausa, riposo, ma riflettendo ci sediamo anche per viaggiare. Siamo seduti nella nostra auto durante un viaggio on the road, siamo seduti in treno mentre ammiriamo il paesaggio dal finestrino raggiungendo la nostra meta, siamo seduti sopra le nuvole nella cabina di un aereo per raggiungere un altro continente e siamo seduti sul sellino di una bicicletta mentre attraversiamo un parco. Che sia una pausa rigenerante o corroborante, l’importante però è non rimanere mai troppo seduti e troppo fermi. Siamo fatti per muoverci, per correre, per vivere il mondo, per assaporare un tramonto, per riempirci gli occhi di bellezza, per far volare alta la nostra immaginazione, per inebriarci di nuovi profumi e assaporare nuovi gusti. E mai come quest’estate abbiamo voglia di muoverci e di vivere! Con cautela, rispettando le regole, senza negazionismi, con consapevolezza e serietà, ma cercando di goderci al meglio questo tempo di vacanza, e godendocelo nella nostra terra. L’Italia è un paese meraviglioso, con bellezze naturali e artistiche che tutto il mondo ci invidia. Dalle nostre splendide montagne alle città d’arte, passando per i piccoli borghi che ti rapiscono il cuore. Per non parlare del nostro splendido mare, delle nostre coste, delle nostre isole e degli arcipelaghi. Per godere di spiagge bianche e mare cristallino non abbiamo certo bisogno di volare ai Tropici! Ma non siamo solo mare, sabbia fine e fondali meravigliosi, l’Italia è uno strabiliante museo a cielo aperto. Siti archeologici, statue, fontane, collezioni d’arte, ponti e torri raccontano l’abilità di maestri scomparsi, un passato affascinante con una stratificazione di stili e culture artistiche senza pari in cui si esprime al meglio la capacità dell’arte di farsi paesaggio. Dall’antichità al Rinascimento, dal Medioevo al Barocco, ma il nostro paese non è solo un mero computo di monumenti, musei, opere d'arte e centri storici. È qualcosa di più. È la sensazione che si prova quando si gira l'angolo e ci si trova davanti a qualcosa di inaspettato, che ci lascia a bocca aperta. Che siano le rovine di un castello, uno scavo archeologico, la stradina di un delizioso piccolo borgo o uno scorcio da togliere il fiato. Perché, dalla nostra città più grande al nostro più piccolo paese, possiamo essere certi che dietro ogni portone, sotto ogni pietra, al di là di ogni muro, in Italia c'è qualcosa che merita la pena di essere visitato. Solo di chiese ne abbiamo 100.000 nel nostro territorio e quasi tutte di un qualche particolare interesse storico-artistico. Se invece desiderate trascorrere giornate all’aria aperta godendo di paesaggi incredibili, non dimenticate che l’Italia vanta 24 parchi nazionali, che coprono quasi 1,5 milioni di ettari a terra e 71mila a mare, oltre a 32 Aree marine protette e a due parchi marini sommersi. Forse sarà per uno di questi motivi che il mondo ama venire in vacanza in Italia? 


8 luglio 2015

Insalata di riso light con olio aromatizzato alla menta

Questo mese di luglio è a dir poco infuocato. Il protagonista e il colpevole è Flegetonte, così i metereologi hanno chiamato l'anticiclone africano che ha preso di mira tutta l'Italia. Nella mitologia Flegetonte è uno dei fiumi che scorrono nell'Ade, l'oltretomba nella mitologia greca. Il fiume infernale  che scorre attorno a Erebo e che rappresenta la parte più tenebrosa dell'Ade e confluisce, assieme al Cocito, nell'Acheronte. Il suo nome significa "fiume del fuoco".  E questo fuoco ha fatto schizzare  all'insù le temperature in tutte le nostre regioni.  In certe città della nostra  penisola si sfiorano i 40°  e la percezione che si ha, dovuta anche all'umidità, è decisamente più alta. Non so da voi, ma a Roma la condizione climatica per certi versi diventa invivibile, ci costringe ad uscire il meno possibile e ci obbliga a vivere attaccati ai condizionatori d’aria. A casa mia praticamente non riesco a spegnerli. Un afa insostenibile che toglie la fame…. ma bisogna pur nutrirsi  ed allora si va di gelati, di frutta,  di insalate, di preparazioni che si possano o non cuocere, o cucinare  prima,  magari al mattino presto quando l’aria è più respirabile. Nell'attesa che le temperature tornino a livelli normali per la stagione, e che la voglia di cucinare si riappropi di me,  vi lascio questa insalata di riso, fresca, veloce ed anche light, perfetta da mangiare sotto l'ombrellone, per i fortunati che sono in vacanza, o da portare in ufficio nel lunch box per chi come me, è ancora al chiodo in città.





4 aprile 2014

Risotto fragole e asparagi selvatici....e il museo degli asparagi

Non molto lontana da Monaco di Baviera, nel sud della Germania,  c'è la cittadina di Schrobenhausen che racchiude tra le sue antiche mura del 1400 un curioso museo: Europäisches Spargelmuseum,  il Museo Europeo degli Asparagi. Inaugurato nel 1985, è dedicato alla cultura, all’arte e alle svariate curiosità offerte da questo “regale ortaggio”. Qui sono esposti gli attrezzi per la sua coltivazione, gli oggetti e gli utensili per la cucina e la tavola, realizzati in porcellana e in argento, quadri, libri e molte altre cose inerenti a questo tema. Gli asparagi di Schrobenhausen, coltivati nelle fertili terre del suo circondario, sono di qualità bianca, dolci, di gusto delicato e rappresentano un'importante risorsa economica per la zona. Comparivano spesso sulle tavole dei Reali di Baviera ed erano particolarmente apprezzati da Ludwig II, il “re delle favole”. Se per caso capitaste sa quelle parti in primavera ricordate che qui si celebra la sagra-mercato degli asparagi. La via Am Hofgraben si popola di numerose bancarelle dove vengono esposti e messi in vendita al pubblico, direttamente dai coltivatori, gli asparagi del loro raccolto. In questo periodo tutto nella cittadina è all’insegna degli asparagi e i ristoranti fanno a gara nell’offrire le loro specialità a base di questo ortaggio da loro battezzato “königliche Gemüse” ( verdura reale ). Anche da noi bianchi, viola o verdi, gli asparagi sono i re della tavola di primavera; la differenza cromatica si riflette sul sapore, ma non sulle qualità nutrizionali, che rimangono le stesse e sono tante. Questi ortaggi sono davvero poco calorici – circa 25 calorie per 100 grammi – mentre hanno molta fibra, vitamina C, carotenoidi (dall’azione antiossidante e protettiva della pelle e delle mucose e stimola l’azione del fegato), vitamina B e sali minerali, tra i quali calcio, fosforo e potassio.Inoltre mangiando 100 grammi di asparagi, assumiamo circa il 75% della quantità quotidiana necessaria di acido folico, sostanza molto importante per la moltiplicazione delle cellule dell’organismo e per la sintesi di nuove proteine.  Gli asparagi sono anche molto depurativi e diuretici e se non ci sono controindicazioni mediche vale la pena di approfittarne per aiutare e eliminare il ristagno di liquidi nei tessuti e quindi ridurre la cellulite. State invece attenti se tendete a soffrire di disturbi renali, di cistiti e di calcoli renali, perché contengono acido urico che può incrementare le infezione già in atto. Gli asparagi sono ortaggi molto pregiati e vengono impiegati in numerose ricette più che come semplice contorno. Io oggi ho utilizzato i miei preferiti, i Selvatici.  e li ho uniti alle fragole.  L’amaro degli asparagi selvatici  si sposa magnificamente con  il dolce delle fragole... il rosso e il verde  i colori della primavera, della gioia, della rinascita della natura!



12 marzo 2012

Risotto alle fragole profumato con il Brachetto d'Acqui

Oggi vi voglio parlare di un vino-spumante piemontese che adoro: il Brachetto d’Acqui.  Gradevole, brioso, frizzante, allegro e profumato. Un vino dai bellissimi colori porpora o rubino con riflessi violacei. Il suo perlage è fine e persistente, è il vino della seduzione e della gioia, profumato di frutta matura, moderatamente alcolico, inebriante e morbido. Come tutti i veri protagonisti anche la storia del Brachetto è intrisa di leggenda e fascino. Una delle più suggestive e maliziose  racconta che al “VINUM ACQUENSE” si attribuissero mirabolanti virtù afrodisiache. E credenza comune che all’epoca dell’Impero Romano, Giulio Cesare prima e Marco Antonio poi facessero precedere il loro arrivo in Egitto, alla corte della bella Cleopatra, da otri di “vinum acquense”, apprezzatissimo dalla Regina per risvegliare gli ardori dei suoi leggendari amanti. 
La ricetta che vi presento oggi prevedeva originariamente del vino bianco, ma non sia mai detto che io non dia il mio personale tocco e, calcolando che questo vino esalta particolarmente la frutta come  fragole o  pesche, ho deciso di utilizzarlo e vi devo dire che la foto non può assolutamente trasmettervi l’ineguagliabile sapore e profumo che il Brachetto ha dato a questo risotto, ancora una volta la differenza sta nella qualità delle materie prime.


20 febbraio 2012

Risotto allo zafferano e scamorza di Andrea Berton

Andrea Berton, lo chef del Ristorante Trussardi alla Scala, si è guadagnato due stelle Michelin in due anni, tre cappelli da cuoco dall’Espresso e tre forchette dal Gambero Rosso. Praticamente un mito. Ed è anche molto simpatico almeno a vederlo nelle trasmissioni televisive. Qualche tempo fa, durante uno dei miei soliti zapping televisivi, trovai uno speciale su di lui e su i suoi famosi risotti. Andrea Berton  dice che “il risotto è un insieme di tecnica, gusto ed eleganza”  e in questa trasmissione spiegava appunto la tecnica, preparando un risotto alla milanese, a modo suo ovviamente. Seguendo la sua lezione mi sono accorta che ne sapevo ben poco di tecnica di cottura del riso.  Ad esempio   ho scoperto che sbagliavo a mescolare continuamente il riso perchè girando si rischia di “spezzare il chicco” e di conseguenza di far uscire amido in eccesso, oppure non sapevo che per calcolare il tempo esatto di tostatura del riso bisogna toccarlo con le dita, sarà arrivato il momento di aggiungere il vino solo quando il chicco al tatto sarà ben caldo. Quando si aggiunge il brodo, che deve coprire perfettamente il riso, bisogna stare attenti perchè il risotto non deve mai bollire, ma sobbollire uniformemente a fuoco bassissimo. Io ho seguito scrupolosamente le sue indicazioni e vi assicuro che è venuto veramente un risotto alla milanese perfettamente all’onda!


7 luglio 2011

Insalata di riso mimosa

In casa mia in questi giorni è un incubo e non parlo del caldo. Avete presente che vuol dire avere gli opereai dentro l'appartamento e il palazzo circondato di impalcature per cui altri operai fuori sui terrazzi ?? Se non si sbrigano a finire esplodo lo sento !......e allora intanto per rilassarmi cucino, ma ovviamente come richiedono i miei familiari il più freddo possibile.


17 maggio 2011

Il risotto del pescatore




Ingredienti
350gr di riso
600 gr fra moscardini - polipetti - seppioline - calamaretti
400 gr di cozze
olio di oliva - sale
vino bianco
cipolla - aglio - prezzemolo
polpa di pomodoro